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L’ANFFAS RIPRENDE LE ATTIVITA’

Riprendono le attività di Anffas Onlus Corigliano . L’Associazione di Famiglie opera dal 2003 nel territorio a tutela  dei diritti delle persone con disabilità  intellettiva e/o relazionale e delle loro famiglie con progetti rivolti a favorire una migliore qualità di vita e una costante informazione sui temi della disabilità. 

Nei giorni scorsi è ripreso il corso di ippoterapia  presso il maneggio Rugna in Schiavonea  guidato dal  tecnico federale Tatiana Boscarello. Mentre presso la sede associativa in via degli Iris , 15 , Schiavonea , sono riprese le attività progettuali di musicoterapia e teatro con la dott.ssa Sonia Falcone, il laboratorio di manualità, il laboratorio di cucina, l’attività ludica di ballo, l’attività cognitiva, l’attività sportiva . E’ stato attivato anche quest’anno il progetto trasporto con il pulmino di proprietà dell’Anffas  grazie all’opera volontaria  dei soci della locale Associazione Carabinieri.
Tutto questo grazie alla tenacia e gli sforzi delle famiglie associate Anffas  Onlus Corigliano che non possono e non vogliono accettare che per i propri figli ci sia il nulla. Nonostante i tagli economici e , ancor peggio, l’indifferenza culturale che si respira , non si può tagliare la vita.

                                                                                                                                       Direttivo Anffas Onlus Corigliano

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    Un disabile su tre perderà l’assistenza

    Lo stato di mobilitazione delle associazioni delle persone con disabilità è stato formalizzato dal Consiglio direttivo della FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap al termine della intensa riunione di sabato scorso.Non poteva essere altrimenti dopo l’approvazione della seconda Manovra e soprattutto in attesa della discussione parlamentare della delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale.La FISH ha valutato con forte preoccupazione le drammatiche prospettive di vita per le persone con disabilità. Da subito ci sono i tagli agli enti locali. Dal 2012 la riforma dell’assistenza e del fisco farà il resto, visto che le due Manovre impongono un taglio di 40 miliardi in tre anni. Saranno colpite le pensioni di invalidità, le indennità di accompagnamento, le pensioni di reversibilità.Al contempo non esiste più il Fondo per la non autosufficienza e quello per le Politiche sociali è ridotto a 69 milioni per il 2012 e a 44 per il 2013, salvo ulteriori riduzioni.È diffusa la consapevolezza – non solo fra le associazioni – che la riforma assistenziale non è rivolta a migliorare e qualificare i servizi, ma solo ad applicare quanto stabilito nelle Manovre (recuperare 40 miliardi). Pertanto gli spazi di confronto e discussione sono praticamente nulli.“La FISH ha deliberato di non presentare emendamenti di merito sulla delega. – ha riportato Pietro Barbieri a margine del Direttivo – Le persone con disabilità e i loro familiari non sono i privilegiati, ma anzi hanno un enorme credito verso la società.”Gli emendamenti alla riforma saranno quindi analoghi a quelli presentati per la Manovra: no ai tagli ed anzi rilancio di un finanziamento adeguato e strutturale alle politiche sociali di cui il nostro Paese ha ancore maggiore necessità in un momento di crisi.“La prospettiva è lampante. Grazie ai tagli agli enti locali una persona su tre perderà i servizi sociali. E grazie alla riforma assistenziale un’altra persona su tre perderà l’indennità di accompagnamento. – annota Barbieri – Senza considerare l’effetto dei tagli sulle agevolazioni fiscali che peserà su milioni di famiglie italiane.”Manifestazioni, proteste eclatanti, iniziative di informazione saranno messe in atto nella capitale e nel resto del Paese da subito e proseguiranno per tutta la discussione della legge delega, della legge di stabilità e della probabile terza manovra.

     

    19 settembre 2011

     

    FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
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      NIENTE INTEGRAZIONE SCOLASTICA PER GLI ALUNNI CON DISABILITA’

      Anche quest’anno gli alunni con disabilità che frequentano le scuole del territorio sono costretti a subire discriminazioni circa il diritto allo studio . Oltre a subire   la decurtazione di ore di sostegno , gli alunni non possono avvalersi dell’aiuto degli assistenti specialistici per l’integrazione sia nelle scuole primarie e secondarie di primo grado di competenza comunale che negli istituti di secondo grado di competenza provinciale. Eppure la legge 104 del 1992 stabilisce il diritto all’educazione e all’istruzione per le persone con disabilità a prescindere da ogni difficoltà, questo ormai dovrebbe essere chiaro per chi ci amministra. E come se da giugno a settembre passassero anni e non qualche settimana per cui quel poco ottenuto si perde e si ritorna a lottare sempre per le stesse cose. Le famiglie sono sempre più spesso costrette a ricorrere ai tribunali per vedersi riconosciuti diritti sanciti dalle leggi. Ma ad essere più preoccupate sono le famiglie i cui figli frequentano le scuole superiori . La situazione circa l’assistenza specialistica si è incancrenita infatti da due anni la provincia non eroga tale servizio in una querelle che dalla provincia si ribalta alla regione e viceversa .

      Direttivo Anffas Onlus Corigliano

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        Le Manovre tagliano l’assistenza

        Con la Manovra appena approvata, assieme a quella di luglio, le politiche sociali del nostro Paese subiscono una nuova possente spallata.

         

        Le misure contenute nelle due Manovre comportano una netta retrazione della spesa sociale. I tagli agli enti locali e quelli ai Ministeri saranno la causa, fra pochi mesi, della sospensione di molti servizi e prestazioni di competenza dei Comuni, che già prima delle Manovre erano in forte difficoltà. Asili nido, assistenza domiciliare, supporti all’autonomia personale, assegni di cura sono destinati a diminuire drasticamente colpendo bambini, anziani e disabili. Ad essere investite da questa prima ondata saranno, con diversa intensità, almeno 10 milioni di famiglie italiane.

         

        Ma il colpo definitivo sarà sferrato con la riforma assistenziale sulla quale il Governo sta per chiedere la delega per poter fare cassa.

         

        Dalle due Manovre una indicazione esce nettissima: con la riforma assistenziale e fiscale bisogna recuperare 40 miliardi: 4 miliardi nel 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi dal 2014. È evidente a chiunque che con quella premessa i servizi e le prestazioni sociali non potranno che essere ulteriormente limitati, compressi, soppressi.

         

        La Manovra appena approvata prevede che l’impatto di quei 40 miliardi possa essere affievolito intervenendo sulle imposte indirette, cioè sulle aliquote IVA. Ma il Governo ha già usato quella chance per evitare altre imposizioni (es. la patrimoniale), innalzando l’aliquota ordinaria IVA dal 20 al 21%. Quella opportunità è, quindi, “bruciata” e l’impatto non potrà essere addolcito a meno che non si alzi ulteriormente l’aliquota IVA al 22% oppure non si ritocchino anche le aliquote su beni e servizi di prima necessità (4 e 10%). Ipotesi inquietanti, ma – visto il contesto politico – tutt’altro che da escludere.

         

        “Inizia una fase ancora più difficile e pericolosa – commenta preoccupato Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – soprattutto per le persone con più grave disabilità. Le stime più ottimistiche ci fanno ritenere che almeno un terzo dei disabili gravi perderà entro un anno ogni tipo di assistenza, in particolare l’indennità di accompagnamento e gli eventuali assegni di cura che alcune – poche – regioni avevano timidamente iniziato ad erogare.”

         

        Scelte politiche che appaiono ancora più gravi in un momento in cui sono le famiglie le prime a rischio di default.

         

        Informazione capillare a tutte le famiglie su cosa si sta rischiando e decidendo, iniziative di pressione e di protesta anche eclatante, interventi presso tutte le sedi istituzionali centrali e regionali sono le azioni che la FISH ha già stabilito per un autunno che si presenta come particolarmente caldo.

         

        “La mobilitazione della FISH conta sul sostegno di migliaia di persone, – avverte Barbieri – come testimoniano le 23 mila adesioni in 10 giorni alla nostra iniziativa ‘Fermiamoli con una firma!’.”

         

         

         

        15 settembre 2011

         

         

         

        FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
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          Tagli all’assistenza: azione dimostrativa della FISH

          La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap ha effettuato oggi una azione dimostrativa in Piazza del Popolo, a Roma, calando dal Pincio un’enorme striscione per attirare l’attenzione sui pesantissimi interventi della Manovra sulle politiche sociali.

           

          È l’ennesimo tentativo della FISH (in meno di una settimana ha raccolto oltre 17mila firme tramite il proprio sito) di contrastare le misure contenute nella Manovra di luglio e in quella in via di approvazione: vi è prevista una delega al Governo per la riforma assistenziale e fiscale che deve recuperare 40 miliardi di euro in tre anni.

           

          La riforma dell’assistenza, sulla quale il Governo ha già depositato un disegno di legge di delega, comporterà una forte compressione della spesa sociale, la revisione di molti supporti economici (invalidità, reversibilità, indennità di accompagnamento), il taglio di molti servizi sociali, la delega al volontariato dell’assistenza.

           

          A ciò si aggiungono i tagli agli Enti locali: saranno fortemente ridimensionati i servizi per i bambini in difficoltà, per gli anziani, per le persone con disabilità, per i non autosufficienti.

           

          Una questione tutt’altro che marginale poiché interessa, con maggiore o minore intensità, oltre 10 milioni di famiglie italiane.

           

          “Chi intende comprimere ancora l’assistenza sociale, piegandola alle esigenze di cassa, sarà responsabile dell’impoverimento, esclusione, confinamento, segregazione di centinaia di migliaia di persone. – ha dichiarato Pietro Barbieri, presidente della FISH – In queste ore si gettano le basi per il definitivo smantellamento di quel po’ di sistema dei servizi che ancora esiste in Italia e per la negazione dei diritti costituzionali.”

           

          La richiesta della Federazione non è dissimile da quella che proviene dal mondo delle associazioni e dell’impegno civile: togliere dalla Manovra il “vincolo di cassa” imposto alla riforma assistenziale.

           

          Prosegue infatti Barbieri: “Si faccia una riforma assistenziale in Italia – non chiediamo di meglio! – ma che comporti servizi migliori, più efficienti e vicini ai diritti e ai bisogni delle persone, moderni e volti all’inclusione anziché alla segregazione, che sostenga le persone e le famiglie, che fissi dei livelli essenziali di assistenza. Tutto ciò non è pensabile con la spada dei 40 miliardi che dondola sopra le nostre teste.”

           

          Con l’approvazione della Manovra alle porte e con l’attenzione concentrata su altre misure, la pur evidente gravità della questione sollevata dalla FISH rischia davvero di passare in secondo piano e di essere ignorata anche dalla Camera, dopo l’indifferenza dimostrata dal Governo e dalla Commissione Bilancio del Senato.

           

          Tutto lascia supporre un autunno molto caldo, con forti tensioni sociali al momento della discussione della riforma fiscale e assistenziale e, ancor peggio, al momento della sua reale applicazione.

           

          Guarda il filmato dell’azione dimostrativa nel sito FISH

           

           

           

          8 settembre 2011

           

           

           

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            DiAlgieri

            No al taglio dell’assistenza! Fermiamoli con una firma!

            Nella caotica ed incerta situazione che avvolge la discussione sulla Manovra bis, una sola decisione sembra intoccabile: la riforma fiscale e assistenziale che consenta di drenare 40 miliardi in tre anni dalle tasche delle famiglie e dai servizi alle persone.

            La riforma dell’assistenza che è necessaria nel nostro Paese non è certo quella che il Governo propone. Servizi migliori, più efficienti e vicini ai diritti e ai bisogni delle persone, moderni e volti all’inclusione anziché alla segregazione, sono lontanissimi dalla volontà di chi intende comprimere ancora l’assistenza sociale, piegandola alle esigenze di cassa, sacrificandola per evitare di assumere decisioni che possano disturbare altre e più forti categorie di cittadini.

            Le Federazioni delle associazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH), rifiutano recisamente questa ipotesi che prelude al confinamento e all’esclusione di disabili, bambini in difficoltà, non autosufficienti.

            Le Federazioni, coscienti del momento politico, avanzano una sola richiesta: sganciare la riforma assistenziale da ogni automatico vincolo pregiudiziale di cassa fissato dalla Manovra di luglio (Legge 111) e drammaticamente confermata da quella in discussione. Non si faccia cassa sui servizi alle persone!

            Le Federazioni chiamano a raccolta non solo tutti gli aderenti, ma anche, al di là delle sigle e degli schieramenti, ogni persona con coscienza civile che abbia a cuore il futuro del nostro Paese e la sua coesione sociale. Chiedono a tutti di supportare e rafforzare la loro azione politica, e le altre proteste simili diffuse in tutta Italia, facendo sentire la voce di ognuno.

            Abbiamo predisposto un semplice modulo che consente ad ognuno di aderire all’iniziativa, inviando automaticamente la conseguente protesta alla Presidenza del Consiglio, ai Ministri dell’economia e del Lavoro e ai diversi responsabili delle Commissioni parlamentari coinvolti nella discussione.

            Non ci sarà mai crescita in un Paese insensibile a chi è rimasto o può rimanere indietro!

             

            FIRMA ANCHE TU!

             

            1 settembre 2011

             

            Il Presidente Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap


            Il Presidente Nazionale FAND – Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità


            Pietro Vittorio Barbieri


            Giovanni Pagano
              DiAlgieri

              Alitalia: un altro disabile rimane a terra

              Roma, lunedì 29 agosto, mattina. Una persona con disabilità si presenta alla reception di Alitalia per essere imbarcato sul volo per Milano. Ha dichiarato di essere in carrozzina, non in grado di deambulare nemmeno per pochi passi, di essere accompagnato. Non ha chiesto servizi aggiuntivi, ché non gli servono; non ha richiesto l’uso della barella. Potrebbe essere un volo come molti altri, a cui Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, è abituato, in Italia e all’estero.

              Ma così non è. I responsabili di Alitalia, questa volta, giudicano incompleta la dichiarazione di Barbieri e rifiutano l’imbarco, opponendo le proprie prassi interne secondo cui i dati sui servizi aggiuntivi e sull’uso della barella, oltre a quelli sanitari, vanno comunque dichiarati. In barba ad ogni ragionevolezza che invece il regolamento sul trasporto aereo dell’Unione Europea impone.

              A nulla valgono le proteste e le motivazioni anche basate sulle norme dell’Unione. Barbieri non potrà raggiungere Milano dove è atteso per un’iniziativa, collaterale a quella dei Sindaci, indetta dalla FISH e relativa alla Manovra.

              Barbieri: “Dopo un tentativo di spiegazione con la ‘capoturno passeggeri speciali di Alitalia’, andato a vuoto, ho formalmente presentato l’esposto alla stazione aeroportuale della Polizia di Stato. Ora farò seguire la segnalazione all’ENAC [organismo di vigilanza sull’aviazione civile] nelle forme previste dal Regolamento Europeo. Poi valuteremo con i legali della FISH un’azione in giudizio con richiesta di danni.”

              Il diritto alla mobilità per le persone disabili è davvero garantito in Italia? Nonostante i numerosi atti dell’Unione Europea, vengono ancora segnalati troppo sovente casi di esclusione dal trasporto ferroviario, aereo, navale, per non dire dal trasporto urbano: mezzi non adeguati, servizi discontinui, personale non preparato o – come in questo caso – interpretazione restrittiva di regolamenti e norme.

              “È superfluo precisare che non è una questione personale – conclude Barbieri – ma di un diritto di tutte le persone con disabilità che va rispettato, ancora di più in presenza di norme internazionali che, finalmente, ci tutelano di fronte ad ogni discriminazione come quella attuata questa mattina da Alitalia.”

               

              29 agosto 2011

               

              FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
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