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IL PARLAMENTO EUROPEO HA APPROVATO L’ATTO EUROPEO SULL’ACCESSIBILITÀ

Fonte www.superabile.it e www.edf-feph.org – È stato approvato dal Parlamento Europeo con 537 voti a favore, 12 contrari e 89 astensioni, la stesura dell’AEA, l’Atto Europeo sull’accessibilità che passerà all’esame del Consiglio una volta avuti i pareri degli Stati Membri. La proposta, prodotta dalla Commissione europea, vuole armonizzare le regole riguardanti l’accessibilità e ridurre la frammentazione legislativa sull’argomento con effetto il miglioramento del mercato interno nell’offerta dei prodotti. Il testo specifica alcuni prodotti e servizi interessati: computer, telefoni, televisori, servizi multimediali, trasporti, servizi bancari, e- commerce, e-books; si estende ad alcuni luoghi pubblici, nei quali gli stessi servizi sono disponibili.

L’EDF, European Disability Forum, ha intanto reso noto quali degli emendamenti per i quali si è battutto sono stati accettati e quali respinti:

Applicabilità della legge di accessibilità ad altri atti dell’Unione quali gli appalti pubblici o i Fondi strutturali dell’UE (articolo 1, paragrafo 3) – accolto

Adozione di una clausola forte e vincolante sull’ambiente edificato – accolto

Applicazione dei requisiti di accessibilità da parte delle microimprese e delle piccole e medie imprese – respinto

Accessibilità dei trasporti – ci sono stati alcuni miglioramenti, ma alcune richieste importanti sulle definizioni sono state respinte. Ciò significa che importanti modi di trasporto, come metropolitane, tram, o autobus locali, sono ancora esclusi dalla legge

Il documento completo e gli studi preliminari realizzati per l’EAA sono disponibili nel sito web della Commissione europea

È segnalato attivo sui social l’hashtag #accessibilityact

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    LE GIUSTE RISPOSTE PER OGNI DIVERSA PERSONA CON SINDROME DI DOWN

    Fonte www.superando.it«All’interno del mondo delle persone con sindrome di Down c’è una grande variabilità, quindi se da una parte troviamo – per fortuna – sempre più persone che sono autonome e si inseriscono nel mondo del lavoro, è anche vero che esistono alcune persone con difficoltà particolarmente gravi, come la sorella della signora di cui è stata pubblicata la lettera su “Repubblica” nel blog della giornalista Concita De Gregorio».

    A dirlo è Paolo Virgilio Grillo, presidente nazionale dell’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), che coglie appunto l’occasione di due testi recentemente pubblicati – quello citato della «Repubblica» e un altro di Francesco Giovannelli, apparso anche sulle pagine di Superando (L’Islanda e i bimbi con sindrome di Down) – per riflettere «sulla necessità di risposte adeguate a ciascun tipo di bisogno delle persone con trisomia 21 [altro nome della sindrome di Down, N.d.R.]».

    Nel suo testo, dunque, Francesco Giovannelli, papà di Giulia, racconta l’esperienza di vita con una figlia con sindrome di Down, complessa ma entusiasmante, mentre per la sorella di Anna la vita è più difficile, date le maggiori difficoltà della trentaquattrenne.

    «In questo momento in Italia – dichiara Grillo – viviamo una carenza di servizi per l’età adulta, sia per le persone con disabilità gravissima, sia rispetto alla promozione dell’inserimento lavorativo. Chiediamo quindi che siano garantite a tutti risposte ai loro bisogni. Di fronte a una realtà come quella della disabilità, che esprime tante diverse necessità, noi dobbiamo trovare risposte per tutti, sempre lavorando al massimo perché i nostri familiari con sindrome di Down possano esprimere il massimo del loro potenziale umano e intellettivo».

    Per ulteriori informazioni e approfondimenti: ufficiostampaaipd@gmail.com (Marta Rovagna).

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      CRESCIUTI DI 10 MILA GLI STUDENTI CON DISABILITÀ NELLE CLASSI ITALIANE

      Fonte www.vita.it – Sono quasi 8 milioni gli studenti che, in questi giorni, in tutta Italia stanno accorrendo al suono della campanella: precisamente, 7.757.849, divisi in 370.697 classi. Di questi, 234.658 hanno una disabilità. Sono alcuni dei dati diffusi dal ministero dell’Istruzione (fonte: MIUR -Ufficio Statistica e Studi), nel focus “Anticipazione sui principali dati della scuola statale” (clicca qui per consultare il documento)

      Sicilia e Lazio in testa

      In assoluto, il maggior numero di alunni con disabilità si registra in Lombardia (37.493 su 1.191.799), ma l’incidenza maggiore della disabilità sulla popolazione scolastica complessiva è in Sicilia (25.290 su 742.297) e nel Lazio (24.086 alunni con disabilità su 736.284).

      Più studenti con disabilità nelle secondarie di primo grado

      Per quanto riguarda gli alunni con disabilità nei diversi ordini e gradi d’istruzione, il numero più alto, in termini assoluti, si registra nella scuola primaria (83.232), seguita dalla secondaria di II grado (65.950) e di primo grado (65.905), ma l’incidenza maggiore è nella secondaria di primo grado (65.905 su 1.637.535).

      Gli insegnanti di sostegno

      Gli insegnati di sostegno sono in tutto 138.849, su un totale di 819.049 docenti che lavorano nelle scuole statali. Per il sostegno, 38.769 sono “posti in deroga”. In assoluto, il maggior numero di insegnanti di sostegno si registra in Campania (17.003) e in Sicilia (15.600),. dove quelli “in deroga” sono rispettivamente 3.778 e 4.094.

      Lo “storico”

      Complessivamente aumentano, rispetto allo scorso anno, sia gli alunni con disabilità sia gli insegnanti di sostegno, passando da 224.509 a 234.658 per quanto riguarda i primi, da 124.572 a 138.849 per i secondi. Per gli uni e per gli altri, siamo di fronte al picco massimo degli ultimi 10 anni: nel 2007/2008, gli alunni disabili erano 174.404, i docenti di sostegno 88.441.

      Per approfondire

      Leggi il comunicato stampa Anffas Onlus sull’argomento cliccando qui

      Leggi l’articolo “Scuola, il rapporto tra docenti di sostegno e alunni con disabilità premia il Sud

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        VINCENZO ZOCCANO PRESIDENTE DEL FORUM ITALIANO SULLA DISABILITÀ

        Fonte www.superando.it «Ringrazio tutti coloro i quali mi hanno dato fiducia; ringrazio il presidente uscente Franco Bettoni e il presidente nazionale dell’UICI Mario Barbuto. Tanto lavoro è già stato fatto, ma ancora moltissimo impegno e sforzo devono essere profusi perché tutte le barriere, non soltanto fisiche, ma anche culturali, vengano abbattute. Ci aspetta un lungo cammino, ma grazie a una splendida squadra, sarà possibile conseguire ottimi risultati. Dobbiamo mantenere e rafforzare i contatti con il Forum Europeo della Disabilità, l’Unione Europea e le Nazioni Unite, per costruire una nuova cultura della disabilità». Lo ha dichiarato “a caldo” Vincenzo Zoccano, componente della Direzione Nazionale dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) e membro dell’esecutivo della FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità), dopo essere stato eletto Presidente del FID (Forum Italiano sulla Disabilità), succedendo a Franco Bettoni. Sul suo nome si sono trovate concordi sia le due federazioni FAND e FISH* (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), che le maggiori Associazioni che si occupano di disabilità, presenti sul territorio nazionale.

        Il FID, va ricordato, si è costituito nel 2008, dalla fusione tra il CND (Consiglio Nazionale sulla Disabilità) e il CID.UE (Consiglio Italiano dei Disabili per i rapporti con l’Unione Europea). Esso comprende tutte le principali organizzazioni e federazioni rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie e ha un ruolo molto importante non solo a livello nazionale, ma anche e soprattutto in campo internazionale.

        Sulla base, infatti, del perseguimento dei princìpi sanciti dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, ratificata nel nostro Paese con la Legge 18/09, e dall’Unione Europea nel 2010, il FID effettua proposte anche di tipo normativo, in relazione alle politiche europee e internazionali sulla disabilità, indica le linee operative nazionali presso le maggiori Istituzioni, dentro e fuori il Vecchio Continente, e prende parte ai lavori dell’EDF, il Forum Europeo della Disabilità.

        Va ricordato in conclusione che l’elezione di Zoccano – il quale presiede anche la Consulta delle Associazioni di Persone Disabili e delle Loro Famiglie del Friuli Venezia Giulia – avviene in un contesto particolarmente importante, ovvero nel periodo in cui il Parlamento Europeo è impegnato nella discussione e votazione in seduta plenaria dei vari emendamenti riguardanti l’Atto Europeo sull’Accessibilità (European Accessibility Act).

        *Cui Anffas Onlus aderisce

        Per ulteriori informazioni e approfondimenti: fid.presidenza@gmail.com.

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          RIFORMA TERZO SETTORE, RESIDENZE SOCIO SANITARIE AL BIVIO

          Fonte www.vita.it – Nell’ottica di rendere più chiari i confini tra attività commerciale e attività non profit il codice del Terzo settore ridisegna i parametri su cui commisurare il carattere non commerciale dell’attività svolta. Spetterà agli enti verificare le proprie caratteristiche e il modello operativo al fine di selezionare la soluzione fiscalmente più conveniente tra quelle messe a disposizione dalla riforma.

          È possibile sul punto fare un esempio prendendo spunto dal trattamento fiscale dei proventi percepiti nella gestione di una RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali).

          Secondo la disciplina attuale, in linea di massima se le RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) sono gestite da una ONLUS (art. 10, d.lgs. n. 460 del 1997) sarà possibile individuare una attività principale decommercializzata ai fini dell’IRES (es. attività svolta nei confronti di anziani qualificabili come “svantaggiati”) oppure “attività direttamente connesse” alle precedenti (ad es. attività delle case di cura nei confronti di ospiti non in condizioni di svantaggio, cfr. circ. 48/E/2004) che non concorrono alla formazione del reddito imponibile se svolte nei limiti del 66 per cento rispetto alle spese complessive dell’ente.

          Con il codice del terzo settore gli enti che svolgono attività socio sanitaria, come le RSA, potranno optare per varie alternative ottimizzando il carico fiscale in funzione delle modalità di svolgimento dell’attività istituzionale.

          In primo luogo, tenendo conto dei requisiti richiesti all’art. 79 del CTS occorrerà verificare se i costi (sia diretti che indiretti) relativi alla gestione del servizio (considerando sia le attività istituzionali principali che secondarie) superano i corrispettivi ricevuti dall’utenza, considerato anche l’eventuale contributo erogato dalla pubblica amministrazione (nel calcolo della prevalenza non vanno considerati i ticket sanitari). In caso di esito positivo l’ente potrà considerarsi, a tutti gli effetti, come “non commerciale” e potrà accedere ai regimi forfetari agevolati per la tassazione dei relativi proventi.

          Laddove l’ente dovesse qualificarsi come commerciale mantiene, a differenza della attuale legislazione, il proprio status di “ente del terzo settore” con assoggettamento a tassazione dei proventi in misura ordinaria (gli effetti fiscali sotto questo profilo potrebbero risultare irrilevanti laddove gli esercizi dovessero risultare in perdita). Nel caso in cui il requisito della prevalenza richiesto all’art. 79 non dovesse essere soddisfatto o l’ente ritenesse di voler fruire comunque di un diverso trattamento, potrà accedere al regime dell’impresa sociale che, con la riforma del terzo settore, trova per la prima volta una autonoma dignità sotto il profilo fiscale. In questo modo l’ente si vedrà detassare tutti gli utili conseguiti se reinvestiti entro due anni nelle finalità sociali perseguite, senza alcun obbligo di svolgere alcun calcolo di prevalenza in merito alla natura dell’attività svolta

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            TORNA VIVAIO SUD

            Fonte comunicato stampa Forum Terzo Settore – Da quattro anni Vivaio Sud è un appuntamento seguito da molte associazioni, cooperative, gruppi che animano l’innovazione sociale e culturale nel Mezzogiorno. E’ promosso da Mecenate 90 e dal Forum del Terzo Settore.

            Questa edizione sarà dedicata in modo particolare alla gestione e al riuso degli spazi abbandonati o inutilizzati di proprietà pubblica. Non solo nelle grandi città, ma anche in quelle medie e piccole, associazioni, cooperative e imprese sociali restituiscono beni pubblici alla fruizione dei cittadini e dei viaggiatori, migliorando la coesione sociale e creando buona occupazione.

            Il convegno sarà l’occasione per raccogliere testimonianze, esperienze, idee da condividere formulando proposte che possano favorire il risanamento dei quartieri e dei centri storici, valorizzando il patrimonio culturale pubblico.

            I lavori saranno introdotti da Filiberto Parente – Portavoce del Forum del Terzo Settore della Campania, Ledo Prato – Segretario generale Mecenate 90, Maurizio Mumolo – Direttore Forum Terzo Settore e Mariarita Giordano – Assessore alle Politiche Giovanili e Innovazione Comune di Salerno. Interverranno al dibattito Alberto Improda – Studio Legale Improda e Associati, Marco Imperiale – Direttore Fondazione con il Sud, Marco Vecchione – Agenzia del Demanio –Coordinatore attività di valorizzazione, Concetta Granato – INVITALIA e Vittorio Cogliati Dezza – Segreteria nazionale Legambiente.

            Chiuderà il dibattito l’On. Luigi Bobba, Sottosegretario al lavoro con delega al Terzo settore e alle politiche giovanili.

            “Vivaio Sud – ha dichiarato Ledo Prato, Segretario generale di Mecenate 90 – è uno straordinario laboratorio di idee e progetti che testimoniano la vitalità della Campania e di molte aree del Mezzogiorno, in termini di innovazione sociale, culturale e turistica. Nonostante le mille difficoltà, un apparato burocratico complesso e norme poco chiare, molti giovani talenti del Mezzogiorno continuano ad investire il proprio futuro nei luoghi di residenza, contribuendo a sottrarre all’abbandono significative testimonianze del patrimonio culturale.”

            “La questione del riuso e della gestione degli spazi inutilizzati o abbandonati – ha dichiarato Maurizio Mumolo, Direttore Forum Terzo Settore – è di importanza strategica per la sopravvivenza e per il consolidamento delle organizzazioni di Terzo settore, in particolare del Sud Italia. Gli enti di Terzo settore sono per la maggior parte realtà piccole o piccolissime, dotate di bilanci esigui, che molto spesso non consentono loro di dotarsi di una struttura propria. Ecco perché è fondamentale mettere a disposizione di queste organizzazioni, le quali possiedono competenze e strumenti per valorizzarli, spazi che altrimenti non avrebbero alcuna utilità. Tanto al Sud quanto al Nord esiste poi un patrimonio vastissimo di beni confiscati alla criminalità organizzata: il loro riutilizzo, però, è complicato dal fatto di doverli rimettere in condizioni di agibilità”.

            *A cui Anffas Onlus aderisce

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              DISABILITÀ: CONVENZIONE ONU E SANTA SEDE

              Fonte comunicato stampa Fish* – Andrea Stella è ormai noto alle cronache come il velista con disabilità che gira il mondo a bordo del suo catamarano “Lo Spirito di Stella”. Una imbarcazione priva di barriere e adattata che gli ha consentito di perseguire il suo progetto Wheels on Waves (WoW): solcare i mari per promuovere i diritti delle persone con disabilità.

              Con sé ha portato, oltre alla passione, il testo della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, proponendola in ogni angolo del globo e consegnandola a istituzioni e autorità. E proprio in questi giorni Andrea ha raggiunto due personalità di indubbio carisma, fascino e autorevolezza: Papa Francesco e il Dalai Lama.

              In particolare la consegna della Convenzione ONU al Santo Padre evoca nel movimento delle persone con disabilità, credenti o meno, non poche aspettative. Oltre alla soddisfazione per i due storici incontri che riaprono il tema del rapporto fra disabilità e confessioni religiose, Vincenzo Falabella, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, osserva: “La Santa Sede non ha ancora ratificato la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità. Il gesto di Andrea Stella e l’Udienza con Papa Francesco può forse rappresentare l’occasione per riprendere il filo di una riflessione che potrebbe generare profondi cambiamenti sia in termini pastorali che, quindi, culturali. Contare sulla condivisione ideale e formale della Chiesa attorno ai diritti e all’inclusione così come profilati dalla Convenzione ONU sarebbe di sicuro impatto su di una comunità che non conosce confini nazionali. La temperie attuale e le grandi aperture di Papa Francesco su temi sensibili ci fanno ben sperare in positive evoluzioni.”

              *Cui Anffas Onlus aderisce