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ENTRANO COME BIMBI CON DISABILITÀ E CI RESTANO A VITA

Fonte – www.west-info.eu – Doveva essere una misura transitoria ma, dati alla mano, ha fatto in modo che 6000 adulti  francesi con disabilità vivano ancora in strutture dedicate a bambini con disabilità. Stiamo parlando dell’emendamento Creton. Che, dal 1989, consente ai giovani con disabilità che hanno raggiunto la maggiore età in istituto di fermarsi per un breve periodo nella struttura che li ha fino a quel momento ospitati in attesa di una nuova soluzione.

L’idea originaria era nobile: prevenire la loro esclusione evitando loro un brutale inserimento sociale. Tuttavia, a conti fatti, il loro numero è aumentato del 20% in quattro anni.

Inoltre, come si legge in un report appena pubblicato dal Ministero degli Affari Sociali, si tratta di persone con disabilità gravi o multiple.

Il fenomeno ha due effetti perversi. In primo luogo, quello di privare alcuni bambini dei luoghi di cura specializzati. Secondariamente, mischiare un pubblico con esigenze del tutto diverse.

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    AUTISMO E VIAGGI IN AEREO: COSA SAPERE

    Fonte – www.disabili.comPreparare le valigie, arrivare all’aeroporto e capire quale è il gate da prendere, fare attenzione ai controlli di sicurezza, attendere le interminabili code per l’imbarco, trovarsi in spazi grandi e rumoros … Per l’adulto medio un viaggio aereo –in tutte le sue fasi – può essere una routine, ma può rivelarsi invece un’esperienza stressante per un bambino, in particolare un bambino con autismo, il quale può viverlo come un momento critico.

    Per un piccolo con questi disturbi, modificare fortemente la propria routine con una pratica così eccezionale, fuori dal consueto ambiente, in spazi caotici e ricchi di stimoli sensoriali può rappresentare un fattore di forte stress e difficile da gestire. Pertanto l’ENAC, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ha realizzato un’utile guida che fornisce consigli su come preparare ed affrontare il viaggio in aereo insieme al bambino autistico. Realizzato da Aeroporti di Puglia e Assareoporti, in collaborazione con le onlus Fondazione Italiana Per l’Autismo, Federazione Fantasia, e Associazione Bambini Autistici ABA, il progetto intende fornire alcune semplici raccomandazioni e strategie per gli accompagnatori di questi piccoli viaggiatori. Qui vediamo alcuni punti principali.

    PRIMA DEL VIAGGIO – Si ricorda che è necessario, nel momento in cui si acquista o si prenota il biglietto aereo, richiedere l’assistenza dedicata (almeno due giorni prima) in agenzia o direttamente alla compagnia aerea in partenza ed arrivo. Sarà quindi la compagnia aerea, l’agenzia di viaggio o il tour operator a comunicare al gestore aeroporti la richiesta di assistenza. Può risultare utile inoltre, in questa fare, preparare psicologicamente la persona autistica all’ambiente aeroporto: ad esempio mostrarne, anche con immagini prese da internet, gli spazi interni ed esterni. Per una preparazione più dettagliata e precisa è consigliabile descrivere il momento dell’accesso all’aeroporto: avvisare rispetto al fatto che si incontreranno molte persone, sdrammatizzando l’impatto con la situazione estranea che potrà essere rumorosa ed affollata. Inoltre risulterà essere molto utile rassicurare il bambino sulla presenza di persone amichevoli che potranno aiutarlo e dirgli che ci saranno delle sale d’attesa, e che potrà utilizzare bagni puliti ed accessibili come quelli di casa. Un consiglio pratico che riguarda gli accompagnatori è quello di realizzare per la persona autistica un badge con i suoi dati (foto, nome, cognome, nazionalità, recapiti dei familiari e dell’accompagnatore), utile in caso di smarrimento.

    ARRIVO IN AEREOPORTO – Rispetto alla fase delle dentro laeroportopratiche prima dell’imbarco, è necessario informare preventivamente la persona autistica che durante i controlli di sicurezza ci potranno essere dei segnali sonori improvvisi e che qualcuno potrebbe toccarla. Nella guida si consiglia, dunque, di sdrammatizzare e descrivere questo momento come un’occasione di gioco, ricordando che le persone intorno sono persone gentili anche se possono essere vestite in maniera diversa (spiegare in maniera giocosa e tranquilla cosa sono le divise della polizia e degli assistenti di volo). Dopo il controllo di sicurezza spiegare in chiave positiva che ci sono dei simboli luminosi, messaggi vocali improvvisi e che questi portano a luoghi piacevoli e divertenti (bar, ristoranti, negozi di giochi o gadget).

    SULL’AEREO – Una volta passato il check-in è consigliabile preparare il piccolo viaggiatore al frastuono del decollo spiegando che è proprio una caratteristica del viaggio e prenderla come se fosse un gioco. E’ inoltre consigliabile informare preventivamente la compagnia aerea di eventuali diete speciali o intolleranze. Una volta saliti sull’aereo è utile fornire alla persona autistica caramelle o gomme da masticare per distrarlo e per aiutarlo a superare eventuali problemi alle orecchie durante momenti di pressurizzazione.

    SIMULAZIONE DI SUONI E ATTIVITA’ – Oltre alla guida scaricabile in formato pdf, all’interno di www.aeroportidipuglia.it, alla sezione ” Autismo, in viaggio attraverso l’aeroporto” tutto il viaggio è “affrontato” nei suoi dieci step principali: dall’arrivo in aeroporto, al check in, al volo, al ritiro bagagli. Cliccando in una delle aree da approfondire, si possono trovare non solo i consigli, ma anche una simulazione dell’ambiente, dal momento che il sito fornisce una galleria di immagini per presentare preventivamente tutta l’aerea aeroportuale pugliese. Ma non ci sono solo foto. Ad esempio, cliccando su “Dentro l’aeroporto”, è possibile sentire i rumori della “sala amica” o della hall principale: un modo per non arrivare impreparati e vivere il più serenamente possibile il viaggio. Inoltre, per rendere l’esperienza meno traumatica, gli aeroporti di Puglia organizzano visite dei percorsi tipo che il bambino con autismo dovrà affrontare, da prenotare preventivamente contattando prm@aeroportidipuglia.it

    Qui potete consultare la guida

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      INVALIDITÀ. MODELLO ICRIC 2016: SCADENZE E NOVITÀ

      Fonte www.disabili.comIl modello ICRIC (Invalidità Civile RICovero) è un documento legato all’invalidità civile che, lo ricordiamo, va presentato ogni anno da chi sia titolare di indennità di accompagnamento o indennità di frequenza, e consiste in una autocertificazione riguardante l’eventuale stato di ricovero in una struttura pubblica. Spesso, tuttavia, non manca un po’ di confusione su date e compilazione: sul forum di disabili.com si sono riscontrati dubbi su date di scadenza e documenti da presentare per quanto riguarda la compilazione del modello ICRIC 2016.

      Troppa confusione per un documento molto importante, la cui scadenza è anche molto ravvicinata. Facciamo quindi il punto della situazione: disabili.com ha contattato la Sede CAF UIL di Bari per avere chiarimenti sul MODELLO ICRIC e la sua compilazione per il 2016 e di seguito sono riassunte le informazioni essenziali.

      NOVITÀ 2016 – Come già da qualche anno, non è più necessario aspettare il famoso “bustone” dell’INPS contenente i modelli da compilare ma, per avere assistenza, ci si può recare direttamente al patronato per la compilazione del modello. È sufficiente presentarsi al proprio CAF o al Patronato con il documento valido di identità.. A quel punto, sulla base dei dati dell’utente, il patronato procederà sulla pratica necessaria da avviare (si ricorda che, oltre al modello Modello c’è anche il Modello ICLAV (Invalidità Civile LAVoro) e Modello ACCAS/PS (ACCertamento requisiti per ASsegno o Pensione Sociale). Dunque non bisogna più aspettare la lettera dall’INPS per cominciare la procedura. Infatti è importante non confondere il vecchio “bustone” con la lettera di sollecito inviato dall’INPS, che viene invece spedita qualora non si provveda alla compilazione del modello entro i termini stabiliti.

      Se il contribuente non presenta tali documentazioni entro il termine indicato dalla lettera di sollecito, infine, l’istituto sospenderà l’erogazione.

      La scadenza per la presentazione del modello ICRIC attraverso la trasmissione tramite CAF è stata fissata per il 16 febbraio 2016.

      Riassumendo quindi:

      – Scadenza modello ICRIC: 16 febbraio 2016 attraverso CAF o Patronato

      – Non bisogna aspettare nessuna busta dall’INPS

      – Se si riceve un sollecito dall’INPS, seguire le indicazioni e rispettare le scadenze

      – Si consiglia di rivolgersi al CAF di fiducia e presentarsi con la sola carta di identità valida.

      Per maggiori informazioni o particolari richieste consultate il vostro CAF o Patronato Regionale.

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        LA LEGGE DI STABILITÀ E LE PERSONE CON DISABILITÀ

        Fonte www.superando.itI nuovi Fondi – I Fondi “sociali” – Vita indipendente – Altri stanziamenti – Scuola e  inclusione scolastica – Povertà ed esclusione sociale – La Carta della Famiglia – Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile – Il trasporto pubblico – La salvaguardia per gli “esodati” – La sanità – Aggiornamento dei LEA – Malattie Rare: sono questi i capitoli in cui è ripartita l’ampia e approfondita analisi curata dal Servizio HandyLex.org, sulle novità introdotte dalla Legge di Stabilità per il 2016 (Legge 208/15), che avranno un impatto diretto sulle persone con disabilità e le loro famiglie.

        Nel raccomandarne caldamente ai Lettori la consultazione,ci si limita qui a segnalarne un paio di punti, a partire da quanto vi si scrive in riferimento alla Vita Indipendente, ovvero che rispetto a quest’ultima, la Legge di Stabilità non prevede, al comma 406 dell’unico articolo, «un vero e proprio fondo», ma «uno stanziamento limitato al 2016».

        «Senza fornire ulteriori dettagli sulle modalità di attribuzione e di riparto – si scrive poi in HandyLex.org – il Legislatore stanzia 5 milioni “al fine di potenziare i progetti riguardanti misure atte a rendere effettivamente indipendente la vita delle persone con disabilità grave come previsto dalle disposizioni di cui alla Legge 21 maggio 1998, n. 162”.

        È da supporre, quindi, un inevitabile successivo intervento normativo, rammentando tuttavia che la citata Legge 162/98, relativamente alla “vita indipendente”, si riferisce esplicitamente alla “[…] realizzazione di programmi di aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia”.

        Giova quindi ricordare che negli ultimi due anni una quota parte del Fondo per le Non Autosufficienze (20 milioni totali in due anni) è stata destinata al finanziamento di progetti sperimentali che avrebbero dovuto essere orientati dalle Regioni proprio in direzione della vita indipendente (come intesa dalla citata Legge 162).

        Nell’immediato futuro sarà quindi da comprendere se tale nuovo stanziamento confluirà nel medesimo “capitolo” e quali siano i criteri e le modalità di riparto, questione forse ancora più rilevante della stessa limitata consistenza finanziaria del nuovo stanziamento».

        Rispetto poi ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), «siamo forse ad una svolta – secondo HandyLex.org – per quanto riguarda la revisione di essi (commi 553 e seguenti della Legge 208/15). Viene, infatti, stabilito che entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della Legge di Stabilità si deve provvedere all’aggiornamento del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante Definizione dei livelli essenziali di assistenza. L’iter è chiaro: la definizione e l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza sono effettuati con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della Salute, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, d’intesa con la Conferenza Stato Regioni. Per l’applicazione dei nuovi LEA sono riservati, per il 2016, 800 milioni a valere sulla quota indistinta del fabbisogno sanitario standard nazionale (cioè si prendono dal Fondo Sanitario Nazionale). Inoltre, presso il Ministero della Salute viene istituita una “Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA e la promozione dell’appropriatezza nel SSN [Servizio Sanitario Nazionale, N.d.R.]” cui viene anche affidato il compito di valutare che l’applicazione dei LEA sia omogenea in tutte le Regioni per qualità e prestazioni».

        Per approfondire

        Scarica la Gazzetta Ufficiale relativa alla Legge di Stabilità 2016

        Leggi l’articolo di HandyLex cliccando qui

        Leggi il commento del Forum Terzo Settore sull’argomento cliccando qui

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          PIANO D’AZIONE PER LA SALUTE MENTALE: DISPONIBILI LE TRADUZIONI IN ITALIANO DEI DOCUMENTI DELL’OMS

          Fonte – www.salute.gov.itSono disponibili le traduzioni in italiano del WHO Mental Health Action Plan 2013-2020 (Piano d’Azione per la Salute          Mentale 2013-2020) e dell’European Mental Health Action Plan (Piano d’Azione Europeo per la Salute Mentale), ad esso complementare, che rappresentano le strategie di settore che guideranno le politiche degli Stati membri fino al 2020. Entrambe le traduzioni sono state curate, su input del Ministero, dal Centro Collaboratore per la Ricerca e la Formazione in salute mentale – Dipartimento di Salute Mentale dell’AAS 1 Triestina, che ha anche contributo nella fase di stesura alla revisione del testo, affinché ci fosse un’autorizzazione ufficiale da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS-WHO).

          Riteniamo che la pubblicazione in italiano possa permettere a tutti un adeguato e approfondito studio dei principi e degli obiettivi che con estrema chiarezza sono indicati nei Piani di Azione. In particolare, principi quali l’accesso universalistico, il pieno rispetto dei diritti umani, l’equità, l’attenzione a tutte le fasi del ciclo di vita, l’empowerment delle persone con l’esperienza del disturbo mentale, l’approccio multisettoriale e gli interventi fondati su evidenze, risultano particolarmente in sintonia con lo spirito della legge di riforma italiana e con i contenuti e le pratiche più avanzate di una salute mentale di comunità.

          Potete trovare qui il Piano d’Azione per la Salute Mentale 2013-2020 e trovate qui il Piano d’Azione Europeo per la Salute Mentale

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            Anche a Corigliano lo sportello “Garanzia Giovani”

            A seguito della sottoscrizione del protocollo d’intesa tra  Fish Calabria (Federazione italiana per il superamento dell’handicap), a cui Anffas aderisce, e  la Regione Calabria, è istituito nella sede di “Fish Calabria onlus” a Lamezia uno sportello informativo su “Garanzia Giovani” che offrirà ai ragazzi, con disabilità e non, informazioni sul mondo del lavoro ,sulle prospettive e gli sbocchi occupazionali, orientamento su percorsi di formazione e lavoro, supporto per la registrazione al sistema e interventi volti a favorire il raccordo tra le aziende ed i giovani. Per usufruire di tale opportunità anche sul territorio di Corigliano Calabro ci si può rivolgere ad Anffas Onlus Corigliano , via degli Iris ,15 Schiavonea da lunedì a venerdì ore 16,00 – 17,30 .
            Coordinamento Anffas Calabria
            Marinella Alesina

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              I “FALSI INVALIDI” OVVERO “MOLTO RUMORE PER NULLA”? (O PEGGIO?)

              Fonte – www.superando.it – È certamente degno di nota l’approfondimento curato dal direttore editoriale della nostra testata Carlo Giacobini, responsabile anche del Servizio HandyLex.org, pubblicato in questi giorni dalla rivista «Welfare Oggi», con il titolo Dove sono finiti i “falsi invalidi”? Nell’àmbito infatti di un’ampia riflessione sul sistema dei controlli, sugli esiti e sui risparmi ottenuti a seguito dei piani di verifica straordinaria, condotti dall’INPS, sulle provvidenze economiche spettanti a invalidi, sordi e ciechi civili, l’articolo prende le mosse da due recenti fatti di cronaca, a Palermo e a Napoli, per tentare di capire quale sia la reale consistenza numerica dei cosiddetti “falsi invalidi”, rispetto al complesso di oltre 3 milioni di provvidenze assistenziali erogate annualmente dall’INPS a circa 2 milioni e 600.000 persone. «Ma ci si domanda anche – come viene sottolineato in “Condicio.it”, sito della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap**) – come sia possibile aggirare il sistema di riconoscimento e di validazione dei verbali di invalidità civile, che è uno dei più stringenti che la Pubblica Amministrazione conosca, arrivando a coinvolgere un numero minimo di 12 medici appartenenti a due diversi enti fra loro indipendenti. E ci si chiede, infine, come mai dopo 1 milione e 250.000 controlli, approvati dal Parlamento negli ultimi anni, gli scandali vengano scoperti dalla Guardia di Finanza o dai Carabinieri e non dall’Istituto preposto ai controlli».

              Riprendendo temi già percorsi in diverse occasioni anche su queste pagine (si vedano a tal proposito i titoli nella colonnina a fianco), Giacobini conclude stimando i reali e assai scarsi esiti delle campagne avviate con grande risonanza “alla caccia di falsi invalidi”: circa lo 0,2% di risparmio annuo sulla spesa totale per pensioni di invalidità civile e indennità di accompagnamento, risparmio che per altro è al lordo dei successivi esiti dei contenziosi, ossia dei ricorsi presentati da chi si vede revocare la pensione o l’indennità. Nel 40% dei casi, infatti, l’INPS soccombe in giudizio ed è quindi obbligato a restituire le provvidenze, con gli interessi, pagando anche le spese legali. Il tutto, naturalmente, a fronte di pesanti disagi patiti dalle persone, spesso convocate a visita nonostante condizioni di salute gravissime, la conseguente dilatazione dei tempi medi necessari per il riconoscimento delle prestazioni e lo stigma che le campagne contro i “falsi invalidi” hanno contribuito ad alimentare tra i cittadini nei confronti delle persone con disabilità.

              *Articolo di Carlo Giacobini

              **Cui Anffas Onlus aderisce

              Cliccando qui potete leggere l’analisi integrale di Carlo Giacobini su “Welfare Oggi”