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Archivio mensile settembre 2019

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Giorno del Dono. Dieci giorni di eventi a Cosenza e provincia

Fonte www.csvcosenza.it – Dal 28 settembre al 6 ottobre, in 14 comuni del cosentino, si festeggia il Giorno del Dono. La ricorrenza è stata istituita, con apposita legge nazionale, nel 2015 con l’obiettivo di promuovere e rafforzare i valori del dono, della solidarietà e della sussidiarietà.

26 associazioni di volontariato, in collaborazione con cinque scuole e 12 enti del terzo settore, hanno organizzato 28 eventi dedicati alla donazione. Tutte le iniziative sono state inserite dal CSV Cosenza nel cartellone “Io partecipo! 4 ottobre 2019 – V Giorno del Dono”.

Gli eventi si svolgeranno a Cosenza, Rende, Corigliano – Rossano, Cassano, Campana,  Trebisacce,  Villapiana, Paola, Bonifati, Aieta, Praia a Mare, Lago, Amantea e Castrovillari. I volontari cercheranno di sensibilizzare i cittadini alla donazione intesa come donazione di fondi, di tempo, di sangue, di beni e servizi e come donazione di sé.

Si va dalla raccolta e donazione di libri alla maratona ecologica, dal telegiornale dei bambini allo screening cardiologico, dall’esposizione canina al gioco a quiz, dai giochi tradizionali per strada alla distribuzione del pane ai bisognosi oltre che alle classiche donazioni di sangue, raccolte fondi in piazza e incontri nelle scuole. Nel cartellone rientrano anche la giornata nazionale AIDO, quella AISM e la settimana nazionale dell’allattamento materno.

Dal 2015, durante le diverse edizioni del Giorno del Dono, a Cosenza e provincia, sono stati incontrati più di 6 mila cittadini e oltre 400 studenti, sono state raccolte 184 sacche di sangue ed effettuati 147 tra screening gratuiti ed ecografie.

Soddisfatto il presidente del CSV Cosenza, Gianni Romeo. “Dalle 14 associazioni e 9 iniziative del 2015 siamo passati alle 26 associazioni e 28 iniziative di quest’anno. Un cartellone ricco, quello del Giorno del Dono, che colloca la nostra provincia tra le più attive e generose sul fronte della donazione e della solidarietà. Il volontariato cosentino risponde sempre con slancio e passione alle nostre proposte e trova sempre modalità nuove per sensibilizzare i cittadini su questi temi”.

ANFFAS ONLUS CORIGLIANO – laboratorio espressivo relazionale
Si svolgerà venerdì 4 ottobre, nella sede ANFFAS di Corigliano in via degli Iris, n. 15, nel territorio comunale di Corigliano – Rossano, “Regalateci un sogno”, laboratorio espressivo relazionale aperto alla cittadinanza dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 17.00. Resterà aperto tutta la giornata lo sportello  SAI? Servizio Accoglienza Informazione.

 

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Sessualità della persona disabile: un vademecum per educatori, insegnanti, genitori

Fonte www.disabili.com – Edito da Franco Angeli, il volume affronta la tematica sia sul profilo teorico che su quello pratico, con indicazioni concrete su come approcciare la materia per accompagnare la persona disabile nel suo cammino di autodeterminazione

L’affettività e la sessualità delle persone con disabilità continuano ad essere una materia delicata, se non un tabù. Oggetti di stereotipi duri a morire (come quello della persona disabile eternamente bambina, priva di emozioni, desideri e pulsioni anche sessuali), e di una sorta di reticenza da parte della società, questo argomento e le problematiche correlate sono quindi spesso affrontati con difficoltà, imbarazzo ed inesperienza anche da chi si trova a far fronte alla sua gestione, ovvero famiglie, ma anche insegnanti ed educatori, che lo fanno come sanno e come possono.

E’ a questi soggetti che si rivolge il libro “La sessualità della persona diversabile”, scritto da Andrea Mannucci ed edito da Franco Angeli nella collana iRiflettori. Il volume è un agile manuale di consultazione che si presenta come un vademecum che affronta il tema della sessualità della persona con disabilità, fornendo ad educatori, insegnanti e genitori uno strumento di conoscenza, di consultazione e di pratiche operative, frutto della lunga esperienza di dialogo e formazione dell’autore avvenuta sia con famiglie che con operatori e persone disabili. L’obiettivo è quello di fornire uno strumento – che prima mancava – per contribuire ad accompagnare la persona disabile nel suo cammino verso la sua autodeterminazione e la sua identità rispetto alla dimensione della sessualità.

Il volume si divide in due parti: la prima dedicata ad una trattazione più teorica, dove si riflette sulla dimensione della sessualità nella nostra cultura, ma anche  sul ruolo di famiglia, educatori, ambito scolastico ed extra scolastico. La seconda parte ci conduce alla sfera pratica, con spunti e suggerimenti, per approdare poi alla sezione Appendice, che entra nel concreto a tutti gli effetti, guidando nella creazione di un (già sperimentato) corso di educazione alla sessualità, con utili schede di approfondimento composte da parte illustrata e scritta in due modalità di approccio – semplice e complessa – e infine  con una serie di schede di film per approcciare la tematica utilizzando anche questa forma.

Diversi, dicevamo, gli spunti di riflessione presenti nel volume, che rappresentano il punto da cui partire per contribuire a sciogliere questo blocco, che è anche culturale. E’ proprio da una domanda essenziale quale Come affrontare l’argomento quando si è genitori di persone con disabilità? che nascono, ad esempio, delle considerazioni quanto mai utili. Su questo punto l’autore sottolinea, tra le altre cose, come spesso siano le stesse mamme o papà ad essere timorosi nei confronti di ogni cambiamento, tanto più rispetto all’acquisizione di una maggiore autonomia del figlio, con l’effetto che non di rado si sviluppa la tendenza all’iperprotezione, con la conseguente paura di risvegliare una sessualità che ai genitori, per comodità, pare latente (….). Ecco perché i genitori vanno accompagnati, essi stessi , in un percorso di consapevolezza e conoscenza della materia rispetto alla disabilità dei figli: la famiglia è infatti parte essenziale di quella formazione sulla sessualità insieme a educatori e scuola. 
 
Sul fronte “educativo”, il volume ricorda come ad essere chiamati in causa siano i diversi attori facenti parte delle singole agenzie educative, ciascuna sulla base dei propri ruoli e delle proprie responsabilità in merito: l’autore cita la famiglia, che deve investire nel suo ruolo affettivo, legato all’interesse, alla comprensione, all’esempio; la scuola, che deve sviluppare la parte formativa, di analisi e di riflessione; l’istituzione sanitaria che deve sviluppare programmi seri d’istruzione che non parlino solo di AIDS  e di anticoncezionali, ma illustrino chiaramente la sessualità femminile e maschile, definendo in modo chiaro il piacere senza paura di affrontare i tanti approcci alla sessualità.
Interessante anche la proposta di sviluppare una trasversalità di approccio all’interno della scuola, attraverso un criterio multidisciplinare, utilizzando anche strumenti alternativi, quali film, musica, testimonianze, ecc.
Un punto quindi cardine del volume è: ciascuno per la sua parte, arriviamo preparati, competenti e privi di paure e riserve a questa importante fase di autoaffermazione della persona disabile: solo così contribuiremo alla sua completa integrità e autonomia.  

L’AUTOREAndrea Mannucci, già professore associato presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Firenze, è formatore presso agenzie formative, enti pubblici e del privato sociale. È autore di numerosissimi lavori sul tema dell’educazione speciale, della marginalità e della sessualità del diversabile.

SCHEDA LIBRO
Autore: Andrea Mannucci
Titolo: La sessualità della persona diversabile
Casa Editrice: Edizioni FrancoAngeli – collana i Riflettori
Dal 29 agosto in libreria, disponibile anche in ebook.

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Noi, i caregiver familiari di persone non autosufficienti: ecco chi siamo e come viviamo

Fonte www.disabili.com – Notti insonni, energie che mancano, amici che spariscono, paura e stanchezza, ma anche tanta forza. Silvia ci racconta cosa significa essere la caregiver di un marito tetraplegico

“Ce la farò poiché la mia famiglia è lo specchio della mia anima e di tutto ciò in cui ho sempre creduto… Ce la farò perché ho il diritto e il dovere di farcela!
Riuscirò nella mia lotta e in quella di tantissime altre persone che amano in maniera incondizionata, le quali non hanno rinunciato alla propria vita per un caro, ma hanno avuto la capacità di intrinsecarla tra tutte le difficoltà quotidiane trovando, a prescindere, la forza di respirare a pieni polmoni ogni giorno
Inizia così la lettera di Silvia Parenti, mamma di due figli minorenni, che si occupa a tempo pieno del marito tetraplegico, paralizzato dallo sterno in giù che qui ci racconta cosa significa essere, appunto, caregiver familiari.

Essere caregiver ti cambia radicalmente la vita, a volte ti rallenta e in questi attimi di quiete ti fa dono di profondi pensieri… lì ti rendi conto della bellezza della vita, delle sfumature, di quegli attimi dove “è tutto perfetto” e guardandoti allo specchio riscopri nei tuoi occhi quella speranza, quella serenità  e quella voglia di progettare che il giorno prima proprio non esisteva… sì, perché se a volte ti rallenta, in un attimo si trasforma in una lotta contro il tempo e contro il mondo!

Ci sono giorni dove la stanchezza e la paura sono tali da congelarti l’anima, dove senza neanche rendertene conto inneschi il pilota automatico per riuscire a fare tutto e i problemi sono talmente repentini che ti accorgi del passare delle ore solo grazie al sole e alla luna.

Ci sono notti passate insonni per preoccupazioni, influenze difficili, infezioni, posture, esigenze di tutti i tipi o anche solo per una pipì, un’aspirazione o una qualsiasi necessità che una persona con disabilità non può fare autonomamente
…e dopo queste notti, ci sono mattine in cui scorgi dalla finestra di casa persone che in tutta fretta accompagnano i figli a scuola prima del caffè al bar e l’inizio del lavoro, altre che fanno jogging o la passeggiata col cane, e senza sapere nulla della loro vita, un po’ le invidi…nello stesso momento, girandoti, vedi tuo figlio/a, il tuo genitore, tuo marito o tuo nonno a letto e sai che sta vivendo dignitosamente solo grazie a te e tra un senso di colpa e la gratitudine a Dio che sia li con te, non può che scendere una lacrima.

E i giorni passano, nessuno è mai uguale e tu cambi in balia di quei cambiamenti!

Perdi il lavoro o magari non lo hai mai potuto avere, e assieme a quello perdi ogni diritto previdenziale o assicurazione, nonostante il tuo sia un “impegno/lavoro” quasi sempre H24.
Perdi gli amici, ma non perché sono cattive persone, solamente per i tempi diversi, per le diverse necessità e per le diverse energie…anche se, è da dire, a volte alcuni ti reputano una “mantenuta”, “scansafatiche” e soprattutto “una rompipalle assoluta per tutte ste lamentele e menate del caregiver”.
A quel punto che fai? Ti aggreghi al “Santo” gruppo WhatsApp dei Caregiver dove trovi finalmente persone come te…gente che non hai mai visto e quasi sicuramente non vedrai mai, gente che sa perfettamente ciò di cui parli, gente che ti coccola, che ti sprona nei momenti no, che parla con te di leggi, di speranze, che ti fa forza e che non ti abbandona mai…gente senza un viso ma che ad un certo punto diventa parte di te…

I caregiver sono questo e altre mille cose. Sono le persone più forti che io abbia mai incontrato, ma non per questo imbattibili: hanno avuto la necessità di costruire una corazza attorno a loro durissima, ma questo non vuol dire che sarà per sempre inespugnabile. I caregiver sanno benissimo di correre questo pericolo e altrettanto bene sanno quando stanno per ammalarsi, quando stanno per andare in burnout e quando sono al limite delle forze, ma sanno anche di essere “angeli senza ali”, per cui si fanno forza e trovano forza nell’amore e nella fede a prescindere.
Credo che lo Stato usi questo loro dono e questa loro forza per pulirsi la coscienza per leggi ancora non fatte, non scritte e non attuate…credo che lo Stato percepisca questi “Angeli” come un dono, poiché grazie a loro tanti soldi ingrassano qualche tasca…credo infine che lo Stato non concepisca il vero significato della parola “giustizia” e di quanta gente ne abbia fame.

Come ho scritto sopra, io ce la farò perché ce la devo e ce la voglio fare.
Ce la farò poiché la mia famiglia è lo specchio della mia anima e di tutto ciò in cui ho sempre creduto.
Ce la farò perché ho il diritto e il dovere di farcela!
La lotta per i miei diritti non finirà mai!

Silvia Parenti

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Inclusione scolastica: dal 12 settembre è in vigore il nuovo decreto. Quali i tempi di attuazione?

Fonte www.disabili.com – Il decreto inclusione è ormai in vigore, ma si attendono i decreti attuativi. Il cambio di governo consentirà di rispettare i tempi previsti?

Lo scorso 31 luglio, il MIUR ha annunciato l’approvazione in via definitiva del decreto  recante misure di integrazione al D. Lgs. n. 66 /17 riguardante l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità. Tale Decreto Legislativo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale in data 28 agosto 2019, con il numero 96/19. La data di entrata in vigore è il 12 settembre.

Il D. Lgs. n. 96/19 è composto da 16 articoli contenenti continui rimandi alle parti del D. Lgs. n. 66/17 che vengono abrogate, modificate, integrate o sostituite e, pertanto non è di facile ed immediata lettura. E’ necessario infatti un confronto continuo col precedente testo della norma che viene rivisitata ed esso sta impegnando in queste settimane numerosi esperti, formatori e docenti interessati a comprendere la reale portata dei cambiamenti introdotti. Tuttavia, ricordiamo, l’avvio delle nuove procedure non sarà immediato, dato che il testo della norma prevede 60 e più spesso 120 giorni per l’emanazione dei decreti attuativi. Non solo: l’avvenuto cambio di governo delle ultime settimane potrebbe rendere difficoltoso il rispetto dei tempi previsti.

Il testo sta suscitando non poche preoccupazioni nelle famiglie, dal momento che prevede l’abrogazione del comma riguardante la definizione e la condivisione del PEI. Se consideriamo che già nel D. Lgs. 66/17 si prevedeva che il PEI è elaborato e approvato dai docenti contitolari o dal consiglio di classe, con la partecipazione dei genitori…, sorge il timore che nella definizione del PEI la famiglia sia stata marginalizzata in maniera crescente. L’approvazione, infatti, rinvia alla logica del voto, in cui la famiglia si potrebbe trovare in situazione di minoranza e l’abrogazione della necessaria condivisione non farebbe che confermare questa ipotesi. Già dal mese di agosto è molto attivo il gruppo Facebook Non c’è PEI senza condivisione costituito da genitori e docenti che stanno ribadendo con determinazione la necessità che un documento così importante nasca dalla condivisione dei soggetti convolti. In merito al PEI, ricordiamo, si prevede la stesura, di norma, entro ottobre e si attende decreto attuativo relativo ai modelli da utilizzare.

Anche per quanto concerne le modalità di funzionamento del Gruppo per l’Inclusione Territoriale (GIT), la sua composizione, le modalità per la selezione nazionale dei componenti, gli ulteriori compiti attribuiti, le forme di monitoraggio del suo funzionamento, la sede, la durata, nonché   l’assegnazione di ulteriori funzioni per il supporto all’inclusione scolastica, si prevede decreto da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della norma.

Un aspetto di grande rilievo ai fini dell’avvio delle nuove modalità previste per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità sono le Misure di accompagnamento. La norma prevede infatti che con decreto del MIUR da adottare entro centoventi giorni dalla data  della sua  entrata  in  vigore siano stabilite le misure di accompagnamento delle istituzioni scolastiche alle nuove modalità di inclusione previste dal decreto. In particolare, dovranno essere definite misure di accompagnamento riguardanti iniziative formative per il personale scolastico e progetti e iniziative per il supporto delle istituzioni scolastiche.

Anche in merito alle modalità di svolgimento del servizio dei docenti per il sostegno didattico impegnati in attività di istruzione domiciliare è previsto decreto attuativo da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della norma.

Ricordiamo infine che le disposizioni relative alla richiesta e all’assegnazione delle risorse per il sostegno didattico si applicheranno dall’anno scolastico 2020/2021.

Queste parziali informazioni fornite in merito ai tempi di attuazione del D. Lgs. n. 96/19 sono indicative rispetto all’attuale periodo di incertezza. Si apre infatti adesso la fase in cui rendere operative le disposizioni della norma, scrivendone i relativi decreti attuativi. Naturalmente, tale compito spetterà al nuovo governo insediato e non manca il timore che i tempi di applicazione possano trovare ulteriori proroghe. Tuttavia, è bene ricordare, essi sono dettati esplicitamente dal decreto, che prevede 60/120 giorni. Al momento mancano le misure di accompagnamento, cioè la formazione del personale scolastico sul marcato rinnovamento dei PEI e non sono partiti i gruppi territoriali per l’inclusione che dovrebbero aiutare le scuole a elaborare il piano di inclusione degli alunni. Non meno problematica appare la situazione riguardante le ASL e l’avvio della stesura dei Profili di Funzionamento.