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10 ANNI DEL REGOLAMENTO EUROPEO SUL TRASPORTO AEREO PER LE PERSONE CON DISABILITÀ

Fonte www.superabile.it – Il regolamento ha definito “le regole comuni” di accesso al trasporto aereo per le persone con disabilità e ridotta mobilità attraverso indicazioni che omogeneizzano i servizi e le procedure offerte ai vari livelli. Per ottemperare agli obiettivi indicati sono state emanate norme e predisposti, negli anni, ulteriori documenti, nazionali ed europei, utili ad indirizzare e chiarire le modalità di applicazione del regolamento. I principi fondamentali a cui si inspira il regolamento sono quelli già dettati dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (2000/C 364/01) che sono:

• nel trasporto aereo le persone con disabilità e le persone a mobilità ridotta hanno gli stessi diritti di tutti altri cittadini alla libera circolazione, alla libertà e alla non discriminazione;

• la possibilità di accesso al trasporto e non esclusione per la loro disabilità o mancanza di mobilità;

• l’inclusione sociale si realizza non applicando tariffe aggiuntive per l’assistenza.

Gli elementi cardine, che ripercorriamo, intorno al quale è incentrato il regolamento, sono: l’ambito di applicazione, i soggetti coinvolti, le condizioni di accessibilità delle strutture aeroportuali, i servizi offerti e la tutela del passeggero.

Il regolamento si applica in tutti gli aeroporti comunitari e prevede l’assistenza obbligatoria e gratuita per le persone con disabilità e alle persone a mobilità ridotta che utilizzano voli in partenza, in arrivo o in transito da questi aeroporti (tra gli aeroporti sono compresi anche quelli di Paesi Terzi: Norvegia, Islanda e Svizzera). È applicato, inoltre, ai voli in partenza da un aeroporto non comunitario con destinazione un aeroporto comunitario, quando la compagnia aerea che effettua il volo è comunitaria (oppure per compagnie aeree norvegesi, islandesi e svizzere). (nota)

Le persone con disabilità o le persone a mobilità ridotta (PRM E PD) sono coloro la cui mobilità è ridotta a causa di:

• qualsiasi disabilità fisica (sensoriale o motoria, permanente o temporanea);

• disabilità mentale;

• qualsiasi altra condizione che causi disabilità.

Il regolamento è attuato attraverso il coordinamento di tutti gli attori che partecipano al trasporto aereo della PRM e PD, che sono: gli agenti, agli operatori turistici, i gestori aeroportuali con i loro servizi di assistenza, con il personale e le attrezzature. La sua applicazione presuppone la verifica delle condizioni di accessibilità degli spazi e delle attrezzature, anche al fine di predisporre le informazioni utili al viaggiatore. Questo unitamente alla formazione del personale consente l’erogazione dei servizi in ogni momento del viaggio.

Nello specifico il regolamento elenca gli elementi che creano condizioni utili alla mobilità nel trasporto aereo:

• la realizzazione di soluzioni progettuali che rispondano alle esigenze delle persone con ridotta mobilità, sia negli aeroporti che negli aeromobili;

• le informazioni fornite in formati alternativi accessibili, almeno nelle lingue disponibili per gli altri passeggeri;

• la fornitura di assistenza;

• l’impiego del personale e delle attrezzature necessarie, negli aeroporti e a bordo degli aeromobili.

La mobilità deve essere garantita attraverso la predisposizione di “punti”, ubicati almeno:

• agli ingressi principali del terminal;

• ai banchi di accettazione;

• presso le stazioni ferroviarie, le ferrovie urbane, le metropolitane, gli autobus, i taxi ed i parcheggi.

Presso i punti individuati deve essere assicurata l’accoglienza:

• dal punto di arrivo ad aeromobile;

• dall’aeromobile a punto di partenza dall’aeroporto;

• compreso l’imbarco e lo sbarco.

I servizi devono essere forniti senza ritardi ed interruzioni di servizio sia per le PRM e PD, che per gli altri passeggeri. Il trasporto di una PRM e PD non può essere rifiutato, né nell’accettazione della prenotazione né nell’imbarco. Queste condizioni devono essere garantite, cioè il gestore aeroportuale ed il vettore aereo deve fare ogni ragionevole sforzo, anche quando la persona non effettua la richiesta, come specificato, 48 ore prima del volo.

Le uniche deroghe consentite definite all’articolo 4 del regolamento sono:

a. per rispettare gli obblighi in materia di sicurezza stabiliti dalla normativa internazionale…

b. se le dimensioni dell’aeromobile o dei suoi portelloni rendono fisicamente impossibile l’imbarco o il trasporto della persona con disabilità o a mobilità ridotta Gli obblighi in materia di sicurezza sono riferiti, anche alle condizioni di salute del passeggero, che non devono essere mai causa di pericolo per se o/e per gli altri passeggeri.

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile – ENAC – è l’ente designato dallo Stato italiano, per soprintendere alla adozione del regolamento. ENAC in considerazione della evoluzione normativa intercorsa e degli ulteriori documenti emanati a livello europeo dalla entrata in vigore del regolamento, ha redatto nel 2014 la Circolare Gen – 02A – Applicazione del Regolamento (CE) n. 1107/2006 e qualità dei servizi erogati alle persone con disabilità e a mobilità ridotta nel trasporto aereo – che sostituisce la Circolare Gen – 02 dell’8/07/2008 – Attuazione del REGOLAMENTO (CE) n. 1107/2006 del 5 luglio 2006 -. Questa era stata redatta con la collaborazione delle associazioni di rappresentanza delle persone con disabilità e con i rappresentanti del settore fornendo gli strumenti per sensibilizzare sull’argomento ed adottare le disposizioni previste dal regolamento.

Nella Circolare-Gen-02A – sono fornite le Linee guida per la standardizzazione della qualità dei servizi di assistenza e dettagliati i contenuti della la formazione del personale, già introdotti dalla circolare precedente, oltre alla procedura per l’applicazione della disciplina sanzionatoria prevista in caso di violazione del regolamento introdotta dal D.Lgs. 24/2009.

Si segnala sul tema dei diritti dei passeggeri nell’Unione europea l’audit della Corte dei conti europea. Nella azione rientra un sondaggio online, concluso il 28 gennaio 2018, per valutare in quale misura i passeggeri conoscono i propri diritti quando sono in viaggio e per raccogliere informazioni sulle loro esperienze. Lo scopo è produrre per la metà del 2018 una relazione dettagliata sull’argomento utile a valutare come vengono garantiti i diritti di tutti i cittadini europei, verificare come i regolamenti sono stati attuati e come la Commissione europea ha vigilato sulla loro stessa applicazione.

Si ricorda che il compito della Corte dei conti europea è controllare le finanze della Unione europea valutando come vengono impiegate le risorse e quali sono o risultati degli investimenti adottati. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web della Corte dei conti europea https://www.eca.europa.eu/it/Pages/ecadefault.aspx Ed il sito web della Unione europea https://europa.eu/european-union/about-eu/institutions-bodies/european-court-auditors_it#cosa_fa_la_corte_dei_conti_europea?

Nel sito web di ENAC è presente una specifica sezione dedicata ai passeggeri con disabilità e ridotta mobilità, con la raccolta dei documenti di riferimento: www.enac.gov.it

(nota) L’indicazione sui Paesi Terzi è tratta da: Brochure “ I diritti nelle persone con disabilità e a mobilità ridotta nel trasporto aereo” Ed. agosto 2016 in:

http://www.enac.gov.it/I_Diritti_dei_Passeggeri/Passeggeri_con_disabilit-13-_o_a_mobilit-13-_ridotta/index.htm

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    UNA MAGGIORE TUTELA ALLA VOLONTÀ DELLE PERSONE

    Fonte www.superando.it «Fino ad oggi non è stato possibile accedere agli atti di designazione degli amministratori di sostegno*, se non attraverso la produzione diretta al giudice di una copia degli atti stessi. È evidente, però, come questo abbia reso di fatto inutilizzabile la designazione fatta dall’interessato tutte le volte in cui la copia veniva smarrita o in cui il giudice non veniva informato. Attraverso questo nuovo Registro, invece, ogni notaio, e in prospettiva ogni giudice, potrà facilmente e velocemente verificarne l’esistenza, assicurando così maggiore tutela alla volontà della persona». Lo dichiarano dal Consiglio Nazionale del Notariato**, presentando il nuovo Registro Pubblico Sussidiario per gli atti di designazione degli amministratori di sostegno stipulati dai notai, avviato dal 1° gennaio di quest’anno, data a partire dalla quale tutte le nuove designazioni fatte con atto pubblico informatico o scrittura privata autenticata hanno incominciato ad essere inserite appunto in un Registro dedicato, che consentirà a qualsiasi notaio italiano di verificarne l’esistenza e presso quale collega quegli atti siano depositati.

    Per quelli stipulati dal 1° gennaio in poi l’inserimento dovrà avvenire entro trenta giorni, mentre quelli anteriori a quest’anno verranno via via inseriti entro il 30 giugno prossimo.

    «Il contenuto del Registro – spiegano ancora dal Consiglio Nazionale del Notariato – verrà ordinato in modo da consentirne una ricerca efficiente su base personale e potrà essere condiviso da tutti i notai e altri soggetti qualificati, come le singole Aziende Sanitarie Locali, al fine di rendere immediata la conoscibilità della volontà espressa dal designatario. Dal canto nostro provvederemo a stabilire, tramite apposite convenzioni con il Ministero della Giustizia e con quello della Salute, le modalità con cui il Registro potrà essere messo a disposizione dei singoli giudici competenti e delle strutture sanitarie, al fine di consentire loro un accesso diretto alle informazioni».

    È questa la prima fase di un progetto più ampio del Consiglio Nazionale del Notariato, finalizzato alla creazione di Registri Pubblici Sussidiari digitali per l’archiviazione e la raccolta di atti notarili, privi di pubblicità legale, che contengano dati e informazioni d’interesse pubblico. (S.B.)

    *L’amministratore di sostegno è un istituto introdotto nel nostro Paese dalla Legge 6/04, per superare le assai più rigide forme precedenti dell’inabilitazione e dell’interdizione.

    ** Con cui Anffas ha stipulato un Protocollo di Intesa nell’aprile 2017

    Per ulteriori informazioni e approfondimenti: Erminia Chiodo (echiodo@notariato.it).

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      LEZIONI IN OSPEDALE, LE SEGUONO 60MILA ALUNNI. ANCHE DELLE SUPERIORI

      Fonte www.edscuola.euCresce il numero di alunni ricoverati in ospedale che seguono un corso scolastico attraverso dei docenti che si recano direttamente nel nosocomio: sono circa 60 mila gli allievi coinvolti, in tutta Italia, in attività di studio.

      Indispensabili le delibere collegiali

      Ora, si scopre che questo genere di attività formative, che ricordiamo devono sempre essere avallate da ogni istituti attraverso le delibere degli organi collegali e lo stanziamento di fondi appositi assorbiti dal Fondi d’istituto, vengono attivate con una certa frequenza anche per gli iscritti alla scuola superiore. Dei 60 mila giovani ricoverati che ogni anno frequentano la scuola nelle corsie ospedaliere, circa 4.400 sono infatti studenti delle superiori. La prima volta che questo avvenne fu 20 anni fa, all’Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna. L’anniversario verrà celebrato a breve, il primo febbraio, nell’ospedale con il convegno “Scuola in ospedale e istruzione domiciliare: l’esperienza ventennale del Rizzoli, educare con cura”.

      Il paziente quattordicenne che aprì alle superiori “Sono pronto ad affrontare qualsiasi cosa, ma non fatemi rinunciare a studiare”: tutto nacque da questa frase pronunciata da un paziente quattordicenne, scrive l’Ansa. “Il ragazzo aveva iniziato da poco a frequentare le superiori quando fu ricoverato al Rizzoli per un osteosarcoma, una rara forma di tumore maligno”, racconta Marco Manfrini, chirurgo ortopedico a cui lo studente consegnò, all’epoca, la sua preoccupazione. “Tornato a casa – prosegue – ne parlai con mia moglie, che era insegnante e che riuscì a sensibilizzare la sua scuola. Da un’indagine tra i ricoverati, era emerso infatti che il 40% dei ragazzi delle superiori perdevano uno o due anni scolastici in concomitanza con la malattia”.

      Mentre esistevano già scuole elementari in ospedale, per i più grandi non c’era nulla. Fu la prima volta in tutta Italia ma presto la scuola superiore si diffuse in tanti altri ospedali, da Padova a Palermo.

      L’obiettivo, spiega Antonella De Tommasi, professoressa di matematica e coordinatrice della sezione ospedaliera del Rizzoli, “è far mantenere i contatti con compagni di classe e non far perdere l’anno. Le nostre valutazioni vengono recepite dagli istituti di provenienza, facendo sì che il ragazzo abbia regolarmente una pagella”.

      L’esempio del Bambino Gesù di Roma

      Al di là dei fini scolastici, conclude Daniele Ferrari, già responsabile del reparto di Chemioterapia del Rizzoli, “rappresenta un elemento di speranza e motivazione. Fa capire a ragazzi e genitori che la vita continua, nonostante la malattia”. A livello nazionale, sono molti gli ospedali che hanno attivato il progetto delle lezioni in ospedale. Qualche mese fa, in occasione dell’inaugurazione dell’anno scolastico pediatrico Bambino Gesù di Roma, erano ben 52 i giovani che avevano aderito. Per loro, nell’occasione, è stato avviato anche un nuovo corso di alfabetizzazione, oltre che una nuova App gratuita per smartphone e tablet, che da quest’anno consente di prenotare le lezioni e segnalare ai professori esigenze formative particolari.

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        MISURE INTEGRATIVE PER LE PERSONE CON DISABILITÀ GRAVISSIMA

        Fonte www.personecondisabilita.it – In attesa di approvare la delibera di riparto del Fondo nazionale per la non autosufficienza per il 2018, nella seduta del 18 dicembre scorso la Giunta di Regione Lombardia ha approvato la delibera X/7549 avente per oggetto “Misure integrative regionali a favore delle persone in condizione di disabilità gravissima e di non autosufficienza”.

        Questa delibera garantisce la continuità degli interventi in atto nell’ambito della Misura B1 e della Misura B2, oltre all’inserimento delle persone che al 30 ottobre erano in lista d’attesa. Questa delibera introduce, inoltre, un’importante novità per le persone che rientrano nell’ambito di assistenza della Misura B1: la Giunta ha infatti approvato l’erogazione di un ulteriore buono mensile pari a 500 euro (sempre sotto forma di voucher) dal 1° gennaio al 31 ottobre 2018 destinata a persone adulte in condizioni di disabilità gravissima, genitore di figlio minore o di 24 anni studente e con Isee familiare inferiore o uguale a 50mila euro.

        “Per noi è importante riaffermare la necessità che le persone con disabilità possano continuare a vivere all’interno della famiglia e vivere il proprio ruolo genitoriale: tutti i bambini e ragazzi hanno diritto ad avere accanto i propri genitori -commenta Alberto Fontana, presidente LEDHA-. Ma per poterlo fare senza gravare eccessivamente sul coniuge o sulle finanze familiari servono risorse adeguate”.

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          Malattie Rare: si potrà chiedere un consulto da casa propria

          Fonte www.superando.it «Sarà disponibile via web a tutte le persone con Malattia Rara o con un sospetto di Malattia Rara, permettendo loro di richiedere un consulto, comodamente da casa propria, attraverso un sistema di video-conferenza e video-consulto, con una rete di professionisti in diversi settori, oltreché con persone che hanno già affrontato l’esperienza di vivere con una Malattia Rara»: è l’innovativo servizio RINGS, che partirà entro breve in via sperimentale e che UNIAMO-FIMR, la Federazione Italiana Malattie Rare, presenterà il 31 gennaio a Milano,

          «L’inizio di questo progetto sarà sperimentale, ma la sua innovatività aprirà la strada a molte altre possibilità, consentendo di migliorare l’efficacia dei tradizionali strumenti del web e creando una comunità partecipe, interattiva e sempre più efficiente nel rispondere ai bisogni dei Malati Rari»: così UNIAMO-FIMR, la Federazione Italiana Malattie Rare, presenta l’innovativo servizio denominato RINGS, acronimo che sta per Rare Information Network Generating Solutions, ovvero “Rete di informazioni sulle Malattie rare che genera soluzioni”.
          «Abbiamo potuto realizzarlo grazie al bando Digital for Social della Fondazione Vodafone – spiegano da UNIAMO – e sarà disponibile via web a tutte le persone con Malattia Rara o con un sospetto di Malattia Rara, permettendo loro di richiedere un consulto, comodamente da casa propria, attraverso un sistema di video-conferenza e video-consulto, con una rete di professionisti in diversi settori: medici e specialisti, psicologi e consulenti, personale amministrativo, rappresentanti associativi, persone che hanno già affrontato l’esperienza di vivere con una Malattia Rara e che, condividendo la propria esperienza, possono aiutare concretamente chi è all’inizio del percorso».

          Detto che il servizio sarà disponibile su Malati rari.live!, parte della piattaforma Malatirari.it, lanciata da UNIAMO-FIMR nel 2011 e che per l’occasione sarà completamente rinnovata, ricordiamo che la presentazione ufficiale di RINGS è in programma per il 31 gennaio al Palazzo delle Stelline di Milano (Corso Magenta, 61, ore 10.30-13), con gli interventi di Tommasina Iorno, presidente della Federazione, Maria Cristina Ferradini, consigliere delegato della Fondazione Vodafone Italia, Enrico Capuozzo, cofondatore e amministratore delegato della Società Veasyt, Laura Gentile, psicologa e coordinatrice di SAIO, il Servizio di Ascolto, Informazione e Orientamento di UNIAMO-FIMR, Carmelo Scarcella, direttore generale dell’ATS (Agenzia Tutela della Salute) di Brescia e Antonella Costantino, presidente della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza).

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            DIVENTA NAZIONALE LA FORMAZIONE PER I QUADRI DEL TERZO SETTORE DEL SUD

            Fonte www.fqts.org – Sviluppare relazioni tra soggetti di Terzo settore, costruire reti, accrescere le capacità e le competenze di chi opera nel non profit: sono questi gli obiettivi di FQTS, il percorso di formazione rivolto ai dirigenti del Terzo settore – ma non solo – che tra pochi giorni inaugurerà la sua decima edizione a Salerno, dal 25 al 28 gennaio.

            Presso il Grande Hotel Salerno, Lungomare Tafuri 1, riprenderà la formazione promossa da Forum Terzo Settore e CSVnet che dal 2007 accompagna gli enti di Terzo settore del Sud Italia, dando ai circa 350 partecipanti strumenti e conoscenze utili per la crescita delle associazioni in cui operano, nell’ottica di rafforzare il Terzo settore come soggetto politico e come realtà indispensabile all’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno. Quest’anno, per la prima volta, la formazione non interesserà esclusivamente il Terzo settore delle sei regioni del Sud ma sarà anche nazionale, e dedicata in particolare agli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030 dell’Onu, alle risorse per il non profit e a come aiutare operatori, volontari e dirigenti del non profit a valorizzare le proprie competenze. Da giovedì 25 fino a domenica 28 si svolgeranno i primi incontri di due linee formative interregionali – rivolte ai futuri animatori territoriali e ai docenti che, dopo questa fase preparatoria, da settembre 2018 seguiranno e supporteranno la formazione di tutti i partecipanti – e di una nazionale, dedicata a formare le figure che si occuperanno di far emergere le competenze dei partecipanti.

            Ma le novità della decima edizione di FQTS non si fermano qui: la formazione allargherà la platea dei destinatari coinvolgendo anche i giovani del Servizio civile e gli studenti universitari che fanno parte di associazioni studentesche.

            Il progetto del Forum Settore e CSVnet sarà inoltre sempre più aperto, partecipato e trasparente grazie alle nuove modalità di fruizione dei contenuti (come i MOCC, corsi online aperti su larga scala) e ad altri strumenti web, tra cui il sito del bilancio di missione da poco in rete http://bilanciodimissione.fqts.org/.

            FQTS è un’opportunità unica di formazione, gratuita e specifica per il contesto in cui operano le associazioni, non accademica e non tecnica, che si fa leva di cambiamento, cittadinanza attiva, inclusione sociale e sviluppo della persona. Qui il programma della sessione formativa a Salerno, dal 25 al 28 gennaio.

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              RIFORMA TERZO SETTORE, IL LAVORO VA AVANTI

              Fonte comunicato stampa Forum Terzo Settore* – All’indomani della conferenza stampa del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sullo stato di attuazione della riforma del Terzo settore, il Forum nazionale coglie l’occasione per fare il punto sui numerosi passi ancora da compiere per portare a termine il percorso individuato dalla legge 106 del 2016.

              Per quanto riguarda il Codice Terzo Settore, dei 26 atti previsti attualmente 3 sono stati approvati e 6 sono in fase di elaborazione (tra questi ultimi: l’individuazione dei criteri e limiti delle attività strumentali e secondarie diverse da quelle di interesse generale, la costituzione dell’Organo nazionale di controllo e la nomina dei suoi componenti e amministratori, l’istituzione della cabina di regia interministeriale).

              Tra gli atti ancora da approvare vi sono l’aggiornamento delle attività di interesse generale, le linee guida per la raccolta fondi e per la redazione del bilancio sociale, la definizione delle modalità attuative dei titoli di solidarietà e del social lending, la definizione delle procedure di iscrizione al Registro Unico e dei modelli per la redazione del bilancio di esercizio.

              Da definire, inoltre, il quadro fiscale. In corso di elaborazione, secondo quanto dichiarato dal Ministero del Lavoro, tutti i 12 atti normativi che disciplinano l’impresa sociale e quello riguardante il 5 per mille che definisce, tra l’altro, le modalità di accreditamento degli enti e di riparto del contributo.

              “Seguiremo da vicino e con attenzione, così come abbiamo fatto finora, l’iter di attuazione di una riforma che vorremmo rappresentasse la base normativa di un Terzo settore rinnovato, valorizzato e pronto ad affrontare le sfide del futuro”, ha dichiarato la portavoce del Forum Nazionale Terzo Settore, Claudia Fiaschi. “La riforma e, di conseguenza, il nostro lavoro, sono tutt’altro che conclusi: continueremo a collaborare con il Ministero del Lavoro per far sì che si configuri il miglior scenario possibile per gli enti di Terzo settore vecchi e nuovi”.

              *Cui Anffas Onlus aderisce