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DIRITTI E INCLUSIONE: UNA GUIDA PER LE IMPRESE

Fonte www.unglobalcompact.org – United Nations Global Compact e International Labour Organization hanno realizzato una Guida dedicata al mondo dell’imprenditoria volta a sensibilizzare sui temi della disabilità. Esplicito in tal senso il sottotitolo: “How business can respect and support the rights of persons with disabilities and benefit from inclusion”, ossia “Come il mondo delle imprese può rispettare e supportare i diritti delle persone con disabilità e beneficiare dall’inclusione”.

Tra gli obiettivi della Guida vi sono la promozione dei diritti delle persone con disabilità e dell’inclusione in ogni ambito della società, in particolare nell’ambito lavorativo e imprenditoriale e la tutela e valorizzazione dei cittadini con disabilità come manager, impiegati, consumatori, ecc.

La Guida, disponibile solo in lingua inglese, è consultabile cliccando qui.

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina dedicata https://www.unglobalcompact.org/library/5381

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    LE REGIONI METTONO I 50 MILIONI

    Le Regioni hanno approvato il riparto del Fondo per la non autosufficienza, per un totale complessivo di 498.600.000 euro (qui la tabella di riparto).

    Le Regioni hanno integrato il Fondo con 50 milioni di risorse regionali, che riportano il fondo ai circa 500 milioni di euro stabiliti dal Governo per il 2017. Si chiude oggi una vicenda paradossale iniziata tra febbraio e marzo, quando le Regioni scelsero di contribuire al bilancio dello Stato rinunciando a 485 milioni di trasferimenti. Il 23 dicembre il Consiglio dei Ministri aveva disposto che nel 2017 il Fondo per le non autosufficienze fosse incrementato di 50 milioni di euro e portato a 500 milioni.

    Si trattava dell’aumento promesso dal ministro Giuliano Poletti già a 30 novembre, in sede di Tavolo per la non autosufficienza: i 50 milioni di incremento si aggiungevano ai 400 del fondo stabilizzato lo scorso anno e ai 50 già stanziati in legge di Bilancio alla Camera. L’8 febbraio la Camera approvò la conversione del decreto per il Mezzogiorno, con i 50 milioni di euro in più per il Fondo Non Autosufficienza ma pochi giorni dopo, già il 14 febbraio, al Tavolo Non Autosufficienza il ministro Giuliano Poletti aveva confermato il fatto che Ministero dell’Economia e delle Finanze stesse valutando la possibilità di tagliare tanto il Fondo per le Non Autosufficienze (500 milioni per il 2017) quanto il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali (poco più di 300 milioni di euro) a seguito dell’Intesa sancita in Conferenza Stato Regioni che per l’anno 2017.

    Nelle settimane successive, in base a un accordo «scaturito da una comune assunzione di responsabilità istituzionale», il Governo si era impegnato a reperire le risorse per ripristinare il Fondo per le Politiche Sociali e le Regioni a integrare i 50 milioni del Fondo per la non autosufficienza. Il Governo ha reso disponibili 212 milioni di euro nell’ambito del decreto sul Reddito di Inclusione, «un intervento che ha di fatto ripristinato integralmente il fondo per le politiche sociali».

    Le Regioni «a fronte di questo impegno rispettato, hanno approvato il riparto del Fondo per la non autosufficienza che era stato anch’esso ridotto e che è stato integrato con 50 milioni di risorse regionali tornando così al livello precedente e cioè a circa 500 milioni».

    «Questo è il frutto di un importante lavoro di collaborazione fra lo Stato e le Regioni per servizi fondamentali che riguardano persone in gravi difficoltà», ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini: «Sono risorse per prestazioni, interventi e servizi assistenziali nell’ambito dell’offerta integrata socio-sanitaria per persone non autosufficienti. Le aree prioritarie di intervento riguarderanno il supporto alla persona non autosufficiente e alla sua famiglia attraverso l’incremento dell’assistenza domiciliare, trasferimenti monetari ed azioni complementari all’assistenza domiciliare».

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      MANIFESTO SUI DIRITTI DELLE DONNE CON DISABILITÀ, APPROVATA LA TRADUZIONE

      Fonte www.vita.it – Il Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) ha approvato la traduzione italiana del “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, adottato a Budapest il 28-29 maggio 2011 dall’Assemblea Generale del Forum Europeo sulla Disabilità.

      La traduzione italiana, promossa e curata da Simona Lancioni, responsabile del centro Informare un’h di Peccioli (Pisa), è stata sottoposta alla verifica dell’EDF, il quale ha accolto la richiesta di approvazione in data 4 settembre 2017.

      La traduzione italiana del Manifesto è dunque oggi ufficiale al pari delle versioni in altre lingue. La scelta di rendere linguisticamente accessibile il Secondo Manifesto ha come obiettivo, tra gli altri, quello di richiamare l’attenzione sull’urgenza di contrastare la discriminazione multipla delle donne e delle ragazze con disabilità.

      Nell’agosto 2016 il Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità ha richiamato l’Italia per la mancanza di misure rivolte alle specifiche esigenze delle donne e delle ragazze con disabilità, ed ha raccomandato che la prospettiva di genere venisse integrata nelle politiche per la disabilità, e che la condizione di disabilità venisse incorporata nelle politiche di genere. UILDM raccoglie con forza ed entusiasmo l’invito a ratificare il Manifesto e si impegna a «rendere visibile ed esplicito che le persone con disabilità – proprio come le altre persone – sono uomini e donne, ed anche ammettere che per le donne con disabilità il percorso verso la parità è molto più difficoltoso».

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        LUCA PANCALLI ENTRA NEL BOARD DEL COMITATO PARALIMPICO INTERNAZIONALE

        Fonte www.superabile.itLuca Pancalli è nell’executive board dell’International Paralympic Committee. Con 85 voti ricevuti, il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico è stato eletto al secondo turno membro dell’organismo più importante dell’IPC. Un risultato storico, per Pancalli, primo italiano a entrare nel board.

        I lavori della 18esima Assemblea Generale dell’IPC, che si sono svolti venerdì 8 settembre ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, hanno sancito l’elezione a Presidente del brasiliano Andre Parsons, che ha ottenuto 84 voti su 163. La carica di Vice Presidente è andata al neozelandese Duane Kale.

        Il nuovo executive board è quindi composto, oltre che da Pancalli, da Yasushi Yamawaki (Giappone), Mohamed Alhameli (Emirati Arabi), Tim Reddish (Gran Bretagna), Sung-il Kim (Corea del Sud), Debra Alexander (Sudafrica), Marianna Muffy Davis (USA), Leonel da Rocha Pinto, Juan Pablo Salazar, Rita Van Driel (Olanda).

        Dopo essersi congratulato con il nuovo Presidente Parsons, assicurandogli tutta la sua stima e apprezzamento, e dopo aver ringraziato il Presidente uscente Sir Philip Craven per l’impulso dato al movimento paralimpico internazionale in questi anni, Pancalli ha dichiarato: “Ci attende un grande lavoro per affermare, attraverso lo sport, una diversa percezione della disabilità e garantire a tutte le persone con disabilità pari dignità”.

        “Sono soddisfatto di essere entrato a far parte dell’executive board dell’IPC – sottolinea Pancalli – un riconoscimento che premia il movimento paralimpico italiano, capace, in questi anni, di presentarsi come punto di riferimento a livello internazionale”. A tal proposito il Presidente del Comitato Italiano Paralimpico afferma: “La trasformazione del CIP in Ente Pubblico è un fatto nuovo che suscita grande attenzione”.

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          RIFORMA TERZO SETTORE, INCONTRO DELLE ASSOCIAZIONI SPORTIVE DILETTANTISTICHE

          Fonte comunicato stampa Forum Terzo Settore – La riforma del Terzo settore apre scenari di importante cambiamento per le associazioni dilettantistiche sportive, che rischiano, però, di non conciliarsi con l’idea di un Terzo settore includente e con un’adeguata valorizzazione dello sport sociale.

          In particolare, le previsioni del Codice del Terzo settore e la mancata armonizzazione con la disciplina delle ASD, potrebbero spingere il mondo dell’associazionismo sportivo fuori dal Terzo settore.

          Per questo motivo il Forum Nazionale del Terzo Settore*, che al suo interno conta anche 9 tra reti di associazioni e enti di Terzo settore sportivo (per un totale di 50mila associazioni e 7 milioni di associati), ha promosso, attraverso la sua Consulta “Cultura, Sport, Turismo, Benessere”, un incontro per discutere le problematicità della riforma e avanzare proposte di miglioramento.

          All’incontro, che si è svolto ieri 11 settembre a Milano, ha partecipato anche il ministro per lo Sport Luca Lotti. Il ministro ha dato piena disponibilità a collaborare in un’azione concertata e diretta con il Forum Terzo Settore e le sue rappresentanze tecnico-legislative sportive, convinto del reale valore sociale dello sport. Lo sport rappresenta una frontiera di impegno sociale fondamentale, in grado di promuovere benessere per tutti, ad ogni età ed in ogni fase del ciclo di vita della persona.

          La volontà delle ASD è quello di riconoscersi nel Terzo settore italiano, condividendo con il resto del sistema associativo opportunità di servizio alle comunità e alle persone.

          “E’ importante che le politiche pubbliche si impegnino a far entrare lo sport nella vita quotidiana di tutte le persone e nelle varie fasi della vita. Il Terzo settore è la casa naturale dello sport sociale”, ha dichiarato la portavoce del Forum Claudia Fiaschi. “Siamo fiduciosi nel fatto che il dialogo che si è aperto con il ministro possa favorire la soluzione alle problematiche aperte”.

          All’incontro hanno partecipato, oltre alla portavoce Claudia Fiaschi, i rappresentanti dei 9 enti di promozione sportiva aderenti al Forum: ACSI, AICS, CNS LIBERTAS, CSEN, CSI, OPES ITALIA, PGS, UISP, US ACLI. Il coordinatore della Consulta “Cultura, Sport, Turismo, Benessere”, Stefano Gobbi, si occuperà dell’armonizzazione dei lavori del Forum Terzo Settore, enti sportivi e ministero dello Sport.

          *Cui Anffas Onlus aderisce

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            #ANDARELONTANO: SUPPORTIAMO I BAMBINI CON MALATTIE GENETICHE RARE!

            Fonte www.telethon.it – Andare lontano, per i bambini nati con una patologia genetica rara, significa poter frequentare la scuola, condividere con i compagni momenti di studio e di gioco, ma significa soprattutto crescere e avere una concreta opportunità di vita. Attraverso un impegno costante nella ricerca scientifica, Fondazione Telethon – con cui Anffas Onlus ha collaborato in diverse iniziative come la Campagna di Primavera 2017, la Settimana per la ricerca del Natale 2016, ecc. – lavora ogni giorno perché ogni bambino possa andare lontano.

            Con un contributo a scelta, piccolo o grande, e attraverso la piattaforma di crowdfunding è possibile fare la differenza ed essere così al fianco dei ricercatori che lavorano ogni giorno per trovare una cura alle malattie genetiche rare.

            Il simbolo di questa campagna è una barchetta che rappresenta l’ambizione di andare lontano sempre e comunque con ogni mezzo a disposizione. Rappresenta la capacità di sognare, di agire ogni giorno con forza e determinazione, il coraggio di intraprendere il viaggio, di non arrendersi e di non fermarsi mai.

            La forza positiva, la speranza che aiuta e sostiene ogni giorno i bambini, i ricercatori, i volontari, i donatori, a fare la propria parte e contribuire al raggiungimento degli obiettivi più piccoli come quelli più ambiziosi.

            Collegati ad andare lontano ci sono diversi progetti, tra cui “Back to School” e “Come a Casa”. Il primo riguarda l’avvio dell’anno scolastico: il rientro a scuola, infatti, rappresenta una tappa importante per il futuro di questi bambini e tutti i genitori vogliono vedere #Andarelontano i propri figli, ma per alcuni la strada è complessa, difficile, e richiede aiuto perché i loro bambini hanno patologie gravi e dimenticate, da malattie genetiche rare.
             

            Il progetto “Come a casa” invece è il nuovo progetto di sostegno e accoglienza di Fondazione Telethon: ci sono, infatti, famiglie provenienti da ogni parte del mondo che trovano nell’Istituto San Raffaele-Telethon di Milano la speranza di una cura. Arrivano dalla Siria, dall’Irlanda, dalla Germania, dagli Stati Uniti d’America, dall’Australia. Lasciano i Paesi di origine per sottoporre i propri figli a terapie che li terranno per mesi lontano da casa. Per questo motivo hanno bisogno di essere accolti, hanno bisogno di un alloggio, di mangiare, di integrarsi, di poter comunicare, di spostarsi e giocare. Questo viaggio rappresenta per queste famiglie una tappa verso il traguardo della cura. #Andarelontano è sentirsi a casa in un Paese del quale non conoscono lingua e cultura, #Andarelontano è tornare a casa e sognare un futuro nuovo.

            Per conoscere tutti gli altri progetti correlati alla campagna  #Andarelontano e il video di presentazione è possibile visitare la sezione dedicata del sito Telethon cliccando qui

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              CHE LAVORO È IL MATRICISTA?

              Fonte www.vita.itDisabilty manager, case manager, nurse coach: già a giugno tra le 25 figure professionali più richieste dal non profit spiccavano loro. Figure innovative, che al di là dei nomi differenti e dei tratti specifici erano accomunate dalla capacità di coniugare competenze cliniche, manageriali, educative e relazionali.

              Ora si affaccia sul panorama una nuova figura professionale, il “matricista”. L’idea del nome è di Anffas.

              «Un matricista, nell’idea di Anffas, è un professionista in possesso di competenze professionali, di un bagaglio valoriale e di un background scientifico-culturale di riferimento in linea con quanto di più avanzato esiste in materia di disabilità, che dispone ed utilizza uno strumento importantissimo per la valutazione multidimensionale e la progettazione individualizzata a servizio delle persone con disabilità e delle loro famiglie», afferma Roberto Speziale, Presidente Nazionale Anffas Onlus.

              «In buona sostanza si tratta di acquisire una ulteriore professionalità per meglio valutare le persone con disabilità e quindi progettare e monitorare la qualità di vita delle stesse, mettendo realmente ed attivamente al centro la persona, nel rispetto dei suoi diritti umani, e costruendo insieme a lei, alla sua famiglia ed a quanti sono coinvolti nella sua presa in carico, un vestito su misura, fatto di sostegni formali ed informali che possano essere realmente significativi per la persona stessa e per i luoghi in cui questa vive».

              Il riferimento esplicito, fin dal nome dato a questa nuova professione, è a “Matrici ecologiche e dei sostegni”, di cui in queste settimane Anffas sta presentando la versione 2.0 (per informazioni su Matrici 2.0 clicca qui. Per informazioni sull’evento di presentazione di Palermo clicca qui, per l’evento di Macerata clicca qui)

              “Matrici” è uno strumento interattivo che orienta, secondo un approccio evidence-based, il piano individualizzato dei sostegni ed il progetto individuale di vita previsto dall’art. 14 della L. 328/00. Li orienta nella prospettiva del rispetto dei diritti umani e del miglioramento della qualità della Vita per le persone con disabilità, in particolare per quelle con disabilità intellettive e con disturbi del neurosviluppo.

              Matrici 2.0 è un software personalizzabile, flessibile e in costante aggiornamento, di fatto oggi l’unico strumento che consente una progettazione individualizzata come prevista dall’articolo 14 della legge 328 del 2000 (e così poco realizzata) e in linea con le indicazioni della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

              La raccolta di informazioni, l’assessment e valutazione multidimensionale, la pianificazione, programmazione, gestione e valutazione dei sostegni e dei loro esiti nel tempo divengono un processo guidato, agevole e soprattutto allineato ai diritti, ai desideri ed aspettative della persona stessa e della sua famiglia, alle necessità di sostegno sue e del suo contesto di vita e volto al miglioramento della sua qualità di vita.

              «Il progetto individuale di vita realizzato attraverso un percorso di valutazione multidimensionale che preveda anche la valutazione di efficacia sul miglioramento dei vari domini della qualità della vita rappresenta il modello di presa in carico a cui fare riferimento per garantire alle persone con disabilità di disporre di un proprio piano personalizzato dei sostegni che tenga conto in primis dei sui desideri ed aspettative e che ne renda pienamente esigibili i diritti. Per realizzare tutto ciò Anffas ha predisposto un innovativo sistema informatizzato, “Matrici 2.0”: le figure professionali preposte alla valutazione multidimensionale ed all’attuazione del piano individuale dei sostegni devono affinare le loro competenze per poter utilizzare questo innovativo sistema, da qui la denominazione di “matricista”».

              Per formare i primi matricisti dal 23 al 27 ottobre Anffas Onlus Nazionale, in collaborazione con il Consorzio La Rosa Blu, promuove il Corso di formazione “Progettare Qualità di vita: corso base per diventare Matricista”, che si terrà a Roma (clicca qui per tutte le informazioni).

              Per iscriversi è necessario possedere almeno una laurea triennale relativa a una delle seguenti figure professionali accreditate (medici, psicologi, infermieri, educatori professionali, neuropsicomotricisti, assistenti sociali, sociologi, tecnici della riabilitazione, fisioterapisti, logopedisti, laureati in scienze della comunicazione e giurisprudenza) e possedere delle competenze informatiche di base.

              Il percorso si propone di formare gli operatori all’utilizzo del Software Matrici 2.0 con una formazione teorica/pratica suddivisa in formazione di base e formazione specifica.

              Al termine del percorso formativo il professionista saprà progettare nuovi sostegni in esito all’analisi dei sostegni in atto e degli obiettivi e alle matrici dei sostegni, redigere il Progetto di vita individuale ai sensi dell’art.14 della legge 328/00, utilizzare gli strumenti di assessment funzionale, utilizzare i profili di qualità di vita per definire e pianificare gli obiettivi di miglioramento della stessa attraverso la matrice ecologica, definire il budget di progetto di vita individuale.

              «È un percorso che porta ad acquisire alte competenze e indubbiamente richiede impegno», conclude Speziale, «ma allo stesso tempo è entusiasmante in quanto comporta un ribaltamento del modo di valutare e progettare interventi per le persone e per le comunità, che può davvero fare la differenza per le persone destinatarie e nel più ampio sistema di presa in carico attuale e futuro delle persone con disabilità e non solo» (per informazioni sul corso 06/3212391 int. 35 o e-mail consorzio@anffas.net).

              Il percorso prevede tutoraggio, supervisione ed aggiornamento nel tempo da parte del gruppo di coordinamento tecnico-scientifico coordinato dal prof. Luigi Croce (Psichiatra, Docente dell’Università Cattolica di Brescia e Milano e Presidente del Comitato Scientifico Anffas Onlus). La “carriera” del matricista prevede diversi step certificati: matricista, case manager, supervisore e formatore.