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RIFORMA TERZO SETTORE, NIENTE AGENZIA O AUTHORITY

Fonte www.vita.it – Così la relatrice della Legge Delega di Riforma del Terzo settore, Impresa sociale e Servizio Civile, on. Donata Lenzi ha presentato l’emendamento che ha chiuso la discussione sull’art. 2 della Riforma: “Nell’illustrare il contenuto di tale proposta emendativa, sottolinea di non considerare opportuna l’istituzione di un’Agenzia di settore o di una Autorità indipendente. Osserva in proposito che una vigilanza efficace su una platea così vasta richiederebbe una struttura di dimensioni rilevanti, con conseguenti problemi nell’individuazione delle risorse necessarie, manifestando contrarietà per il prospettato utilizzo dei fondi per il 5 per mille. Dichiara, in ogni caso, di avere voluto raccogliere le sollecitazioni a rafforzare il sistema di vigilanza e controllo sul Terzo settore, prevedendo un ruolo più incisivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in collaborazione con gli altri Ministeri interessati. Sottolinea l’importanza della previsione di un raccordo con l’Agenzia delle entrate, esigenza emersa anche nel corso della audizioni svolte dalla Commissione, nonché l’indicazione esplicita dell’estensione del controllo alle imprese sociali.   Evidenzia che il secondo comma dell’articolo aggiuntivo da lei presentato, che raccoglie alcuni degli spunti presenti in altre proposte emendative, mira ad assicurare un coinvolgimento degli stessi soggetti del Terzo settore nelle procedure di controllo, anche tramite la collaborazione con i centri di servizio per il volontariato per consentire il necessario supporto agli enti di dimensioni ridotte”.

L’emendamento approvato dal Governo e dalla Commissione dice no sia all’ipotesi di Unità di missione proposta dal testo Governativa sia alla richiesta contenuta in tanti emendamenti di procedere a una riedizione della Agenzia o di un’Authority. Il compito della Vigilanza e controllo rimarrà (perchè già ora è così e con scarsi risultati) in capo al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

A questo punto gli articoli 1, 2, 3 e 5 sono stati approvati, in discussione, attualente c’è l’art. 4 dedicato alla Riforma dell’impresa sociale.

Leggi il commento del Forum Terzo Settore

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    VIOLENZA DI GENERE, UNA GUIDA PER LE DONNE CON DISABILITÀ

    Fonte www.vita.it – Una guida preventiva sulla violenza di genere per le donne con disabilità. L’ha elaborata Human Rights Watch in vista della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo.

    Tutti i governi, sostiene Human Rights Watch, dovrebbero garantire che le donne e le ragazze con disabilità siano incluse nei programmi dedicati alla prevenzione della violenza di genere. Le donne e le ragazze con disabilità sono maggiormente a rischio violenza di genere nelle loro case, nelle scuole e sono spesso escluse dai programmi di prevenzione, dai servizi di supporto, e accesso alla giustizia a causa degli stereotipi sulla loro sessualità, le barriere fisiche, quelle di comunicazione e la mancanza di materiali informati accessibili.

    La guida mostra come riconoscere, prevenire e ottenere protezione, e spiega come ricevere assistenza legale, medica e psicologica.

    L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il 35% delle donne abbia subito degli atti di violenza. Donne e bambini con disabilità sono sproporzionatamente vulnerabili alla violenza. Le persone con disabilità sono più esposte al rischio di essere vittime di abuso fisico, abuso sessuale e stupro. Affrontano molteplici forme di discriminazione che li rende più isolate, emarginate e vulnerabili alle violenze.

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      APPELLO DELL’EDF PER LA PARITÀ DI GENERE

      Fonte www.edf-feph.org – In occasione della Giornata internazionale della donna, l’European Disability Forum ha chiesto uguaglianza e piena inclusione delle donne e delle ragazze con disabilità in tutte le azioni che l’Unione europea e i suoi Stati membri stanno intraprendendo.

      L’appello cade in un anno speciale: nel 2015 infatti ricorre il 20° anniversario della Piattaforma d’azione di Pechino che mira a portare alla luce le disuguaglianze strutturali e le violazioni dei diritti umani affrontati da tutte le donne e le ragazze, e di preparare il terreno per azioni concrete per realizzare la parità di genere

      Per maggiori informazioni consulta il sito dell’EDF (in lingua inglese) cliccando qui

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        EXTRACOMUNITARI E PROVVIDENZE PER CECITÀ: NUOVA SENTENZA DELLA CORTE COSTITUZIONALE

        Fonte www.handylex.org – Per l’ennesima volta la Corte Costituzionale è tornata sulla annosa questione delle provvidenze assistenziali, correlate alla disabilità, da corrispondere ai cittadini extracomunitari.

        Lo ha fatto con la Sentenza n. 22 del 27 gennaio 2015, n. 22 (depositata il 27 febbraio) confermando, ancora una volta, i precedenti pronunciamenti sulla materia: sono illegittime le disposizioni che condizionano la concessione di quelle provvidenze alla titolarità del permesso di soggiorno di lunga durata. Già la Corte si era pronunciata sull’indennità di frequenza, indennità di accompagnamento, pensione agli invalidi civili totali e all’assegno mensile agli invalidi parziali.

        Ora, in modo sovrapponibile, si pronuncia anche sulla pensione e sull’indennità speciale riconosciute ai ciechi parziali.

        Merita di essere ricostruita l’intera vicenda per meglio comprenderne i risvolti: l’articolo di HandyLex è disponibile a questo link

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          CARO RENZI, SUL 5 PER MILLE NESSUN TRUCCO, PER FAVORE

          Fonte www.vita.it – Si sono incontrati il 4 marzo u.s. presso la redazione di Vita i rappresentanti delle oltre 60 organizzazioni* di primo e secondo livello del Comitato editoriale, in rappresentanza di circa 50 mila sedi territoriali, per discutere di 5 per mille, Riforma del Terzo settore, donazioni, giochi d’azzardo legali.

          A proposito di 5 per mille i rappresentanti delle organizzazioni hanno sottolineato come a fronte della soddisfazione di fronte al primo anno, da 9 anni in qua, in cui il 5 per mille non aveva turbative di regolamento né problemi di copertura economica, l’amara sorpresa di fronte agli annunci sulla Buona Scuola e sul conseguente Ddl che, almeno stante alle bozze circolate e agli annunci del Premier, prevedono all’art 28 il 5 per mille alle “istituzioni scolastiche statali” che aggiungeranno così circa 40mila scuole statali alla platea già affollata di altri 40mila mila soggetti non profit più i servizi sociali degli 8000 Comuni.

          Insomma, l’ennesimo coup de théâtre o gioco delle tre carte per cui il Governo alza il tetto previsto a copertura della norma ma ti raddoppio la platea. Anzi, se così dovesse davvero andare, la gran parte della platea saranno così soggetti pubblici (Comuni e istruzione statale) che già finanziamo con la fiscalità generale! Perché questa scelta che contraddice quanto lo stesso Renzi ebbe a dire proprio nella sede di Vita e alle Organizzazioni del Comitato editoriale nel maggio scorso? (vedi storify dell’incontro)

          Per questo tutti i rappresentanti del non profit hanno chiesto al Premier un ripensamento sottolineando come già nell’8 per mille destinato allo Stato abbia tra le sue priorità interventi sull’edilizia scolastica, interventi su cui del resto non si sa, dopo 2 anni e mezzo né l’ammontare né la finalizzazione. Se il 5 per mille per gli istituti scolastici fosse confermato come scritto nella bozza del Ddl sarebbe l’ennesima umiliazione per il Terzo settore e l’ennesimo inganno agi contribuenti su cui si scaricherebbe la confusione normativa.

          A proposito della Riforma del Terzo settore ancora in discussione in Commissione Affari sociali della Camera i rappresentanti delle organizzazioni hanno chiesto che non si spengano, come invece pare, le parti più innovative contenute nel Disegno di legge delega scritto dal Governo.

          A parere del mondo non profit il provvedimento si sta trasformando (visti i testi degli articoli 1,2,3,5 già licenziati) da un disegno riformatore con una visione di futuro a un disegno troppo corporativo e conservativo. Il messaggio ai Parlamentari è quello di far presto (sono quasi sei mesi di discussione in Commissione!) e ad essere più coraggiosi investendo sull’innovazione e sulla capacità di aprire scenari nuovi non limitandosi a un pur necessario disegno di razionalizzazione e di semplificazione.

          *Tra cui anche Anffas Onlus

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            RIFORMA DEL TERZO SETTORE: APPROVATI GLI ARTICOLI 2 E 3

            Fonte www.vita.it – Proseguono alla Camera i lavori per la Riforma del Terzo Settore. La Commissione XII Affari Sociali della Camera ha approvato anche il secondo e terzo articolo del disegno di Legge Delega per la Riforma del terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del servizio civile universale.

            La Legge Delega ora ha tutti gli articoli.

            Rimangono cinque emendamenti, inerenti alla reintroduzione dell’Agenzia del Terzo Settore che verranno ridiscussi nei prossimi giorni.

            Il primo a commentare la notizia è il Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore* Pietro Barbieri: leggi qui le dichiarazioni.

            *Cui Anffas Onlus aderisce

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              VITA INDIPENDENTE, AL VIA LA SPERIMENTAZIONE

              Fonte www.personecondisabilita.it Investire e promuovere la vita indipendente per le persone con disabilità. Con un decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali pubblicato lo scorso ottobre, il Governo ha dato un importante segnale a favore dei progetti di vita indipendente mettendo a disposizione dieci milioni di euro. In Lombardia verranno finanziari 12 ambiti territoriali, ciascuno dei quali può ricevere un massimo di 100mila euro.

              L’elemento interessante è il fatto che per la prima volta dal ministero arriva un riconoscimento esplicito del ruolo dei Ctvai (Centri territoriali per la vita autonoma e indipendente) il cui compito è quello di fornire un supporto alla stesura dei progetti di vita indipendente. Il decreto stabilisce che l’85% delle risorse deve essere destinato alla realizzazione di progetti di vita indipendente, per pagare l’assistenza e le spese per l’adeguamento dell’abitazione. Mentre il restante 15% delle risorse può esser utilizzato per coinvolgere le professionalità sviluppate negli ultimi anni dai Ctvai, in modo da avere un supporto nella progettazione.

              “Questa ripartizione permette di valorizzare le competenze e le professionalità maturate nel corso degli anni dai Ctvai – commenta Marco Rasconi, presidente di LEDHA Milano e coordinatore del Centro progetto di vita di LEDHA -. Noi ci mettiamo a disposizione delle persone con disabilità per supportare l’elaborazione di progetti di vita il più possibile adatti alle esigenze di ciascuno”.

              Nello specifico, gli operatori del Centro progetto di vita mettono a disposizione l’esperienza maturata dal 2008 a oggi, per progettare modalità di formazione e informazione, elaborare analisi, supervisionare la casistica per favorire lo sviluppo di una cultura che metta al centro la vita indipendente. “Il nostro obiettivo è che questi progetti di vita entrino a sistema il più presto – conclude Marco Rasconi – per le persone con disabilità motorie, sensitive e cognitive”.