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Uscirà un “Libro Bianco” sulla Legge del “Durante e Dopo di Noi”

Fonte www.superando.it – Sarà questo uno dei risultati concreti di “Social RARE. Quadro sociale, nuove azioni e proposte per i Malati Rari”, progetto promosso da UNIAMO-FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare). Si tratterà di un documento da presentare al Ministro per le Disabilità, riguardante la “Legge sul Durante e Dopo di Noi” e contenente i suggerimenti raccolti da tutti i partner intervenuti all’incontro conclusivo di “Social RARE”, ovvero l’ANFFAS, il Consiglio Nazionale del Notariato, Federsolidarietà-Confocoperative e la Conferenza delle Regioni, oltre alle sollecitazioni di famiglie e caregiver.

«La famiglia deve conoscere quali sono gli strumenti legislativi e concreti che consentono di realizzare per il proprio figlio, più fragile di altri, un progetto di vita che non solo lo tuteli al momento della perdita dei genitori, ma che gli permetta anche una buona qualità di vita, insieme ai familiari: questo è stato il volano del nostro progetto»: così Tommasina Iorno, presidente di UNIAMO-FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare), ha sintetizzato la sostanza del Progetto Social RARE. Quadro sociale, nuove azioni e proposte per i Malati Rari, durante l’evento conclusivo dello stesso, svoltosi nei giorni scorsi a Roma e ampiamente presentato anche su queste pagine.

Social RARE, lo ricordiamo, è stata una proposta formativa gratuita promossa appunto da UNIAMO-FIMR, grazie a un cofinanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che si è rivolta alle persone con Malattia Rara e ai loro familiari e/o rappresentanti, innanzitutto per conoscere e approfondire i vari aspetti della Legge 112/16 (Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare), meglio nota come “Legge sul Dopo di Noi” (o anche sul “Durante e Dopo di Noi”).

Un risultato concreto di tale percorso è stato già annunciato dalla stessa Tommasina Iorno, vale a dire la prossima uscita di un “Libro Bianco” sulla citata Legge 112/16, da presentare al Ministro per le Disabilità.
«Il documento – spiega la Presidente di UNIAMO-FIMR – conterrà la sintesi dei suggerimenti raccolti da tutti i partner intervenuti all’incontro di Roma, ossia l’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), il Consiglio Nazionale del Notariato, Federsolidarietà-Confocoperative e la Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni, insieme alle sollecitazioni delle famiglie e dei caregiver. Sarà un intervento deciso, per aprire nuove prospettive sulle politiche di autonomia e inclusione delle persone con Malattia Rara e/o con disabilità. Per dare piena attuazione alla Legge 112/16, infatti, è necessario favorire un cambiamento culturale di approccio all’intervento nei confronti della persona con disabilità e con Malattia Rara, innovando le stesse modalità di organizzazione e di affidamento dei servizi».
«E accanto a una piena e integrale attuazione della Legge 112/16 su tutto il territorio nazionale – aggiunge Iorno – chiederemo anche l’integrazione delle politiche socialinel nuovo Piano Nazionale delle Malattie Rare, completamente assenti in quello precedente».

Sull’applicazione della Legge 112/16 – a due anni dall’approvazione della norma – va certamente segnalato in conclusione anche l’importante documento reso pubblico nei giorni scorsi dalla Fondazione Nazionale Dopo di Noi ANFFAS, cui abbiamo dedicato un’ampia trattazione in altra parte del giornale.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@uniamo.org.

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    Partecipazione politica e diritto di voto per tutte le persone con disabilità

    Fonte www.superando.it – Oggi 5 luglio, tra i temi al centro della giornata al Parlamento Europeo, riunito in seduta plenaria, vi è anche quello della partecipazione politica e del diritto di voto per tutte le persone con disabilità, una questione destinata ad assumere sempre maggiore visibilità nei mesi a venire, in vista delle Elezioni Europee del 2019 e di varie consultazioni nei Paesi Membri dell’Unione, grazie anche al grande impegno in questo àmbito dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità.

    Oggi, 5 luglio, tra i temi al centro del Parlamento Europeo, riunito in seduta plenaria, vi è anche quello della partecipazione politica e del diritto di voto per tutte le persone con disabilità.
    Un ampio dibattito in tal senso, con la partecipazione della Commissione Europea, è stato richiesto infatti dall’eurodeputata Cecilia Wikström, presidente della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo, che nel mese di marzo scorso aveva anche presentato un’Interrogazione sulla medesima questione.

    Si tratta di un tema destinato ad assumere sempre maggiore visibilità nei mesi a venire, in vista delle Elezioni Europee del 2019 e di varie consultazioni nei Paesi Membri dell’Unione. Un tema sul quale già da tempo documentiamo il grande impegno dell’EDF (Forum Europeo sulla Disabilità), che nell’autunno dello scorso anno, ad esempio, durante il proprio Consiglio Direttivo in Estonia, aveva tratteggiato un quadro ancora molto diffuso, fatto di seggi elettorali con barriere architettoniche, di mancata traduzione delle informazioni e dei documenti in linguaggi accessibili alle persone con disabilità visiva o uditiva o in linguaggio “facile da leggere” (Easy to Read), per le persone con disabilità intellettiva.
    In quella stessa sede, l’EDF aveva deciso quindi di lanciare una specifica campagna, verso il voto continentale del prossimo anno, appellandosi «al Parlamento Europeo e a tutti i Governi affinché rivedano le loro leggi e procedure, così da assicurare a tutte le persone con disabilità l’esercizio del proprio diritto al voto, al pari degli altri cittadini».
    E ancora, per rendere più incisiva la propria azione, il Forum ha anche avviato una preziosa collaborazione con il CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), arrivando poi a presentare la propria campagna e il relativo manifesto durante il 4° Parlamento Europeo delle Persone con Disabilità, del 6 dicembre a Bruxelles, organizzato congiuntamente all’Europarlamento, in occasione della Giornata Europea delle Persone con Disabilità del 3 Dicembre.

    Il dibattito di oggi, 5 luglio, al Parlamento Europeo, sulla partecipazione politica e il diritto di voto delle persone con disabilità, può essere seguito in diretta a questo link (va per altro sottolineata e biasimata la mancanza di sottotitoli).

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      Disabilità e diritti: quando i disservizi sono discriminazioni

      Fonte www.disabili.com – Le leggi che tutelano le persone con disabilità non mancano. Si deve quindi rivolgersi alla giustizia quando vediamo calpestati i nostri diritti anche nella vita di tutti i giorni

      Come ci ha ricordato pochi giorni fa una ricerca svolta da LEDHA (Lega per i diritti delle persone con disabilità), le persone con disabilità continuano a subire grandi o piccole discriminazioni anche nella vita di tutti i giorni. E’ una conferma di ciò che vediamo quotidianamente: cani guida che sono lasciati fuori da taxi, ore di sostegno scolastico dimezzate, pedane di autobus inesistenti o montascale delle stazioni non funzionanti, solo per fare qualche banale esempio.

      LA LEGGE CHE TUTELA – Nella nota  a corredo della ricerca, LEDHA ricorda anche che lo strumento giuridico principale per contrastare questi abusi è la legge 67/2006: una legge che ai sensi dell’articolo 3 della Costituzione, promuove la piena attuazione del principio di parità di trattamento e delle pari opportunità nei confronti delle persone con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, al fine di garantire alle stesse il pieno godimento dei loro diritti civili, politici, economici e sociali.

      RICORSI ANCORA SCARSI – Su questa base, LEDHA ha rilevato negli archivi dei tribunali italiani solo 64 provvedimenti giudiziali emessi a seguito di ricorsi presentati sulla base della tutela introdotta dalla legge 67/2006. Davvero troppo pochi, se consideriamo le vaste casistiche che purtroppo raccolgono numerosi casi di quotidiani discriminazioni. La buona notizia, però, è che quando si ricorre facendo riferimento alla legge 67/2006 e non solo, spessissimo si vince.

      RIVENDICARE I PROPRI DIRITTI – Ci chiediamo quindi: perché non denunciare di più? Perché non pretendere quello che ci spetta? Spesso la rassegnazione ci fa desistere dall’esigere i nostri diritti: le lungaggini della legge italiana e i costi di azioni legali contribuiscono senz’altro a scoraggiare di proseguire. Ma va detto che la legge spesso funziona.
      Casi più o meno recenti ci hanno mostrato come sempre più spesso le azioni legali portino  al riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità che si rivolgono alla legge.
      Da un pezzo, ad esempio, la scuola è un ambito nel quale le sentenze a favore delle famiglie di studenti con disabilità sono all’ordine del giorno. Molte volte i genitori ricorrono infatti ai tribunali amministrativi per rivendicare le ore di sostegno assegnate  o necessarie, vincendo regolarmente.

      Altro caso che potrebbe fare giurisprudenza, e che tocca un ambito particolarmente sentito dalle famiglie, è quello registrato lo scorso anno, di un Comune lombardo condannato per non aver accettato un bambino con disabilità nel proprio centro estivo. Anche in questo caso il giudice ha dato ragione alla famiglia, che si era rivolta alla LEDHA, ravvedendo una condotta discriminatoria e condannando l’ente a risarcire la famiglia.

      Sul fronte accessibilità e diritto alla mobilità, recente è la notizia della sentenza ai danni della famosa compagnia europea di autobus low cost Flixbus, condannata per inaccessibilità dei propri mezzi. In questo caso i protagonisti erano dei ragazzi in carrozzina ai quali era stata rifiutata la prenotazione del viaggio, poiché i mezzi non erano attrezzati per far salire a bordo e stazionare in sicurezza le loro sedie a rotelle. Rivoltisi all’Associazione Luca Coscioni che li ha affiancati nella azione legale, i ragazzi hanno trovato ragione dal Tribunale di Roma, ottenendo la condanna di Flixbus e l’obbligo per la compagnia di attrezzarsi con mezzi accessibili ai viaggiatori con disabilità.

      Altro caso della recente cronaca è quella di un uomo in carrozzina che, in viaggio sull’autostrada del Brennero A22, ha trovato chiusa a chiave la porta del bagno disabili in un Autogrill contrassegnato dal simbolo dell’accessibilità, rendendogli di fatto impossibile l’accesso alla toilette, pure attrezzata. Le chiavi, affidate al personale addetto alle pulizie, in servizio solo alcune ore della giornata, non erano in consegna anche ai gestori del bar, né recuperabili in altro modo. L’uomo, rivoltosi al servizio legale anti-discriminazione della Sidima (Società italiana disability manager), si è visto riconoscere da Autogrill un risarcimento di 600 euro per il danno subito, comprensivo delle spese legali, dopo aver presentato un ricorso al Tar per discriminazione. In questo caso non è stato necessario arrivare davanti al Giudice, poiché Auitogrill ha deciso di risarcire l’uomo, impegnandosi inoltre a garantire la consegna delle chiavi del bagno al personale del bar, sempre in servizio.

      Tutti questi casi ci mostrano come, alzando la testa e rifiutandosi di subire una ingiustizia, si può ottenere qualcosa. Essere consapevoli dei propri diritti e non rassegnarsi a subire discriminazioni, derubricandole a disservizi, è un ottimo modo per contribuire a quel cambiamento culturale e civile che passa anche per ciascuno di noi, cittadini.

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        Come è stata applicata la Legge sul “Durante e Dopo di Noi”?

        Fonte www.superando.it – L’analisi sui primi due anni di attuazione della Legge 112/16 – meglio nota come “Legge sul Durante e Dopo di Noi” – sarà al centro domani, 4 luglio, a Roma, dell’evento conclusivo di “Social RARE. Quadro sociale, nuove azioni e proposte per i Malati Rari”, proposta formativa gratuita promossa da UNIAMO-FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare), a favore delle persone con Malattia Rara e dei loro familiari e/o rappresentanti.

        Come avevamo segnalato in sede di presentazione, erano stati cinque (Bologna, Bari, Roma, Palermo e Torino) gli appuntamenti previsti per Social RARE. Quadro sociale, nuove azioni e proposte per i Malati Rari, proposta formativa gratuita promossa da UNIAMO-FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare), grazie a un cofinanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a favore delle persone con Malattia Rara e dei loro familiari e/o rappresentanti, innanzitutto per conoscere e approfondire i vari aspetti della Legge 112/16 (Disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare), meglio nota come “Legge sul Dopo di Noi” (o anche sul “Durante e Dopo di Noi”).
        È ora in programma per domani, 4 luglio, nella Capitale, alla Sala Foscolo del Centro Congressi Roma Eventi – Fontana di Trevi (ore 10-13), l’evento finale del percorso, preziosa occasione proprio per fare il punto sull’applicazione della citata Legge 112/16, a due anni esatti dalla sua approvazione.

        «L’analisi sui primi due anni di attuazione della Legge 112/16 – spiegano da UNIAMO-FIMR – sarà introdotta da una preliminare contestualizzazione di questo intervento nell’àmbito del più generale Secondo Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità. Particolare attenzione sarà dedicata alle riflessioni dei principali attori in gioco nell’attuazione della Legge 112 a livello territoriale, ovvero da un lato le Regioni e le Province Autonome, dall’altro le Associazioni e la Cooperazione Sociale. Non mancherà naturalmente una valutazione sugli strumenti del trust, dei vincoli di destinazione e dei fondi speciali a cura del Consiglio Nazionale del Notariato, già autore, insieme a tredici Associazioni di consumatori, di una guida per il cittadino dedicata al Dopo di Noi”, Amministratore di sostegno, gli strumenti per sostenere le fragilità sociali [se ne legga ampiamente anche sulle nostre pagine, N.d.R.]».

        Interverranno all’incontro Tommasina Iorno, presidente di UNIAMO-FIMR; Roberto Speziale, presidente Nazionale dell’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), vicepresidente vicario della FISH Nazionale (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e componente dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità; Maristella Zantedeschi della Società Sinodè; Luigi Mazzuto della Regione Molise, coordinatore della Commissione Politiche Sociali nella Conferenza delle Regioni; Marco Tirabosco di Federsolidarietà-Confcooperative, componente dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità; Gianluca Abbate, consigliere nazionale del Notariato con delega al Sociale.
        Sono altresì stati invitati anche Lorenzo Fontana, ministro per la Famiglia e le Disabilità e Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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          Al sottosegretario Spadafora il Servizio civile nazionale

          Fonte www.redattoresociale.it – La conferma è arrivata questa mattina dallo stesso Sottosegretario, che ha incontrato il personale del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale. Spadafora ha già la delega a pari opportunità e giovani

          Il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Pari opportunità e giovani, on. Vincenzo Spadafora, seguirà anche il servizio civile nazionale. La conferma è arrivata questa mattina dallo stesso Sottosegretario Spadafora, che ha incontrato il personale del Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile Nazionale nella sede di via della Ferratella in Laterano a Roma.

          In una nota diffusa dopo l’incontro si specifica come “il Capo del Dipartimento Calogero Mauceri, nel dare il benvenuto al Sottosegretario e nel ringraziarlo per la visita, ha illustrato brevemente le principali linee di azione della struttura sulle politiche giovanili e sul servizio civile, i risultati più importanti raggiunti negli ultimi anni, le diverse attività attualmente in corso, e ha segnalato la particolare dedizione e passione delle donne e degli uomini del Dipartimento, che anche nei momenti più complicati non hanno mai fatto mancare il proprio impegno a servizio della struttura”.

          L’on. Spadafora, nel suo intervento, secondo quanto comunicato in una nota stampa, “ha innanzitutto ringraziato il Dipartimento per questo intenso lavoro che è stato possibile apprezzare anche stando al di fuori della struttura e ha colto l’occasione per dichiarare tutta la propria soddisfazione per aver ricevuto la delega sui temi delle pari opportunità e dei giovani. Temi che hanno accompagnato la sua vita personale e  professionale, orientata al quotidiano impegno per la tutela dei diritti”.

          “Sto dedicando questi giorni a leggere documenti, ad approfondire, a capire, ad ascoltare, convinto che si debba partire da quanto di buono è stato già fatto per cominciare a programmare il futuro, sapendo che bisognerà presto fare delle scelte ed individuare le priorità. Solo così sarà possibile ottenere risultati concreti e interventi di qualità, nell’interesse dei nostri giovani”, ha dichiarato il Sottosegretario. “Sarà un lavoro appassionante” ha concluso al termine dell’incontro l’on. Spadafora.

          Spadafora è stato eletto in Parlamento lo scorso 4 marzo tra le fila del Movimento 5 Stelle ed è stato il più giovane presidente di Unicef Italia (dal 2008 al 2011) nonché il primo Garante nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, incarico ricoperto tra il 2011 e il 2016.

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            Scuola, il ministro Bussetti riunisce l’Osservatorio per l’inclusione

            Fonte www.superabile.it – L’obiettivo da raggiungere è quello di garantire alle studentesse e agli studenti con disabilità il diritto di apprendere senza discriminazioni: “La scuola è veramente tale se è aperta a tutti”. Presentata la nuova versione del ‘Portale per l’inclusione scolastica’, online a partire da luglio.

            “Garantire alle studentesse e agli studenti con disabilità il diritto di apprendere senza discriminazioni: deve essere questo l’obiettivo del nostro lavoro. Per far sì che riescano a conquistare la loro libertà. Di essere cittadini e lavoratori, di avere i propri impegni personali e sociali. La scuola è veramente tale se è aperta. A tutti e per tutti”. Così il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, che oggi ha riunito al MIUR i componenti dell’Osservatorio permanente per l’inclusione.
             
            L’Italia, ha ricordato il Ministro, “ha una lunga tradizione di inclusione scolastica. Il nostro sistema di istruzione e formazione rappresenta un’eccellenza. Ma ci troviamo qui per qualificare ancora di più il servizio dei nostri istituti. E vogliamo farlo partendo dai bisogni che emergono dalla base, da chi è vicino ai nostri ragazzi e ne conosce le necessità. L’Osservatorio ci offre un’importante occasione di ascolto ed è da qui che partiremo per definire un programma di azioni, tempi e modalità per determinare i risultati che ci porteranno al nostro obiettivo principale: la libertà dei nostri giovani”.
             
            Alla riunione hanno partecipato Giuseppe Chiné, Capo di Gabinetto del MIUR, Rosa De Pasquale, Capo del Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione, Maria Assunta Palermo, Direttore generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, Maria Maddalena Novelli, Direttore generale per il personale scolastico, Giovanna Boda, Direttore generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione. Ha presenziato anche il Sottosegretario Salvatore Giuliano che ha ribadito: “Questo Governo dedicherà la massima attenzione alle criticità e alle questioni che emergeranno nell’ambito di questo Osservatorio. Dobbiamo lavorare per creare condizioni di pari dignità per tutte le studentesse e tutti gli studenti”. “L’inclusione scolastica è una priorità. La via maestra per garantirla è aumentare il personale specializzato. Dobbiamo lavorare in questa direzione”, ha concluso il Ministro.
             
            Durante l’incontro è stata, inoltre, presentata la nuova versione del ‘Portale per l’inclusione scolastica’, che sarà ora sottoposta all’attenzione dalle associazioni che fanno parte dell’Osservatorio. Il sito sarà poi messo online nel mese di luglio diventando punto di riferimento per tutte le informazioni sull’argomento, dalla formazione dei docenti, alle buone pratiche, alla normativa in materia.

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              Oltre diecimila studenti con disabilità all’esame di stato: e poi? Quale progetto di vita?

              Fonte www.disabili.com – Uno studente su 50 tra quelli chiamati quest’anno a sostenere l’esame di stato alla fine delle scuole secondarie di secondo grado è in situazione di disabilità

              Come riportato nei giorni scorsi sono circa 10500 gli studenti con disabilità chiamati quest’anno a sostenere l’esame di maturità. Al Sud si registra il dato più elevato, sono oltre 4 mila studenti. Uno su due sosterrà l’esame in un istituto professionale statale. A fare il punto è Tuttoscuola.com, dal cui studio emergono alcuni dati interessanti: è la Lombardia ad avere il maggior numero di studenti con disabilità alle prese con l’esame finale (1.382). Segue la Sicilia con 1.097, la Campania con 1.068, poi la Puglia con 964. In Molise sono soltanto 71, in Basilicata 113 e in Umbria 193. Al Sud, tuttavia, la percentuale di candidati con disabilità presenti all’esame di Stato è del 41% rispetto al totale.

              Più della metà dei ragazzi con disabilità (50,7%) sostiene l’esame in un istituto professionale statale, oltre un quarto (25,9%) in un istituto tecnico e l’8,4 per cento in un liceo artistico. Soltanto il 3,2% in un liceo classico. Le prove sono predisposte dalla Commissione esaminatrice in base al Pei e alla documentazione fornita dal consiglio di classe. Le prove possono essere equipollenti a quelle assegnate agli altri candidati – e in questo caso si consegue regolare diploma – oppure differenziate e finalizzate al solo rilascio dell’attestazione dei crediti formativi, come previsto dall’OM n. 350/18.

              A fine anno scolastico, dunque, i candidati che avranno sostenuto un esame di tipo equipollente conseguiranno il diploma, mentre quelli che lo avranno sostenuto con prove differenziate conseguiranno attestazione. Il vero problema, però, sorge proprio qui, perché ben poche opportunità troveranno questi ragazzi nelle realtà sociali e professionali. L’università sarà preclusa ai ragazzi che avranno ottenuto la sola attestazione, mentre le iniziative territoriali, di tipo formativo e di avvio al lavoro per i ragazzi con disabilità cognitiva sono frantumate e molto eterogenee. Più spesso troveranno il nulla, la relegazione nei centri diurni, la casa, la famiglia. E nient’altro. Ai fatti, come indicato in un recente studio sull’Emilia Romagna molto spesso alla fine della scuola questi ragazzi scompaiono: c’è una grande attenzione sociale e un notevole investimento economico per il percorso scolastico degli alunni con disabilità, ha spiegato S. Versari, direttore dell’USR Emilia-Romagna intervenendo alla terza Conferenza regionale per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Si tratta di un impegno che crolla una volta terminato il percorso scolastico. Finiti gli studi, questi ragazzi scompaiono, spesso sono confinati a casa con ridotte opportunità di inserimento sociale. Solo il 10% dei ragazzi con autismo lavora. Più alta è la percentuale per i ragazzi con sindrome di Down (31,4%), ma non ancora sufficiente. Per l’85% delle persone con disabilità la fonte di reddito principale è la pensione.

              Cosa fare, dunque? Secondo Versari si potrebbe pensare a come preparare questi ragazzi per il lavoro, ad esempio con i test utilizzati dai docenti dei Centri territoriali di supporto, per capire le loro competenze o abilità. Altra grande opportunità è l’alternanza scuola-lavoro, ma serve un collegamento con il mondo del lavoro che consenta di veicolare le competenze acquisite dai ragazzi.

              Qualche interrogativo, qualche domanda, dunque, pare emergere. Eppure molto, troppo resta ancora da dare. E non facciamo che ripeterlo da troppo tempo, mentre restiamo ancora in grande imbarazzo di fronte alla mancanza di risposte, di proposte, di soluzioni per un reale e dignitoso progetto di vita. Forse esso pare esprimere un disegno ambizioso, eppure non è altro che un basilare ed inalienabile diritto di tutti, cui la società intera è chiamata a rispondere come suo precipuo dovere.

              APPROFONDIMENTI

              Esame di stato senza sconti per i candidati con disabilità
               
              In disabilicom

              Alunni con disabilità e DSA nelle università: alcuni dati

              Università aperta a tutti: un sogno?