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APPROVATO ALLA CAMERA IL DISEGNO DI LEGGE DELEGA PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

Comunicato stampa del Forum Terzo Settore* – Siamo soddisfatti per l’approvazione del Ddl delega sul Terzo Settore. A meno di un anno dal suo annuncio, ci viene restituito, per questa prima parte dell’iter parlamentare, un buon testo, a riprova che la Commissione e l’Aula alla Camera hanno lavorato con grande attenzione per la Riforma e riorganizzazione di un mondo vastissimo, che interessa oltre 300mila organizzazioni, quasi un milione di lavoratori totali e oltre 4,5 milioni di volontari.

Si tratta di un passaggio epocale che coinvolge l’intero Paese e non solo il nostro mondo.

Auspichiamo che il successivo esame del testo al Senato possa apportare alcune migliorie legate ad alcuni aspetti gestionali ed organizzativi, anche di natura civilistica e fiscale, delle realtà di terzo settore e delle imprese sociali, ma anche a questioni relative al servizio civile, così come ad una maggiore attenzione al volontariato organizzato e alle forme più spontanee di volontariato e partecipazione dei cittadini, e infine ad una più chiara individuazione del ruolo e funzione dei Centri di servizio per il volontariato.

Aspettiamo di poter chiarire i dubbi e dare risposte alle domande su un punto nodale che è quello delle risorse disponibili. Questione che una Riforma di questa portata non può certo ignorare. Su questo e tutti gli altri aspetti continueremo a fare la nostra parte e dare il nostro contributo.

*Cui Anffas  Onlus aderisce

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    DICHIARAZIONI ISEE E INVALIDITÀ

    Fonte www.disabili.com – Torniamo sull’Indicatore della Situazione Economica Equivalente e sulle insicurezze che si sono venute a creare a seguito delle tre recenti sentenze del Tar Lazio (nn.2454/15-2458/15-2459/15) le quali sanciscono che è illegittimo calcolare nell’ISEE le provvidenze economiche connesse all’invalidità civile, così come le cc.dd franchigie (che abbattono il calcolo totale dell’ISEE) previste per i maggiorenni con disabilità e quelle, più alte, previste per i minorenni anch’essi con disabilità (in questo caso l’illegittimità è da imputare al fatto che non verrebbe considerata l’effettiva situazione familiare del maggiorenne).

    Nell’attesa che il Governo adegui il sistema a quanto statuito sul fronte ISEE e disabilità, in questo momento ci si trova però in una situazione di stallo che crea parecchia incertezza nelle famiglie che devono presentare l’ISEE e in quelle che l’hanno già presentato. I “nodi critici” attuali sono quindi diversi: se una persona con disabilità volesse accedere a prestazioni sociali agevolate, sarebbe equo che ciò avvenisse sulla base di un ISEE dichiarato illegittimo? Se la stessa persona avesse acquisito un’attestazione ISEE prima delle sentenze in oggetto, quali conseguenze può attendersi? Forse una maggiore compartecipazione, o addirittura una sospensione del servizio da parte dell’Ente erogatore? Al momento non è dato saperlo.

    Queste sono solo alcune delle incertezze in cui, in questo momento, versano le persone con disabilità ed è quindi evidente, nell’attesa di indicazioni da parte del Governo, che le Regioni e gli Enti debbano immediatamente provvedere ad autoregolamentarsi. Su questo riflette l’ANFFAS Onlus Modica, che in una nota dichiara: “Le conseguenze altrimenti sarebbero quanto mai inique e gravose: un’impossibilità, inaccettabile, nell’erogare i servizi (con irreversibili danni al benessere psico-sociale delle persone con disabilità) o, addirittura, potrebbero essere le stesse persone con disabilità a non richiedere più le prestazioni a causa di una loro maggiore onerosità dal punto di vista economico”. Quello che, nel frattempo, l’Anffas consiglia alle persone con disabilità e ai loro familiari che volessero richiedere “prestazioni sociali agevolate” o “prestazioni sociali agevolate di carattere sociosanitario” è di allegare, alla richiesta all’Amministrazione competente, una nota nella quale si espone che: “In considerazione dell’intervenuto annullamento del DPCM n. 159/2013 “regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)”, a seguito della sentenza del TAR Lazio n.2459/15, l’ISEE che si presenterà è da ritenersi non legittimamente rappresentativo della reale situazione economica e patrimoniale del mio nucleo familiare. Pertanto, nel caso in cui da tale attestazione si facciano derivare effetti a me sfavorevoli, mi riservo di adire le vie legali a tutela dei miei diritti”.

    Dall’Anffas, che chiede di essere ascoltata insieme alle altre associazioni, fanno sapere che continueranno a vigilare sui futuri sviluppi della vicenda e ad adoperarsi affinché i diritti delle persone più debole non vengano messi in discussione.

    Per approfondire

    Leggi il commento di Anffas Onlus Nazionale sulle sentenze del Tar Lazio

    * Le sentenze del Tar Lazio sono disponibili sul sito www.studiolegalemarcellino.it

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      BOCCIATA LA SCUOLA CHE CONFONDE LA DISLESSIA CON LA PIGRIZIA

      Fonte www.west-info.eu – In Italia, non si può bocciare uno studente con dislessia perché considerato semplicemente “pigro”. Il Tar del Piemonte, infatti, ha dichiarato illegittimo il provvedimento di non ammissione alla classe superiore disposto da una scuola media di Novara nei confronti di un minore affetto da D.S.A. In quanto i docenti, non tenendo conto delle certificazioni mediche presentate dalla madre fin dall’inizio dell’anno, dove veniva riportato nero su bianco il disturbo della letto-scrittura diagnosticato al figlio, invece di predisporre un Piano Didattico Personalizzato, come sancito dalla legge, si erano limitati a dichiararlo svogliato e con scarsa capacità di concentrazione.

      Secondo il Tribunale, quindi, l’Istituto scolastico ha compiuto un errore fondamentale: “ha violato il protocollo di intervento previsto in materia di D.S.A., per avere considerato l’alunno alla stregua di un ragazzo “normale”, utilizzando nei suoi confronti tecniche di insegnamento e metodi di valutazione ordinarie e non personalizzate”.

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        TALENTI CON AUTISMO CORTEGGIATI DA MICROSOFT

        Fonte www.west-info.euLa Microsoft, una delle più importanti aziende d’informatica del mondo, ha ufficialmente annunciato il lancio di un nuovo programma per assumere a tempo pieno lavoratori con autismo. Per il management del colosso fondato nel 1975 da Bill Gates, le persone con autismo sono una risorsa preziosa per lo sviluppo di un’azienda Hi-Techm grazie alle loro specifiche qualità che vanno dalla sorprendente capacità di conservare informazioni, all’abilità di concentrarsi e di individuare problemi ed errori, nonché all’eccellente familiarità con numeri e codici.

        Nella fase iniziale del progetto la multinazionale americana si avvarrà della collaborazione di Specialisterne, un’organizzazione no-profit che aiuta coloro che presentano un disturbo dello sviluppo ad applicare il loro talento nel mercato del lavoro.

        Una decisione che prima di Microsoft era stata recentemente presa dalla SAP, gigante del software con sede in Germania.

        Per maggiori informazioni

        Leggi l’articolo sul sito Microsoft (pagina in lingua inglese

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          DISABILITÀ INTELLETTIVA: STRUMENTI TECNOLOGICI A SUPPORTO DELLA DIDATTICA

          Fonte www.disabili.com – Gli strumenti tecnologici e le loro funzionalità sempre più avanzate stanno consentendo una crescente partecipazione delle persone con disabilità nei vari contesti sociali e professionali, aprendo spazi per la realizzazione di inclusione personale e professionale. Ciò riguarda non soltanto le persone con disabilità sensoriale, attraverso l’utilizzo di ausili utili al superamento della concreta situazione di svantaggio, ma, più in generale, anche tutte le situazioni in cui siano presenti difficoltà eterogenee, di carattere relazionale, intellettivo e cognitivo.

          Sono infatti ormai disponibili numerosi software ad hoc, con finalità di tipo facilitante, strutturati in modo molteplice e funzionale rispetto alle specificità. Essi sono particolarmente utili nei contesti formativi, poiché consentono approcci e possibilità inedite alla didattica, offrendo opportunità multiple e rispondenti alle differenti esigenze. Si tratta di strumentalità sulle quali negli ultimi anni si è molto concentrato il lavoro dell’Associazione Nazionale di Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale (ANFFAS), a partire dalla considerazione del fatto che la disabilità intellettiva e/o relazionale è presente in maniera preponderante, rappresentando la forma più diffusa di disabilità. Ai fini delle possibilità di apprendimento ricordiamo l’impegno profuso nel progetto Anffas in the cloud, che ha previsto la realizzazione di uno strumento interattivo ed implementabile per fornire un concreto supporto tecnologico all’apprendimento delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale. La piattaforma è nata con l’obiettivo di consentire lo sviluppo, l’utilizzo e la condivisione da parte degli operatori, degli insegnanti e delle famiglie, di esercitazioni interattive da utilizzare in vari contesti di apprendimento, riguardanti le autonomie, l’istruzione scolastica, la formazione professionale e le attività ludico-ricreative.

          Più in generale, l’utilizzo delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) nei contesti di apprendimento promuove la motivazione, la partecipazione e l’interazione dello studente con disabilità intellettiva; aiuta inoltre a mantenere l’attenzione e favorisce lo sviluppo dell’autostima. Si riscontra infatti una maggiore facilità d’uso rispetto agli strumenti tradizionali, favorita anche dalla possibilità della ripetizione. Inoltre, tali strumenti consentono molteplici possibilità di adattamento delle attività, favorendo gli specifici processi di individualizzazione e personalizzazione. Si segnala a tal proposito il progetto CITI, strumento comodo e accattivante per migliorare le abilità cognitive delle persone con disabilità intellettiva, utilizzabile anche da telefono cellulare.

          Nelle scuole circa l’80% delle disabilità presenti è di tipo intellettivo e/o relazionale: se si considerano i ritardi nell’inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva, tali strumenti di supporto alle attività formative appaiono particolarmente graditi ed utili. È infatti necessario concretizzare l’obiettivo del miglioramento generale della qualità del loro progetto di vita e garantire il loro diritto alla partecipazione, valorizzando ed implementando le opportunità apprenditive, abilitative ed inclusive realizzabili a scuola, anche con il supporto delle tecnologie più avanzate.

          Per approfondire

          Leggi l’articolo dedicato ad Anffas In The Cloud

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            GIORNATA MONDIALE DELLA CONSAPEVOLEZZA SULL’AUTISMO

            Traduzione non ufficiale del messaggio del Segretario Generale ONU in occasione del 2 aprile 2015*

            “Sono enormemente incoraggiato dalla crescente consapevolezza pubblica dei disturbi dello spettro autistico e dall’aumento dei servizi pubblici rivolti ai molti che ne sono colpiti. La Giornata Mondiale della consapevolezza sui Disturbi dello Spettro Autistico non promuove solo una maggiore comprensione del problema ma rafforza i genitori nella ricerca di un intervento precoce e richiama alla piena inclusione delle persone con autismo nella società. Invita anche i politici ad incoraggiare le scuole ad aprire le porte agli studenti con autismo. Con gli adeguati supporti, possono e dovrebbero essere educati nel cuore delle loro comunità. Per le persone con autismo è ora è il tempo delle maggiori opportunità di accesso e di lavoro.

            Quest’anno, sono lieto di lanciare una “Call to Action” relativa al lavoro, invitando le imprese ad assumere impegni concreti per assumere persone con disturbi dello spettro autistico. Incoraggiamo gli uffici pubblici, le aziende e le piccole imprese a modificare il modo in cui percepiscono le persone con autismo, a prendersi del tempo per conoscere la loro condizione e per creare delle nuove opportunità.

            Le persone con autismo hanno un enorme potenziale. La maggior parte ha notevoli capacità visive, artistiche o accademiche. Grazie all’utilizzo di nuove tecnologie di assistenza, le persone con autismo che hanno difficoltà nell’esprimersi verbalmente, sono ora in grado di comunicare e condividere le proprie capacità nascoste. Riconoscere i talenti di queste persone, senza focalizzarsi solo sulle loro debolezze, è essenziale per la creazione di una società veramente inclusiva. Eppure, nonostante la consapevolezza sull’autismo sia ora più diffusa, oltre l’80 % degli adulti con autismo non ha un lavoro. Ecco perché è così importante per i datori di lavoro capire le loro abilità, uniche e spesso eccezionali, e consentire la realizzazione di ambienti di lavoro in cui possano eccellere.

            Questo importante obiettivo può essere raggiunto solo con una formazione professionale adeguata e un adeguato sostegno durante il processo di selezione lavorativa, così da consentire alle persone con autismo di inserirsi con successo nella forza lavoro in tutto il mondo.

            L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha chiesto maggiori opportunità per le persone con autismo. Dichiarando il 2 aprile come Giornata Mondiale della consapevolezza sull’Autismo, l’Assemblea ha anche chiesto formazione per gli amministratori pubblici, per chi fornisce i servizi, per i care-givers, per le famiglie e anche per tutti coloro che non sono professionisti così da sostenere e promuovere l’inclusione delle persone con autismo nella società, in modo che possano realizzare il loro potenziale.

            In questa Giornata Mondiale, dobbiamo unire le forze per creare le migliori condizioni di vita possibili”

            *Il messaggio originale è disponibile sul sito www.un.org a questo link

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              COMBATTIAMO LA “MORTE LEGALE”

              Nell’Unione Europea migliaia di persone con disabilità intellettiva si vedono negare i loro diritti solitamente a causa di quella che viene percepita come una mancanza di “capacità” e spesso sono sottoposte alla custodia legale** di persone che possono anche non avere come priorità il loro benessere.

              Le persone che sono sottoposte a tale misura giuridica non possono sposarsi, non possono votare, non possono decidere dove vivere o come spendere i loro soldi. Queste persone, inoltre, possono essere anche vittime di abusi con un danno spesso irreversibile, così come è irreversibile questo tipo di custodia giuridica.

              La “morte legale”, come questa misura giuridica è anche chiamata, è una pratica comune nonostante l’Europa abbia delle competenze molto chiare in materia al fine di contrastare la discriminazione basata sulla disabilità. Theresia Degener, Vice Presidente del Comitato ONU per il Diritti delle Persone con Disabilità, ha detto: “Dobbiamo ancora trovare una nazione che abbia pienamente applicato il diritto ad avere e ad esercitare la piena capacità legale”.

              Questa situazione non dipende dalla mancanza di soluzioni alternative di livello locale. Inclusion Europe* ha sviluppato un intero sito web dedicato alla presentazione di differenti modelli di supporto alla decision-making che possono essere applicati in diverse aree di interesse  (dalla salute alle relazioni interpersonali fino alle questioni relative all’abitare)

              Come dimostrato dalle diverse pratiche presentate, il supporto può essere di tipo formale o informale, dato dai componenti delle famiglie o da altre persone e può variare come tipologia e come intensità. Per una persona con disabilità intellettiva il supporto può includere anche il ricevere informazioni in linguaggio Easy To Read.

              In accordo con l’articolo 12 della CRPD, ratificata dall’Europa nel 2010, tutte le persone hanno il diritto di prendere le decisioni che riguardano la loro vita e devono essere riconosciute dalla Legge al pari di ogni altra persona.

              Anche se c’è ancora un grande numero di paesi europei che mette in atto questo tipo di di “custudia legale”, l’Europa può fare molto per promuovere l’applicazione della CRPD.

              Inclusion Europe*, insieme al Movimento Europeo della Disabilità, ha evidenziato questa questione nel suo Alternative Report on the Implementation of the UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities, un documento preparato per aiutare il Comitato ONU sulla CRPD a osservare i progressi dell’Unione Europea nella tutela dei diritti umani.

              Il prossimo 2 aprile 2015, Inclusione Europe* sarà a Ginevra per parlare di quelli che considera i temi principali relativi alle misure prese dalle istituzioni europee per assicurare che i diritti delle persone con disabilità siano presi in considerazione in tutte le proposte di legge più rilevanti e per discutere dell’implementazione e del monitoraggio delle politiche europee. Inclusion Euorope ritiene che senza la garanzia della tutela legale le persone con disabilità intellettiva non saranno mai in grado di avere e di esercitare pienamente i loro diritti al pari delle altre persone.

              È fondamentale che il Comitato sulla CRPD mandi un messaggio forte all’Europa sottolineando che la custodia legale di questo tipo non è più accettabile e che è urgente che gli Stati Membri combattano la discriminazione di cui sono vittime le persone con disabilità intellettiva eliminando tutti i regimi di interdizione.

              Come misura alternativa potrebbe essere preso in considerazione il ruolo dei Self-Advocats, consentendo loro di essere parte attiva nel disegnare le misure legislative necessarie per supportare l’autonomia decisionale. Inoltre, l’Europa dovrebbe promuovere la realizzazione di banche dati e di scambio delle buone prassi sempre relativamente alla transizione da interdizione ad autonomia decisionale e dovrebbe investire nella diffonsione delle conoscenze degli Stati Membri in questo ambito.

              L’Unione Europea ha il potere e la competenza legale per far cambiare la situazione attuale ed è tempo di mostrare una chiara presa di posizione.

              Per maggiori informazioni è possibile contattare Silvana Enculesco, responsabile della Comunicazione di Inclusion Europe all’indirizzo s.enculescu@inclusion-europe.org

              *Associazione Europea di cui Anffas è parte

              **Tale misura può essere equiparata alla misura giuridica italiana dell’interdizione

              N.B. Traduzione non ufficiale