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FONDO PER LE POLITICHE SOCIALI: IL DECRETO DI RIPARTIZIONE

Fonte www.superando.it – Come segnala «Condicio.it» – fondamentale strumento informativo della FISH* (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che dal 2013 raccoglie, indicizza, raffronta e analizza le fonti, gli studi e le ricerche inerenti la condizione di vita delle persone con disabilità – è stato pubblicato nei giorni scorsi in Gazzetta Ufficiale il Decreto di ripartizione delle risorse afferenti il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali per il 2015, tramite il quale il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali provvede annualmente a suddividere gli stanziamenti approvati dal Parlamento nella precedente Legge di Stabilità.

Per quest’anno, dunque, la somma ripartita tra le Regioni e l’Amministrazione Centrale ammonta a un totale di circa 313 milioni di euro, a fronte dei 293 milioni del 2014. Di questi, quasi 35 milioni rimangono al Ministero e poco più di 278 milioni vengono trasferiti alle Regioni, le quali si impegnano a programmare gli impieghi di tale risorse sui vari interventi riguardanti la rete assistenziale, i servizi e le misure per favorire la permanenza a domicilio, la prima infanzia, i servizi territoriali comunitari e quelli a carattere residenziale per le fragilità, oltre alle misure di inclusione sociale e di sostegno al reddito.

Il Decreto dispone inoltre la costituzione, a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di un gruppo di lavoro con le Regioni e l’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), al fine di definire, in modo condiviso, un Piano Sociale Nazionale Triennale, volto a individuare le priorità di finanziamento, l’articolazione delle risorse del Fondo, nonché le linee di intervento e gli indicatori finalizzati a specificare gli obiettivi di servizio.

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    UFFICIALE: LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE È FINITA SU UN BINARIO MORTO

    Fonte www.vita.itUn film già visto: alla soglia della scadenza dei termini per la presentazione degli emendamenti, la presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, Anna Finocchiaro, decide di prorogare, senza evidenti ragioni, i termini. Dal 9 luglio si era quindi passati al 21 luglio, deadline che oggi, a quanto apprende Vita.it, viene spostata al 7 settembre.

    I reali motivi? Il silenzio del Governo e in particolare del sottosegretario Luigi Bobba, che contattato dalla nostra redazione preferisce per ora «sospendere ogni commento», lasciano spazi a più di una congettura.

    E forse la guerra intestina al Partito democratico, la Finocchiaro è catalogabile nelle fila dei fedelissimi di D’Alema sta giocando un ruolo pesantissimo nel zavorrare un percorso legislativo che ha già vissuto approfonditi e meritori momenti di confronto attraverso le tante audizioni tenute sia alla Camera in prima lettura che al Senato.

    Anche perché fuori dal Parlamento in questi giorni è emersa fortissima l’urgenza della Riforma da parte del mondo della società civile, come si sarà reso perfettamente conto chi frequenta questo sito.

    E adesso? L’ingorgo con la discussione in Parlamento con la legge di Stabilità è ormai certo. Che questo significhi il fine corsa della Riforma appare sempre più probabile.

    Per approfondire

    Leggi l’articolo “Riforma a settembre, perché prendere ancora tempo?”

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      AUTISMO. SELETTIVITÀ ALIMENTARE FATTORE DI STRESS, MA NON INCIDE SULLA GRAVITÀ DELLA MALATTIA

      Fonte www.quotidianosanita.it – La selettività alimentare è un problema rilevante tra chi è affetto da autismo, interessa infatti 1 bambino su 2. Spesso si manifesta in forme estreme perché si combina ad alcune caratteristiche tipiche della malattia come la ritualità, la ripetitività o l’ipersensibilità. Ci sono bambini particolarmente attenti ai colori, ad esempio, che scelgono di nutrirsi esclusivamente con cibi rossi o verdi o gialli.

      Oppure ragazzi che si rifiutano di mangiare se gli alimenti non sono disposti sul piatto secondo uno schema preciso.

      La selettività è un comportamento alimentare atipico che porta i bambini a discriminare i cibi in base a parametri diversi. Riguarda circa il 30% della popolazione pediatrica generale.

      Tra i bambini con sindrome dello spettro autistico la percentuale cresce considerevolmente: oltre il 50%, infatti, seleziona gli alimenti in base a forma, colore e consistenza, rendendo il pasto un momento difficile che può incidere sul loro benessere e su quello della famiglia.

      Per leggere l’articolo integrale clicca qui

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        BELGIO A TUTTO CAMPO SULLA DISABILITÀ

        Fonte www.superabile .it – “Le questioni sulla disabilità vengono spesso scaricate sul ministro incaricato”, dice Céline Fremault, responsabile a Bruxelles della politica sulla disabilità. Ora però la citta belga può contare su un ‘Handiplan’ che avrà lo scopo di promuovere l’attuazione del principio di “handistreaming”. Prendere, cioè, in considerazione la dimensione della disabilità in tutte le politiche così da garantire la piena inclusione.

        I quartieri saranno invitati a partecipare in particolare promuovendo la creazione di consigli consultivi o istituendo il servizio Handicontact e una persona di riferimento con il compito di seguire le persone con disabilità e i loro familiari nelle procedure amministrative.

        Altra azione al centro dell’Handiplan è l’invito alle diverse autorità e ai vari servizi a compiere maggiori sforzi in termini di accessibilità degli edifici.

        Per approfondire

        Leggi le ultime notizie sulle politiche per la disabilità in Belgio cliccando qui e qui

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          SOGNO DI UN GIORNO DI MEZZA ESTATE

          Fonte www.disabili.com – Nelle scorse settimane Il Resto del Carlino ha dato spazio alla vicenda di Andrea, un ragazzo che ha appena concluso le Scuole Secondarie di secondo Grado, conseguendo un attestato, che non consente l’iscrizione all’università.

          Andrea ha 24 anni e qualche anno fa è purtroppo stato vittima di un brutto incidente stradale, che gli ha comportato un disabilità grave. E’ rientrato il classe dopo diverso tempo e, insieme ai compagni ed ai docenti, ha potuto iniziare un lento e costante cammino di recupero, seguendo le lezioni a distanza e avendo a disposizione gli strumenti necessari alla sua partecipazione. Quest’anno ha ultimato gli studi superiori ma, a causa della gravità della sua disabilità, ha seguito un percorso didattico differenziato.

          In tali casi, come previsto dal DPR 323/98 e dalle ordinanze ministeriali più recenti, a seguito del superamento degli esami finali, non si consegue il diploma ma un attestato recante gli elementi informativi sulla frequenza del percorso effettuato.

          Andrea, dunque, non può iscriversi all’università, perché non ha conseguito il diploma. Eppure, dopo l’incidente, ha iniziato a dipingere ed oggi la pittura è diventata la sua più grande passione. Vorrebbe perciò iscriversi all’Accademia di Belle Arti. La mamma racconta di un contatto che vi è stato tra l’insegnante di sostegno e l’università, da cui sarebbe emersa la possibilità di iniziare a seguire i corsi come uditore. La scuola ha fatto i suoi passi, a volte è inciampata, a volte ha sbagliato. Eppure oggi accoglie tra le sue pareti tutti, nessuno escluso.

          A volte mettiamo in discussione il nostro modello di integrazione, altre volte ne riconosciamo la portata. Le conquiste sono sempre in divenire. Però se pensiamo a qual era la realtà dei bambini e dei ragazzi con disabilità fino a qualche decennio fa, non possiamo non riconoscere i grossi progressi innovatiti che sono stati fatti.

          E l’università? Stante così la normativa, afferma S. Grillo, dirigente scolastico della scuola frequentata da Andrea, ora sono le Università a doversi aggiornare: perché non inserendo anche l’integrazione degli studenti con disabilità negli Statuti? La legge 104 è una tutela, racconta come i ragazzi, dalla Scuola dell’Infanzia alle Scuole Secondarie di Secondo Grado, hanno diritto all’integrazione. Sarebbe anche ora che gli atenei riflettessero sul ruolo centrale che potrebbero avere nel dopo, in quel progetto di vita che ancora oggi stenta troppo a decollare.

          Gli atenei hanno previsto misure di supporto per gli studenti con disabilità fisica o sensoriale. E gli altri? Perché non dovrebbe essere possibile pensare di estendere le misure previste dalla legge 104 all’università? Perché se un ragazzo può frequentare le scuole secondarie conseguendo un attestato, ciò non dovrebbe essere possibile anche all’università? Insegnanti di sostegno anche all’università? Perché no?

          Andrea vuole dipingere, vuole apprendere le tecniche per farlo, vuole potersi avvicinare all’arte studiandola. Potrebbe farlo, se avesse i supporti avuti fino ad ora. Andrea come tanti altri ragazzi, dal futuro opaco alla fine delle scuole superiori, vorrebbe accedere all’università, vorrebbe frequentarla, vorrebbe mettere in gioco le sue abilità. Per conseguire un attestato? Sì, forse. Ma sarebbe un attestato di studi, di competenze maturate, di socialità diffusa, al centro del mondo. Pensiamoci.

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            NUOVA CALL DI INCLUSION EUROPE*

            Fonte www.e-include.eu – Poter fare delle scelte in autonomia vuole dire, per le persone con disabilità intellettiva, migliorare nettamente la propria qualità di vita e soprattutto vedere rispettato un proprio diritto. Purtroppo, questo non avviene ancora facilmente e non in tutta Europa. Sono ancora molti, infatti, gli ostacoli che i cittadini europei con disabilità intellettiva incontrano in tal senso, ostacoli dovuti nella maggior parte dei casi a regimi di tutela giuridica non consoni, e per supportarli Inclusion Europe ha creato, nei mesi scorsi, un sito dedicato all’argomento: http://www.right-to-decide.eu/

            Per cercare di tutelare e promuovere ancora di più questo diritto Inclusion Europe ora ha avviato una nuova call, invitando tutti coloro che lo desiderano ad inviare all’indirizzo secretariat@inclusion-europe.org le proprie idee e buone prassi sul tema.

            Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito web dell’associazione (in lingua inglese) cliccando qui

            *Cui Anffas ONlus aderisce

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              PROLUNGAMENTO DEL CONGEDO PARENTALE

              Fonte www.handylex.org – Con sollecitudine la Direzione Centrale Prestazioni dell’INPS ha diramato la circolare applicativa per le nuove disposizioni relative al prolungamento del congedo parentale per figli con disabilità in situazione di gravità contenute nel Decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 80 già commentato da HandyLex.

              Quella disposizione ha modificato, fra l’altro, i termini di concessione del congedo parentale ai genitori e del prolungamento dello stesso (per i soli figli con disabilità grave) innalzando, in via sperimentale per il 2015, il limite di età dagli otto ai dodici anni (o dodici anni dall’ingresso nel nucleo nei casi di affido o adozione (articolo 32, 33 e 36 del Decreto legislativo 151/2001).

              La Circolare INPS 4805 (16 luglio 2015) qui disponibile, rammentando l’innovazione legislativa che consente il prolungamento del normale congedo parentale (massimo 11 mesi totali fra i genitori) fino alla durata complessiva dei di tre anni precisa che lo stesso “decorre a partire dalla conclusione del periodo di normale congedo parentale teoricamente fruibile dal genitore richiedente (circolare n. 32 del 6 marzo 2012).”

              Per leggere l’articolo integrale clicca qui