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Anffas condanna i maltrattamenti sui due fratelli dello Scalo di Corigliano

Anffas onlus Corigliano, associazione nazionale di famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, nell’apprendere con grande amarezza dai mass-media locali dei gravi episodi di maltrattamento e violenza su due fratelli abitanti allo Scalo di Corigliano, condanna questi fatti con dolore e indignazione e manifesta solidarietà nei confronti delle vittime di tali gravi azioni.

La violenza nei confronti di persone fragili, tanto più se disabili, deve indurre a un fermo richiamo da parte delle Istituzioni. La società intera, inoltre, non può esimersi dall”interrogarsi prendendo apertamente le distanze da quanto accaduto.

La disabilità è e rimane un problema sociale e non privato. Per questo ribadiamo quanto da sempre Anffas Onlus chiede alle Istituzioni, ovvero che le risposte ai bisogni ed ai desideri per una vita di Qualità, con pari opportunità, devono essere interpretate e attuate nel pieno rispetto della Costituzione e della Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità.
La presa in carico della persona con disabilità e della sua famiglia deve garantire una progettualità ed un insieme di servizi e di supporti che tengano conto delle singole situazioni, accompagnando entrambe nelle varie fasi dell’esistenza.

Marinella Alesina – Presidente Anffas onlus Corigliano

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3 dicembre: Giornata Internazionale delle Persone con disabilità

Il 3 dicembre si celebra la giornata internazionale delle persone con disabilità nata per promuovere i diritti e il benessere delle persone con disabilità. Il tema di quest’anno “ Promuovere la partecipazione delle persone con disabilità e la loro leadership: agire sull’agenda di sviluppo 2030”.

L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile impegna a non lasciare nessuno indietro – spiega l’Onu nel messaggio che introduce la ricorrenza e la sua tematica – Le persone con disabilità, tanto come beneficiari quanto come agenti del cambiamento, possono tracciare velocemente il processo verso uno sviluppo inclusivo e sostenibile e promuovere una società più giusta per tutti, includendo in questo processo anche la riduzione del rischio di disastro, l’azione umanitaria e lo sviluppo urbano. I governanti, le persone con disabilità, le loro organizzazioni, il mondo accademico e il settore privato hanno bisogno di lavorare come un’unica squadra per realizzare gli Obiettivi dell’Agenda. 
Il tema della giornata impone una attenta riflessione in Calabria perché siamo ben lontani dalla leadership delle persone con disabilità, specie con disabilità intellettiva. L’assistenzialismo, tipico di un modello bio-medico della disabilità, caratterizza ancora le politiche sociali territoriali. I progetti individuali( art.14 L. 328/00, L.23/2003 Regione Calabria) diritto della persona sancito e ribadito dai tribunali amministrativi, strumenti indispensabili che mettono al centro la persona e i bisogni ad essa collegati secondo un approccio bio-psico-sociale, non vengono predisposti dai comuni con la conseguenza che i contributi economici restano inutilizzati anzi rischiano di tornare al mittente. DOPO DI NOI, VITA INDIPENDENTE: CHI L’HA VISTI? I FONDI per NON AUTOSSUFFICIENZA non vengono rendicontati in tempo.
La riforma welfare, che dovrebbe sanare un ritardo di quasi 20 anni rispetto alla 328/00, non parte.
La mancanza di progettazione delle amministrazioni calabresi, nella celebrazione del 3 dicembre, rimarca la difficoltà e le limitazioni che vivono le persone con disabilità in Calabria che vedono ancora negata la possibilità all’autodeterminazione e all’autorappresentanza.

Marinella Alesina
Presidente Anffas Onlus Corigliano

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Autismo: occhio alle bufale su cure e sedicenti esperti. Appello al ministro della Salute

Fonte www.disabili.com – Anffas e Angsa chiedono al ministro Speranza di intervenire con verifiche  su cure per l’autismo  proposte da un osteopata

Tenere la guardia alta quando si tratta di cure, trattamenti o farmaci più o meno sperimentali o miracolosi è un imperativo per tutti coloro che, trovandosi ad affrontare una malattia o una condizione di disabilità, magari con una diagnosi appena giunta e che lascia smarriti, possono essere più facilmente oggetto di raggiri.

ATTENZIONE ALLE CURE DI FANTOMATICI ESPERTI – Ed è proprio di questi giorno il richiamo a fare “attenzione ai nuovi casi di fantomatiche cure”,  che le due principali associazioni dedicate a persone con autismo e le loro famiglie –  Anffas Nazionale e Angsa (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici) – diramano, appellandosi anche al Ministero della Salute. Angsa e ANFFAS si rivolgono, con una lettera congiunta firmata dai rispettivi presidenti, direttamente al Ministro della Salute, Roberto Speranza, “al fine di tutelare le persone con disturbi dello spettro autistico e le loro famiglie da persone che si spacciano per professionisti e dalle loro fantomatiche cure che altro non sono che mere falsità”.

IL CASO – La richiesta, nello specifico, riguarda l’operato di un presunto osteopata che parla dell’autismo come di “una risposta del corpo a una situazione disfunzionale, a un malessere, il cui trattamento dipenderà dalle esigenze di ogni singolo minore”.
La richiesta delle due associazioni è nata a seguito della segnalazione che Anffas e Angsa hanno ricevuto dalla Federazione Nazionale Ordine dei TSRM e delle Professioni Sanitarie, Tecniche della Riabilitazione e della Prevenzione:  secondo quanto riporta una nota stampa di Angsa a Anffas , la federazione ha segnalato un sedicente operatore – dichiaratosi osteopata ma senza indicare l’iscrizione ad un ordine professionale e senza risultare neanche iscritto all’Ordine Professionale dei Medici  e a quello dei TSRM PSTRP – che parla dell’autismo come di “una risposta del corpo a una situazione disfunzionale, a un malessere, il cui trattamento dipenderà dalle esigenze di ogni singolo minore”, e che afferma che “L’osteopatia deve essere parte integrante di un team e di un trattamento multisistemico, in cui è possibile stabilire una scala di priorità nell’intervento terapeutico”. Ad aggravare la situazione – continuano le associazioni – anche il fatto che questa persona dica di aver prestato servizio presso uno dei Centri IDO – Istituto di Ortofonologia, con sede a Roma, un ente accreditato dal Ministero della Salute e quindi soggetto all’accreditamento di denaro pubblico.

FIDARSI SOLO DI TERAPIE VALIDATE – L’appello a fare attenzione, e fare riferimento solo a terapie validate e accreditate, è quindi forte e chiaro: Anffas e Angsa dichiarano: “Siamo di fronte all’ennesimo nuovo caso di falsa informazione totalmente priva di evidenza scientifica – ricordiamo che il trattamento sopracitato non rientra nella Linea Guida 21Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti“,  il documento elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità mediante un processo di revisione sistematica della letteratura e delle opinioni di esperti – che mira al puro sensazionalismo e che fa leva sulle fragilità delle famiglie desiderose di aiutare i propri cari con disturbi dello spettro autistico e di conseguenza facili prede di questi fantomatici professionisti.

APPELLO AL MINISTERO – Ma l’appello è anche a un intervento di tipo istituzionale: per questo motivo Anffas e Angsa hanno chiesto al Ministro di intervenire per capire se quanto denunciato dall’ordine corrisponda al vero ed in caso prendere le necessarie misure del caso, di mettere in atto iniziative non solo volte ad assicurare che le prestazioni rese a carico del SSN siano effettivamente ed esclusivamente comprese tra quelle riconosciute e validate scientificamente, ma anche volte a tutelare in misura maggiore le persone con disturbi dello spettro autistico ed i loro familiari da chi propone trattamenti miracolosi senza alcun fondamento scientifico, ed infine, sempre a tutela delle famiglie e delle persone con disturbi dello spettro autistico, di riconoscere un ruolo attivo delle associazioni maggiormente rappresentative in tutte le fasi di elaborazione di atti, provvedimenti e decisioni, a partire dalla revisione delle linee guida, relativi a tutti gli ambiti di interesse delle famiglie.

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Dopo di Noi e sostegni per l’invecchiamento delle persone con disabilità: un convegno

Il 2-3 dicembre a Roma il convegno Anffas  “Disabilità Rare e Complesse. Sostegni per l’invecchiamento attivo e per la qualità della vita delle persone con disabilità e dei loro familiari”

Il Dopo di Noi è uno dei più grandi punti di domanda e delle più grandi preoccupazioni per i familiari di persone con disabilità, tanto più grande quanto più la situazione sia complessa. Il Dopo di Noi è necessariamente legato a stretto filo con il Durante Noi, ed è a queste tematiche che viene dedicato il convegno di AnffasDisabilità Rare e Complesse. Sostegni per l’invecchiamento attivo e per la qualità della vita delle persone con disabilità e dei loro familiari”.

Il Convegno si svolgerà il 2 e 3 dicembre 2019 a Roma, presso l’hotel Radisson Blu, approfondendo temi con l’obiettivo di predisporre soluzioni operative ed innovative mirate a garantire e tutte le persone con disabilità e loro familiari adeguati sostegni in tutte le fasi della vita.

Nel corso delle due giornate sarà dato spazio ad interventi predefiniti al fine di apportare buone prassi e prassi promettenti nei servizi Anffas sui processi di presa in carico nelle disabilità rare e complesse e processi di invecchiamento attivo delle persone con disabilità dei loro familiari e della loro qualità di vita e di particolare interesse sarà lo spazio dedicato alle testimonianze, ai quesiti e al dibattito delle famiglie Anffas che avranno la possibilità di confrontarsi con i professinionisti presenti.

Per conoscere il programma dettagliato dell’evento è possibile scaricare la brochure cliccando qui
Per maggiori informazioni sulle giornate, sulle iscrizioni e sulle candidature per le testimonianze (modalità, ecc.) è possibile consultare la pagina dedicata al Convegno cliccando qui.

Per la partecipazione al Convegno è richiesto un contributo di euro 90,00 (iva inclusa): la quota comprende il materiale formativo ed informativo, eventuale accreditamenti presso l’ordine degli Assistenti Sociali della Regione Lazio o ECM (formazione continua in medicina) e i pranzi del 2 e 3 dicembre. Per le persone con disabilità è prevista la partecipazione gratuita fermo restando l’obbligo di iscrizione.

Nella serata del 2 dicembre Anffas omaggerà i partecipanti al Convengo con un momento di intrattenimento teatrale dal titolo “Pesce D’Aprile” di e con Cesare Bocci e Tiziana Foschi previsto alle ore 21.00 presso il Teatro Ambra Jovinelli.

Per info:

www.anffas.net

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Scuola disabili. Cosa prevede il nuovo decreto inclusione? Analisi del testo – Articoli 11-13

Fonte www.disabili.com – Il nuovo decreto inclusione integra e corregge il precedente. I due testi a confronto per comprendere i reali cambiamenti

Anche questa settimana ci occupiamo del D. Lgs. n. 96/19, contenente disposizioni integrative e correttive al D. Lgs. n. 66/17, dedicato alla promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità. Siamo ancora in attesa dei decreti attuativi che renderanno molte delle disposizioni in esso contenute concretamente in atto ed abbiamo avviato un confronto puntuale tra i due testi, al fine di agevolarne la lettura, evidenziando le integrazioni ed i correttivi del nuovo testo che modificano il precedente. Pertanto, dopo l’analisi degli articoli 1-3 , dell’articolo 4, degli articoli 5-7 , dell’art. 8  e degli articoli 9-10 , proseguiamo con l’esame degli articoli 11-13.

Le modifiche contenute nell’art. 11 si riferiscono all’art. 13 del vecchio decreto.
Le modifiche contenute nell’art. 12 si riferiscono all’art. 14 del vecchio decreto.
Le modifiche contenute nell’art. 13 si riferiscono all’art. 15 del precedente decreto.
Le parole o le frasi che vengono sostituite saranno evidenziate in grassetto; quelle che vengono aggiunte saranno evidenziate in rosso.

Oggetto degli interventi su questi articoli, in particolare, è la continuità didattica (si inserisce la possibilità, anche su indicazione della famiglia, di proporre ai docenti con contratto a tempo determinato e con titolo di specializzazione ulteriori contratti a tempo determinato nell’anno scolastico successivo).

ESAME DEGLI ARTICOLI 11-13

Frasi sostituite: in grassetto
Frasi aggiunte: in rosso

 Decreto Legislativo n. 96/19

 

 Decreto Legislativo n. 66/17
Art. 11

Modificazioni all’articolo 13 del D. Lgs. 13 aprile 2017, n. 66

1. All’articolo 13, comma 2, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, le parole   «disabilità certificata» sono   sostituite dalle seguenti: «accertata   condizione di disabilità     ai fini dell’inclusione scolastica».

Art. 13

Formazione in servizio del personale della scuola

1.   Nell’ambito del piano nazionale     di   formazione   di     cui all’articolo 1, comma 124, della legge 13 luglio 2015, n. 107, sono garantite le   necessarie   attività  formative     per   la   piena

realizzazione degli obiettivi di cui al presente decreto nell’ambito delle risorse finanziarie disponibili.

2. Le istituzioni scolastiche, nell’ambito della definizione del piano di formazione inserito nel Piano triennale     dell’offerta formativa, individuano le attività rivolte ai docenti, in particolare a quelli delle classi in cui sono presenti bambine e bambini, alunne e alunni, studentesse e studenti con disabilità certificata (accertata condizione   di disabilità   ai fini dell’inclusione scolastica), anche in relazione alle scelte pedagogiche, metodologiche e didattiche inclusive e coerenti con i piani degli studi individualizzati.

3. Il piano di cui al comma 1 individua, nell’ambito delle risorse disponibili, anche le attività formative per il personale ATA al fine di sviluppare, in coerenza con i profili professionali, le

competenze sugli aspetti organizzativi, educativo-relazionali e sull’assistenza di base, in relazione all’inclusione scolastica. Il personale ATA è tenuto a partecipare periodicamente alle suddette iniziative formative.

4. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca definisce le modalità della formazione in ingresso e in servizio dei dirigenti scolastici sugli   aspetti pedagogici, organizzativi   e gestionali, giuridici e didattici dell’inclusione scolastica.

 Decreto Legislativo n. 96/19

 

 Decreto Legislativo n. 66/17
Art. 12

Modificazioni all’articolo 14

del D. Lgs. 13 aprile 2017, n. 66

1. All’articolo 14 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) al comma 1, le parole «disabilità   certificata» sono sostituite dalle seguenti: «accertata condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica»;

   b) al comma 3:

       1) dopo le parole «della famiglia,», sono inserite le seguenti:

«per i posti di sostegno didattico, possono essere proposti»;

       2) le parole «per i posti di sostegno didattico possono essere proposti, non prima dell’avvio delle lezioni,» sono sostituite dalle seguenti: «e con titolo di specializzazione per il sostegno didattico di cui all’articolo 12».

Art. 14

Continuità del progetto educativo e didattico

1. La continuità educativa e didattica per le bambine e i bambini, le alunne e gli alunni, le studentesse e gli studenti con disabilità certificata (accertata condizione di disabilità ai fini dell’inclusione scolastica) è garantita dal personale della scuola, dal Piano per l’inclusione e dal PEI.

2. Per valorizzare le competenze professionali e garantire la piena attuazione del Piano annuale di inclusione, il dirigente scolastico propone ai docenti dell’organico dell’autonomia di svolgere anche attività di sostegno didattico, purché in   possesso   della specializzazione, in coerenza con quanto previsto dall’articolo 1, commi 5 e 79, della legge 13 luglio del 2015, n. 107.

3. Al fine di agevolare la continuità educativa e didattica di cui al comma 1 e valutati, da parte del dirigente scolastico, l’interesse della bambina o del bambino, dell’alunna o dell’alunno, della studentessa o dello studente e l’eventuale richiesta della famiglia (per i posti di sostegno didattico, possono essere proposti), ai docenti con contratto a tempo determinato per i posti di sostegno didattico   possono essere proposti,   non prima dell’avvio     delle lezioni (e con titolo di specializzazione per il sostegno didattico di cui all’articolo 12), ulteriori contratti a tempo determinato nell’anno scolastico successivo, ferma   restando la disponibilità dei posti     e   le operazioni relative al personale a   tempo indeterminato, nonché   quanto previsto dall’articolo 1, comma 131, della citata legge n. 107 del 2015. Le modalità attuative del presente comma sono definite con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca da adottare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, anche apportando le necessarie modificazioni al regolamento di cui al decreto del Ministro della pubblica istruzione 13 giugno 2007, n. 131.

4. Al fine di garantire la continuità didattica durante l’anno scolastico, si applica l’articolo 461 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297.

 Decreto Legislativo n. 96/19

 

 Decreto Legislativo n. 66/17
Art. 13

Modificazioni all’articolo 15

del D. Lgs. 13 aprile 2017, n. 66

1. All’articolo 15, comma 2, lettera a), del decreto legislativo 13 aprile 2017, n.   66, le parole «disabilità certificata» sono sostituite dalle seguenti: «accertata condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica».

Art. 15

Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica

1.   E’ istituito   presso     il   Ministero   dell’istruzione, dell’università e della ricerca l’Osservatorio permanente   per l’inclusione scolastica, che si raccorda con l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.

2. L’Osservatorio permanente per l’inclusione scolastica svolge i seguenti compiti:

a) analisi e studio delle tematiche relative all’inclusione delle bambine e dei bambini, delle alunne e degli alunni, delle studentesse e degli studenti con disabilità certificata (accertata condizione di disabilità in età evolutiva ai fini dell’inclusione scolastica) a livello nazionale e internazionale;

b) monitoraggio delle azioni per l’inclusione scolastica;

c) proposte di accordi inter-istituzionali per la realizzazione del progetto individuale di inclusione;

d)   proposte di sperimentazione     in   materia   di     innovazione metodologico-didattica e disciplinare;

   e) pareri e proposte sugli atti normativi inerenti l’inclusione scolastica.

3. L’Osservatorio di cui al comma 2 è presieduto dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca o da un suo delegato, ed è composto dai rappresentanti delle Associazioni delle persone con disabilità maggiormente rappresentative sul territorio nazionale nel campo dell’inclusione scolastica, da studenti nonché da altri soggetti pubblici e privati, comprese le istituzioni scolastiche, nominati dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

4. Con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono determinate le modalità di funzionamento, incluse le modalità di espressione dei   pareri facoltativi di cui al comma 2, lettera e), nonché la   durata dell’Osservatorio di cui al comma 2.

5. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

 

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Ecco la guida aggiornata con tutte le agevolazioni fiscali per persone con disabilità

Fonte www.disabili.com – L’Agenzia delle Entrate ha provveduto a pubblicare la guida aggiornata ad ottobre 2019 con i benefici fiscali previsti per i cittadini italiani con disabilità

E’ stata aggiornata ad ottobre 2019 la Guida alle Agevolazioni Fiscali per persone con disabilità, che l’Agenzia delle Entrate periodicamente pubblica per fornire ai cittadini (e ai soggetti del Fisco) uno strumento per potersi orientare nelle agevolazioni e nei benefici fiscali che la normativa tributaria prevede per le i contribuenti con disabilità.
Ricordiamo che nel nostro speciale agevolazioni fiscali disabili abbiamo raccolto, per argomenti, tutti i contenuti della guida, suddividendo le informazioni in essa contenute rispetto a: agevolazioni auto disabili, spese sanitarie e di assistenza, detrazione irpef figli disabili a carico, etc.
Per i contenuti vi rimandiamo quindi alle nostre specifiche pagine dello speciale. Qui invece, di seguito, mettiamo in evidenza gli aggiornamenti, le novità e le eventuali aggiunte della versione aggiornata al 2019 rispetto alla precedente edizione della guida.

Aggiunte  e modifiche nella versione aggiornata della guida 2019, rispetto alla edizione 2017

NELLA PARTE DEDICATA ALLE AGEVOLAZIONI FISCALI SETTORE AUTO

Viene inserita una precisazione utile in merito a

1. INDICAZIONI INSERITE NEI VERBALI PER L’ACCESSO ALLA AGEVOLAZIONE
Per individuare il diritto alle agevolazioni fiscali e le condizioni per accedervi (adattamento dei veicoli, obbligatorio o meno) è strettamente necessario che dai verbali di invalidità o di handicap risulti l’espresso riferimento alle fattispecie previste dal legislatore.
I verbali di invalidità e di handicap hanno raggiunto una strutturazione consolidata che consente più agevolmente questa analisi grazie all’adozione di più omogenee definizioni.

 – “Persona con ridotte o impedite capacità motorie (art. 8, legge 449/1997)”: con questa indicazione nel verbale di invalidità o di handicap, la persona ha diritto ad accedere alle agevolazioni fiscali sui veicoli a condizione che il mezzo sia adattato in modo stabile al trasporto di persone con disabilità; in alternativa, il veicolo deve essere adatto alla guida secondo le prescrizioni della Commissione preposta al riconoscimento dell’idoneità alla guida.

– “Persona affetta da handicap psichico o mentale di gravità tale da aver determinato l’indennità di accompagnamento (art. 30, comma 7, legge 388/2000)”: in questi casi il veicolo non deve obbligatoriamente essere adattato al trasporto per godere delle agevolazioni fiscali.

– “Persona affetta da grave limitazione della capacità di deambulazione o da pluriamputazioni (art. 30, comma 7, legge 388/2000)”: anche in questi casi il veicolo non deve obbligatoriamente essere adattato al trasporto per godere delle agevolazioni fiscali.

2. UNA SPECIFICA RELATIVA ALLE AUTO ELETTRICHE O IBRIDE:
Per l’acquisto di veicoli elettrici spetta la detrazione Irpef ma non l’aliquota Iva ridotta, in quanto la relativa normativa subordina quest’ultima agevolazione alla cilindrata del veicolo.
La detrazione spetta, inoltre, per l’acquisto di veicoli ibridi, modelli composti da due motori, uno termico e uno elettrico, che lavorano o alternati o combinati a seconda delle esigenze di potenza e di velocità. Per l’acquisto di tali veicoli è possibile beneficiare dell’aliquota Iva ridotta a condizione che la cilindrata del motore termico sia fino a 2.000 centimetri cubici, se lo stesso è alimentato a benzina, e a 2.800 centimetri cubici, se è alimentato a diesel.

3. RISPETTO ALLA DETRAZIONE IRPEF DEL 19% SULLA SPESA DI ACQUISTO DELL’AUTO, si precisa inoltre che: Trascorsi almeno quattro anni dalla data dell’acquisto effettuato con le agevolazioni è possibile fruire nuovamente della detrazione per gli acquisti successivi, senza che sia necessario vendere il precedente veicolo

4. VEICOLO ACQUISTATO E UTILIZZATO ALL’ESTERO UNA PRECISAZIONE:
È possibile fruire della detrazione anche se il veicolo è acquistato e utilizzato all’estero da parte di soggetti fiscalmente residenti in Italia. La documentazione comprovante l’acquisto del veicolo in lingua originale deve essere corredata da una traduzione in lingua italiana.

5. Una nuova importante sezione viene riservata a uno schema sulle  SEMPLIFICAZIONI SULLE CERTIFICAZIONI
Riguardo alle certificazioni delle persone con disabilità, l’art. 4 del decreto legge n. 5/2012 ha introdotto importanti semplificazioni. In particolare, è stato previsto che i verbali di accertamento dell’invalidità delle commissioni mediche integrate devono riportare anche la sussistenza dei requisiti sanitari necessari per poter richiedere le agevolazioni fiscali relative ai veicoli (nonché per il rilascio del contrassegno invalidi). Pertanto, i nuovi certificati rilasciati dalle commissioni mediche integrate, oltre ad accertare lo stato di invalidità civile, cecità, sordità, handicap e disabilità del soggetto, devono stabilire anche se sono soddisfatti:
– i requisiti richiesti dal Codice della Strada per poter richiedere il contrassegno di parcheggio per disabili, qualora ricorrano le condizioni per avere diritto a tale contrassegno
– i requisiti richiesti dalle norme fiscali per poter fruire delle agevolazioni per l’acquisto di veicoli.
Gli stessi certificati, a seconda del tipo di disabilità riscontrata, riportano che la persona è:
portatore di handicap con ridotte o impedite capacità motorie permanenti (art. 8 della legge n. 449/1997)
– affetto da handicap psichico o mentale di gravità tale da avere determinato il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento (art. 30, comma 7, della legge 388/2000)
invalido con grave limitazione della capacità di deambulazione o affetto da pluriamputazioni (art. 30, comma 7, della legge 388/2000)
sordo (art. 6 della legge n. 488/99 e art. 50 della legge 342/2000)
non vedente (art. 6 della legge n. 488/99 e art. 50 della legge 342/2000)
Le commissioni mediche rilasciano il certificato al disabile in due distinte versioni: la prima copia riporta le indicazioni sopra esposte in forma estesa, la seconda, invece, è rilasciata in versione “Omissis” (per motivi di privacy) e indica, nella parte relativa alle agevolazioni fiscali, i soli riferimenti normativi relativi al tipo di disabilità.

Per i certificati emessi ai sensi dell’art. 4 del decreto legge n. 5/2012, quindi, la detrazione è subordinata all’indicazione nei predetti certificati della norma fiscale di riferimento (in versione estesa oppure omissis). Per i verbali privi di questi riferimenti normativi, per accedere ai benefici fiscali il contribuente dovrà richiedere l’integrazione/rettifica del certificato emesso dalla Commissione medica integrata, a meno che dallo stesso certificato non sia possibile evincere inequivocabilmente la spettanza delle agevolazioni.

6. “INVALIDO CON CAPACITÀ DI DEAMBULAZIONE SENSIBILMENTE RIDOTTA”: PRECISAZIONI
L’indicazione che il soggetto “è invalido con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta”, ai sensi dell’art. 381 del D.P.R. n. 495 del 1992, attesta esclusivamente che lo stesso ha diritto al contrassegno di parcheggio per disabili. Tale attestazione non implica che il soggetto possieda anche i requisiti richiesti per poter fruire delle agevolazioni fiscali previste per l’acquisto di veicoli. Tale circostanza può essere attestata solo dal richiamo alle specifiche norme fiscali.
La legge n. 114/2014, art. 25, comma 6 bis, ha stabilito che “nelle more dell’effettuazione delle eventuali visite di revisione e del relativo iter di verifica, i minorati civili e le persone con handicap in possesso di verbali in cui sia prevista rivedibilità conservano tutti i diritti acquisti in materia di benefici, prestazioni e agevolazioni di qualsiasi natura”.
Ciò premesso, i verbali con data di revisione successiva al 19 agosto 2014 (data di entrata in vigore della legge n. 114/2014) devono intendersi validi a tutti gli effetti anche dopo il superamento della data prevista per la revisione e fino all’avvenuto completamento dell’iter sanitario della revisione stessa. (Circolare Inps n. 127 del 2016).

7. RELATIVAMENTE ALLE RIPARAZIONI SI SPECIFICA:  
La detrazione Irpef spetta anche per le spese sostenute per le riparazioni degli adattamenti (compresi i pezzi di ricambio necessari alle stesse) realizzati sulle autovetture delle persone con disabilità. Queste spese, che concorrono insieme al costo di acquisto del veicolo al raggiungimento del limite massimo di spesa (18.075,99 euro), devono essere state sostenute nei quattro anni dall’acquisto del veicolo e non sono rateizzabili. Quando, per una sopravvenuta disabilità, è necessario adattare un veicolo acquistato in precedenza senza agevolazioni, le spese per l’adattamento concorrono al limite massimo di spesa di 18.075,99 euro, consentito nell’arco di quattro anni per l’acquisto e la manutenzione dei veicoli adattati. Tale arco temporale decorre dalla data di iscrizione dell’adattamento nella carta di circolazione.

TABELLA RIEPILOGO AGEVOLAZIONI

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NELLA PARTE DEDICATA ALLE DETRAZIONI FIGLI A CARICO

1. SI PRECISA IL NUOVO PARAMETRO PER CONSIDERARE UNA PERSONA FISCALMENTE A CARICO:

Una persona si considera fiscalmente a carico di un suo familiare quando dispone di un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Solo per i figli di età non superiore a 24 anni, dal 1° gennaio 2019 questo limite è aumentato a 4.000 euro.

NELLA PARTE DEDICATA ALLE SPESE SANITARIE DEDUCIBILI DAL REDDITO

1. SI AGGIUNGE CHE
Per avere diritto alla deduzione, il contribuente deve essere in possesso di un documento di certificazione del corrispettivo, rilasciato dal professionista sanitario, dal quale risulti la figura professionale che ha reso la prestazione e la descrizione della prestazione sanitaria resa. Se il documento di spesa è intestato solo al disabile, la deduzione spetta al familiare che ha sostenuto in tutto o in parte il costo, a condizione che integri la fattura, annotando sulla stessa l’importo da lui sostenuto.
Sono deducibili anche le spese sostenute per le attività di ippoterapia e musicoterapia a condizione che le stesse vengano prescritte da un medico che ne attesti la necessità per la cura del portatore di handicap e siano eseguite in centri specializzati direttamente da personale medico o sanitario specializzato (psicoterapeuta, fisioterapista, psicologo, terapista della riabilitazione, eccetera), o sotto la loro direzione e responsabilità tecnica.

2. SI PRECISA CHE
Non sono deducibili:
– le spese sostenute per prestazioni rese dal pedagogista (che non può essere considerato un professionista sanitario, secondo quanto evidenziato nel parere tecnico acquisito dall’Agenzia delle entrate dal Ministero della Salute, in quanto opera nei servizi socio-educativi, socio-assistenziali e socio-culturali)
– le spese sanitarie specialistiche (analisi, prestazioni chirurgiche e specialistiche) e quelle per l’acquisto dei dispositivi medici. Per queste spese, però, spetta la detrazione del 19% sulla parte che eccede 129,11 euro. Nel caso in cui il dispositivo medico rientri tra i mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento delle persone con disabilità (ad esempio stampelle), il diritto alla detrazione del 19% può essere fatto valere sull’intero importo della spesa sostenuta
– le spese sostenute per l’acquisto di alimenti a fini medici speciali, inseriti nella sezione A1 del Registro nazionale di cui all’art. 7 del decreto del Ministero della sanità 8 giugno 2001 per le quali spetta la detrazione del 19% sulla parte che eccede 129,11 euro
– le spese corrisposte ad una Cooperativa per sostenere un minore portatore di handicap nell’apprendimento. Il Ministero della Salute, infatti, ha precisato che tale attività, di natura essenzialmente pedagogica e posta in essere da operatori non sanitari, pur se qualificati nel sostegno didattico – educativo, è priva di connotazione sanitaria. Non rileva il fatto che l’attività sia effettuata sotto la direzione di una psicologa. In caso di ricovero del disabile in un istituto di assistenza e ricovero, non è possibile portare in deduzione l’intera retta pagata, ma solo la parte che riguarda le spese mediche e le spese paramediche di assistenza specifica. Per questo motivo, è necessario che nella documentazione rilasciata dall’istituto di assistenza le spese risultino indicate separatamente

NELLA PARTE DEDICATA ALLE SPESE DETRAIBILI DALL’IRPEF PER IL 19% (INTEGRALMENTE)

1. SI AGGIUNGONO LE SPESE SOSTENUTE PER ACQUISTO CUCINE:
l’acquisto di cucine, limitatamente alle componenti dotate di dispositivi basati su tecnologie meccaniche, elettroniche o informatiche, preposte a facilitare il controllo dell’ambiente da parte dei disabili, specificamente descritte in fattura con l’indicazione di dette caratteristiche

2. SI AGGIUNGE LA precisazione SU SUSSIDI TECNICI E INFORMATICI:
Per le spese effettuate per acquistare telefonini per sordomuti, sussidi tecnici e informatici e cucine, si può fruire della detrazione solo se sussiste il collegamento funzionale tra il sussidio tecnico informatico e lo specifico handicap. Questo collegamento può risultare dalla certificazione rilasciata dal medico curante o dalla prescrizione autorizzativa rilasciata dal medico specialista dell’Asl di appartenenza, richiesta dal Dm 14 marzo 1998 per fruire dell’aliquota Iva agevolata.

3. SI SPECIFICA IL CASO DI SPESE PER BICICLETTE ELETTRICHE
L’agevolazione può essere riconosciuta anche per l’acquisto di una bicicletta elettrica a pedalata assistita, anche se non ricompresa tra gli ausili tecnici per la mobilità personale individuati dal nomenclatore tariffario delle protesi, da parte di soggetti con ridotte o impedite capacità motorie permanenti. Per averne diritto, è necessario che il disabile produca, oltre alla certificazione di invalidità o di handicap rilasciata dalla commissione medica pubblica competente, da cui risulti la menomazione funzionale permanente sofferta, la certificazione del medico specialista della ASL che attesti il collegamento funzionale tra la bicicletta con motore elettrico ausiliario e la menomazione.

4. SUI SERVIZI DI INTERPRETARIATO SI PRECISA:
L’agevolazione riguarda i soggetti minorati sensoriali dell’udito, affetti da sordità congenita o acquisita durante l’età evolutiva che abbia compromesso il normale apprendimento del linguaggio parlato. La detrazione non spetta per i servizi resi ai soggetti affetti da sordità di natura esclusivamente psichica o dipendente da causa di guerra, di lavoro o di servizio.

NELLA PARTE DEDICATA ALLA DETRAZIONE PER GLI ADDETTI ALL’ASSISTENZA A PERSONE NON AUTOSUFFICIENTI

Non cambia il fatto che Sono detraibili dall’Irpef, nella misura del 19%, le spese sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di “non autosufficienza” del disabile nel compimento degli atti della vita quotidiana. Non cambiano il imiti di reddito, ma

1. VIENE AGGIUNTO CHE
La detrazione spetta anche se le prestazioni di assistenza sono rese da:
– una casa di cura o di riposo; in questo caso, la documentazione deve certificare distintamente i corrispettivi riferiti all’assistenza rispetto a quelli riferibili ad altre prestazioni fornite dall’istituto ospitante
– una cooperativa di servizi; in questo caso, la documentazione deve specificare la natura del servizio reso
– un’agenzia interinale (in questo caso, la documentazione deve specificare la qualifica contrattuale del lavoratore)

NELLA PARTE DEDICATA ALLE ALTRE AGEVOLAZIONI PER NON VEDENTI

Nella parte che illustra la Detrazione forfettaria delle spese sostenute per il mantenimento del cane guida 
1. SI PRECISA CHE
si precisa che La detrazione per il mantenimento del cane spetta senza che sia necessario documentare l’effettivo sostenimento della spesa. Unico requisito richiesto per usufruire della detrazione è, infatti, il possesso del cane guida. Essa è pari a 516,46 euro fino al periodo  d’imposta 2018. Dal 2019 la detrazione è elevata a 1.000 euro, nei limiti di spesa di 510.000 euro per l’anno 2020 e di 290.000 euro annui a decorrere dall’anno 2021 (comma 27 della legge 145/2018). Al familiare del non vedente non è invece consentita la detrazione forfettaria anche se il non vedente è da considerare a carico del familiare stesso.

NELLA PARTE DEDICATA ALLA ELIMINAZIONE DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE

Rimane inalterato che per gli interventi di ristrutturazione edilizia sugli immobili è possibile fruire di una detrazione Irpef pari al 50%, da calcolare su un importo massimo di 96.000 euro, se la spesa è sostenuta nel periodo compreso tra il 26 giugno 2012 e il 31 dicembre 2019
1. SI PRECISA  CHE
tale detrazione è del 36%, da calcolare su un importo massimo di 48.000 euro, per le spese effettuate dal 1° gennaio 2020.

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Alunni con disabilità: il PEI obbliga la scuola a garantire supporto per il numero di ore programmato. A riaffermarlo è la Cassazione

Fonte www.disabili.com – Un’importanze sentenza della Corte di Cassazione afferma le disposizioni del PEI e condanna le condotte discriminatorie

In data 8 ottobre, la Corte di Cassazione – Sezioni Unite Civili, con ordinanza 25101, ha confermato l’ordinanza con la quale il Tribunale di Caltanissetta aveva disposto la cessazione della condotta discriminatoria posta in essere da un Comune ai danni di un minore con autismo iscritto alla Scuola d’infanzia.

La sentenza riafferma con forza il principio secondo il quale non è possibile diminuire le ore di sostegno stabilite dal Piano Educativo Individualizzato (PEI). Se ciò accade, si lede il diritto allo studio ed alla pari opportunità, con palese discriminazione.

Il PEI, come definito dall’art. 12 della L. 104/92 e dal Dpcm 185/06 – Regolamento recante modalità e criteri per l’individuazione dell’alunno come soggetto in situazione di handicap  – obbliga l’amministrazione scolastica a garantire agli alunni con disabilità il supporto per il numero di ore programmato: una volta che il PEI sia stato elaborato, l’amministrazione ha il dovere di assicurarne la concreta attuazione.

L’ordinanza riguarda il ricorso presentato da un genitore al Tribunale di Caltanissetta, nel quale egli chiedeva che venisse disposta la cessazione della condotta discriminatoria posta in essere dal Comune nei confronti del figlio minore. Il bambino, con autismo ed iscritto alla Scuola dell’infanzia, aveva diritto ad un assistente alla comunicazione per 22 ore settimanali. Il Comune, però, aveva disposto 10 ore settimanali di assistenza, a fronte delle 22 individuate dal piano (così nel testo) dinamico funzionale relativo all’alunno.

Contrariamente a quanto sostenuto dal Comune, secondo cui sulla controversia avrebbe dovuto pronunciarsi il giudice amministrativo, il Supremo Collegio ha ribadito l’indirizzo giurisprudenziale in base al quale rientrano nella giurisdizione del giudice ordinario le controversie concernenti l’accertamento della sussistenza di un comportamento discriminatorio a danno di un disabile, nella fattispecie ritenuta indiretta. In base alla L. 67/06, infatti, si ha discriminazione indiretta quando una disposizione, un criterio, una prassi, un atto, un patto o un comportamento apparentemente neutri mettono una persona con disabilità in una posizione di svantaggio rispetto ad altre persone e certamente la riduzione delle ore ha messo il minore in una posizione di svantaggio rispetto ad altri alunni.

Le Sezioni Unite sono giunte a tale decisione dando continuità alla propria giurisprudenza in materia, secondo la quale il PEI obbliga, ai sensi dell’art. 12 della L. 104/92, l’amministrazione scolastica a garantire il supporto per il numero di ore programmato, senza lasciare ad essa il potere discrezionale di ridurne l’entità in ragione delle risorse disponibili. Ciò vale anche nella Scuola dell’infanzia, anche se non fa parte della scuola dell’obbligo. La formalizzazione del PEI determina il sorgere dell’obbligo dell’amministrazione di garantire il supporto per il numero di ore programmato.

Il dirigente scolastico deve perciò attribuire a ciascun alunno disabile il numero di ore di sostegno che corrisponda a quello stabilito nel GLO (GLHO), dal quale non si può discostare.

E’ disponibile in rete un modello di intervento e di segnalazione del mancato rispetto di tali disposizioni, suffragate dalla recentissima sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite.