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3 DICEMBRE: LA PROMESSA DELLA TECNOLOGIA

Fonte www.superando.it – La Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità di quest’anno si concentra sul tema Sviluppo sostenibile: la promessa della tecnologia.

La tecnologia ha cambiato il mondo, portando informazioni e conoscenze alla portata di tutti ed espandendo l’orizzonte delle opportunità. Le persone con disabilità possono trarre enorme beneficio da questi progressi, ma troppi sono ancora privi di accesso a questi strumenti essenziali. Mentre la comunità internazionale lavora a un’ambiziosa Agenda per lo Sviluppo post-2015, che non lascerà indietro nessuno, dobbiamo approfittare del potere della tecnologia per lo sviluppo di tutti.

Attraverso tecnologie che favoriscono l’adattamento, l’assistenza e l’inclusione, le persone con disabilità possono realizzare al meglio il proprio potenziale all’interno delle comunità e dei posti di lavoro e i datori di lavoro possono sfruttare la tecnologia per creare un ambiente lavorativo che permetta ai disabili stessi di trovare un impiego produttivo e di usare al meglio le loro capacità.

La tecnologia può aiutare anche le persone con disabilità coinvolte in disastri naturali, assicurandone l’accesso a informazioni critiche. Inoltre, essa può aiutarci ad includere i bisogni particolari delle persone con disabilità nei piani di preparazione e risposta alle calamità.

Occorre assolutamente fare in modo che politiche, programmi, linee guida e tecnologie del ventunesimo secolo siano accessibili alle persone con disabilità e sensibili alle loro prospettive ed esperienze. Lavoriamo insieme per un futuro migliore che sia inclusivo, equo e sostenibile per tutti.

Il messaggio del Segretario generale delle Nazioni Unite qui riportato e diffuso in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre 2014 è stato tradotto e adattato da ONU Italia.

Per maggiori informazioni

Leggi la news “Disabilità: così il Governo celebra la Giornata Internazionale 2014”

Leggi il comunicato FISH

Leggi la news con tutti gli aggiornamenti sugli eventi previsti per la Giornata

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    LEGGE DI STABILITÀ: NESSUNA MISURA DI CONTRASTO ALLA POVERTÀ

    Nessuno degli emendamenti presentati al Ddl Stabilità rispetto all’adozione di misure di contrasto alla povertà risulta essere stato segnalato. Gli ultimi dati presentati dall’Istat qualche mese fa ci avevano restituito una fotografia drammatica della situazione nel nostro Paese. Il numero di persone che vivono in povertà relativa è cresciuto e, in soli 4 anni, è raddoppiato quello di chi vive in povertà assoluta, fino a toccare i 6 milioni di persone.

    “Una situazione allarmante – dichiara il Portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore*, Pietro Barbieri – nella quale vediamo il perpetuarsi di scelte che sembrano non prendere nemmeno in considerazione la possibilità di dotare il nostro Paese – unico insieme alla Grecia nell’Europa a 27 – di una misura di reddito minimo e di un piano organico di contrasto alla povertà.”

    “Quello che ci preoccupa – prosegue il Portavoce – è l’assenza di una prospettiva di lungo termine, così come l’assenza di investimento in politiche sociali (fondo Infanzia, Fondo non Autosufficienza, Fondo Famiglie) che promuovendo inclusione e sostenendo occupazione, garantirebbero una vera, seppur lenta, ripresa dell’economia e della coesione sociale. Non vedere questo rapido aumento della povertà, delle situazioni di disagio e discriminazione, non vedere le conseguenze legate a questi fenomeni e non accorgersi che il Paese è sempre più vicino al collasso, è una grave forma di miopia.”

    “Aspettiamo ancora che ci arrivino risposte almeno sul tema del taglio previsto ai contributi per i patronati, sul quale sembrerebbe profilarsi un’auspicabile e significativa riduzione, e rispetto all’aumento delle tassazioni per le Fondazioni di origine bancaria – che riguarderebbero alcuni milioni di persone -. Consideriamo un segnale positivo la decisione del relatore di accantonare, per il momento, gli emendamenti relativi e auspichiamo che non vengano bocciati.”

    *Cui Anffas Onlus aderisce

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      SPESA SOCIALE IN AREA OCSE, L’ITALIA RESTA ANCORA 6 PUNTI SOPRA LA MEDIA

      Fonte www.redattoresociale.it Negli ultimi anni, gli unici paesi nell’area Ocse ad aver tagliato sensibilmente la loro spesa sociale in rapporto al Pil sono stati il Canada, l’Estonia, la Germania, la Grecia, l’Ungheria, l’Islanda, l’Irlanda e il Regno Unito. Lo rivelano gli ultimi dati pubblicati dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, che mettono l’Italia nel secondo gruppo di paesi per rapporto spesa sociale/prodotto interno lordo nel 2014, insieme all’Austria, alla Svezia, alla Spagna e alla Germania (tutti Stati che destinano circa un quarto del Pil alle politiche sociali).

      Il record spetta alla Francia, con un rapporto di quasi il 32%, ma anche Belgio, Danimarca e Finlandia si attestano sopra al 30%. Le economie emergenti, con l’eccezione del Brasile, sono quelle che stanziano meno fondi per la spesa sociale, con India e Indonesia agli ultimi due posti.

      Per quanto riguarda l’Italia, nel 2014 la spesa sociale è stata del 28,64% del Pil,sei punti sopra la media Ocse che è del 22%. Il nostro paese aveva raggiunto il picco di spesa sociale rispetto al Pil nel 2013 (con il 28,67%), e dal 2007 ha visto una crescita di tale rapporto pari a 3,87 punti percentuali.

      Per leggere l’articolo integrale clicca qui

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        TUTTI HANNO DIRITTO DI DECIDERE PER SE STESSI!

        Inlcusion Europe è un’associazione europea di persone con disabilità intellettiva e loro famiglie e Anffas, che ne è parte, la rappresenta in Italia. Dal 21 al 23 maggio 2015, Anffas ospiterà a Roma “Europe in Action”, l’Assemblea Europea delle asssociazioni che si occupano di disabilità intellettiva. Anffas è anche impegnata, a tutti i livelli, affinché venga garantito alle persone con disabilità intellettiva, il diritto all’autoderminazione ed alla partecipazione, sancito dalla Convenzione Onu. È proprio per la promozione e la tutela del diritto all’autodeterminazione e alla partecipazione che è nato Choices, nuovo progetto di Inclusion Europe.

        Riportiamo di seguito il comunicato stampa dell’associazione europea sull’iniziativa

        Essere in grado di prendere decisioni e sentirsi responsabili per esse è centrale per la propria autostima e strumentale a come le persone percepiscono la propria qualità di vita. Non c’è da meravigliarsi se la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità stabilisce all’articolo 12 che tutte le persone con disabilità dovrebbero “godere di capacità giuridica su base di uguaglianza con tutti gli altri in tutti gli aspetti della vita”. Alla maggior parte delle disabilità intellettive in Europa questo diritto è negato.

        Come il professor Theresia Degener (vice presidente del comitato per la supervisione dell’attuazione della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità in carica) disse: “dobbiamo ancora trovare un paese che abbia completamente applicato il diritto ad avere e ad esercitare una completa capacità giuridica”. Mentre tutti i paesi membri dell’Europa hanno sottoscritto la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità e tutti tranne 3 l’hanno ratificata, molti ancora impediscono alle persone con disabilità intellettiva di prendere decisioni, etichettandole come “incompetenti” o “incapaci” a farlo.

        I tutori sono coloro che sono stati incaricati di prendere decisioni per conto di una persona in particolare, lasciando quest’ultima senza controllo sulla propria vita e senza avere voce sulle cose che la riguardano. In qualità di firmataria di una campagna per la parità di diritti delle persone con disabilità intellettiva, Inclusion Europe ha lanciato il sito Internet “Choices”, cioè scelte. Disponibile su www.right-to-decide.eu,

        “Choices” presenta una serie di modelli di decisioni supportate per persone con disabilità intellettiva e altre disabilità, nel tentativo di offrire alternative alla tutela che siano sostenibili, affidabili e rispettose della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. Come dimostrano i vari esempi pratici, il supporto può essere sia formale che informale, e può variare in tipo ed intensità.

        Per una persona con una disabilità intellettiva il supporto può includere il fornire informazioni in linguaggio normale o facile da leggere e da capire, spiegando o provando varie opzioni, oppure, in alcuni casi, articolando un’opinione basata su una conoscenza profonda del volere e dei desideri di un particolare individuo che derivi da una conoscenza provata e di lungo tempo. Mentre ci sono molti esempi pratici che possono supportare il processo decisionale questi sono però spesso sparpagliati e difficili da trovare.

        “Choices” quindi raccoglie ed analizza la ricchezza di risorse, rendendole facili da trovare per il lettore che ne ha bisogno, sia tramite la scelta dell’area di vita della quale il modello può essere pertinente sia del tipo di supporto necessario. Realizzare l’articolo 12 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità richiede un cambiamento di paradigma nei confronti dell’approccio dei diritti umani alla capacità giuridica. “Choices” dimostra che i modelli efficaci di processi decisionali supportati possono essere basati su pratiche già esistenti. Come una cornice che riconosce che tutte le persone devono poter decidere usufruendo di sostegni, guide e assistenza, questi processi decisionali supportati dovrebbero diventare la norma in tutti gli Stati europei.

        Per più informazioni contattate Silvana Eculescu, addetta alla comunicazione di Inclusion Europe s.enculescu@inclusion-europe.org

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          ENTI NO PROFIT: PAGAMENTI E VERSAMENTI TRACCIABILI

          Fonte www.nonprofitonline.it Pagamenti e versamenti tracciabili anche per le associazioni senza fini di lucro e per le associazioni pro-loco. Questo, in estrema sintesi, il contenuto della Risoluzione 102/E del 19 novembre 2014.

          Allo scopo di consentire all’Amministrazione finanziaria lo svolgimento di efficaci controlli, infatti, i pagamenti effettuati a favore di società, enti ed associazioni sportive dilettantistiche, nonché i versamenti da questi operati, se di importo superiore a 516,46 euro, devono essere eseguiti tramite conti correnti bancari o postali a loro intestati (articolo 25, comma 5, della legge 133/1999). Tali operazioni, peraltro, possono essere effettuate anche tramite carte di credito o bancomat (articolo 4 del Dm 473/1999) oppure attraverso assegni non trasferibili intestati alla associazione sportiva destinataria (circolare n. 43/E del 2000).

          Destinatari delle disposizione sono gli enti che usufruiscono del regime fiscale previsto dalla legge 398/1991 (e gli enti assimilati in base alla legge 350/2003). Per tali soggetti, nella pratica, è prevista in via agevolativa, l’esclusione dalla formazione del reddito imponibile dei proventi conseguiti nello svolgimento di attività commerciali connesse con gli scopi istituzionali e di quelli conseguiti a seguito di raccolte di fondi effettuate con qualsivoglia modalità.

          Anche se non espressamente menzionate dalla disciplina sulla tracciabilità, l’applicazione della norma – precisa il documento di prassi – va estesa alle associazioni senza fini di lucro e alle associazioni pro-loco, in quanto anch’esse destinatarie del regime fiscale di cui alla legge 398/1991. Con la medesima risoluzione, l’Agenzia ha fornito chiarimenti in ordine al momento di decorrenza della decadenza dal regime speciale qualora cessino nel corso dell’anno i presupposti per la sua applicazione, compreso il requisito della tracciabilità dei pagamenti. Il ritorno al regime ordinario dovrà avvenire dal mese successivo a quello in cui sono venuto meno i requisiti (cfr circolare 247/1999, come modificata dalla circolare 43/2000, e risoluzione 123/2006).

          Per maggiori informazioni

          www.fiscooggi.it

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            PRESENTAZIONE DEI PROGETTI E DELLE INIZIATIVE PER LE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE: LEGGE 383/2000

            Fonte www.lavoro.gov.it Sono state adottate le Linee di Indirizzo di cui all’articolo 12, comma 3, lettera d) ed f), della legge n. 383 del 2000, finanziati con il Fondo per l’associazionismo – Annualità 2014.

            Le Linee di indirizzo sono state trasmesse agli Organi di controllo per gli adempimenti di competenza.

            Le Linee di indirizzo sono finalizzate alla presentazione ed il sostegno di iniziative formative di informatizzazione e di progetti sperimentali di promozione sociale, da parte di associazioni di promozione sociale iscritte nei registri di cui all’articolo 7 della medesima legge.

            Le risorse finanziarie complessivamente disponibili per l’anno 2014 sono pari ad euro 7.050.000,00. La richiesta di contributo, il progetto descrittivo e il piano economico (contenuti nel formulario allegato alle Linee di indirizzo), devono essere compilati ed inviati al Ministero del lavoro e delle politiche sociali – Direzione generale del terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese, esclusivamente attraverso la piattaforma informatica all’indirizzo: www.direttiva383.it entro e non oltre le ore 13.00 del 15 dicembre 2014.

            A questo proposito si informa che per consentire il necessario aggiornamento tecnico, la piattaforma informatica sarà attiva a partire dal giorno 25 novembre 2014. Alle Linee di indirizzo 2014 è allegato un formulario unico per la presentazione delle proposte progettuali (composto dalla richiesta di contributo, dalla formulario di presentazione dell’iniziativa o progetto e dal piano economico).

            Per maggiori informazioni consulta la sezione dedicata nel sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali cliccando qui

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              “DOCCIA GELATA” SUL FONDO NON AUTOSUFFICIENZE

              Pessimi segnali giungono dalla Commissione Bilancio della Camera dove si sta esaminando il disegno di legge di stabilità 2015. La preoccupazione riguarda il Fondo per le non autosufficienze che, come si ricorderà, è stato oggetto di mobilitazione da parte di FISH e di una manifestazione del Comitato 16 novembre.

              Il capitolo sembrava chiuso dopo un duplice incontro con il Ministro Poletti e con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri Domenico Del Rio. Con un comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali vi era stata la garanzia di uno stanziamento di 400 milioni per il 2015, finanziamento che diventava strutturale e di pari importo per gli anni a venire. Un risultato enfatizzato da parte politica (4 miliardi in 10 anni) e apprezzato, pur con riserve, da parte associativa.

              Ovviamente questa affermazione attendeva una formalizzazione con uno specifico emendamento governativo alla legge di stabilità. E dalla Commissione la “doccia gelata”: il Fondo per le non autosufficienze sarebbe sì rifinanziato a 400 milioni di euro, ma con una riduzione del Fondo per le famiglie. Ma non basta: per gli anni a venire lo stanziamento sarebbe limitato a 250 milioni di euro, cioè lo stesso importo contestato duramente quest’anno. Una cifra di 100 milioni inferiore allo stanziamento 2014.

              “Se tale ipotesi trovasse conferma negli atti ufficiali – commenta Vincenzo Falabella – sarebbe un fatto gravissimo. Si preleva dal sociale per dare al sociale. Ma soprattutto qualcuno perde credibilità non solo di fronte a noi, ma di fronte al Paese. Contiamo quindi su una smentita ufficiale: il Fondo deve essere realmente strutturale e adeguato e, soprattutto, non si può sottrarre al sociale per dare al sociale. Si trovino altrove le coperture.”

              * Cui Anffas Onlus aderisce