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Tabelle di invalidità: bocciatura in Commissione Affari Sociali

“È esattamente quello che la FISH aveva chiesto durante l’audizione”, commenta soddisfatto Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, alla notizia che la Commissione Affari Sociali della Camera ha bocciato lo schema di decreto con le nuove tabelle per la valutazione dell’invalidità civile.

La scorsa settimana la FISH, audita sul tema dalla Commissione, aveva espresso durissime critiche allo schema di decreto proposto dal Ministero della Salute.

Nel testo c’è una patente violazione dei principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata dall’Italia nel 2009: la visione è puramente sanitaria, senza alcuna attenzione alle difficoltà e agli ostacoli all’inclusione e alle pari opportunità.

Le nuove procedure, a causa delle numerose ulteriori certificazioni specialistiche previste, produrrebbero un aumento dei costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale e del Cittadino. Una complicazione e un sovraccarico che mal si coniugano con le recenti tendenze alla semplificazione amministrativa e alla spending review.

La Federazione contesta anche la debolezza, inadeguatezza e arretratezza scientifica dello strumento di valutazione che si continua ad adottare. Al contempo, lo schema di decreto, incredibilmente, non fornisce alcuna indicazione per la valutazione specifica degli atti quotidiani della vita, cioè del requisito principale per accedere all’indennità di accompagnamento, preferendo lasciare carta bianca all’INPS.

La FISH aveva espressamente invitato la Commissione ad esprimere parere negativo allo schema di decreto.

Oggi, su proposta dell’onorevole Margherita Miotto (capogruppo PD in Commissione), la Commissione, praticamente all’unanimità, ha rimandato al Ministero l’atto con parere negativo.

“Ci auguriamo che questa stroncatura sia il punto di partenza di una riflessione più profonda sulle modalità di valutazione della disabilità più funzionale all’inclusione sociale, alle pari opportunità e ai diritti di tanti Cittadini italiani. Ora la palla torna al Ministro Balduzzi…”.

 

6 novembre 2012

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    DIRITTI E DISABILITA’: ANFFAS ONLUS CHIEDE UN INCONTRO AL PRESIDENTE NAPOLITANO

    Un lungo, lunghissimo elenco di leggi non rispettate, diritti calpestati e situazioni estremamente difficili in cui si trovano le persone con disabilità e le loro famiglie, apre la lettera con cui Anffas Onlus – Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, tramite il suo presidente nazionale Roberto Speziale, ha chiesto nei giorni scorsi un incontro al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

     

    Dopo aver annunciato la possibilità di un gesto simbolico che avrebbe visto tutte le strutture Anffas Onlus consegnare alla più alta carica dello Stato le chiavi delle associazioni perché ormai non più in condizione di perseguire la propria mission, dopo aver partecipato alla manifestazione del 31 ottobre scorso in Roma ed essere adesso impegnata a contrastare (insieme alla FISH), fra le altre cose, l’approvazione del decreto finalizzato ad aggiornare le tabelle indicative dell’invalidità civile, Anffas Onlus ora si appella nuovamente al Presidente della Repubblica, per chiedere, nonostante l’ottimismo nutrito per quanto dichiarato in seguito alla manifestazione di mercoledì u.s., che si tornino ad affermare da parte della Repubblica i diritti di tutti i cittadini, anche e soprattutto nei momenti di crisi.

     

    “Gli ultimi provvedimenti in materia di contenimento di spesa sanitaria e sociale, le eventuali modifiche all’attuale sistema delle agevolazioni fiscali e la prossima riforma dell’ISEE, rischiano di danneggiare le persone con disabilità e le loro famiglie” afferma il presidente nazionale di Anffas Onlus “la massiccia adesione di Anffas alla manifestazione del 31 ottobre Cresce il welfare, cresce l’Italia dimostra che non vogliamo e non possiamo arrenderci”.

    “Auspichiamo quindi” prosegue e conclude Roberto Speziale “che nonostante i suoi numerosi impegni, il Presidente della Repubblica possa incontrarci: la nostra richiesta risiede, come detto anche nella lettera, nell’angoscia, preoccupazione ed allarme delle migliaia di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e famiglie che la nostra Associazione rappresenta e a cui è doveroso dare delle risposte concrete”.

                                                                                                                           

     

                                                                                                                                                                                                     Roma, 6 novembre 2012

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      Fondi più certi per il sociale: intesa Grilli-Maggioranza

      I relatori alla Legge di Stabilità, Pier Paolo Baretta (PD) e Renato Brunetta (PdL), e della Legge di Bilancio, Amedeo Ciccandi (UDC), hanno incontrato nel tardo pomeriggio il Ministro Grilli per fare il punto sull’iter parlamentare dei due provvedimenti.

      Tra i punti emersi nell’incontro ve n’è uno che riguarda proprio i temi centrali su cui la FISH e la rete “Cresce il welfare, cresce l’Italia” hanno promosso la mobilitazione di oggi a Roma e si sono confrontati con i Gruppi parlamentari: il rifinanziamento dei Fondi sociali.

      La settimana scorsa la Commissione Affari Sociali della Camera aveva approvato alcuni emendamenti che rifinanziano alcuni Fondi sociali: il Fondo per le politiche sociali (+ 450 milioni), il Fondo per la non autosufficienza (+ 400 milioni), il Fondo per la famiglia (+ 11 milioni), il Fondo per l’inclusione degli immigrati (+ 100 milioni) e infine il Fondo per il servizio civile (+ 20 milioni).

      Questi emendamenti prevedevano (per il 2013) di attingere le risorse da un fondo (900 milioni) disponibile presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

      Il timore (concreto) ribadito ai Gruppi parlamentari negli incontri di oggi a margine della mobilitazione è che, nelle pieghe dell’approvazione della Legge di Stabilità, quel fondo della Presidenza del Consiglio dei Ministri venisse impiegato per altri usi, rendendo inutili gli emendamenti approvati dalla Commissione Affari Sociali.

      In serata la svolta: l’intesa sugli obiettivi fra Maggioranza e Ministro Grilli prevede che quel fondo di 900 milioni che fa capo a Palazzo Chigi venga “qualificato”, nel senso che non sarà più indistinto ma espressamente destinato al “sociale”.

      “Speriamo che i dettagli tecnici vengano definiti quanto prima e in modo chiaro – commenta con soddisfazione Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – e ci auguriamo che questa destinazione consenta di consolidare per gli anni a venire le risorse a favore del sociale. È un primo passo, importante, di inversione di tendenza ma è anche il risultato dell’azione che ‘Cresce il welfare, cresce l’Italia’, di cui FISH è parte, ha condotto in queste settimane. E credo di potere esprimere soddisfazione anche a nome di questa Rete.”

       

      31 ottobre 2012

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        Cresce il welfare, cresce l’Italia: gli effetti della mobilitazione

        40 associazioni promotrici, 100 organizzazioni aderenti: questa mattina erano a Piazza Monte Citorio allo slogan “Cresce il welfare, cresce l’Italia”. Un dispiegamento mai visto, compatto e concorde nel chiedere il rilancio delle politiche sociali e il rifinanziamento dei relativi Fondi.

        Tutti gli interventi dal palco hanno sottolineato, nelle sue diverse sfaccettature, un comune sentire e una omogenea richiesta.

        Bambini, giovani, anziani, non autosufficienti, disabili, donne, persone con problemi di salute mentale o di dipendenze sono stati colpiti dalla drammatica compressione della protezione e dei servizi sociali. Per fare un esempio, nel 2008 lo stanziamento per i Fondi sociali era di 2.526,7 milioni; nel 2013 il finanziamento sarà di 200,8 milioni. A questo si aggiungano i tagli alla sanità e le riduzioni dei trasferimenti a Regioni ed Enti locali.

        La mobilitazione è stata preceduta da una serie di iniziative nella Capitale, con striscioni e slogan particolarmente significativi. Nel frattempo una delegazione delle rete “Cresce il welfare, cresce l’Italia” ha incontrato i Gruppi Parlamentari evidenziando le istanze espresse dalla mobilitazione. È stato richiesto con forza di confermare il rifinanziamento dei Fondi sociali già approvato dalla Commissione Affari Sociali.

        Il timore maggiore è che, nelle pieghe dell’approvazione della Legge di stabilità, le risorse necessarie a questa operazione vengano destinate ad altri usi. I Gruppi Parlamentari incontrati hanno confermato da un lato questi timori e al contempo hanno formulato rassicurazioni.

        Con uguale decisione la rete ha richiesto un intervento emendativo sulla riduzione del 10% delle convenzioni e dei contratti che riguardano prestazioni e servizi sanitari stipulati dalle ASL.

        Ciò provocherebbe un grave danno ai Cittadini e in particolare alle persone più esposte in termini di salute: sull’ipotesi di emendare questa previsione, i Gruppi Parlamentari hanno espresso adesione ma hanno anche rammentato il vincolo dei “saldi invariati” fissato dal Governo. Tuttavia, se non saranno possibili emendamenti, alcuni Gruppi si sono detti disponibili a proporre all’Aula atti di indirizzo che consentano di rendere meno grave e più flessibile l’impatto di tale provvedimento.

        Un’ulteriore misura sulla quale è stata attirata l’attenzione è quella dell’innalzamento dell’IVA (dal 4% al 10%) sui servizi sociosanitari ed educativi erogati dalle cooperative sociali. Il danno in questo caso si rifletterebbe sulle persone, sulle famiglie e sugli stessi Enti locali, oltre a causare un danno di notevole rilievo al mondo delle cooperative sociali.

        Anche su tale aspetto si è incontrata l’attenzione dei Gruppi Parlamentari, con intenti emendativi.

        Nel corso della conferenza stampa è stata espressa da un lato la soddisfazione per la vasta adesione raccolta e per l’attenzione espressa dai Gruppi Parlamentari. Dall’altro, la rete rimane in stato di vigile mobilitazione prestando la massima attenzione verso ciò che il Governo e le Camere decideranno le prossime settimane.

         

        Roma, 31 ottobre 2012

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          Nuove Tabelle di invalidità: FISH in audizione

          Una delegazione della FISH ha lasciato da poco la Camera dei Deputati dopo l’audizione alla Commissione Affari Sociali dove è in esame lo schema del decreto che rivede le Tabelle usate per valutare l’invalidità civile. Secondo la FISH il testo è inemendabile.

          “Basta ricordare che questo schema di decreto discende da un articolo di legge che aveva per titolo ‘Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile’ [art. 20, Legge 102/2009, NdR] per capire che l’interesse primario non sia quello della tutela della salute delle persone”. Così commenta Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, all’uscita da Montecitorio.

          La FISH ha espresso in Commissione tutte le sue critiche, a partire dalla patente violazione dei principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata dall’Italia nel 2009: la visione è puramente sanitaria, senza alcuna attenzione alle difficoltà e agli ostacoli all’inclusione e alle pari opportunità.

          Le nuove procedure, a causa delle numerose ulteriori certificazioni specialistiche previste, produrrebbero un aumento dei costi a carico del Servizio Sanitario Nazionale e del Cittadino. Una complicazione e un sovraccarico che mal si coniugano con le recenti tendenze alla semplificazione amministrativa e alla spending review.

          La Federazione contesta anche la debolezza, inadeguatezza e arretratezza scientifica dello strumento di valutazione che si continua ad adottare. Si pensi solo che il concetto di “incapacità lavorativa generica” risale agli anni Venti del Novecento.

          Al contempo, lo schema di decreto, incredibilmente, non fornisce alcuna indicazione per la valutazione specifica degli atti quotidiani della vita, cioè del requisito principale per accedere all’indennità di accompagnamento, preferendo lasciare carta bianca all’INPS.

          “Nei prossimi giorni chiederemo al Ministro Balduzzi di ritirare lo schema di decreto e di avviare un confronto per giungere a criteri di valutazione della disabilità rispettosi dei principi fissati da un atto internazionale sottoscritto e ratificato anche dal nostro Paese: la Convezione ONU sui diritti della persone con disabilità”.

          Con soddisfazione si segnala che al termine dell’audizione l’onorevole Miotto ha anticipato che il Gruppo del PD chiederà il ritiro dello schema di decreto. Una profonda revisione viene chiesta anche dall’onorevole Porcu (PdL). Di cultura del sospetto, quale retropensiero del documento in discussione, parla l’onorevole Binetti (UDC) invitando i colleghi a suggerire il ritiro dello schema di decreto.

          Le Osservazioni presentate dalla FISH presso la XII Commissione (Affari Sociali) e l’Atto n. 507 (“Schema di decreto ministeriale concernente l’approvazione delle nuove tabelle indicative delle percentuali di invalidità per le menomazioni e le malattie invalidanti”) sono consultabili nel sito della Federazione: www.fishonlus.it

           

          30 ottobre 2012

           

          FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
          www.fishonlus.it
          www.facebook.com/fishonlus

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            Legge di Stabilità: prima vittoria sul diritto allo studio

            La FISH incassa un primo risultato! Il disegno di legge di Stabilità prevede che le funzioni di valutazione della diagnosi funzionale “propedeutica all’assegnazione del docente di sostegno all’alunno disabile (…) sono affidate all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS)”.

            Nella sostanza, con la convinzione indimostrabile che l’INPS sia più rigoroso nell’individuazione dei bisogni (e quindi dei diritti) delle persone con disabilità, si spostano le responsabilità di valutazione dalle ASL all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale che però non dispone di professionalità specifiche proprie nell’ambito della psicopedagogia e della neuropsichiatria.

            Quello che ne uscirebbe è un quadro assai complicato sia in termini di organizzazione che di prospettive per la reale esigibilità del diritto all’inclusione. La finalità della norma proposta è basata su un’ipotesi di contenimento della spesa peraltro assai improbabile al netto degli inevitabili contenziosi.

            La FISH ha rigettato immediatamente questa ipotesi intervenendo presso tutte le sedi opportune per scongiurarne l’approvazione.

            Con viva soddisfazione apprendiamo che la Commissione Bilancio della Camera, che sta esaminando il testo del disegno di legge di Stabilità, ha stralciato l’articolo contestato dalla Federazione.

            “È una buona notizia per l’inclusione scolastica – commenta Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – anche se l’impegno in questo ambito non si esaurisce certo solo contrastando le misure peggiorative: è una battaglia quotidiana per le garanzie al diritto costituzionale allo studio fatta anche di proposte troppo spesso inascoltate”.

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              COSTRETTI A MANIFESTARE ANCORA PER EVITARE CHE IL SISTEMA ARRETRI FINO AL COLLASSO

              “Nonostante dal testo di stabilità siano state eliminate le paventate previsioni relative alla stretta sui permessi lavorativi ex legge 104/92 ed assoggettabilità ai fini Irpef delle pensioni di invalidità, non possiamo assolutamente dirci sollevati e soddisfatti e per questo confermiamo che saremo in piazza, insieme a Fish ed alle organizzazioni della rete Cresce il welfare, cresce l’Italia per manifestare contro lo scempio del sistema sociale e sanitario nel nostro Paese cui assistiamo ormai da troppo tempo”

              A dichiararlo, Roberto SpezialePresidente di Anffas Onlus (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con disabilità intellettiva e/o relazionale).

              L’Associazione, che è in stato di mobilitazione permanente ormai da diversi mesi, soprattutto a causa delle gravi ripercussioni dei continui tagli al sistema sanitario e sociale sulla vita ed il rispetto dei diritti delle persone con disabilità e le loro famiglie, aveva già annunziato infatti – all’indomani dell’approvazione del disegno di legge – la propria partecipazione alla manifestazione del 31 ottobre.

              “Abbiamo letto con attenzione” – prosegue il Presidente – “il testo del disegno di legge e non possiamo che manifestare grande preoccupazione per tutta una serie di misure che nello stesso sono contenute: tra tutte i nuovi tagli agli enti territoriali e quelli che dovranno pesare su scuola e sanità, nonché l’aumento dell’Iva per le cooperative sociali e le ripercussioni, anche fiscali, che ci saranno sulla tenuta in generale delle famiglie, soprattutto quelle incapienti o con situazioni di svantaggio. Si aggiunge inoltre a queste la previsione del passaggio all’INPS delle competenze per la stesura della Diagnosi Funzionale per gli alunni con disabilità, misura che potrebbe comportare ulteriori disagi ad alunni che già fanno i salti mortali per vedersi riconosciuto il proprio diritto ad un’istruzione di qualità“.

              “Tutte queste misure” – dichiara Speziale – “si tradurranno in ulteriori tagli a disponibilità e qualità di servizi essenziali per persone e famiglie già spesso allo stremo delle forze, anche perché si innestano su un sistema ormai gravemente compresso, che non regge più e che continua a scaricare il peso e il costo della crisi sulle persone e sulle famiglie più vulnerabili, come appunto quelli in condizione di disabilità“.

              “Oggi vorremmo essere in prima fila per discutere di come far avanzare questo nostro Paese, di come costruire un modello di sviluppo improntato al rispetto dei diritti umani di tutti i cittadini, di come garantire la concreta applicazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità” – conclude il Presidente – “e invece, ancora una volta, siamo costretti – nostro malgrado – a scendere in piazza per evitare che ci vengano sottratti pezzi di vita e di diritti ed a presidiare una continua trincea per evitare che questo sistema arretri fino al collasso, con danni irrimediabili per tutti e proprio per questo auspichiamo che insieme a noi sia l’intera collettività a manifestare a Roma il 31 ottobre“.

              L’associazione ha prodotto una prima analisi delle misure previste dal disegno di legge di stabilità, disponibile al seguente link: http://www.anffas.net/Page.asp/id=265/N201=6/N101=2386/N2L001=Politiche%20Sociali

              23 ottobre 2013

              Per maggiori informazioni:

              Leggi il precedente comunicato Anffas Onlus sul disegno di legge di stabiltà 2013

              Per maggiori informazioni e per aderire alla manifestazione del 31 ottobre a Roma:

              Visita la sezione dedicata sul sito Fish