Contatore delle Visite

Cerca

Blog

Diadmin

L’INDISPENSABILE REVISIONE DEL SISTEMA DI ACCERTAMENTO

Fonte www.superando.itDisabile, invalido, handicappato, handicappato grave e/o gravissimo, non autosufficiente, gravemente non autosufficiente, persona con ridotte o impedite capacità motorie, persona con grave limitazione alla capacità di deambulazione, oligofrenico, irregolare psichico, persona a responsività limitata… e si potrebbe proseguire ancora, con il florilegio di definizioni tutte presenti, vigenti e cogenti in una normativa che baldanzosamente consideriamo la più avanzata del mondo, ma che ben poco risponde ai crismi di una buona regolazione.

Dietro la terminologia e il linguaggio, assai poco coerenti nel tempo e nei contesti, c’è sempre un beneficio, una provvidenza, un’agevolazione, l’accesso a un servizio, che per essere ottenuti richiedono uno “status”, uno specifico iter, un accertamento e un “soggetto preposto”, che solitamente è un medico o una commissione prevalentemente sanitaria. Inoltre, per l’accesso al sistema di servizi e prestazioni, in Italia non è quasi mai sufficiente la verbalizzazione di uno “stato invalidante”, ma sono richiesti anche altri requisiti, ora di età, ora di limiti reddituali, ora di altro tipo soggettivo o materiale. All’accertamento sanitario si aggiunge, quindi, anche quello più schiettamente amministrativo.

Esiste pertanto nel nostro Paese una proliferazione di momenti accertativi derivante proprio da questa frastagliata regolazione, che ben poco ha a che vedere con i diritti umani e sociali. Ma quanto ci costa tutto ciò? E ha ancora senso?

*Direttore editoriale di «Superando.it». Responsabile del Servizio HandyLex.org.

Per leggere l’articolo integrale clicca qui

    Diadmin

    VOTA ANFFAS ONLUS NAZIONALE SU “IL MIO DONO”

    Anffas Onlus Nazionale rinnova la sua partecipazione alla campagna “1 voto, 200.000 aiuti concreti”

    Dal 4 dicembre 2014 al 19 gennaio 2015 sarà possibile votare Anffas Onlus con un semplice click per sostenere concretamente il servizio S.A.I?, un servizio di accoglienza ed informazione completamente gratuito e a disposizione di tutti cittadini con disabilità e loro famiglie.

    Partecipare è semplice e gratuito.

    Clicca su questo link e vota Anffas Onlus Nazionale

    https://www.ilmiodono.it/it/organizzazioni/?id_organizzazione=1062

    Le modalità di voto sono tre. È possibile infatti:

    • Votare sul sito www.ilMioDono.it con il proprio account Facebook, Twitter o Google Plus: si effettua il login sulla pagina dedicata e si conferma il voto con un click

    • Votare inserendo nome, cognome e indirizzo e-mail all’interno del form dedicato: per confermare il voto si verifica l’indirizzo di posta elettronica

    • Votare con Carta per ilMioDono inserendo il codice di riferimento che trovate sulla carta, all’interno del box dedicato

    Potete sostenere Anffas Onlus anche con:

    Donazione con carta di credito: PagOnline Carte

    Potete contribuire selezionando l’importo da quelli predefiniti o scegliendo un’offerta libera. In pochi passi è possibile donare online grazie alla vostra carta di credito, in modo sicuro e veloce

    Donazione con addebito in conto corrente: PagOnline

    Se siete correntisti presso una delle Agenzie UniCredit Banca, UniCredit Banca di Roma o Banco di Sicilia, potete donare tramite addebito diretto sul conto corrente attraverso il servizio “Banca Multicanale – Banca via Internet”

    Donazione con Bonifico in Agenzia

    Se non siete clienti di una delle Agenzie UniCredit Banca, UniCredit Banca di Roma e Banco di Sicilia, potete eseguire una donazione tramite bonifico senza commissioni, presso tutti gli sportelli di UniCredit Banca, UniCredit Banca di Roma e Banco di Sicilia.

    Sostieni Anffas Onlus e passaparola!

    Grazie per il tuo gesto!

      Diadmin

      L’INCLUSIONE VA GARANTITA, NON C’È SCARSITÀ DI FONDI CHE TENGA!

      Fonte www.superando.it – Respingendo il ricorso di un istituto scolastico e del Ministero dell’Istruzione, la Corte di Cassazione, tramite la Sentenza n. 25011 depositata il 25 novembre scorso dalle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione, ha respinto il ricorso presentato da un istituto scolastico e dal Ministero dell’Istruzione, dopo che quest’ultimo era stato condannato dalla Corte d’Appello di Trieste a risarcire i genitori di un’alunna con disabilità per il taglio delle ore di sostegno, da 25 a 6 (e successivamente 12). La Corte, inoltre, ha stabilito che « una volta determinato il Piano Educativo Individualizzato e prospettato un numero di ore necessario per il sostegno, non vi è facoltà da parte dell’amministrazione scolastica di modificare in alcun modo la misura del supporto, neanche in ragione di scarsità di risorse».

      Particolarmente importanti i princìpi definiti dalla Suprema Corte, i cui Giudici hanno sostanzialmente evidenziato la condotta discriminatoria attuata dalle Istituzioni scolastiche, perché «il diritto all’istruzione è parte integrante del riconoscimento e della garanzia dei diritti dei disabili, per il conseguimento di quella pari dignità sociale che consente il pieno sviluppo e l’inclusione della persona umana con disabilità». In tal senso, si legge nella Sentenza, «una volta determinato il Piano Educativo Individualizzato [PEI, N.d.R.], e prospettato un numero di ore necessario per il sostegno, non vi è facoltà da parte dell’amministrazione scolastica di modificare in alcun modo la misura del supporto, neanche in ragione di scarsità di risorse [grassetto nostro nella citazione, N.d.R.]».

      A questo punto è sempre opportuno ricordare che le Sentenze della Corte di Cassazione (a differenza, ad esempio, da quelle della Corte Costituzionale) “non fanno legge, ma giurisprudenza”, ovvero che, in altre parole, esse riguardano concretamente solo il caso specifico esaminato e non la generalità degli alunni con disabilità. E tuttavia esse costituiscono naturalmente, come nel caso specifico, un importante precedente di cui tenere conto in future sedi di giudizio.

      Per approfondire è possibile leggere il contributo dell’Avv. Francesco Marcellino disponibile sul sito www.studiolegalemarcellino.it e qui consultabile

      Scarica la sentenza

        Diadmin

        DISABILITÀ: COSÌ IL GOVERNO CELEBRA LA GIORNATA INTERNAZIONALE 2014

        Fonte www.superabile.it “La sfida per l’inclusione: il futuro delle persone con disabilità”: è questo il titolo con cui il governo ha deciso, per la prima volta, di partecipare attivamente alla celebrazione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, organizzato dai ministeri del Lavoro, della Salute e dell’Istruzione, in collaborazione con Fish e Fand.

        L’iniziativa, condotta da Federico Taddia, ripresa da Rai Cultura e trasmessa in diretta streaming su www.cultura.rai.it/live, si svolgerà il 3 dicembre, dalle 9.30 alle 13.30, presso la Sala Verde di Palazzo Chigi e sarà l’occasione per affrontare i principali nodi relativi alla questione disabilità in Italia, con uno sguardo rivolto al futuro, alle possibili strategie, ai “lavori in corso”. In rappresentanza delle istituzioni, interverranno il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dei ministri Lorenzin (Salute) e Poletti (Lavoro e Welfare), del sottogretario all’Istruzione Davide Faraone, il presidente dell’Inail Massimo De Felice.

        Ci saranno poi interventi da parte delle associazioni e degli enti locali ovvero tutti i principali soggetti coinvolti attivamente nella programmazione e l’attuazione delle politiche per la disabilità (Anffas ricorda che al convegno prenderà parte anche Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas Onlus con un intervento dal titolo “Testimonianza di buona prassi in materia di accertamento della disabilità. Strumenti per la valutazione della qualità di vita delle persone con disabilità”)

        La mattinata sarà scandita n tre sessioni: la prima, dedicata a “Crescere e imparare con la disabilità: la scuola”; la seconda su “Abilitare e riabilitare per l’inclusione nella comunità: la salute” e la terza “Per una vita piena anche da adulti: il welfare e il lavoro”.

        “L’Italia può vantare una normativa sulla disabilità tra le più avanzate – spiegano gli organizzatori – Dalla legge quadro n. 104 del 1992 alla legge n. 68 del 1999 sul lavoro delle persone con disabilità, fino ai testi che hanno disciplinato varie questioni cruciali, come l’accessibilità o l’inclusione nel sistema scolastico, il legislatore ha sempre colto e spesso anticipato le istanze più moderne provenienti in primo luogo dalle persone con disabilità”.

        Al tempo stesso, però, “la piena inclusione nella società resta ancora una sfida da vincere – segnalano i promotori dell’iniziativa – per assicurare la piena partecipazione delle persone con disabilità, al pari di tutti gli altri cittadini, in tutte le diverse dimensioni e opportunità della vita quotidiana: scuola, lavoro, salute, accessibilità e trasporti, qualità e uniformità dei servizi”.

        Se da un lato quindi la strada per la piena inclusione è ancora lunga, dall’altro però sono stati compiuti, negli ultimi anni, significativi passi avanti: “La ratifica della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità (L. 18/09) – spiegano ancora gli organizzatori – riduce la distanza tra norme esistenti e vita reale sulla base del nuovo paradigma che vede al centro i diritti umani, il principio di non discriminazione e di uguaglianza delle opportunità”.

        Ancora, il Programma di azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità, recentemente approvato con decreto del presidente della Repubblica, “costituisce l’indispensabile quadro di riferimento per le politiche nazionali”. Infine, a tener vive le speranze di un futuro migliore, c’è “il grande protagonismo delle persone con disabilità, delle loro famiglie e delle associazioni registrato negli ultimi anni, che costituisce per la politica una sponda preziosa che fino ad oggi era mancata. Si tratta degli elementi principali che potrebbero consentire, nel medio periodo, di ridurre quella distanza tra quanto prevede il nostro quadro normativo e quanto si riscontra nella vita reale”.

        Ed è in questo contesto, tra preoccupazione per inclusione ancora da realizzare e speranza per il futuro, che si inserisce il contributo attivo che il governo ha inteso dare alle celebrazioni di una giornata che non intende essere solo una ricorrenza ma, “ mettendo assieme un fondamentale patrimonio di competenze – pubbliche e della società civile – segni una nuova svolta per le persone con disabilità e i loro familiari”.

          Diadmin

          POCHI LAVORANO, MOLTI A RISCHIO POVERTÀ: LA GIORNATA DI 3,2 MILIONI DI PERSONE CON DISABILITÀ

          Il 3 dicembre si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità. Tante le iniziative in Italia per celebrare l’evento. Nell’occasione, il Governo organizza a Roma una manifestazione celebrativa (ore 9.30, Sala verde di Palazzo Chigi”), con la presenza del premier Renzi e di tre ministeri. Il titolo: “La sfida per l’inclusione: il futuro delle persone con disabilità” (al convegno parteciperà anche Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas Onlus con un intervento dal titolo “Testimonianza di buona prassi in materia di accertamento della disabilità. Strumenti per la valutazione della qualità di vita delle persone con disabilità” ).

          E in attesa di capire il “futuro”, ecco uno spaccato sul mondo della disabilità in Italia.

          I dati generali

          Secondo i dati Istat (Indagine sulle condizioni di salute, elaborazione dati 2013 Redattore sociale/Superabile), sono circa 3,2 milioni le persone con disabilità, sopra i 6 anni di età, in Italia: dallo scorso anno, la parola “disabilità” è stata sostituita, nei documenti Istat, da “limitazione funzionale”. Le “limitazioni” di tipo motorio riguardano 1,5 milioni di persone, quelle della comunicazione (difficoltà nel vedere, sentire o parlare) circa 900 mila.

          Ci sono poi 1,4 milioni di persone che hanno una “maggiore riduzione dell’autonomia”, cioè vivono a letto o si spostano su una sedia a ruote. Va poi notato che 1,8 milioni di persone cumulano più tipi di limitazioni funzionali.

          Chi sono

          Si tratta soprattutto di donne anziane, nelle isole e al Sud. Nel 2013, dei 3,2 milioni di persone con limitazioni funzionali, due milioni e 500 mila sono anziani. Più alta la quota tra le donne, 7,1% contro il 3,8% tra gli uomini. Grande disomogeneità a livello territoriale: la disabilità è più diffusa nell’Italia insulare (5,7%) e al sud (5,2%). Disabili in istituto. Secondo dati Istat che risalgono però al 2010, sono circa 190 mila le persone con disabilità che vivono in istituto. Si tratta in gran parte (83%) di anziani non autosufficienti, mentre il 6% sono adulti con una disabilità psichica e un altro 6% adulti con una disabilità plurima. Le donne anziane non autosufficienti sono il 64% delle persone che vivono in istituto.

          Disabilità e scuola

          Nell’anno scolastico 2013/2014 gli alunni con disabilità certificata iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado erano complessivamente 222 mila. Circa la metà (110 mila) gli insegnanti di sostegno. Dal confronto con i dati relativi agli anni immediatamente precedenti, si rileva un significativo aumento degli alunni con disabilità: erano 215.590 nell’anno scolastico 2011-2012, ovvero oltre il 3% in meno rispetto allo scorso anno.

          Per leggere l’articolo integrale clicca qui

            Diadmin

            “DOPO DI NOI”: OLTRE 82 MILA FIRME RACCOLTE PER IL PROGETTO DI LEGGE

            Fonte www.redattoresociale.it Ha raccolto più di 82 mila firme la petizione che sostiene il progetto di legge “Dopo di Noi” che intende garantire una vita dignitosa con un’assistenza adeguata alle persone con disabilità quando le loro famiglie non ci saranno più.

            In Italia 2 milioni e 600 mila persone hanno una disabilità grave e non sono autosufficienti. Le famiglie coinvolte rappresentano il 4,8 per cento della popolazione. Da luglio 2013 esiste la proposta di legge sul “Dopo di Noi”, prima firmataria Ileana Argentin deputata pd. All’indomani della Giornata mondiale sulla disabilità tante le speranze di una buona riuscita del progetto.

            Per leggere l’articolo integrale clicca qui

              Diadmin

              LA CONDIZIONE DELL’INFANZIA NEL MONDO 2015

              Fonte www.minori.it«È necessario un intervento urgente per evitare che milioni di bambini vengano esclusi dai vantaggi dell’innovazione». Lo dichiara l’Unicef, nel rapporto La condizione dell’infanzia nel mondo 2015 – Immaginare il futuro: l’innovazione per tutti i bambini, lanciato il 20 novembre scorso in occasione della Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (leggi qui il comunicato del Gruppo CRC)

              Il rapporto, per la prima volta in edizione completamente digitale, è una raccolta di contributi su innovazioni all’avanguardia provenienti da Paesi di tutto il mondo, presentate su una piattaforma interattiva che invita anche altri innovatori a partecipare e mettere le proprie idee sulla mappa. Fra le innovazioni presenti sulla piattaforma ci sono progetti ideati e realizzati da adolescenti e giovani, come Vibrasor, dispositivo inventato da due adolescenti in Colombia per aiutare le persone con disabilità uditive a navigare in modo sicuro attraverso le aree urbane trafficate, e U-report, sistema di comunicazione basato su telefonia mobile sviluppato con il contributo dei giovani, che aiuta a esaminare quali sono le questioni più importanti per loro.

              Il rapporto, si spiega nella presentazione, «richiede a governi, professionisti dello sviluppo, imprese, attivisti e comunità di lavorare insieme perché le nuove idee possano sfidare alcuni dei problemi più urgenti che coinvolgono i bambini, e per trovare nuovi modi di ampliare le innovazioni migliori e più promettenti».

              La condizione dell’infanzia nel mondo 2015 – Immaginare il futuro: l’innovazione per tutti i bambini contiene dati sull’istruzione, la registrazione alla nascita, l’assistenza al momento del parto, l’accesso ai servizi igienici e molti altri aspetti.

              Eccone alcuni.

              I dati sull’istruzione rivelano che quasi nove bambini su dieci appartenenti al 20 per cento più ricco delle famiglie che vivono nei Paesi meno sviluppati del mondo frequentano la scuola primaria, rispetto a circa il 60 per cento dei bambini appartenenti alle famiglie più povere. Il divario può essere drammatico anche nei Paesi a medio reddito: in Nigeria, ad esempio, il 94 per cento dei bambini delle famiglie più ricche ha frequentato la scuola, contro il 34 per cento dei bambini delle famiglie più povere. Indipendentemente dalla ricchezza, le bambine continuano ad avere meno opportunità di studiare: per ogni 100 ragazzi iscritti alla scuola primaria in Africa occidentale e centrale, solo 90 bambine lo sono; l’esclusione peggiora nella scuola secondaria, dove per ogni 100 ragazzi sono iscritte solo 76 ragazze. In tutto il mondo, il 79 per cento dei bambini più ricchi sotto i 5 anni è stato registrato alla nascita, ma solo il 51 per cento dei più poveri gode del diritto ad avere un’identità ufficiale. L’80 per cento dei minori che vivono in città è registrato, mentre solo il 51 per cento dei bambini che vivono in campagna lo è.

              Il volume registra inoltre che il 20 per cento più ricco delle donne ha 2,7 volte più probabilità, rispetto al 20 per cento di donne più povere, di ricevere assistenza al momento del parto. In Asia meridionale, le donne più ricche hanno quasi il quadruplo delle probabilità di essere assistite rispetto a quelle più povere. Quasi tre quarti dei 2,5 miliardi di abitanti del pianeta che ancora non hanno accesso a servizi igienici vivono in aree rurali. I dati provenienti da India, Bangladesh e Nepal, per esempio, mostrano pochi progressi tra il 1995 e il 2008 nella diffusione di servizi igienici nel 40 per cento più povero delle famiglie

              2 dicembre 2014