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Archivio mensile aprile 2019

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Mare disabili. Ecco i primi stabilimenti balneari aderenti al nuovo marchio di spiagge accessibili

Fonte www.disabili.com – Ecospiagge per tutti è un marchio di qualità che viene rilasciato alle strutture accessibili, sostenibili ed inclusive.

Nella giornata di ieri è stata presentata alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Vincenzo Zoccano, l’iniziativa Ecospiagge per tutti, nata dalla collaborazione tra Legambiente e Village for all, di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi, che si pone l’obiettivo di dare uno strumento sia agli stabilimenti balneari sia ai turisti che cercano spiagge accessibili.
 
COME FUNZIONA – Si tratta di un nuovo marchio di qualità che viene rilasciato agli stabilimenti balneari sostenibili, responsabili e inclusivi, che possono ospitare tutti. Nato con l’obiettivo di sostenere il valore dell’ospitalità accessibile, ancora poco considerato in Italia, questa iniziativa vuole dare agli stabilimenti un supporto in più per essere accessibili, e agli ospiti (persone con disabilità, anziani, persone con problemi di mobilità, le famiglie con bambini piccoli, etc)  uno strumento utile per orientarsi nella scelta del luogo migliore, in grado di rispondere alle loro esigenze in fatto di vacanze accessibili.

A CHI VIENE RILASCIATO – La struttura interessata viene visitata dagli esperti Legambiente, che fanno poi un Audit completo sulle pratiche di sostenibilità, e verificano che essa sia idonea secondo i parametri previsti. Nello specifico, il marchio viene assegnato a tutti gli stabilimenti balneari che si saranno impegnati nell’adozione di misure di sostenibilità ambientale e di strumenti che garantiscano adeguati standard di accessibilità e di ospitalità per persone con disabilità, anziani, famiglie con bambini piccoli e persone con intolleranze alimentari.
Questa iniziativa ha come scopo ultimo quello di valorizzare chi si impegna ogni giorno per rispettare l’ambiente e prendersi cura dell’ospite. “Avere una spiaggia sostenibile, responsabile ed inclusiva significa migliorare il ‘comfort per tutti’ – ha spiegato Roberto Vitali, presidente di Village for all non trasformare il proprio lido in una ‘spiaggia per disabili’. Significa che tutti possono fare la vacanza che desiderano con i loro amici o la loro famiglia. A noi non piace parlare solo di accessibilità, ma di ospitalità accessibile per tutti, che possiamo coniugare nell’ambito della qualità.”

LE LINEE GUIDA – Il disciplinare di EcoSpiagge per tutti fornisce una serie di linee guida che indirizzano gli stabilimenti balneari verso questo percorso. Si sviluppa attorno a dieci argomenti, che rappresentano i punti cardine dell’ecologia ambientale e sociale, ovvero: produzione e gestione dei rifiuti, gestione della risorsa energetica, gestione della risorsa idrica, alimentazione e gastronomia, mobilità sostenibile, accessibilità ed inclusione, acquisti eco-sostenibili, valorizzazione dei beni culturali ed ambientali, rumore, comunicazione ed educazione ambientale. Ogni area del disciplinare è composta da una breve descrizione dell’obiettivo da raggiungere, e da una serie di criteri specifici, che indicano i doveri delle strutture. Per quanto riguarda il tema dell’accessibilità, viene seguito il manuale operativo di Village for all.

GLI STABILIMENTI ADERENTI – I primi stabilimenti balneari che hanno già aderito sono: Rete d’Impresa delle Marine del Parco di Viareggio, Bagno Alhambra, Bagno Aretusa, Bagno Arizona, Bagno Ester, Bagno Mergellina, Bagno Teresa, Lidi di Comacchio, nel Parco del Delta del Po con il Bagno Gallanti Beach.

LE ATRE PROPOSTE DI VACANZA – Questa e altre iniziative dimostrano che finalmente il turismo accessibile (o l’ospitalità per tutti!) iniziano a essere seriamente considerati come un aspetto strategico del business turistico. Si moltiplicano, infatti, i progetti e le iniziative dedicate: segnaliamo ad esempio gli interessanti servizi del tour operator specializzato in vacanze disabili Bed & Care Travel o i viaggi di gruppo organizzati per persone disabili
a cura dell’associazione Strabordo.

E allora…buone vacanze a tutti!

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Presentazione della lettera Pastorale all’Arcivescovo Giuseppe Satriano

Diverse e diversificate sono le attività che l’associazione di famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, Anffas Onlus Corigliano, porta avanti da tempo attraverso progetti mirati a garantire la piena inclusione di tutti attraverso pari opportunità. In questa direzione si colloca anche l’iniziativa condotta nei mesi scorsi che ha prodotto la trascrizione della lettera pastorale dell’arcivescovo di Rossano Cariati, Giuseppe Satriano, in linguaggio facile da leggere.

Il Linguaggio Facile da Leggere è uno strumento fondamentale per consentire realmente le pari opportunità. Obiettivo è, infatti, rendere tutte le informazioni accessibili, facili da leggere, appunto, e da capire così come stabilito dall’articolo 9 (Accessibilità) della Convenzione  ONU sui diritti delle persone con disabilità, consentendo anche a chi ha una disabilità intellettiva di comprendere notizie importanti e di non essere discriminato nell’accesso alla informazione e formazione.

Pathways II è il nome del progetto europeo, condotto da Inclusion Europe e per Italia da Anffas, che ha prodotto questo strumento inclusivo per promuovere la formazione permanente di adulti con disabilità intellettiva e/o relazionale.

In Anffas Corigliano il progetto è stato realizzato dalla prof.ssa Idalina Cipriani, formatasi all’uopo, che ha guidato un gruppo di giovani associati nella lettura della lettera pastorale e nella traduzione in linguaggio facile. Il documento è stato poi trasmesso ai lettori di prova di Anffas Nazionale, persone con disabilità che svolgono la funzione di formatori con l’obiettivo di controllare se quanto scritto è realmente in linguaggio accessibile, per l’approvazione. La Lettera Pastorale, così trascritta, è stata consegnata all’Arcivescovo in occasione della visita presso il palazzo arcivescovile, per gli auguri di Pasqua.

Questo tipo di attività è ormai consuetudine in Anffas Corigliano, i ragazzi, infatti, con tale metodo leggono e comprendono argomenti vari e realizzano il giornalino associativo.

 

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Legge sul reddito di cittadinanza: il giudizio negativo della FISH

Fonte www.superando.it – «Il testo della Legge approvata conserva le lacune e i limiti da noi più volte denunciati, nelle audizioni alla Camera e al Senato e nelle interlocuzioni istituzionali di queste settimane, oltreché negli organi d’informazione»: così Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) commenta l’approvazione della Legge su reddito e pensione di cittadinanza, a conclusione del percorso di un provvedimento su cui la stessa FISH e in generale il movimento delle persone con disabilità avevano chiesto significativi emendamenti.

«Il testo approvato conserva le lacune e i limiti più volte da noi denunciati, nelle audizioni alla Camera e al Senato e nelle interlocuzioni istituzionali intrattenute in queste settimane, oltreché sugli organi d’informazione»: così Vincenzo Falabella, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) commenta la conversione in legge (Legge 26/19) del Decreto Legge 4/19 su reddito e pensione di cittadinanza, ciò che ha concluso il percorso di un provvedimento su cui la stessa FISH e in generale il movimento delle persone con disabilità avevano chiesto significativi emendamenti.

«Ai fini della concessione dell’erogazione del reddito e della pensione di cittadinanza – si legge in una nota diffusa dalla Federazione -, nonostante alcune correzioni minime “di bandiera”, il provvedimento continua ad essere meno vantaggioso per i nuclei in povertà assoluta con persone con disabilità rispetto agli altri. Continuano inoltre ad essere computate le provvidenze assistenziali quale reddito familiare, e continua ad essere pressoché ininfluente la presenza di una persona con disabilità all’interno dei nuclei potenzialmente beneficiari delle nuove misure. Al di là, poi, dei gravi effetti pratici immediati, ancora una volta non si considera quello che è un elemento centrale nella costruzione delle politiche sociali, ovvero che troppo spesso la disabilità è causa di impoverimento e di conseguente esclusione sociale».
«Finché non vi sarà consapevolezza di queste correlazioni – annota a tal proposito Falabella – le politiche per l’inclusione sociale non potranno che essere fallimentari. Ed è con questa considerazione che affrontiamo il prossimo confronto, quello riguardante l’annunciato Codice Unico sulla Disabilità ritenuto centrale da questo Governo, ma su cui non vi sono – per ora – impegni di spesa».
Il riferimento di Falabella è segnatamente allo Schema di Legge Delega approvato dal Consiglio dei Ministri, che a breve arriverà alle Camere, formalizzando l’annunciato intento di redigere appunto «un Codice che razionalizzi e riveda tutta la normativa vigente in materia di disabilità».

«Si tratta – sottolinea il Presidente della FISH – di un obiettivo imponente che il Governo non potrà perseguire senza un confronto con le organizzazioni delle persone con disabilità, ma nemmeno senza accogliere pienamente i princìpi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, senza quella consapevolezza che in questo caso è mancata, senza un adeguato investimento di risorse. Agiremo pertanto con propositiva determinazione già in sede di discussione della Legge Delega, per evitare che il tutto si risolva in un’ennesima occasione persa. Ci si augura quindi di incontrare in questo percorso la dovuta attenzione. Nel frattempo, però, non si può dimenticare che alla fine del 2017 è stato pubblicato il Secondo Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, mirato alla concreta attuazione della Convenzione ONU. A quella norma di indirizzo, inspiegabilmente in stallo, va data rapida attuazione, senza attendere il Codice dai tempi imponderabili».

Sul tema suggeriamo anche la Lettura dell’ampio approfondimento pubblicato dal Servizio HandyLex.org (a questo link). Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampa@fishonlus.it.

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Disabilità, visite guidate e viaggi d’istruzione: la parola d’ordine è nessuno escluso!

Fonte www.disabili.com – Aprile: è tempo di gite, di uscite didattiche sul territorio, di viaggi d’istruzione. Sono occasioni importanti, culturali e relazionali e tutti gli alunni hanno il diritto di partecipare

Le visite guidate ed i viaggi d’istruzione, come specificato nella nota del MIUR n. 645/02, rappresentano un’opportunità fondamentale per la promozione dello sviluppo relazionale e formativo di ciascun alunno e per l’attuazione del processo di integrazione scolastica dello studente con disabilità: nessuno dev’essere escluso. Eppure, a volte, accade. Come poter assicurare il diritto alla partecipazione di ogni allievo?

In base alle norme sull’autonomia scolastica sono oggi le scuole a decidere i criteri delle uscite didattiche e dei viaggi d’istruzione, come indicato dalla nota del MIUR n. 2209/12, nella quale si prevede che l’effettuazione di viaggi di istruzione e visite guidate deve tenere conto dei criteri definiti dal Collegio dei docenti in sede di programmazione dell’azione educativa e dal Consiglio di istituto o di circolo nell’ambito dell’organizzazione e programmazione della vita e dell’attività della scuola. Spetta quindi agli Organi Collegiali fissare i criteri generali organizzativi di tutte le tipologie di uscita e ancora meglio approvare uno specifico Regolamento.

Le scuole devono garantire la partecipazione di tutti e, quindi, nel decidere i luoghi da visitare, le strutture dove soggiornare o i mezzi di trasporto da utilizzare, devono preventivamente domandarsi se siano compatibili con la condizione di disabilità di alcuni alunni, pianificando gli adeguamenti necessari ad evitare ogni forma di esclusione. Dev’essere inoltre garantita, se necessaria, la presenza di un docente in più o quella dell’assistente; può essere consentita quella di un familiare, ma la scuola non può in nessun caso subordinare il diritto di partecipazione alla presenza di quest’ultimo. Per poter assicurare la piena partecipazione di tutti gli alunni, pertanto, è fondamentale che le visite guidate ed i viaggi d’istruzione siano pianificati in maniera puntuale e con grande anticipo.

Tali attività rientrano nelle pratiche didattiche e formative e vengono quindi programmate dai docenti, i quali pianificano le uscite in relazione ai bisogni formativi degli alunni ed alle situazioni presenti nelle classi. Pertanto, organizzare un viaggio che renderebbe difficile la partecipazione di un alunno rappresenterebbe un evidente atteggiamento discriminatorio. Spetta alla comunità scolastica la scelta delle modalità più idonee a garantire l’esercizio di un diritto. Ai sensi del D.P.R. 275/99 gli istituti scolastici hanno completa autonomia nella definizione delle modalità di progettazione di viaggi di istruzione e visite guidate. Non è più in vigore l’obbligo della presenza di un docente ogni 15 alunni, anche se le scuole continuano, orientativamente, ad attenersi a un rapporto non molto difforme. In presenza di un alunno con disabilità, si prevede, generalmente ma non obbligatoriamente, la presenza di un docente in più, non necessariamente di sostegno. Il docente di sostegno, infatti, è assegnato alla classe e non all’alunno e l’integrazione è un processo in cui tutti i docenti della classe sono corresponsabili.

Accompagnare gli alunni nei viaggi di istruzione non rientra tra le attività obbligatorie dei docenti. Si tratta infatti di attività aggiuntive che richiedono la disponibilità del personale e perciò non possono essere imposte. La possibilità di organizzare uscite didattiche e viaggi d’istruzione è quindi subordinata alla disponibilità degli insegnanti a partecipare. Pertanto, sarà premura del Dirigente Scolastico verificare quanti docenti siano disponibili ad accompagnare gli allievi e quanti altri si offrano per un’eventuale sostituzione. Naturalmente, ciò vale anche per il docente di sostegno. La sua eventuale indisponibilità, tuttavia, non compromette in alcun modo la partecipazione dell’alunno con disabilità. Se si rende necessaria la presenza di un docente in più può partecipare un altro docente della classe. Le disponibilità date ad inizio anno scolastico, inoltre, non comportano un obbligo. In caso di sopravvenuti impedimenti può accadere che un insegnante non possa partecipare e proprio per questo sono previsti eventuali sostituti. L’eventuale indisponibilità sopravvenuta di uno o più docenti non può e non deve compromettere la partecipazione di un alunno con disabilità. In situazioni estreme, se non risolvibili, le uscite o i viaggi di istruzione devono essere annullati per tutti, non solo per qualcuno.

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2 APRILE 2019 – GIORNATA MONDIALE DELLA CONSAPEVOLEZZA SULL’AUTISMO

“TECNOLOGIE ASSISTIVE E PARTECIPAZIONE ATTIVA” – È TEMPO DI FARE LUCE SULLE DIFFICOLTÀ DI COMUNICAZIONE E INTERAZIONE

 Nel 2008, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato all’unanimità il 2 aprile come Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo per fare luce e richiamare l’attenzione di tutti sulle necessità delle persone con autismo. Grazie a questa ricorrenza, la consapevolezza dell’autismo è cresciuta in tutto il mondo negli ultimi anni. Per le Nazioni Unite, i diritti delle persone con disabilità, comprese le persone con autismo, sanciti dalla Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD), sono parte integrante del suo mandato. 

In occasione del 2 aprile 2019 il mondo si tinge di blu per aumentare la consapevolezza su una malattia le cui diagnosi sono ancora difficili e che crea difficoltà nell’inclusione di chi ne è affetto. L’obiettivo della giornata è far luce su questa disabilità, promuovendo la ricerca e il miglioramento dei servizi e contrastando la discriminazione e l’isolamento di cui ancora sono vittime le persone autistiche e i loro familiari.

Il tema di quest’anno sarà “Tecnologie Assistive, Partecipazione Attiva” per sensibilizzare la comunità mondiale sulle difficoltà di comunicazione e interazione di questa disabilità complessa.

Quando i leader mondiali hanno adottato l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile nel 2015, la comunità internazionale ha riaffermato il suo forte impegno per uno sviluppo inclusivo, accessibile e sostenibile e si è impegnata a non lasciare indietro nessuno. In questo contesto, la partecipazione di persone con autismo come agenti e beneficiari è essenziale per la realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

Per molte persone con un disturbo dello spettro autistico, l’accesso a tecnologie di assistenza a prezzi accessibili è un prerequisito per poter esercitare i loro diritti umani fondamentali e partecipare pienamente alla vita delle loro comunità. Le tecnologie di assistenza possono ridurre o eliminare le barriere alla loro partecipazione su base di uguaglianza con gli altri. I problemi di sviluppo, di comunicazione e sociali causati dall’autismo possono spesso portare a discriminazioni o alla necessità di speciali cure parentali e interventi medici.

La Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità riconosce il ruolo strumentale delle tecnologie assistive nel consentire alle persone con disabilità di esercitare i loro diritti e libertà. Obbliga gli Stati firmatari a promuovere la disponibilità e l’uso di tali tecnologie ad un costo accessibile, ad agevolarne l’accesso e ad intraprendere o promuovere la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie di questo tipo. Mentre i progressi tecnologici sono continui, esistono ancora notevoli ostacoli all’uso delle tecnologie di assistenza, compresi i costi elevati, la mancanza di disponibilità, la mancanza di consapevolezza del loro potenziale e la mancanza di formazione sul loro uso. I dati disponibili indicano che, in diversi paesi in via di sviluppo, oltre il 50% delle persone con disabilità che necessitano di dispositivi di assistenza non è in grado di riceverli.

Nel settembre 2018, il Segretario Generale delle Nazioni Unite ha lanciato una nuova strategia sulle tecnologie, che mira a definire come il sistema delle Nazioni Unite sosterrà l’uso di queste tecnologie per accelerare il raggiungimento dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030. La strategia intende inoltre facilitare l’allineamento di queste tecnologie ai valori sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite e dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, nonché alle norme e agli standard del diritto internazionale, comprese la CRPD e altre convenzioni sui diritti umani. Tali valori comprendono l’uguaglianza e l’equità, l’inclusione e la trasparenza. La progettazione e l’uso delle nuove tecnologie, secondo la Strategia, dovrebbe essere guidata da una prospettiva etica e basata sui diritti.

Nel contesto della Strategia del Segretario Generale, la Giornata mondiale di sensibilizzazione all’autismo del 2019 presso la sede centrale dell’ONU a New York si concentrerà sull’utilizzo delle tecnologie di assistenza alle persone con autismo come strumento per rimuovere le barriere alla loro piena partecipazione sociale, economica e politica nella società e per promuovere l’uguaglianza, l’equità e l’inclusione.

La Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo mira a mettere in luce gli ostacoli che le persone con autismo – e altri che vivono con l’autismo – affrontano ogni giorno” – commenta Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas,Una persona su cento ha un disturbo dello spettro autistico. In Italia sono circa 600.000. Solo una parte dei casi di autismo è diagnosticato, il resto rimane sommerso. L’autismo è una “disabilità invisibile”, ignoriamo quali e quante barriere affrontano tali persone per comunicare e vivere ogni giorno e non riusciamo a immaginare come rompere queste barriere e rendere la società italiana più accessibile”.

In Italia urge un Piano strategico nazionale sull’autismo, che metta in pratica la legge italiana e la Convenzione delle Persone con Disabilità dell’ONU” – prosegue il presidente: “Troppi infatti, sono ancora i diritti negati alle persone con disturbi dello spettro autistico, troppo sole sono lasciate le famiglie. Oggi vorremmo, ma proprio lo desideriamo fortemente, che qualcuno potesse sentire la nostra voce, la voce di tutte le famiglie stanche, allo stremo delle loro forze”.  

Conclude il presidente Speziale: “Anffas si impegna a dedicare a questo tema iniziative ed approfondimenti, così come si impegna anche nell’ambito del Coordinamento Nazionale sui disturbi dello spettro autistico costituito all’interno di Fish da Angsa-Anffas e Gruppo Asperger, a continuare a battersi per vedere affermati e resi esigibili i diritti e migliorare la qualità formativa di coloro che delle persone con disturbi dello spettro autistico, a vario titolo, si prendono cura e carico”.