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L’Assemblea Nazionale di Anffas dice basta alla negazione di diritti e proclama lo stato di mobilitazione permanente

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L’Assemblea Nazionale di Anffas dice basta alla negazione di diritti e proclama lo stato di mobilitazione permanente

Con una mozione generale, approvata all’unanimità, le persone con disabilità e le famiglie facenti parte di Anffas rivolgono al Ministro per la Famiglia e le Disabilità, Lorenzo Fontana, un accorato appello affinché siano ascoltate le proprie istanze.

I nostri diritti vengono ancor oggi, e sempre più negati e la vita dei nostri congiunti con disabilità, unitamente a quella di noi genitori e familiari, è oggetto di discriminazioni, emarginazione e mancanza di pari opportunità”.

Così inizia la mozione generale approvata all’unanimità dall’Assemblea Nazionale Anffas, tenutasi il 29, 30 e 31 maggio u.s.

Un documento molto articolato che pone in risalto il fatto che Anffas, negli oltre 60 anni di vita, ha contribuito a far emanare tante leggi che avrebbero dovuto contribuire a migliorare considerevolmente le condizioni di vita materiale delle persone con disabilità e dei loro familiari. Purtroppo, rileva Anffas, ancora oggi molte di tali leggi non sono concretamente attuate in modo puntuale, omogeneo e capillare sull’intero territorio nazionale.

Tale accorato appello nasce dalle tante testimonianze portate in assemblea dalle persone con disabilità e dai loro familiari, manifestando forte preoccupazione di fronte alla ulteriore involuzione dell’intero sistema dei servizi. Infatti dai vari interventi è drammaticamente emerso che “l’accesso ai pochi servizi è reso sempre più difficoltoso ed oneroso e l’enorme carico della disabilità, anche dal punto di vista economico, pesa principalmente sulle spalle dei familiari”.

Inoltre, continua l’appello “i fondi statali sono del tutto insufficienti a garantire l’esigibilità dei diritti e anche le risorse, laddove messe a disposizione dalle Regioni e dagli enti locali, non risultano sufficienti“.

L’Assemblea ha anche sottolineato come le indennità economiche e le pensioni corrisposte siano irrisorie e del tutto inadeguate a garantire il soddisfacimento delle minime necessità di vita delle persone con disabilità.

La mozione evidenzia, ancora, che “gli attuali strumenti di protezione giuridica (interdizione, inabilitazione ed amministrazione di sostegno) risultano difformi alle previsioni della Convenzione ONU e, nella loro pratica attuazione, molto spesso, si assiste ad abnormi distorsioni e gravosi adempimenti che nulla hanno a che vedere con i veri interessi delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.

Per queste ragioni le persone con disabilità, i familiari e tutti coloro che a vario titolo fanno parte di Anffas hanno detto “BASTA” e si sono mobilitate chiedendo un concreto intervento al Ministro Fontana affinché, prendendo atto di questa situazione intollerabile vissuta dalle persone con disabilità e dai loro familiari, provveda a rimuoverne le cause.

Non c’è più tempo e non siamo più disponibili ad attendere i tempi biblici della politica, anche perché non ce lo possiamo permettere!”.

Nel merito la mozione riepiloga le tante leggi già presenti nel sistema giuridico italiano, mettendo in risalto il fatto che per larga parte tali leggi non sono compiutamente applicate o ostaggio di un sistema burocratico o carenza di risorse, che di fatto ne negano l’esigibilità e ciò a partire dalla legge 18/2009 con la quale l’Italia ha recepito la Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità, nonché altre importanti leggi come la legge 104 del 1992 – legge -quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” e connessa legge 162/98; la legge 68 del 1999 – “norme per il diritto al lavoro dei disabili” e s.m.i., la legge 328 del 2000 – “legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” a partire dall’art.14; la legge 112 del 2016 – “legge sul cd. durante e dopo di noi” ecc., per citarne alcune.

Ma la mozione assembleare mette in risalto anche il fatto che oggi non basta più applicare le leggi che ci sono, ma è necessario ri-partire da una revisione complessiva dell’intero sistema per adeguarlo “in primis” ai nuovi paradigmi culturali introdotti dalla Convenzione Onu, unitamente all’aggiornamento ed emanazione di nuove leggi, quale ad esempio “una legge che abroghi gli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione, previo rafforzamento della legge sull’amministrazione di sostegno, semplificandone gli adempimenti e correggendo le tante, troppe distorsioni applicative riscontrate”.

Anffas richiede, inoltre, la predisposizione di norme che attuino una progressiva deistituzionalizzazione nonché il contrasto ad ogni forma di segregazione ed emarginazione sociale, unitamente a provvedimenti realmente efficaci ed utili alla prevenzione di episodi di violenza e maltrattamenti.

Altro tema affrontato riguarda il diritto allo studio e all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità intellettiva e del neurosviluppo, tema questo rispetto al quale Anffas si è sempre battuta. Nella mozione si chiede che tale diritto venga rispettato, in modo omogeneo, sull’intero territorio nazionale, compresi i servizi a carico degli enti locali facendo sì che l’intero sistema garantisca non solo quantità, ma soprattutto qualità e che il primo giorno di scuola sia tale per tutti gli alunni e studenti con e senza disabilità.

Basta allo “scarica barile” tra i diversi enti deputati a garantire i diritti!

Dal corposo elenco delle istanze non poteva mancare la richiesta di far sì che l’intero sistema sia messo finalmente in grado di predisporre il progetto individuale di vita, come previsto dall’art. 14 della legge 328/2000, dando attuazione al modello bio-psico-sociale ed avviando un virtuoso ed avanzato sistema di valutazione multidimensionale dei bisogni di sostegno, basando il tutto sul modello ancorato ai diritti umani ed alla qualità della vita.

Con questa mozione, quindi, Anffas da una lato pone l’accento sulle difficoltà, gli ostacoli e le troppe pratiche burocratiche che ogni giorno le persone con disabilità e le loro famiglie incontrano, dall’altro dice basta a questo non più tollerabile stato di cose, avanzando delle proposte concrete.

Per questo Anffas tutta, auspicando di non essere sola in questa “battaglia”, ha deciso di rivolgersi esclusivamente al Ministro Fontana in quanto Ministro per le Famiglie e le Disabilità. Infatti, a parere di Anffas, oggi “in primis” è proprio il Ministro Fontana, appunto quale Ministro per la disabilità, che deve porsi al fianco delle persone con disabilità e dei loro familiari ed assumersi il compito e la responsabilità digarantire adeguati sostegni a tutte le persone con disabilità ed ai loro familiari attraverso una rete integrata di servizi. Consapevoli che ciò non rappresenta un costo, bensì un investimento che a medio/lungo termine porta all’intero sistema paese indubbi benefici, anche occupazionali, di razionalizzazione ed efficacia della spesa, oltre che consentire all’Italia di potersi realmente fregiare della definizione di “Paese civile” che garantisce a tutti i suoi cittadini diritti civili ed umani, pari opportunità e qualità di vita”.     

 

In allegato la Mozione generale “I diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari se non sono resi esigibili diventano gentili concessioni”.

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