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Archivio mensile marzo 2019

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Open Day 2019

Tutte le strutture associative – circa 1000 in tutta Italia – in cui Anffas da 61 anni si prende cura e carico di oltre 30.000 persone con disabilità e dei loro familiari, il prossimo 28 marzo con la formula “Open Day” organizzeranno, con il protagonismo diretto delle persone con disabilità, convegni, spettacoli e tante altre iniziative volte a diffondere la cultura dell’inclusione sociale, delle pari opportunità, della non discriminazione e del diritto di decidere.

Ad accogliere la cittadinanza ci saranno le persone con disabilità, i loro genitori e familiari, gli associati Anffas, gli operatori, i volontari e tutti coloro che, a vario titolo, operano in Anffas e collaborano con essa, con l’obiettivo primario di diffondere la cultura della disabilità basata sui diritti umani e portando la collettività a contatto con una realtà che è molto distante da quella stereotipata che stigmatizza le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e che le vede, sbagliando, solo come pesi.

Con Anffas Open Day, infatti, Anffas Tutta vuole ancora una volta contrastare cliché, pregiudizi e discriminazioni che purtroppo continuano a circondare le persone con disabilità, in particolare con disabilità intellettive e del neurosviluppo, coinvolgendo la collettività nella costruzione di una società pienamente inclusiva e basata anche sul concetto e sulla cultura dell’autorappresentanza.

Con rinnovato entusiasmo e determinazione, quindi, Anffas Tutta si prepara al 28 marzo 2019 per “aprire le porte all’inclusione sociale” e rendere evidente che, con i giusti sostegni le persone con disabilità possono raggiungere grandi traguardi, spesso ritenuti impossibili e possono prendere le decisioni che le riguardano. Traguardi raggiunti anche grazie ad un costante e prezioso lavoro quotidiano realizzato nelle strutture associative Anffas, che mettendo al centro le persone con disabilità, le vedono sempre più impegnate in prima persona, su temi quali la cittadinanza attiva, il linguaggio facile da leggere, l’autonomia, l’autodeterminazione, l’autorappresentanza e il diritto di decidere. Tanti quindi gli obiettivi raggiunti ma tante le cose ancora da fare!

Anffas invita quindi tutti i cittadini a partecipare a questa grande festa, a conoscere l’Associazione, le famiglie e gli amici che la compongono e le tante attività e iniziative che ogni giorno vengono realizzate per promuovere un futuro in cui nessuno sia più discriminato a causa della disabilità e in cui vengano garantiti a tutti pari opportunità e piena inclusione sociale!

PROGRAMMA DELLA GIORNATA:

Orario: 09:30 -18:30     
Mattino: porte aperte alla cittadinanza ed alle scuole. 
Pomeriggio: installazione interattiva “Sogno e son desto”. Mostra di sogni sognati, desiderati ed avverati realizzata con gli autorappresentanti e le persone che frequentano il centro Anffas.                     
Per informazioni: tel: 0983854879 – info@anffascorigliano.it

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INSEDIATA LA CONSULTA DEL TERZO SETTORE DELLA CALABRIA

Fonte Terzo Settore Calabria – La Riforma del Welfare in Calabria deve trovare urgente attuazione. L’accorato appello è stato rivolto a tutte le forze politiche perché si riapproprino della loro missione che è quella di dare risposte adeguate alle fasce deboli della Calabria.
E’ questo il primo forte messaggio che la Consulta Regionale del Terzo Settore, insediatasi il 20 marzo a Catanzaro, alla presenza dell’Assessore Angela Robbe, del Direttore Generale Varone, della dirigente Dott.ssa Barone e del Dr. Giovanni Latella ha inviato a tutti gli attori politici ed istituzionali.
La Consulta del Terzo Tettore, organismo previsto dalla legge regionale 23 del 2003, è composta da 25 realtà, gran parte delle quali collegate alle grandi organizzazioni del Terzo Settore Nazionale.
La Consulta è stata istituita con il fine di potenziare la programmazione nel campo socio-assistenziale, così come recita la già richiamata legge 23, che recepisce la legge 328 del 2000 ancora non attuata in Calabria.
Gianni Pensabene, portavoce del Terzo Settore della Calabria è stato eletto presidente, e nel suo intervento di apertura ha raccolto e dato immediatamente voce alle indicazioni di tutte le organizzazioni che da anni chiedono che venga attuata in Calabria una Riforma di cui tutto il mondo del sociale attende da ben 19 anni. Tale ritardo è ormai assolutamente ingiustificabile ed incomprensibile.
Come ha rimarcato anche l’assessore Robbe nel suo intervento introduttivo, la politica deve avere delle priorità: i bisogni dei disabili, degli anziani, delle donne e dei minori in difficoltà non possono attendere i tempi della politica neanche nello approssimarsi delle elezioni.
Nicoletta Rossi, eletta vice-presidente della consulta ha ripreso è rilanciato tali concetti dicendosi convinta che tutto il lavoro che è stato svolto negli ultimi tre anni deve trovare una sua urgente conclusione.
La consulta si riunirà nuovamente a breve termine per dare il proprio contributo di collaborazione a tutte le istituzioni impegnate nella Riforma ed allo stesso tempo per individuare tempi ed iniziative che servano a sollecitare il cammino della Riforma.
I piccoli i poveri, le persone in difficoltà reclamano con forza una risposta.

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Assistenza igienica degli alunni con disabilità: i collaboratori hanno una formazione adeguata?

Fonte www.disabili.com – Le norme stabiliscono che la cura igienica degli alunni con disabilità spetta ai collaboratori scolastici. Vengono però formati per questo delicato compito?

Già in passato ci siamo occupati dell’assistente di base igienico-personale, vale  a dire della figura di assistenza materiale di cui necessitano gli alunni con disabilità non autonomi nell’uso dei servizi igienici. Fin dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) – Comparto Scuola – del triennio 1998/2001, tra le mansioni del collaboratore scolastico viene indicata l’assistenza agli alunni con disabilità nell’uso dei servizi igienici e nella cura dell’igiene personale. La nota del MIUR n. 3390/01 ha poi indicato gli standard di competenza per un qualificato esercizio di tale funzione di assistenza, prevedendo percorsi formativi di puericultura, igiene, relazionalità, individualizzazione, nozioni di pronto soccorso e di prima assistenza. Tali mansioni sono state poi ribadite nel CCNL 2002/2005. Nelle azioni di valorizzazione delle figure di Assistenti, Tecnici ed Amministrativi (ATA), il CCNL ha previsto l’individuazione di uno o più collaboratori scolastici per ognuna delle scuole con presenza di alunni con disabilità da avviare a specifici percorsi di formazione.

Più di recente siamo tornati ancora sull’argomento, poiché il D. Lgs n. 66/17 è  intervenuto sulla questione prevedendo nuove importanti disposizioni. In tale norma si prevede, infatti, che i collaboratori vengano assegnati per lo svolgimento dei compiti di assistenza tenendo conto del genere degli alunni.

Non sono mancate, però, le perplessità circa tali disposizioni normative, data la delicatezza di un compito assegnato a personale che ricopre già molti altri ruoli. Vi sono alunni, infatti, che necessitano di una figura di assistenza pressoché continua, che difficilmente può essere affidata a personale che ricopre molte altre mansioni. Una nota sindacale ha inoltre ritenuto illegittimo obbligare il collaboratore scolastico a questa mansione, non essendo uno specialista.

Nei giorni scorsi vi è stato un interessante scambio epistolare in merito tra l’avvocato S. Nocera ed un gruppo di collaboratori scolastici, dal quale sono emerse posizioni molto distanti. I collaboratori hanno evidenziato il loro mansionario vario, sovraccaricato di un ulteriore compito. Hanno sottolineato, inoltre, che tale ruolo dovrebbe essere ricoperto da personale qualificato: il cambio del pannolino non è assolutamente un’operazione semplice, in quanto non si parla di neonati, ma di persone ormai grandi… Comprenderete quindi tutte le difficoltà che troviamo nel sollevarli, muoverli, nel fare delle manovre e movimenti che potrebbero essere pericolosi… Tutto ciò senza alcuna tutela, senza alcun regolamento per i soggetti interessati… Chiediamo che venga al più presto revocata questa mansione di fatto assolutamente estranea al nostro profilo professionale, per affidarla a personale socio-sanitario specializzato… Ritenendo profondamente ingiusto ciò, siamo fermamente convinti e pronti a denunciare in tutte le sedi di competenza. La dignità dei minori, dei disabili e dei lavoratori va rispettata.

Dura è stata la replica di S. Nocera, il quale ha evidenziato che le organizzazioni sindacali confederali hanno firmato il CCNL dopo avere consultato gli iscritti ed hanno stabilito che i collaboratori scolastici che spontaneamente o su incarico del Dirigente Scolastico avrebbero dovuto svolgere il delicato compito dell’assistenza igienica agli alunni con disabilità, avrebbero dovuto frequentare un corso di formazione sufficiente per acquisire le competenze richieste. Hanno inoltre stabilito che al termine del corso i collaboratori venissero inquadrati alla qualifica superiore e ricevessero un rimborso forfettario di circa 1.000 euro annui, senza aumento dell’orario di lavoro. Tale compenso è entrato nella base pensionabile, a differenza di tanti altri emolumenti. Il D. Lgs. n. 66/17 ha previsto che i compiti di assistenza igienica devono essere assegnati nel rispetto del genere degli alunni e quindi anche dei collaboratori. La Sentenza 22786/16 della Corte di Cassazione, infine, ha stabilito che i collaboratori scolastici che si rifiutano ingiustificatamente di eseguire l’ordine di servizio del Dirigente Scolastico circa l’obbligo di assistenza igienica agli alunni con disabilità, commettono il reato e ha condannato gli inadempienti al risarcimento dei danni.

I collaboratori intendono portare avanti la loro battaglia: riteniamo che tale mansione non abbia assolutamente nulla a che fare con il nostro lavoro. Noi non ci sentiamo rappresentati dai Sindacati che hanno firmato il CCNL e riteniamo profondamente inqualificabile da parte delle istituzioni, lasciare i ragazzi disabili alla nostra mercé…

Le norme, è evidente, sono chiare in merito. Resta però da chiedersi se effettivamente la cura igienica degli alunni con disabilità sia un compito coerente con il mansionario dei collaboratori e se essi ricevano concretamente quella formazione necessaria per svolgere tale compito con competenza.