Contatore delle Visite

Cerca

Archivio mensile agosto 2018

Diadmin

Lunghi corridoi e file di letti. La vita segreta nelle residenze per disabili

Fonte www.superabile.it – Un tempo li chiamavano istituti, oggi quasi nessuno usa più questo termine. Sotto nuove etichette, però, resistono vecchi stili di vita, che non tengono conto della volontà di chi li abita. Fra storie e racconti, prima puntata di un’inchiesta che svela la situazione attuale.

Nunzia aveva undici anni e due giorni quando mise per la prima volta piede al Cottolengo di Roma, Casa della divina provvidenza, un istituto che somigliava a un ospedale e accoglieva 600 persone con disabilità, quasi tutte donne. Fu collocata in un reparto di bambine e ragazze fino a 20 anni di età, ma era una delle più piccole. In quell’istituto ci rimase dal 1959 al 1974, 15 lunghi anni durante i quali non proseguì gli studi, fermandosi alla quinta elementare. Nunzia Coppedè oggi è presidente della Fish (Federazione italiana superamento dell’handicap) Calabria, ma la sua presa di coscienza sul diritto delle persone disabili a un’esistenza quanto più autonoma e ricca è cominciata proprio tra le mura di quella struttura, dove veniva sfamata e accudita, senza che nessuno si domandasse cosa quella bambina sventurata potesse desiderare per la sua vita. Nunzia ha scelto di raccontare la sua esperienza di “istituzionalizzazione” all’interno di un volume realizzato dalla Fish e appena pubblicato dall’editore Maggioli: “La segregazione delle persone con disabilità. I manicomi nascosti in Italia”.
 
Si tratta di una raccolta di interventi a cura di Giovanni Merlo e Ciro Tarantino che intende richiamare l’attenzione su un tema poco dibattuto anche all’interno dello stesso mondo della disabilità: quello delle tante strutture residenziali dove migliaia di persone con vari tipi di deficit vivono ancora separate ed escluse dal resto della società. Come Nunzia, che negli anni della rivoluzione giovanile e dell’emancipazione delle donne sperimentò sulla propria pelle l’esperienza della vita in un luogo fatto di spazi anonimi, grandi camerate e regole inderogabili.
 
“Il più grande problema era quello di trovare qualcosa da fare per passare il tempo, le giornate in quel luogo erano lunghe e insignificanti – scrive –. Gli orari davano già una dimensione reale di segregazione, al mattino ci svegliavano presto perché dovevamo sentire la messa dai microfoni, alle 7.30 passava il prete e ci portava la comunione a letto, noi l’attendevamo sedute con un velo in testa, per le 8.30 arrivava la colazione; il giorno del mio onomastico, il 25 marzo, mi arrivava la cioccolata con i biscotti. Se volevo potevo alzarmi, qualcuno mi aiutava, ma non ero obbligata a farlo. Alle 11.30 arrivava il pranzo, alle 17.30 la cena, alle 19 si andava a letto e alle 21 si spegneva la luce”. Mattino, pomeriggio e sera scorrevano sempre uguali, scanditi dalla rigida routine delle preghiere. Le ragazze recitavano l’intero rosario con le suore: una lunga serie di Padre nostro, Ave Maria e Gloria. “Man mano che passava il tempo il rapporto con il mondo esterno si riduceva agli sporadici ritorni in famiglia. La mia vita era lì, in quello spazio limitato si spegneva sempre più la speranza di riprendere la scuola”.
 
Le uniche occasioni di svago erano gli incontri organizzati dal Centro volontari della sofferenza, i viaggi a Lourdes con l’Unitalsi, le visite dal Papa con le dame di San Vincenzo. Le buone signore chiedevano alle ragazze di pregare per loro, il Signore avrebbe accolto con benevolenza le loro preghiere. Ogni tanto arrivavano anche i benefattori e le benefattrici, persone vestite di tutto punto che le ragazze dell’Istituto accoglievano in fila lungo il corridoio. Nunzia si vergognava da morire, specie quando distribuivano dolci, indumenti e soldi. Alcuni facevano parte di un partito politico identificato da uno scudo crociato che, a tempo debito, le ragazze votavano in massa. “Ho deciso di raccontare la mia storia perché era l’unico modo di denunciare la segregazione che io stessa ho vissuto”, spiega la presidente della Fish Calabria, che ha dedicato tutta la sua vita all’inclusione delle persone disabili e delle loro famiglie. Nel 1992 ha pubblicato per la casa editrice Sensibili alle foglie l’autobiografia Al di là dei girasoli, premiata da quattro edizioni e cinque ristampe, oggi scaricabile dal suo sito nunziacoppede.it.
 
A distanza di quasi 45 anni dal giorno in cui ha lasciato l’istituto, Nunzia è convinta che la sua esperienza abbia ancora molto da insegnare. “Purtroppo le situazioni di segregazione non sono un ricordo del passato. Sotto apparenze diverse, certe dinamiche continuano a ripetersi”, precisa. Al tema dell’istituzionalizzazione delle persone con disabilità è dedicata l’inchiesta di SuperAbile Inail, pubblicata sul numero 6/2018 e curata da Antonella Patete.

Diadmin

Quale futuro per le disabilità intellettive?

L’evento promosso da ANFFAS per novembre vuole guardare al futuro delle disabilità intellettive e dei disturbi del neurosviluppo

Come stanno cambiando e, soprattutto, come cambieranno le comunità, i servizi, i sistemi di sostegno, le politiche per le persone con disabilità intellettiva e per i loro familiari? Quali esperienze si pongono sul panorama internazionale come particolarmente promettenti per garantire alle persone con disabilità ed alle loro famiglie diritti umani e qualità della vita?  
Queste alcune delle domande a cui vuole rispondere l’evento organizzato da Anffas, con il supporto del Consorzio La Rosa Blu, dal titolo: “Anffas 60 anni di futuro. Le nuove frontiere delle disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo”, che si terrà a Roma (più precisamente, nella “Nuova fiera di Roma”) nei giorni 28, 29 e 30 novembre 2018.  

Oltre che come momento conclusivo delle Celebrazioni del 60ennale di Anffas, l’evento si propone non solo di fare il punto sulla situazione attuale, ma anche e soprattutto di guardare al futuro delle disabilità intellettive, cadendo non a caso anche in prossimità della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità proclamata dall’ONU, che si celebra il 3 dicembre di ogni anno.

I TEMI CALDI – Nella tre giorndi romana sono previste due sessioni plenarie e 8 workshop tematici di approfondimento, introdotti da esperti di livello nazionale ed internazionale, e con la partecipazione attiva di tecnici, familiari e persone con disabilità intellettive, a cui è appunto rivolto l’evento.
Attraverso questi incontri,  Anffas si propone di approfondire numerosi temi: dalle ultime conoscenze scientifiche, alle novità tecnologiche in ambito scolastico, alla vita indipendente e alle sfide dell’invecchiamento delle persone disabili e di chi se ne prende cura.  

INTRATTENIMENTO – Oltre agli appuntamenti formativi ci saranno anche momenti di intrattenimento e coinvolgimento esperienziale dei partecipanti: in programma spettacoli, mostre, rassegne artistiche, presentazioni di libri, esperienze creative con la partecipazione diretta delle persone con disabilità.

GLI ARGOMENTI DEI WORKSHOP – Gli 8 Workshop paralleli sono in programma il 29 novembre dalle ore 9:00 alle ore 13:00, e hanno come titoli:
• Workshop n.1 – Quale futuro per i bambini con disabilità intellettive e del neurosviluppo: strategie e sostegni per la disabilità nei prossimi anni;
• Workshop n. 2 – Nuovi metodi/strumenti/tecnologie per le disabilità intellettive;
• Workshop n. 3 – Autodeterminazione, autorappresentanza, diritto ai sostegni nella presa di decisioni;
• Workshop n. 4 – Vita indipendente, contrasto alla segregazione e inclusione nella società;
• Workshop n. 5 – Disabilità/invecchiamento e vita di qualità;
• Workshop n. 6 – Autismi: tra processi evidence based ed esiti misurabili;
• Workshop n. 7 – Le scoperte delle neuroscienze;
• Workshop n. 8 – Skills: la mia libertà di scelta – formazione accessibile e toolkit sul Self- Directed Support. (Si specifica che, trattandosi di gruppo di lavoro che si tiene nell’ambito del progetto europeo Skills, per questo workshop non è possibile proporre la propria candidatura ad intervenire in qualità di relatore. Sarà in ogni caso possibile partecipare ai lavori del workshop (fino ad esaurimento posti).

COME PARTECIPARE – Per tutte le infomazioni sull’evento e per partecipare ai workshop in qualità di relatori o di auditori si può consultare il sito di Anffas dove sono riportate tutte le info.

Diadmin

“Dopo di noi”, ripartito il fondo: 51,1 milioni alle regioni per il 2018

Fonte www.redattoresociale.it – Terza tranche del fondo, destinato alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare. L’assegnazione è prevista dal decreto interministeriale Lavoro, Disabilità, Salute, Economia. Il Fondo è stato istituito dalla legge 112/2016. Oltre 8 milioni alla Lombardia.

E’ in arrivo anche la terza tranche del Fondo per il Dopo di noi: 51,1 mioni per il 2018, ripartiti in base al decreto interministeriale (reso noto da Quitidiano Sanità) che coinvolge i dicasteri del Lavoro, Famiglia e disabilità, Salute ed economia, appena firmato e ora in attesa dell’approvazione in Conferenza unificata.

Il fondo è stato istituito dalla legge 112/2016 “Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare”, che ha previsto uno stanziamento di 90 milioni per il 2016, 38,3 per il 2017 e 56,1 milioni per il 2018, ridotti a 51,1 milioni dalla legge di bilancio 2018. 

La fetta maggiore va alla Lombardia, con oltre 8,5 milioni di euro per una quota di popolazione nella classe di età 18-64 anni pari al 16,8%; seguono la Campania e il Lazio, cui vengono assegnati rispettivamente circa 5,1 milioni (per una quota di popolazione del 10,1% in entrambe le regioni).

fondo dopo di noi 2018 tabella riparto

 

Diadmin

Come ottenere libri scolastici digitali per bambini e ragazzi con DSA o legge 104/1992

Fonte www.disabili.com – L’associazione AID dà la possibilità a ragazzi con disturbi di apprendimento di avere testi scolastici in formato pdf

Per i bambini e i ragazzi con un disturbo di apprendimento la versione digitale del testo scolastico può essere un aiuto importante nello studio. I libri digitali, infatti, hanno il vantaggio di poter essere utilizzati con programmi di sintesi vocale e software progettati per creare mappe concettuali; questi strumenti permettono agli studenti di compensare le difficoltà derivanti dal disturbo e studiare con una maggiore autonomia e indipendenza.

SERVIZIO LIBRI AID – Già da un po’ di anni l’Associazione Italiana Dislessia (AID) ha creato il servizio “LibroAID”, attraverso il quale i libri scolastici in formato digitale (file pdf aperti) vengono erogati agli studenti con diagnosi DSA o certificazione di L. 104/1992, grazie al protocollo siglato con l’Associazione Italiana Editori (AIE) e alla collaborazione degli editori aderenti al servizio.
Quest’anno il servizio è già attivo, ed è valido per i libri dell’anno scolastico 2018/2019.

COME FUNZIONA – I libri erogati consistono in un file di testo in formato pdf aperto, che rispetto ai libri in formato chiuso possono essere letti dai sofware compensativi; sono quindi uguali ai corrispettivi cartacei, con la differenza che possono essere visualizzati e letti da computer. È possibile evidenziarli, prendere appunti, creare riassunti di testo o costruire mappe concettuali.

REQUISITI PER ACCEDERE – I requisiti per usufruire del servizio LibroAID sono:
essere in possesso di diagnosi DSA o legge 104/1992 dello studente: in fase di inserimento dei dati anagrafici dello studente è necessario caricare una copia digitale della certificazione, che dovrà essere validata dalla AID, prima di poter accedere al servizio.
– dichiarazione di regolare acquisto del libro in formato cartaceo
– garanzia di utilizzo solo personale del libro da parte dello studente dislessico.
– iscrizione all’Associazione Italiana Dislessia in regola con l’anno 2018.

ITER PER RICHIEDERE I TESTI – Per chi volesse usufruire del servizio Libro AID gli step da seguire sono:
1. Chiedere alla scuola del proprio ragazzo l’elenco dei libri di testo per l’AS 2018/19, completo dei codici ISBN dei singoli libri
2. Rinnovare la quota associativa AID per l’anno 2018 (40 euro o 25 euro per i soci dai 18 ai 25 anni:) sul sito;
3. Caricare la diagnosi DSA o L. 104/1992, in formato digitale, all’interno dell’area riservata di socio AID, sul sito aiditalia.org. La diagnosi dovrà essere validata da AID per consentire l’accesso al servizio;
4. Entrare in LibroAID.it, accedendo con le stesse credenziali di AID (utente e password) e compila le richieste dei libri.

È consigliato di scegliere la ricezione dei testi, se disponibili, in versione “downloadabile”: a conclusione dell’ordine visualizzerai un link per scaricarli e potrai averne l’immediata disponibilità.
In alternativa si può scegliere la spedizione del CD contenente i libri digitali: questa soluzione prevede tempi più lunghi per la gestione e la consegna dell’ordine, effettuato con posta ordinaria (20-25 giorni).

Per maggiori informazioni:

Sito AID Italia