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Auguri di buone Feste a Tutti

Per queste Feste, l’augurio di vivere appieno lo spirito del Natale, rendere più solidi gli affetti e le amicizie e prepararsi al nuovo anno con meravigliose speranze.

Tanti auguri da Anffas-Onlus Corigliano.

La nostra sede rimarrà chiusa dal 21 dicembre al 7 gennaio 2014.

 

 

 

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    ISEE E DISABILITA’: LE NOVITA’ E I PUNTI DEBOLI

    Fonte www.disabili.com Entrano nel computo dell’Indicatore della situazione reddituale anche i trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari
     Dopo un iter lungo e tortuoso, la scorsa settimana è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il nuovo ISEE, ovvero il “Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente”.
    Il testo approvato entrerà ufficialmente in vigore a gennaio del prossimo anno, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
    Si tratta di disposizioni che interessano in larga parte i cittadini, perché è sulla base dell’ISEE che si basa l’accesso a prestazioni sociali agevolate o aiuti economici in caso di situazioni di necessità. Rientrano in questi servizi ad esempio l’asilo nido e le rette in strutture assistenziali in caso di ricovero.
    L’ISEE è calcolato, con riferimento al nucleo familiare di appartenenza del richiedente, come rapporto tra l’ISE (somma dell’indicatore della situazione reddituale e del 20% dell’indicatore della situazione patrimoniale), e il parametro della scala di equivalenza corrispondente alla specifica composizione del nucleo familiare.
    Per quanto riguarda le novità relative alle persone con disabilità, cerchiamo di fare il punto grazie anche all’analisi del sito specializzato Handylex.
    In prima battuta, una cosa da sottolineare è la novità introdotta per ciò che riguarda la voce Indicatore della situazione reddituale (ISR), nel quale vanno computati, ai fini Irpef, anche trattamenti assistenziali, previdenziali, indennitari, incluse le carte di debito, a qualsiasi titolo percepiti da amministrazioni pubbliche (se non già inclusi nel reddito complessivo dichiarato). Tradotto: se in un nucleo familiare c’è una persona con disabilità, oltre ai redditi vanno sommate anche le altre indennità eventualmente percepite.
    Rientrano in questi trattamenti: tutte le provvidenze economiche concesse agli invalidi civili, ciechi civili, sordi, invalidi per lavoro, servizio e di guerra quali pensioni, assegni, indennità; la pensione sociale;l’assegno di maternità; i contributi per prestazioni sociali (quali, ad esempio, i contributi per la “vita indipendente”); assegni di cura; contributi per l’abbattimento di barriere architettoniche o per l’acquisto di prodotti tecnologicamente avanzati o per il trasporto personale sia regionali che nazionali; ogni altro contributo pubblico.
    Dalla somma dei redditi sono detratte le spese o le franchigie riferite al nucleo familiare. Per quanto riguarda le detrazioni, se nel nucleo sono presenti persone con disabilità, si applicano delle franchigie che variano in relazione all’età e alla gravità della disabilità, seguendo questa suddivisione: persone con disabilità media una franchigia pari a 4.000 euro (che arriva a 5.500 se minorenni); persone con disabilità grave una franchigia pari a 5.500 euro (7.500 se minorenni); persone non autosufficienti una franchigia pari a 7.000 euro (9.500 se minorenni).
    Sarà inoltre possibile detrarre alcune spese sanitarie per disabili, e quelle per l’acquisto di cani guida , quelle di interpretariato per sordi e spese mediche e di assistenza specifica fino ad un massimo di 5000 euro. A queste si aggiungono le detrazioni delle spese per collaboratori domestici e assistenti personali assunti (vedi badanti).
    Come sottolineato nell’approfondimento di Handylex, la nuova Isee va applicata a seconda del tipo di prestazione agevolata. C’è l’applicazione “classica” per le la generalità delle prestazioni sociali agevolate, quella “di favore” per le prestazioni di natura sociosanitaria, quella “restrittiva” che viene prevista per le prestazioni di natura residenziale a ciclo continuativo (es. ricovero in RSA) e quella “antielusiva” che riguarda il diritto allo studio universitario.
    In generale, la nuova formulazione dell’Isee vede un aumento del peso della componente patrimoniale, mentre è riconosciuto un incremento delle franchigie alle famiglie più numerose (dal trezo figlio in poi).
    Le reazioni del mondo della disabilità alla approvazione del nuovo Isee non sono particolarmente buone. In particolare Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas Onlus, sottolinea la contrarietà all’inserimento nel calcolo dell’Indicatore della Situazione Reddituale (ISR) degli importi derivanti dalle provvidenze economiche erogate in favore della persona con disabilità,  trattandosi di provvidenze di natura meramente risarcitoria. “A nostro avviso è del tutto mancata la volontà politica del Governo in carica di riformulare la norma che ha generato la riforma dell’ISEE per evitare di inserire nel calcolo dei redditi ciò che reddito non è e mai potrà esserlo“, dichiara Speziale.
    Altro punto debole, secondo Anffas, quello relativo alla discrezionalità delle Regioni. Ricorda Speziale come “All’art.2, comma 1, del decreto, infatti, viene indicata la frase “…fatte salve le competenze regionali in materia di normazione, programmazione e gestione delle politiche sociali e socio-sanitarie e ferme restando le prerogative dei Comuni.”.  Questo, oltre ad essere stridente con il fatto che l’ISEE rappresenta livello essenziale e quindi dovrebbe essere omogeneamente applicato su tutto il territorio nazionale, rischia di determinare l’ennesima torre di Babele e l’innescarsi di inevitabili ricorsi in sede giudiziaria”.

    Per approfondire

    L’analisi dell’ISEE di Handylex

    Il testo del decreto Isee

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      L’ANTIDEPRESSIVO CHE CANCELLA LA SINDROME DI DOWN

      Fonte www.west-info.euLa sindrome di Down curata con l’antidepressivo. Un team dell’Università di Bologna ha condotto una ricerca sui topi e i risultati sono stati pubblicati su Brain.

      Le alterazioni cerebrali e le disabilità cognitive causate dalla sindrome di Down hanno risposto positivamente alla somministrazione nei topi appena nati, di fluoxetina (un antidepressivo di largo uso) che riusciva a ripristinare la regolare funzionalità cerebrale.

      La ricerca ha dimostrato che in laboratorio anche in fase prenatale è stato possibile curare la sindrome. Questo risultato apre nuove frontiere per trovare una possibile cura, somministrabile anche all’uomo nelle primissime fasi dello sviluppo cerebrale, per questa anomalia genetica da sempre considerata irreversibile.

      17 dicembre 2013

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        SCUOLA E DISABILITÀ: L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI NELLE SCUOLE PRIMARIE E SECONDARIE DI PRIMO GRADO STATALI E NON STATALI

        Fonte www.istat.it Nell’anno scolastico 2012-2013, sono circa 84 mila gli alunni con disabilità nella scuola primaria (pari al 3,0% del totale degli alunni) mentre in quella secondaria di primo grado se ne contano poco più di 65 mila (il 3,7% del totale).

        Nelle scuole primarie il 21,4% degli alunni con disabilità non è autonomo in almeno una delle attività indagate (spostarsi, mangiare o andare in bagno) e l’8,0% non è autonomo in tutte e tre le attività. Nelle scuole superiori di primo grado le percentuali sono rispettivamente del 14.7% e del 5,5%.

        Il ritardo mentale, i disturbi del linguaggio, dell’apprendimento, e dell’attenzione rappresentano i problemi più frequenti negli alunni con disabilità in entrambi gli ordini scolastici considerati.

        Gli insegnanti di sostegno rilevati dal Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca (Miur) sono più di 67 mila: 2 mila in più rispetto allo scorso anno. Nel Mezzogiorno si registra il maggior numero di ore medie di sostegno settimanali assegnate. Gli insegnanti di sostegno, in entrambi gli ordini scolastici, svolgono prevalentemente attività di tipo didattico (per l’84% degli alunni con disabilità della scuola primaria e per l’82,4% di quelli della scuola secondaria di primo grado). La quota è rispettivamente dell’ 8,6% e del 6,8% se l’insegnante svolge attività prevalentemente di tipo assistenziale.

        Circa l’8% delle famiglie ha presentato un ricorso negli anni per ottenere l’aumento delle ore di sostegno. Ha cambiato insegnante di sostegno nel corso dell’anno scolastico il 14,5% degli alunni con disabilità della scuola primaria e il 12,5% della scuola secondaria di primo grado. Il 44,2% degli alunni della scuola primaria ha invece cambiato l’insegnante di sostegno rispetto all’anno scolastico precedente, lo stesso è accaduto al 37,9% degli alunni della scuola secondaria di primo grado.

        Nel Centro e nel Nord si registrano in media circa cinque ore settimanali di assistente educativo culturale o assistente ad personam per la scuola primaria e quattro ore per la secondaria di primo grado. Nel Mezzogiorno, dove invece sono più numerosi gli alunni con disabilità non autonomi, a questa attività vengono dedicate tre ore nella scuola primaria e due nella secondaria di primo grado.

        La partecipazione alle attività extrascolastiche organizzate dalla scuola sembra essere molto difficile per gli alunni con disabilità. Quasi la metà di loro non partecipa in entrambi gli ordini scolastici. Percentuali più basse si riscontrano, invece, nella partecipazione ai campi scuola, ai quali prendono parte il 16,1% degli alunni con disabilità della scuola primaria e il 17,2% di quelli della scuola secondaria di primo grado.

        L’indagine completa è qui disponibile

        17 dicembre 2013

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          LEGGE DI STABILITÀ, ULTIMO APPELLO DEL TERZO SETTORE

          Si è svolta questa mattina la conferenza stampa del Forum Nazionale del Terzo Settore* per restituire stabilità alle politiche sociali del nostro Paese.

          “Il nostro è un ultimo appello al Governo e alla Commissione Bilancio che in queste ore stanno valutando gli emendamenti alla Legge di stabilità – ha dichiarato il Portavoce Pietro Barbieri -. Una legge che abbiamo già giudicato, nelle scorse settimane, come un bicchiere ‘mezzo vuoto’. Abbiamo riscontrato miglioramenti e un’inversione di tendenza rispetto al passato sui temi del welfare e del terzo settore, ma sappiamo anche che in questa Legge si è lavorato sostanzialmente su riposizionamenti di ciò che era già previsto in precedenza e già messo in discussione, perché rischiava di avere effetti disastrosi, nelle due precedenti Leggi di Stabilità.”

          “Abbiamo trovato una importante disponibilità da parte di molti parlamentari e dall’Intergruppo del terzo settore, tutte le proposte su cui abbiamo cercato di lavorare sono state presentate, tuttavia moltissimi degli emendamenti non sono stati ammessi. – ha proseguito il Portavoce. Pensiamo – ha concluso Barbieri – che ci debba essere una svolta significativa sul riconoscimento culturale del ruolo del terzo settore a partire dalla lotta alla povertà, alla questione dell’Imu al non profit e l’imposta di registro, da un adeguamento importante del Fondo per le politiche sociali e Fondo Infanzia – che ha visto sottrarsi 10 milioni di euro-, dal 5 per mille – unico strumento di sussidiarietà e di libertà delle organizzazioni -, agli impegni su Tasi e Tari, le detrazioni che normalmente vengono applicate al terzo settore. Su tutto, lo abbiamo detto, manca una prospettiva di stabilità per gli anni a venire. E questa ci sembra questa una politica miope.

          Sarebbe una grande opportunità quella di riuscire a scardinare un meccanismo che vede l’impossibilità di programmazione di servizi, prestazioni e attività da parte del terzo settore, mettendoci invece nelle condizioni di farlo. Quello che chiediamo in fondo non è un lusso, ma l’essenziale che ci consenta la realizzazione di interventi efficaci.”

          *Cui Anffas Onlus aderisce

          13 dicembre 2013

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            Assistenza alunni disabili, incontro in Comune

            L’Amministrazione Comunale ha trovato le soluzioni idonee per cercare di risolvere la nota vicenda del servizio di assistenza specialistica per l’autonomia e la comunicazione agli alunni in situazioni di disabilità. Le soluzioni sono state prospettate questa mattina, nel corso di un incontro svoltosi presso la sede comunale,

              dal  Sindaco della Città, dott. Giuseppe Geraci, l’Assessore ai Servizi Sociali, Marisa Chiurco e la Responsabile del Settore Servizi Sociali, Tina De Rosis, ad una rappresentanza delle assistenti fisiche impegnate nel servizio, i genitori degli alunni interessati al servizio, e i rappresentanti della Cgil Mimmo Regina, Gino Di Mingo e Giuseppe De Lorenzo i quali hanno convenuto sul da farsi. Il Comune, ha ribadito il Sindaco Geraci, si impegna, nel rispetto del fabbisogno complessivo del Distretto Socio-Assistenziale n. 3  a programmare, nell’ambito delle risorse di cui alla deliberazione di Giunta Regionale n. 311/2013 ed in particolare con riferimento al Fondo Nazionale per le non autosufficienze, interventi tesi alla attuazione del Servizio di assistenza specialistica; di avviare le procedure di concertazione per la redazione del Piano Territoriale per le non autosufficienze di cui alla Deliberazione di Giunta Regionale n. 311/2013; mantenere, qualora le condizioni del numero degli alunni segnalati dalla competente Azienda Sanitaria Provinciale n. 3 di Cosenza rimangano invariati, i livelli occupazionali.
            Questi impegni sono stati sottoscritti dallo stesso Sindaco e dal rappresentante della Fp Cgil, Gino Di Mingo attraverso un protocollo d’intesa.
            Nell’immediato, quindi, saranno convocati i sindaci facenti parte del Distretto Socio-Sanitario allo scopo di procedere alla ripartizione dei fondi previste per le non autosuffienze che ammontano a 224.724,35 mila euro, successivamente si procederà a bandire la gara di appalto del servizio cercando di salvaguardare i precedenti livelli occupazionali.
            “Ancora una volta – ha affermato il Sindaco, dott. Giuseppe Geraci – abbiamo dimostrato la disponibilità e la volontà di questa Amministrazione a trovare una soluzione positiva a questa vicenda. Ho dovuto salvaguardare quelle che sono le attuali condizioni economiche del nostro Ente, che non è oggi nelle condizioni di poter avviare un servizio senza avere la necessaria copertura finanziaria. A me non piace creare delle false aspettative, soprattutto nel settore dei servizi sociali dove maggiore è il bisogno di chi deve ricevere dei servizi. Mi si consenta comunque di sottolineare come in questa vicenda sia l’Assessore, Marisa Chiurco, che gli uffici competenti si stanno spendendo attivamente già dai primi giorni di novembre, non solo attraverso incontri e viaggi presso la Regione Calabria, ma anche con incontri con i diretti interessati e quindi non posso accettare critiche di superficialità o insensibilità verso questa problematica”.  

            Ufficio Stampa