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Legge di Stabilità: prima vittoria sul diritto allo studio

La FISH incassa un primo risultato! Il disegno di legge di Stabilità prevede che le funzioni di valutazione della diagnosi funzionale “propedeutica all’assegnazione del docente di sostegno all’alunno disabile (…) sono affidate all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS)”.

Nella sostanza, con la convinzione indimostrabile che l’INPS sia più rigoroso nell’individuazione dei bisogni (e quindi dei diritti) delle persone con disabilità, si spostano le responsabilità di valutazione dalle ASL all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che però non dispone di professionalità specifiche proprie nell’ambito della psicopedagogia e della neuropsichiatria.

Quello che ne uscirebbe è un quadro assai complicato sia in termini di organizzazione che di prospettive per la reale esigibilità del diritto all’inclusione. La finalità della norma proposta è basata su un’ipotesi di contenimento della spesa peraltro assai improbabile al netto degli inevitabili contenziosi.

La FISH ha rigettato immediatamente questa ipotesi intervenendo presso tutte le sedi opportune per scongiurarne l’approvazione.

Con viva soddisfazione apprendiamo che la Commissione Bilancio della Camera, che sta esaminando il testo del disegno di legge di Stabilità, ha stralciato l’articolo contestato dalla Federazione.

“È una buona notizia per l’inclusione scolastica – commenta Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – anche se l’impegno in questo ambito non si esaurisce certo solo contrastando le misure peggiorative: è una battaglia quotidiana per le garanzie al diritto costituzionale allo studio fatta anche di proposte troppo spesso inascoltate”.

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    COSTRETTI A MANIFESTARE ANCORA PER EVITARE CHE IL SISTEMA ARRETRI FINO AL COLLASSO

    “Nonostante dal testo di stabilità siano state eliminate le paventate previsioni relative alla stretta sui permessi lavorativi ex legge 104/92 ed assoggettabilità ai fini Irpef delle pensioni di invalidità, non possiamo assolutamente dirci sollevati e soddisfatti e per questo confermiamo che saremo in piazza, insieme a Fish ed alle organizzazioni della rete Cresce il welfare, cresce l’Italia per manifestare contro lo scempio del sistema sociale e sanitario nel nostro Paese cui assistiamo ormai da troppo tempo”

    A dichiararlo, Roberto SpezialePresidente di Anffas Onlus (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con disabilità intellettiva e/o relazionale).

    L’Associazione, che è in stato di mobilitazione permanente ormai da diversi mesi, soprattutto a causa delle gravi ripercussioni dei continui tagli al sistema sanitario e sociale sulla vita ed il rispetto dei diritti delle persone con disabilità e le loro famiglie, aveva già annunziato infatti – all’indomani dell’approvazione del disegno di legge – la propria partecipazione alla manifestazione del 31 ottobre.

    “Abbiamo letto con attenzione” – prosegue il Presidente – “il testo del disegno di legge e non possiamo che manifestare grande preoccupazione per tutta una serie di misure che nello stesso sono contenute: tra tutte i nuovi tagli agli enti territoriali e quelli che dovranno pesare su scuola e sanità, nonché l’aumento dell’Iva per le cooperative sociali e le ripercussioni, anche fiscali, che ci saranno sulla tenuta in generale delle famiglie, soprattutto quelle incapienti o con situazioni di svantaggio. Si aggiunge inoltre a queste la previsione del passaggio all’INPS delle competenze per la stesura della Diagnosi Funzionale per gli alunni con disabilità, misura che potrebbe comportare ulteriori disagi ad alunni che già fanno i salti mortali per vedersi riconosciuto il proprio diritto ad un’istruzione di qualità“.

    “Tutte queste misure” – dichiara Speziale – “si tradurranno in ulteriori tagli a disponibilità e qualità di servizi essenziali per persone e famiglie già spesso allo stremo delle forze, anche perché si innestano su un sistema ormai gravemente compresso, che non regge più e che continua a scaricare il peso e il costo della crisi sulle persone e sulle famiglie più vulnerabili, come appunto quelli in condizione di disabilità“.

    “Oggi vorremmo essere in prima fila per discutere di come far avanzare questo nostro Paese, di come costruire un modello di sviluppo improntato al rispetto dei diritti umani di tutti i cittadini, di come garantire la concreta applicazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità” – conclude il Presidente – “e invece, ancora una volta, siamo costretti – nostro malgrado – a scendere in piazza per evitare che ci vengano sottratti pezzi di vita e di diritti ed a presidiare una continua trincea per evitare che questo sistema arretri fino al collasso, con danni irrimediabili per tutti e proprio per questo auspichiamo che insieme a noi sia l’intera collettività a manifestare a Roma il 31 ottobre“.

    L’associazione ha prodotto una prima analisi delle misure previste dal disegno di legge di stabilità, disponibile al seguente link: http://www.anffas.net/Page.asp/id=265/N201=6/N101=2386/N2L001=Politiche%20Sociali

    23 ottobre 2013

    Per maggiori informazioni:

    Leggi il precedente comunicato Anffas Onlus sul disegno di legge di stabiltà 2013

    Per maggiori informazioni e per aderire alla manifestazione del 31 ottobre a Roma:

    Visita la sezione dedicata sul sito Fish

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      31 ottobre: 50 organizzazioni in piazza

      La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap il 31 ottobre sarà in piazza con altre 50 organizzazioni dell’impegno civile.

      L’obiettivo della mobilitazione è quello di chiedere al Governo una decisa inversione di tendenza nella manovra di bilancio 2013: basta tagli al sociale e rilancio delle politiche di welfare per puntare davvero allo sviluppo dell’Italia. Ovvero: mettere in moto una politica di investimenti nel sociale che generi lavoro, solidarietà, coesione, sostegno alle fasce economiche più povere.

      Il Governo Monti – spiegano gli organizzatori – ha iniziato il suo operato comunicando tre parole d’ordine: rigore, crescita, equità. Ad oggi è stato applicato ampiamente soltanto il rigore.

      “Il 31 ottobre sarà un giorno importante per le persone con disabilità: saremo protagonisti a pieno titolo di un più ampio movimento che chiede il cambiamento, l’inclusione, la prevalenza dei diritti sulle logiche di mera contabilità. – dichiara Pietro Barbieri, presidente FISH – Invitiamo chiunque si riconosca in queste istanze ad aderire alla nostra mobilitazione”.

      La manifestazione inizierà alle 11 in Piazza Monte Citorio a Roma, dove convergeranno le organizzazioni provenienti da tutta Italia e i Cittadini che vorranno sostenere l’iniziativa.

      La FISH, nel proprio sito www.fishonlus.it, fornisce le indicazioni logistiche, oltre ai documenti, i comunicati e gli aggiornamenti su questo importante evento. Nel sito è disponibile anche un semplice modulo con cui le organizzazioni possono comunicare la propria adesione alla mobilitazione.

      “Ieri abbiamo patito scelte miopi che non vedevano lontano. Oggi subiamo scelte presbiti che non vedono quello che è sotto gli occhi di tutti. – riflette Pietro Barbieri – Non vogliamo che le scelte di domani siano cieche. L’inclusione non è un punto di vista”.

      Appuntamento a Roma il 31 ottobre 2012.

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        Disabilità Mentale e Laboratori

        I ragazzi invitano tutti per giovedì 18 ottobre 2012 ore 16,30,  presso la sede Anffas-Onlus di Corigliano, via degli Iris nr 15 Schiavonea, a visitare l’esposizione dei lavori realizzati dai ragazzi durante il laboratorio “Disabilità Mentale e Laboratori” promosso dalla Cooperativa Sociale Sinergie e l’Associazione Anffas-Onlus di Corigliano.

        È giunto a conclusione, dopo 10 mesi, il progetto “Disabilità mentale e laboratori” Piano Distrettuale degli    interventi del distretto Socio-Sanitario di Corigliano Calabro. Rif. D.R.C.  N. 15749 del 29/10/2008 gestito in A.T.I. dalla Cooperativa Sociale Sinergie  e dall’Associazione ANFFAS ONLUS.
        Il progetto che prevedeva l’attivazione di un laboratorio di espressioni artistiche,  grafico/pittoriche e di ricamo, ha visto una presenza costante ed una partecipazione attiva di soggetti con disabilità mentali, residenti nel Distretto Socio Sanitario di Corigliano Calabro.
        L’attivazione di tali laboratori ha permesso di valorizzare le potenzialità e la creatività  sicuramente presenti in ogni ragazzo ma spesso inespresse, sviluppandone le capacità comunicative e relazionali e garantendo anche e soprattutto momenti di svago e di socializzazione.
        Si  è riusciti a mettere in evidenza il loro “Saper Fare” e, nella quotidianità, sono stati stimolati ad accrescere le loro capacità di comprensione e di partecipazione, realizzando  vere e proprie “opere d’arte”.
        Pertanto, attraverso una mostra dei lavori creati, riteniamo fondamentale  dare prova che è possibile raggiungere grandi risultati, grazie anche alla dedizione ed al lavoro svolto da valide operatrici..  

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          La FISH sul “caso Sarra”

          Gian Antonio Stella, nel Corriere della Sera del 5 ottobre, riporta la vicenda di Alberto Sarra, sottosegretario alla Presidenza della Regione Calabria che, colpito da una gravissima patologia cardiaca (aorta disseccante) nel 2010, si è visto riconoscere invalido (per servizio) non più in grado di svolgere alcun proficuo lavoro e corrispondere una pensione di 7.490,33 euro lordi al mese.

          Stella si sorprende per l’importo “dieci volte più alto di quei portatori di handicap che non sono neppure in grado di soffiarsi il naso” e della velocità con cui la condizione invalidante è stata riconosciuta da una specifica commissione. Il giornalista ironizza poi sulle numerose attività che Sarra ha svolto dopo essere stato riconosciuto invalido totale.

          Sarra ha replicato ieri confermando la gravità della patologia che l’ha colpito: “Io potrei stare a casa e percepire l’indennità per inabilità e invece vi ho rinunciato per poter continuare a lavorare. (…) Ho deciso di dare una mano alla collettività, non prendo l’assegno di inabilità ma solo l’indennità da sottosegretario”.

          La FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap ha sempre considerato con favore l’impegno diretto in politica delle persone con disabilità. E questa considerazione vale ora per Sarra come valeva ieri per Bossi o per altri Parlamentari con menomazioni di varia natura, soprattutto se poi costoro traducono compiutamente la loro esperienza umana in un rafforzato impegno a favore delle altre persone con disabilità.

          “Questo non sembra sia accaduto nel percorso politico di Sarra nemmeno dopo il grave evento invalidante. – commenta Pietro Barbieri, Presidente della FISH – E sì che in Calabria, saldamente ultima in tutte le classifiche della spesa sociale, c’è solo l’imbarazzo della scelta a individuare anche minimi interventi a favore dell’autonomia personale, di supporto all’inclusione, di contrasto al rischio di impoverimento o per il contenimento della povertà assoluta”.

          “In una Regione dove i servizi alle persone con disabilità sono praticamente inesistenti – prosegue Barbieri – Sarra avrebbe trovato terreno facile per esprimere al meglio la sua pluriennale capacità politica, la sua contiguità con il Presidente Scopelliti e – ultima ma non ultima – la sua esperienza umana di invalido”.

          Lascia perplessi, infine, che Sarra, pur avendo rinunciato alla erogazione mensile, abbia comunque incassato gli arretrati (stimabili in circa 200.000 euro lordi). E, al contempo, la vicenda di Sarra evidenzia l’assenza di equità: da un lato 7.500 euro di pensione per lui, dall’altro 490 euro di indennità di accompagnamento per un qualsiasi invalido civile grave.

          Le logiche di risparmio, di taglio o anche solo di spending review che stanno smantellando in larga misura lo Stato sociale (e che in Calabria ormai hanno ben poco da erodere) non hanno minimamente sfiorato questa vicenda.

           

          9 ottobre 2012

           

          FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
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            La FISH contro la Legge di Stabilità

            “Leggeremo con cura e attenzione i testi ufficiali di ciò che il Consiglio dei Ministri ha approvato, ma le anticipazioni sulla Legge di Stabilità non ci sono affatto gradite. – questo il primo commento a caldo di Pietro Barbieri, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – È l’ennesimo colpo che viene assestato alle politiche sociali e ai diritti civili del nostro Paese”.

            La reazione di incredulità e sdegno si è immediatamente diffusa fra le organizzazioni delle persone con disabilità già dopo le prime indiscrezioni sugli ulteriori tagli ai trasferimenti alle Regioni e agli enti locali e all’ennesima restrizione alla spesa sanitaria prospettata dalla bozza della Legge di Stabilità.

            Le riduzioni progressive che in 4 anni hanno eroso i fondi per il sociale da 2 miliardi e mezzo a 270 milioni di euro, i tagli derivati dal Patto di stabilità, la già pesante sforbiciata dei trasferimenti alle Regioni stanno producendo effetti gravissimi nei servizi alle persone con disabilità e ai non autosufficienti distruggendo una rete di protezione già estremamente esile.

            Le persone stanno perdendo l’assistenza, il supporto, i servizi. Con le misure prospettate dalla Legge di Stabilità, le politiche sociali sarebbero completamente annientate.

            “Da questo Governo che usa il termine equità ad ogni piè sospinto ci aspettavamo qualcosa di più serio, una svolta strutturale nella gestione delle politiche sociali. Al contrario pone ai primi punti della sua agenda la revisione dell’ISEE, lo smantellamento delle agevolazioni fiscali, la riduzione brutale degli interventi di sostegno e di contrasto all’impoverimento. Il massimo che riesca ad elaborare è la riduzione della spesa per i permessi lavorativi a chi assiste un congiunto con disabilità. Una scelta banale, demagogica e probabilmente anche del tutto inefficace”.

            Barbieri si riferisce alla novità che verrebbe introdotta dal disegno di Legge di Stabilità: i permessi lavorativi verrebbero retribuiti solo al 50% nel caso ad assistere la persona disabile sia il figlio o il nipote o un altro parente che non sia il genitore o il coniuge. Una modalità, quella prescelta, piuttosto brutale e sbrigativa, foriera di sperequazioni.

            “Per contrastare questo clima e queste scelte la FISH ci sarà alla grande mobilitazione “Cresce il welfare, cresce l’Italia” del 31 ottobre prossimo a Roma alla quale hanno già aderito oltre 40 associazioni del sociale. Una grande iniziativa di protesta e di proposta per chiedere a questo Governo e a chi lo sostiene di cambiare rotta: è profondamente sbagliato contrapporre welfare e crescita economica, anzi proprio il welfare rappresenta un motore di sviluppo per far ripartire il nostro Paese”.

             

            10 ottobre 2012

             

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              Assistenti per l’autonomia e la comunicazione secondo TAR Calabria

              Il TAR Calabria con la sentenza n° 438/2012 del 23 Maggio 2012, pubblicata il 21 Giugno 2012, ha fornito

              chiarimenti importanti circa l’obbligo degli Enti Locali a fornire gli assistenti per l’autonomia e la

              comunicazione di cui all’art. 13 comma 3 L. n° 104/92.

              Il TAR argomenta come segue:

               

              1– L’alunno con disabilità ha diritto ad avere, oltre che un certo numero di ore di sostegno didattico, anche un certo numero di ore di assistenza per l’autonomia e la comunicazione, essendo tale funzione differente da  quella del sostegno didattico. L’assistente deve essere formato a rispondere agli specifici bisogni assistenziali  dell’alunno e non può essere un qualunque assistente generico. Il comune ha l’obbligo di fornire tale assistente in forza dell’art. 139 del decreto legislativo n° 112/98, che assegna tale compito ai Comuni per la scuola del primo ciclo ed alle Province per la scuola del secondo ciclo.

              2- A nulla vale l’obiezione del Comune o della Provincia che, a causa delle ristrettezze economiche, non è in grado di fornire assistenti formati; infatti, come affermato da sempre dalla Corte Costituzionale, in presenza di un diritto costituzionalmente garantito come quello allo studio, non ci sono vincoli di bilancio che possano giustificare la violazione o il restringimento di tale diritto.

               

              Una sentenza , questa ,che è stata oggetto di numerosi commenti soprattuto focalizzando l’attenzione sulla precisazione che l’assistenza sia  affidata ad” un professionista a ciò abilitato, in possesso delle necessarie qualifiche ed esperienze”. Ciò a “conferma” di quanto già più volte sostenuto da parte dell’associazionismo familiare e degli esperti del settore.

              Purtroppo, però, manca sufficiente chiarezza sull’argomento, manca una sorta di mansionario ed anche di normativa gius-lavoristica che garantisca, per un verso, gli assistenti per l’autonomia e la comunicazione, per altro verso, gli stessi alunni con disabilità e familiari.

              La sentenza , dunque , non è rivoluzionara, ma fa chiarezza sull’obbligo degli enti locali . Si augura, quindi, che i chiarimenti giurisprudenziali consentano anche alla P.A. un’organizzazione dell’azione amministrativa e dei servizi adeguati alla normativa vigente ed ai bisogni dei destinatari , un servizio che metta al centro la persona così come esplicita anche la legge 328/00.  

               

               

                                                                                                                                                      Marinella Alesina                                                                                         Presidente Anffas Onlus Corigliano