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PIÙ ASSEGNI DI INVALIDITÀ MA CHI HA UNA DISABILITÀ È SEMPRE PIÙ POVERO

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PIÙ ASSEGNI DI INVALIDITÀ MA CHI HA UNA DISABILITÀ È SEMPRE PIÙ POVERO

Fonte www.disabili.comMentre ai cittadini italiani con disabilità sembra di trovare sempre meno soldi di in tasca, con servizi sempre più di frequente sospesi e costi da sostenere (ricordiamo che la presenza di una o più persone disabili in famiglia è causa di impoverimento in Italia), dall’altro lato i numeri ci dicono che nel biennio 2013-2014 la spesa per le prestazioni sociali per invalidità civile, pensioni ed altri assegni è aumentata di oltre centomila unità. Poco più di 50mila nel 2013 e altrettante nel 2014. Sono i dati dell’Inps su cui il Corriere ha pubblicato domenica scorsa una inchiesta, che lancia diversi punti interrogativi.

UN FENOMENO TRASVERSALE – Il fenomeno, riporta il Corriere, è trasversale non solo dal punto di vista della distribuzione geografica per i beneficiari, ma anche da quello politico, rispetto ai governi che si sono succeduti negli anni n cui si è registrato questo continuo aumento. Negli ultimi dodici anni, riporta il Corriere, si è passati da 1,8 a 2,8 milioni di assegni mensili, con una crescita da 11,8 a circa 18 miliardi di Euro. Nel solo biennio 2013-2014, sul fronte geografico, il Corriere riporta i vari + 8,4% della Calabria, + 5,7% del Lazio, + 5% della Sicilia e Puglia, + 4,2% della Liguria, + 3,5% della Lombardia e Veneto e +3,1% della Campania, +1,7% della Toscana, + 2,2% dell’Emilia Romagna, mentre nel biennio l’Umbria risulta pressoché stabile. I dati ci dicono inoltre che in alcune province del sul, una pensione su 4 è una pensione di invalidità civile.

L’OMBRA DEI FALSI INVALIDI – Aumentano quindi le erogazioni, e questo significa quindi che sono in più persone ad averne bisogno? Non proprio. Fermo restando il gran numero di prestazioni che sono rese giustamente e in maniera dovuta per migliorare la qualità della vita di chi ne ha legittimamente diritto e bisogno, il Corriere si pone qualche domanda su queste cifre in crescita. L’aumento, secondo il Corriere, non sembra giustificato dall’invecchiamento generale o imputabile a un peggioramento delle condizioni di salute della popolazione. Caso emblematico Savona, provincia dove si registra l’età media più alta del Paese, e nella quale invece il peso degli assegni di invalidità è inferiore rispetto a oltre la metà delle altre province italiane. Da qualche parte, insomma, i conti non tornano.

Nella sua inchiesta, il Corriere mette poi in correlazione lo sforzo che i governi, a partire dal 2003, hanno posto nella lotta alle frodi legate alla erogazione di queste prestazioni (leggi falsi invalidi), inserendola di volta in volta nell’agenda di governo con campagna e più o meno efficaci, e questo aumento. Anche qui, qualcosa deve essere andato storto.

IL FALLIMENTO DELLE VERIFICHE STRAORDINARIE – Non vanno per il sottile i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Affari Sociali della Camera, che commentando i dati dell’inchiesta del Corriere, affermano: “ (…) Si tratterebbe dell’ennesima prova del fatto le politiche di verifiche straordinarie, condotte dall’Inps negli ultimi sei anni, sono state un disastro totale, come da noi sempre sostenuto. Tra l’altro, questo metodo ha avuto come effetto collaterale l’aumentato dei ricorsi e leso i diritti dei veri cittadini disabili, come confermato da una sentenza del Tar dell’aprile 2014”. Continua la nota:

“Adesso resta da chiarire un dato fondamentale: quale sia o siano le cause di tale aumento esponenziale. Sta di fatto che gli ultimi governi, compreso quello in carica, sembrano non essersi accorti di nulla mentre questa ‘bolla’ gli passava sotto al naso. Per attuare una selezione adeguata rispetto all’assegnazione delle pensioni di invalidità, ed evitare abusi e frodi, è indispensabile una riforma dei criteri di accertamento che, nonostante le nostre numerose richieste e segnalazioni, evidentemente questi partiti non intendono attuare. In realtà tale riforma era stata promessa nel novembre 2013, quando hanno adottato il piano d’azione per la disabilità, ma da allora non è stato stanziato un euro. Ci domandiamo se questo insabbiamento della riforma non sia anche dovuto al fatto che quello delle false pensioni di invalidità è un fenomeno che, in alcuni casi, va a braccetto con clientelismo e bacino di voto elettorale”.

Gli effetti della falla sono dunque evidenti, c’è da capire dove il sistema sia inceppato, e davvero sembra il momento di ripensare l’intero sistema, prima che a esserne fagocitati siano coloro che davvero ne hanno bisogno.

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