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Patto per la Salute: lettera aperta al Ministro Lorenzin, Regioni e ANCI

Concludere subito il Patto per la Salute per aprire un nuovo cantiere sociale: riorganizzare i servizi, assicurare diritti universali”: è questo l’appello lanciato con una lettera aperta firmata da alcune delle maggiori associazioni dell’impegno civile, fra le quali anche la FISH.

I tempi sono dettati dal nuovo confronto fra Governo e Conferenza delle Regioni proprio sul Patto per la Salute, un segnale positivo per le sorti del Servizio Sanitario Nazionale messo a dura prova da i tagli lineari di questi anni. Gli effetti negativi in termini di tutela della salute dei cittadini sono purtroppo evidenti.

Il primo atto concreto per rendere credibile il Patto risiede infatti proprio sul riparto del finanziamento per il 2014: 109,902 miliardi, comprensivi dei 2 miliardi per evitare i nuovi ticket.

Ma dalla lettera aperta emerge forte anche la preoccupazione per l’uso sbagliato, irresponsabile e insostenibile che potrebbe connotare la spending review. Essa non può essere mirata a fare cassa quando in gioco ci sono i diritti alla salute delle persone.

Sprechi e malasanità vanno piuttosto colpiti contrastando l’inefficienza, la corruzione, l’assenza di trasparenza. E i risparmi devono rimanere nel Servizio Sanitario Nazionale.

I firmatari invitano il Governo e le Regioni ad “aprire un cantiere sociale” per la riorganizzazione del sistema socio sanitario con una ampia partecipazione democratica che restituisca voce ai Cittadini.

Un luogo e un modo per affrontare anche le nuove emergenze, i bisogni ad alta valenza sociale quali le patologie croniche e le non autosufficienze, le dipendenze, la salute mentale, superando una gestione solo sanitaria e favorendo, invece, l’inclusione sociale.

Non a caso l’articolata lettera aperta si conclude con una forte aspirazione: Vogliamo fare uscire l’Italia dalla grave crisi in cui si trova ormai da troppo tempo e contribuire al risanamento e alla rinascita del nostro Paese: facendo diventare la spesa per il welfare un grande investimento, che assicuri diritti di cittadinanza, crei buona occupazione, alimenti lo sviluppo. Per farlo serve un grande impegno collettivo.”

Il testo della lettera aperta sul Patto per la Salute è disponibile nel sito FISH: http://www.fishonlus.it/files/2014/01/lettera_aperta_patto_per_la_salute.pdf

 

30 gennaio 2014

 

FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap

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    LEGGE DI STABILITÀ 2014: COSA CAMBIA PER I DISABILI

    Da www.disabili.com  Modificata la Legge Fornero sulla maturazione di anzianità lavorativa per chi assiste un disabile grave.

    Il 27 dicembre scorso il nostro Parlamento ha approvato il testo definitivo della tanto discussa Legge di stabilità 2014, una raccolta delle principali disposizioni in materia economica per l’anno da poco iniziato. Il provvedimento avrà per fortuna poco impatto sulla vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie dal momento che non prevede particolari iniziative a loro dedicate. Ma vediamo insieme i dettagli.
    Ci sono, nel bilancio dello Stato degli ultimi anni, due fondi che interessano direttamente le politiche e i servizi per le persone con disabilità: il Fondo per le non autosufficienze e il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali. Per quanto riguarda il primo (art. 1 commi 199-200) la legge di stabilità per il 2014 prevede la conferma della cifra stanziata per il 2013, ovvero un finanziamento di 275 milioni di euro, per gli interventi originari del Fondo, dedicati all’attuazione dei LEA, e un’aggiunta di ulteriori 75 milioni di euro specifici per interventi di assistenza domiciliare per le persone affette da disabilità gravi e gravissime, ivi incluse quelle affette da sclerosi laterale amiotrofica. Per quanto riguarda il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali è previsto  per il 2014 lo stanziamento di 317 milioni di euro, 21 mila euro in meno rispetto al 2013.
    Da segnalare anche il comma 493 dell’articolo 1 che modifica quanto previsto dalla “legge Fornero” in termini di accesso alla pensione anticipata che penalizzava chi si prende cura di un familiare disabile escludendo, ai fini del calcolo dell’anzianità lavorativa, i periodi di astensione dal lavoro per assistenza ad un disabile grave. La Legge di stabilità sana questa penalizzazione introducendo i periodi fruiti ai sensi dell’art. 33 della legge 104 tra quelli utili alla maturazione dell’anzianità in caso di accesso al prepensionamento.
    Con il comma 575 dell’articolo 1, viene formalizzato – pur parzialmente – l’intento di limitare la cosiddetta “spesa fiscale”, ovvero tutte le agevolazioni, detrazioni, deduzioni, detassazioni, aliquote agevolate di cui si possono avvalere i contribuenti. La Legge di stabilità andrà in particolare ad agire sulle detrazioni previste dall’articolo 15 del Testo Unico delle Imposte sui redditi (DPR 917/1986): i mutui per l’acquisto dell’abitazione, le spese sanitarie, le spese per l’acquisto di ausili o veicoli adattati al trasporto, le spese di interpretariato per sordi o per l’acquisto di cani guida per ciechi, le spese veterinarie, le spese funebri, le erogazioni liberali (es. donazioni) e altro. Tali detrazioni dovranno essere razionalizzate fino ad assicurare maggiori entrate nelle casse dello Stato pari a 488,4 milioni di euro per l’anno 2014, a 772,8 milioni di euro per il 2015 e a 564,7 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016. La legge di stabilità, in ogni caso, indica espressamente che questo intervento di razionalizzazione deve essere effettuato “tenendo conto dell’esigenza di tutelare i soggetti invalidi, disabili o non autosufficienti”.
    Da segnalare infine un ultimo intervento di interesse per il mondo della disabilità, quello che riguarda la proroga per il 2014 delle disposizioni del cinque per mille (art. 1, comma 205) che prevede l’erogazione di 400 milioni di euro e il mantenimento delle agevolazioni tariffarie postali per le spedizioni di prodotti editoriali da parte delle associazioni e organizzazioni senza fini di lucro iscritte nel registro degli operatori di comunicazione (ROC).
    PER APPROFONDIRE:
    Testo completo della Legge di stabilità

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      Iniziato in corso di Piscina

      Anche quest’anno Anffas-Onlus di Corigliano dà la possibilità ai ragazzi di iniziare il corso di Piscina (Movimento in acqua) presso il CENTRO SPORTIVO FITNESS CLUB” di Terranova da Sibari, naturalmente con risorse proprie. L’attività è già iniziata il 25 gennaio e terminerà il 28 giugno 2014.

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        SPENDING REVIEW: NUOVA STRETTA SULLA SCUOLA?

        Fonte www.disabili.com – Negli ultimi anni le famiglie degli alunni con disabilità hanno dovuto imparare a lottare con forza per vedere riconosciuto il diritto allo studio sancito per i loro figli. Sempre più spesso hanno dovuto fare ricorso ai tribunali amministrativi per ottenere le ore di sostegno spettanti in base alla specificità delle situazioni. Sempre più spesso le risorse assegnate sono giunte tardive e precarie, in grado di tamponare le emergenze ma non di costruire un progetto di lavoro nel tempo, con continuità. Nei mesi scorsi finalmente si è giunti alla disposizione di stabilizzare circa 26 mila docenti di sostegno, in modo da consentire a numerosi alunni un percorso educativo con figure di riferimento stabili, in grado di progettare percorsi coerenti nel tempo, insieme alle famiglie. Contemporaneamente, sono partite nelle università le selezioni finalizzate a formare nuovi docenti specializzati per le attività di sostegno.

        Non mancano però le difficoltà: in merito alle assunzioni, infatti, si stanno registrando ritardi rispetto a quelle previste per il corrente anno scolastico, mentre i nuovi corsi di specializzazione si stanno lentamente delineando a costi decisamente esorbitanti per i docenti interessati (circa tremila euro) e non sono esenti da polemiche, come quella sulla contestata riconversione nel sostegno dei docenti in esubero, i quali non vengono sottoposti alla preselezione prevista dalle disposizioni normative per i nuovi percorsi di specializzazione.

        Non solo. In una recente intervista, Daniele Checchi, capo del gruppo di lavoro al MIUR per la Spending Review, ha dichiarato che “ non possiamo continuare ad assumere docenti di sostegno ai ritmi degli ultimi anni”. Secondo Checchi, il meccanismo di attribuzione delle ore da parte delle Asl è perverso e vi sono criteri troppo diversificati da regione a regione. La Commissione per la spending review potrebbe arrivare dunque una linea centrata sulla netta razionalizzazione, a partire dal meccanismo stesso della certificazione e, di conseguenza, dell’assegnazione delle ore di sostegno. “Il nostro scopo”, continua Checchi, “è verificare se ci sono margini di recupero di efficienza nel comparto scuola”.

        Nuove nubi, dunque, all’orizzonte. Checchi assicura che ciò non inciderà sulle assunzioni previste, confermate anche dal ministro Carrozza, ma chiarisce che il numero dei docenti di sostegno non può continuare a crescere: c’è un problema di gestione di queste risorse e il primo passo da compiere è l’analisi del fabbisogno reale che se ne ha.

        Altre voci politiche invece, affermano che il ministero dell’Economia e Finanze non avrebbe alcuna intenzione di autorizzare le assunzioni previste nel sostegno. Nulla appare chiaro.

        Migliaia di docenti si apprestano, però, a frequentare i corsi finalizzati al conseguimento del titolo di specializzazione, autorizzati dal MIUR e previsti ormai da anni, investendo tempo, energie e molti dei loro risparmi. Migliaia di alunni continuano a vedersi intorno figure marginali e cangianti.

        Potranno mai concordare con tale esigenza di razionalizzazione?

        Per approfondire

        Leggi l’articolo “Immissione docenti di sostegno, nuova ‘querelle’ Miur-Mef?”

        10 gennaio 2014

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          Auguri di buone Feste a Tutti

          Per queste Feste, l’augurio di vivere appieno lo spirito del Natale, rendere più solidi gli affetti e le amicizie e prepararsi al nuovo anno con meravigliose speranze.

          Tanti auguri da Anffas-Onlus Corigliano.

          La nostra sede rimarrà chiusa dal 21 dicembre al 7 gennaio 2014.

           

           

           

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            ISEE E DISABILITA’: LE NOVITA’ E I PUNTI DEBOLI

            Fonte www.disabili.com Entrano nel computo dell’Indicatore della situazione reddituale anche i trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari
             Dopo un iter lungo e tortuoso, la scorsa settimana è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il nuovo ISEE, ovvero il “Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente”.
            Il testo approvato entrerà ufficialmente in vigore a gennaio del prossimo anno, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
            Si tratta di disposizioni che interessano in larga parte i cittadini, perché è sulla base dell’ISEE che si basa l’accesso a prestazioni sociali agevolate o aiuti economici in caso di situazioni di necessità. Rientrano in questi servizi ad esempio l’asilo nido e le rette in strutture assistenziali in caso di ricovero.
            L’ISEE è calcolato, con riferimento al nucleo familiare di appartenenza del richiedente, come rapporto tra l’ISE (somma dell’indicatore della situazione reddituale e del 20% dell’indicatore della situazione patrimoniale), e il parametro della scala di equivalenza corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare.
            Per quanto riguarda le novità relative alle persone con disabilità, cerchiamo di fare il punto grazie anche all’analisi del sito specializzato Handylex.
            In prima battuta, una cosa da sottolineare è la novità introdotta per ciò che riguarda la voce Indicatore della situazione reddituale (ISR), nel quale vanno computati, ai fini Irpef, anche trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari, incluse le carte di debito, a qualsiasi titolo percepiti da amministrazioni pubbliche (se non già inclusi nel reddito complessivo dichiarato). Tradotto: se in un nucleo familiare c’è una persona con disabilità, oltre ai redditi vanno sommate anche le altre indennità eventualmente percepite.
            Rientrano in questi trattamenti: tutte le provvidenze economiche concesse agli invalidi civili, ciechi civili, sordi, invalidi per lavoro, servizio e di guerra quali pensioni, assegni, indennità; la pensione sociale;l’assegno di maternità; i contributi per prestazioni sociali (quali, ad esempio, i contributi per la “vita indipendente”); assegni di cura; contributi per l’abbattimento di barriere architettoniche o per l’acquisto di prodotti tecnologicamente avanzati o per il trasporto personale sia regionali che nazionali; ogni altro contributo pubblico.
            Dalla somma dei redditi sono detratte le spese o le franchigie riferite al nucleo familiare. Per quanto riguarda le detrazioni, se nel nucleo sono presenti persone con disabilità, si applicano delle franchigie che variano in relazione all’età e alla gravità della disabilità, seguendo questa suddivisione: persone con disabilità media una franchigia pari a 4.000 euro (che arriva a 5.500 se minorenni); persone con disabilità grave una franchigia pari a 5.500 euro (7.500 se minorenni); persone non autosufficienti una franchigia pari a 7.000 euro (9.500 se minorenni).
            Sarà inoltre possibile detrarre alcune spese sanitarie per disabili, e quelle per l’acquisto di cani guida , quelle di interpretariato per sordi e spese mediche e di assistenza specifica fino ad un massimo di 5000 euro. A queste si aggiungono le detrazioni delle spese per collaboratori domestici e assistenti personali assunti (vedi badanti).
            Come sottolineato nell’approfondimento di Handylex, la nuova Isee va applicata a seconda del tipo di prestazione agevolata. C’è l’applicazione “classica” per le la generalità delle prestazioni sociali agevolate, quella “di favore” per le prestazioni di natura sociosanitaria, quella “restrittiva” che viene prevista per le prestazioni di natura residenziale a ciclo continuativo (es. ricovero in RSA) e quella “antielusiva” che riguarda il diritto allo studio universitario.
            In generale, la nuova formulazione dell’Isee vede un aumento del peso della componente patrimoniale, mentre è riconosciuto un incremento delle franchigie alle famiglie più numerose (dal trezo figlio in poi).
            Le reazioni del mondo della disabilità alla approvazione del nuovo Isee non sono particolarmente buone. In particolare Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas Onlus, sottolinea la contrarietà all’inserimento nel calcolo dell’Indicatore della Situazione Reddituale (ISR) degli importi derivanti dalle provvidenze economiche erogate in favore della persona con disabilità,  trattandosi di provvidenze di natura meramente risarcitoria. “A nostro avviso è del tutto mancata la volontà politica del Governo in carica di riformulare la norma che ha generato la riforma dell’ISEE per evitare di inserire nel calcolo dei redditi ciò che reddito non è e mai potrà esserlo“, dichiara Speziale.
            Altro punto debole, secondo Anffas, quello relativo alla discrezionalità delle Regioni. Ricorda Speziale come “All’art.2, comma 1, del decreto, infatti, viene indicata la frase “…fatte salve le competenze regionali in materia di normazione, programmazione e gestione delle politiche sociali e socio-sanitarie e ferme restando le prerogative dei Comuni.”.  Questo, oltre ad essere stridente con il fatto che l’ISEE rappresenta livello essenziale e quindi dovrebbe essere omogeneamente applicato su tutto il territorio nazionale, rischia di determinare l’ennesima torre di Babele e l’innescarsi di inevitabili ricorsi in sede giudiziaria”.

            Per approfondire

            L’analisi dell’ISEE di Handylex

            Il testo del decreto Isee