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DiAlgieri

No al taglio dell’assistenza! Fermiamoli con una firma!

Nella caotica ed incerta situazione che avvolge la discussione sulla Manovra bis, una sola decisione sembra intoccabile: la riforma fiscale e assistenziale che consenta di drenare 40 miliardi in tre anni dalle tasche delle famiglie e dai servizi alle persone.

La riforma dell’assistenza che è necessaria nel nostro Paese non è certo quella che il Governo propone. Servizi migliori, più efficienti e vicini ai diritti e ai bisogni delle persone, moderni e volti all’inclusione anziché alla segregazione, sono lontanissimi dalla volontà di chi intende comprimere ancora l’assistenza sociale, piegandola alle esigenze di cassa, sacrificandola per evitare di assumere decisioni che possano disturbare altre e più forti categorie di cittadini.

Le Federazioni delle associazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH), rifiutano recisamente questa ipotesi che prelude al confinamento e all’esclusione di disabili, bambini in difficoltà, non autosufficienti.

Le Federazioni, coscienti del momento politico, avanzano una sola richiesta: sganciare la riforma assistenziale da ogni automatico vincolo pregiudiziale di cassa fissato dalla Manovra di luglio (Legge 111) e drammaticamente confermata da quella in discussione. Non si faccia cassa sui servizi alle persone!

Le Federazioni chiamano a raccolta non solo tutti gli aderenti, ma anche, al di là delle sigle e degli schieramenti, ogni persona con coscienza civile che abbia a cuore il futuro del nostro Paese e la sua coesione sociale. Chiedono a tutti di supportare e rafforzare la loro azione politica, e le altre proteste simili diffuse in tutta Italia, facendo sentire la voce di ognuno.

Abbiamo predisposto un semplice modulo che consente ad ognuno di aderire all’iniziativa, inviando automaticamente la conseguente protesta alla Presidenza del Consiglio, ai Ministri dell’economia e del Lavoro e ai diversi responsabili delle Commissioni parlamentari coinvolti nella discussione.

Non ci sarà mai crescita in un Paese insensibile a chi è rimasto o può rimanere indietro!

 

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1 settembre 2011

 

Il Presidente Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap


Il Presidente Nazionale FAND – Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità


Pietro Vittorio Barbieri


Giovanni Pagano
    DiAlgieri

    Alitalia: un altro disabile rimane a terra

    Roma, lunedì 29 agosto, mattina. Una persona con disabilità si presenta alla reception di Alitalia per essere imbarcato sul volo per Milano. Ha dichiarato di essere in carrozzina, non in grado di deambulare nemmeno per pochi passi, di essere accompagnato. Non ha chiesto servizi aggiuntivi, ché non gli servono; non ha richiesto l’uso della barella. Potrebbe essere un volo come molti altri, a cui Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, è abituato, in Italia e all’estero.

    Ma così non è. I responsabili di Alitalia, questa volta, giudicano incompleta la dichiarazione di Barbieri e rifiutano l’imbarco, opponendo le proprie prassi interne secondo cui i dati sui servizi aggiuntivi e sull’uso della barella, oltre a quelli sanitari, vanno comunque dichiarati. In barba ad ogni ragionevolezza che invece il regolamento sul trasporto aereo dell’Unione Europea impone.

    A nulla valgono le proteste e le motivazioni anche basate sulle norme dell’Unione. Barbieri non potrà raggiungere Milano dove è atteso per un’iniziativa, collaterale a quella dei Sindaci, indetta dalla FISH e relativa alla Manovra.

    Barbieri: “Dopo un tentativo di spiegazione con la ‘capoturno passeggeri speciali di Alitalia’, andato a vuoto, ho formalmente presentato l’esposto alla stazione aeroportuale della Polizia di Stato. Ora farò seguire la segnalazione all’ENAC [organismo di vigilanza sull’aviazione civile] nelle forme previste dal Regolamento Europeo. Poi valuteremo con i legali della FISH un’azione in giudizio con richiesta di danni.”

    Il diritto alla mobilità per le persone disabili è davvero garantito in Italia? Nonostante i numerosi atti dell’Unione Europea, vengono ancora segnalati troppo sovente casi di esclusione dal trasporto ferroviario, aereo, navale, per non dire dal trasporto urbano: mezzi non adeguati, servizi discontinui, personale non preparato o – come in questo caso – interpretazione restrittiva di regolamenti e norme.

    “È superfluo precisare che non è una questione personale – conclude Barbieri – ma di un diritto di tutte le persone con disabilità che va rispettato, ancora di più in presenza di norme internazionali che, finalmente, ci tutelano di fronte ad ogni discriminazione come quella attuata questa mattina da Alitalia.”

     

    29 agosto 2011

     

    FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
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      DiAlgieri

      Manovra: gli emendamenti delle persone con disabilità

      Le Federazioni delle associazioni delle persone con disabilità (FAND e FISH) fanno sentire, ancora una volta, la loro voce formalizzando alcuni emendamenti alla Manovra-bis all’esame del Parlamento.

       

      Gli emendamenti sono pochi ma determinati e chiari poiché si fondano sulla consolidata convinzione che siano, ancora una volta, sotto scacco le politiche sociali in una manovra che si preoccupa più di rassicurare i mercati finanziari che le famiglie e le persone con disabilità.

       

      Le Federazioni chiedono che il Parlamento dia un segnale diverso e preveda un finanziamento specifico per il Fondo per le politiche sociali. La copertura può derivare da un Piano straordinario di controllo sull’evasione fiscale (500mila controlli per tre anni) sulla falsariga di quello praticato negli ultimi anni contro i “falsi invalidi”.

       

      La riforma assistenziale in Italia si può e si deve fare, ma non certo con il vincolo immediato di recuperare 20 miliardi: non sarebbe una riforma, ma solo una graduatoria di tagli che nulla hanno a che vedere con il miglioramento qualitativo e quantitativo dei servizi alle persone. Le Federazioni chiedono di eliminare la riforma assistenziale dalle logiche di cassa, operando invece su una riforma fiscale che non preveda solo la revisione delle agevolazioni, ma anche l’introduzione di meccanismi di sistema per contrastare l’evasione fiscale.

       

      Le Federazioni chiedono inoltre la soppressione dei tagli aggiuntivi agli enti locali che sarebbero la causa della cancellazione di tanti servizi alle persone e alle famiglie.

       

      Ma agli emendamenti si aggiunge un marcato sdegno delle Federazioni per le esternazioni del Ministro Calderoli che ha persino avanzato l’ipotesi di interventi restrittivi sulle pensioni di reversibilità e sulle indennità di accompagnamento. Una prospettiva inaccettabile a giudizio di FAND e FISH, poiché taglierebbe le uniche misure di sostengo oggi esistenti a favore della non autosufficienza, colpendo i cittadini più deboli.

       

      Nel sito FISH è disponibile l’elenco degli emendamenti inviati a tutti i gruppi parlamentari.

       

       

       

      29 agosto 2011

       

       

       

      Il Presidente Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap Il Presidente Nazionale FAND – Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità
      Pietro Vittorio Barbieri Giovanni Pagano
        DiAlgieri

        Una contromanovra per il sociale: le proposte della FISH

        Scongiurare il default dei servizi sociali in Italia! Questo è l’obiettivo prioritario espresso dalla Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap nel proprio documento di controproposte ad una Manovra che rischia di causare molti (altri) danni alle politiche sociali nel nostro Paese.

        Il timore più forte non è tanto nell’articolato del Decreto, quanto nella riforma assistenziale e fiscale per la quale il Governo chiederà la delega per recuperare 24 miliardi in due anni, pena il taglio della quasi totalità delle agevolazioni fiscali ora riconosciute ai contribuenti italiani.

        Una bozza di delega sulla riforma fiscale e assistenziale esiste già. Vi si prevede di intervenire sull’ISEE, sulla definizione di “stato di bisogno”, sull’armonizzazione dei servizi per “evitare sovrapposizioni”, di interventi sui criteri di accesso all’indennità di accompagnamento, sul ruolo del enti non profit in una logica di welfare caritatevole. Tutto quanto basta per causare danni!

        La FISH ritiene, sulla base di ben altri motivi e necessità, che la riforma dell’assistenza sia necessaria e urgente, ma che vada affrontata in una logica molto diversa e soprattutto con la priorità dei diritti dei cittadini e della qualità dei servizi. La riforma non può essere approntata con il solo intento di risparmio e in modo emergenziale.

        La replica a questa irremovibile posizione di FISH è prevedibile: dove trovare quei 24 miliardi che servono entro due anni? Nel documento la FISH indica le possibili soluzioni per un recupero ben superiore e tale anche da evitare il taglio agli enti locali di ben 18,8 miliardi (su tre anni). Un taglio quest’ultimo che si abbatterà sui servizi per i Cittadini e, in modo più grave, se sono anziani non autosufficienti o disabili. Inaccettabile.

        Nel documento la FISH indica con decisione il contrasto all’evasione fiscale, proponendo un Piano straordinario di controllo sugli evasori, simile a quello che è stato avviato contro i “falsi invalidi” (800mila controlli in 4 anni), un controllo che parta dalle categorie che si sono dimostrate più permeabili all’evasione. La FISH propone di abbassare il limite di pagamento per la tracciabilità (1000 euro) e di abbassarlo ulteriormente quando il pagamento sia relativo a prestazioni o servizi.

        Ma la FISH suggerisce anche una diversa tassazione sulle rendite finanziarie, legate all’aliquota IRPEF dei percettori. Caldeggia la revisione della “tassa di solidarietà” considerando i grandi patrimoni. Invita ad applicare da subito l’innalzamento delle aliquote IVA e di aumentare le aliquote sulle tasse di successione per i grandi patrimoni (sopra i due milioni e mezzo di euro). Sembra equa e sostenibile anche un’imposta aggiuntiva del 10% sui capitali rientrati dall’estero grazie allo scudo fiscale.

        Un’ulteriore indicazione riguarda le Aziende Municipalizzate. Senza mezzi termini il documento della Federazione annota come troppo spesso le Municipalizzate abbiano rappresentato una “valvola di sfogo” per la cosiddetta “partitocrazia” con consigli di amministrazione ridondanti, un eccesso di dirigenti sistemati dalle segreterie dei partiti mentre manca un numero adeguato di tecnici con specifica competenza. Non è sufficiente privatizzarle. Bisogna indicare linee essenziali perché questi fenomeni non si ripetano e venga garantito il controllo da parte della cittadinanza.

        La Federazione interverrà presso tutti i soggetti istituzionali e presso i Parlamentari per evidenziare le proprie proposte, ma ha già deliberato l’intenzione di una mobilitazione generale, se necessaria, con la quale rendere ancora più evidente la propria posizione e le proprie proposte.

        Il documento “Manovra-bis: salvare le politiche sociali – Le proposte della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap” è consultabile nel sito della FISH – www.fishonlus.it

        17 agosto 2011

         

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          DiAlgieri

          FISH: una proposta per l’inclusione scolastica

          Dopo la presentazione, nel marzo scorso, del Disegno di Legge (Senato 2594) da parte degli Onorevoli Bevilacqua e Gentile, si erano sollevate numerose critiche contro l’ipotesi sintetizzata, forse semplicisticamente, come “privatizzazione del sostegno scolastico alle persone con disabilità”. Le polemiche erano state tanto forti che lo stesso sottosegretario all’Istruzione, Onorevole Pizza, aveva rassicurato le Federazioni delle persone con disabilità che il Governo non avrebbe sostenuto quell’ipotesi normativa.

          Ignorando le diffuse e circostanziate critiche, il 7 giugno scorso alla Camera è stato presentato un altro Disegno (Atti Camera 4405) pressoché identico, a firma Onorevole Dima (PdL) e altri. Il testo è ora assegnato alla Commissione Cultura e può iniziare il suo iter parlamentare.

          Il contestuale deposito di due Disegni di Legge uguali presso entrambi i rami del Parlamento tradisce una evidente strategia con finalità sulle quali si possono esprimere solo supposizioni: interessi di parte sulle consulenze per i disturbi specifici dell’apprendimento per i quali è stata di recente approvata una nuova norma? Contenimento della spesa per il sostegno ai disabili? Restringimento delle competenze delle ASL?

          “Ad ogni buon conto, al di là di quanto effettivamente affermano letteralmente i Disegni di Legge, e al di là di quelle che sono le sue reali finalità – commenta Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – il testo non produrrebbe, nella migliore delle ipotesi, alcun reale cambiamento positivo nella qualità didattica e dell’inclusione scolastica.”

          Il timore evidente è che nell’ambito scolastico entrino figure professionali prive di competenza e di formazione specifica e che le scuole rimangano comunque con risorse limitate. Infatti, i DdL non prevedono alcuna copertura economica aggiuntiva.

          Non è un caso, quindi, che la FISH stia per presentare una propria proposta. Sul testo raccoglierà l’adesione bipartisan per il deposito presso Camera e Senato.

          “Non è certo una controproposta ai due Disegni di Legge presentati – anticipa Pietro Barbieri – ma qualcosa di più ampio e approfondito. I nostri principi ispiratori non sono certo in quei Disegni, ma nella Costituzione e nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Vogliamo davvero nuove regole che impongano qualità e competenza nel sostegno e nelle attività di supporto, essenziali alla reale inclusione scolastica.”

          Sono proprio i principi di qualità, di competenza, di motivazione, di formazione, di investimento nelle capacità professionali degli operatori scolastici, i cardini della nuova proposta elaborata dalla Federazione.

           

          28 luglio 2011

           

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            Camera: approvate 5 mozioni sugli invalidi civili

            Ieri la Camera ha votato alcune mozioni su iniziative per l’incremento dei controlli relativi alle pensioni di invalidità. L’Ordine del giorno ne ha raggruppate 5 (altre sono state ritirate o accorpate) con contenuti fra loro anche molto diversi.

            Alcune mozioni chiedevano l’intensificazione dei controlli, altre l’impegno del Governo a favorire convezioni fra INPS e ASL. Altre mozioni sollecitavano una maggiore attenzione e cautela nei confronti dei “veri invalidi” sottoposti comunque a verifica. In altri passaggi (mozione Reguzzoni, Cazzola e altri) si chiedeva al Governo di valutare “l’opportunità di procedere ad un riordino dei requisiti occorrenti per il riconoscimento delle prestazioni in materia di invalidità civile e indennità di accompagnamento”.

            Molte perplessità suscita la dichiarazione dell’Onorevole Bellotti, sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha espresso alla Camera la posizione del Governo, dando parere favorevole alla mozione di Poli, di Reguzzoni e rimettendosi all’Aula per le altre, dopo aver rigettato gli emendamenti dell’Onorevole Farina Coscioni che puntavano a maggiori garanzie per le persone con disabilità.

            Bellotti ha chiesto di soprassedere all’intensificazione dei controlli (sono già mezzo milione fra il 2011 e il 2012) almeno fino al termine del piano di verifica. Ha poi tranquillizzato Cazzola e Reguzzoni, ricordando che il disegno di legge delega di riforma fiscale e assistenziale prevede il riordino dei criteri per la concessione delle prestazioni assistenziali compresa l’indennità di accompagnamento.

            E, da ultimo, ha sottolineato che maggiori competenze all’INPS sono già state delineate nella Manovra appena approvata che all’articolo 18, comma 22, prevede la possibilità per le Regioni di stipulare convenzioni con l’INPS anche per il primo accertamento. Infine ha tranquillizzato tutti circa la cautela con cui si effettuano i controlli, in particolare nei confronti delle persone affette da patologie ingravescenti o stabilizzate.

            “Nessuna sorpresa rispetto alle intenzioni reali del Governo – commenta Pietro Barbieri, presidente della FISH – che ora però getta la maschera anche rispetto alla legge delega su fisco e assistenza: non sono i falsi invalidi che si inseguono, ma la volontà di avvicinare la spesa sociale allo zero. Intanto migliaia di persone con grave disabilità vengono convocate a verifica ed altrettante aspettano anche un anno l’erogazione di provvidenze che gli spettano.”

            Al termine la Camera ha approvato tutte e 5 le mozioni presentate, inclusa quella di Miotto e altri, presentata peraltro da un lucido intervento dell’Onorevole Murer, che ha davvero messo in evidenza molti lati oscuri dell’intera operazione di verifica sulle cosiddette “false invalidità” e sul comportamento dell’INPS. Fra l’altro la mozione Miotto chiede una relazione esaustiva (entro 30 giorni) sulla situazione attuale effettiva sia sui controlli che sulle nuove procedure di riconoscimento delle invalidità, su cui l’INPS ha dato finora risposte tutt’altro che esaurienti.

             

            22 luglio 2011

             

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              FREQUENZA SCOLASTICA DEGLI ALUNNI OVER 18 IN SICILIA: INACCETTABILE LA NUOVA DISCRIMINAZIONE DEGLI STUDENTI CON DISABILITA’

              In seguito alla decisione dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo che ha imposto ai Dirigenti Scolastici di revocare le iscrizioni e la frequenza degli alunni ultradiciottenni con disabilità alle scuole secondarie superiori, Anffas Onlus Sicilia, unitamente ad Anffas Onlus Nazionale, ha deciso di rivolgersi direttamente al Dirigente di tale Ufficio ed alla Direzione Regionale Sicilia, richiedendo l’annullamento, in via di autotutela, del provvedimento, sulla base di solide motivazioni legali, al fine di tutelare gli studenti con disabilità e le loro famiglie.

               

              “La decisione dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo è inaccettabile” afferma Roberto Speziale, Presidente Nazionale Anffas Onlus “stiamo assistendo ad una nuova discriminazione in ambito scolastico che nega un diritto fondamentale ai ragazzi con disabilità e che con il passare del tempo sta assumendo anche carattere nazionale” continua il Presidente: “Sono molte infatti, le segnalazioni di vicende simili accadute in altre zone del paese e, considerata quindi la gravità della situazione, Anffas Onlus si è rivolta anche al Miur, chiedendo una presa in carico della questione che, auspichiamo, possa essere risolta in breve tempo”.

               

              “Questa situazione sta creando forti disagi a moltissime famiglie e rappresenta una palese violazione dei diritti dei ragazzi coinvolti a cui non possiamo restare indifferenti” dichiara Gabriella D’Acquisto, Presidente Anffas Sicilia, “Le disposizioni non trovano solido fondamento in un sistema scolastico inclusivo come quello che dovrebbe essere garantito a tutti gli studenti con più di 18 anni, non solo a quelli con disabilità. Quello che ci auguriamo è che ci si renda conto del disagio e della stigmatizzazione creati e che si faccia un passo indietro”.

               

              Le parole dei rappresentanti Anffas poggiano su reali e concreti assunti legislativi.

               

              L’art. 1 comma 622 della L. 296/06, infatti, stabilisce che “L’istruzione impartita per almeno dieci anni è obbligatoria ed è finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno di età” e se quindi si dovesse dedurre un possibile divieto ad accogliere nell’istituzione scolastica pubblica alunni che abbiano compiuto18 anni, questo divieto dovrebbe essere applicato in modo generale ed astratto, quindi verso tutti gli alunni frequentanti e non solo a discapito degli alunni con disabilità.

               

              Anffas Onlus, inoltre, sottolinea che l’art. 14 della l. 104/92 prevede che gli alunni con disabilità possano ripetere fino a tre volte la stessa classe, un assunto che rende quindi potenzialmente possibile che alcuni alunni possano maturare il 18° anno di età dovendo ancora completare il percorso di studi.

               

              La nota amministrativa dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo sta così creando una grave disparità di trattamento, contrastando anche con quanto indicato nelle Linee Guida Ministeriali sull’integrazione scolastica delle persone con disabilità, emanate il 4 Agosto 2009, che prevedono comunque come normale una frequenza almeno fino al 21° anno di età.

               

              Recentemente è giunta una prima e parziale risposta sulla questione da parte del dott. Leone, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo, che tuttavia Anffas Onlus non ritiene soddisfacente e chiarificatrice e chiede pertanto l’intervento degli organi superiori per ripristinare il rispetto delle normative vigenti in materia.

               

              L’Associazione auspica quindi una rapida conclusione della spiacevole vicenda, nel rispetto dei diritti degli studenti con disabilità che con impegno e sacrificio hanno raggiunto il traguardo del passaggio all’istruzione superiore.

               

                                                                                                           

              Roma, 12 luglio 2011