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DOPO DI NOI, IL DECRETO È IN GAZZETTA

È stato finalmente pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 23 febbraio scorso il decreto che stabilisce i requisiti per l’accesso alle misure di assistenza, Under Armour UA Curry 1 cura e protezione a carico del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, nonché la ripartizione alle Regioni delle risorse per l’anno 2016. Adidas Femme

È un passo fondamentale per l’attuazione della legge sul Dopo di Noi, insieme alla presentazione dei Piani i piani regionali di attuazione della legge, Sac Kanken che dovrebbe avvenire entro il 28 febbraio.

Le regioni si stanno muovendo, adidas nmd r1 uomo confrontandosi anche con le associazioni sui territori.

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  • Puglia ed Emilia Romagna sembrano in questo momento le regioni più avanti con l’elaborazione del piano, Oregon Ducks mentre Sicilia e Calabria le più indietro.

    L’auspicio è che le regioni rispettino i tempi previsti, Russell Wilson – Wisconsin Badgers rispettando la filosofia della legge e del decreto attuativo,

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      INSERIMENTO LAVORATIVO, LA RIFORMA MADIA INTRODUCE LA CONSULTA E IL RESPONSABILE

      Fonte www.superabile.itL’inserimento di lavoratori con disabilità nella pubblica amministrazione potrebbe diventare potrebbe compiere presto un decisivo passo avanti.

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    • Importanti novità sono infatti contenute nei decreti attuativi della riforma del testo unico del pubblico impiego, approvati nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri in esame preliminare: i due decreti saranno ora sottoposti ai pareri delle commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato, per acquisire l’intesa con Regioni e autonomie locali.

      La strada è quindi ancora lunga, ma intanto è arrivato il primo ok alle misure che si propongono di ridisegnare la geografia del lavoro nel pubblico impiego. Con importanti novità anche per l’inclusione lavorativa, contenute nel Capo V, articolo 10.

      Tre, in particolare, i nuovi strumenti che dovrebbero essere introdotti con la riforma: Consulta nazionale, responsabile dei processi d’inserimento e monitoraggio sull’applicazione della legge 68/99.

      Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

      Consulta – “Presso il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri è istituita, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, la Consulta nazionale per l’integrazione in ambiente di lavoro delle persone con disabilità”, si legge nel articolo 10 comma 1, che va a modificare le precedenti norme sul pubblico impiego (in particolare, l’art. 39 del decreto legislativo n.165 del 2001).

      La composizione della Consulta è definita nel comma 2: ne fanno parte “un rappresentante del Dipartimento della funzione pubblica, un rappresentante del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, due rappresentanti designati dalla Conferenza unificata, due rappresentanti delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative sul piano nazionale e due rappresentanti delle associazioni del mondo della disabilità indicati dall’osservatorio nazionale. Fjallraven Kanken Large Ai componenti della Consulta – si precisa – non spettano gettoni di presenza, compensi, indennità ed emolumenti comunque denominati, ad eccezione del rimborso delle spese effettivamente sostenute previsto dalla normativa vigente”.

      Ma qual è il compito della consulta? “Elabora piani, programmi e linee di indirizzo per ottemperare agli obblighi di cui alla legge 12 marzo 1999, n. Indiana Pacers 68”, si legge nel comma 3; svolge “il monitoraggio sul rispetto degli obblighi di comunicazione”; indica “ai ministeri competenti iniziative e misure innovative finalizzate al miglioramento dei livelli di occupazione e alla valorizzazione delle capacità e delle competenze dei lavoratori disabili nelle pubbliche amministrazioni”; infine, “prevede interventi straordinari per l’adozione degli accomodamenti ragionevoli nei luoghi di lavoro”. nike air max thea uomo

      Responsabile inserimento – Sempre l’articolo 10 interviene a modificare l’articolo 39 della precedente normativa, introducendo il “responsabile dei processi di inserimento delle persone con disabilità”, con il compito di “garantire un’efficace integrazione nell’ambiente di lavoro delle persone con disabilità, le amministrazioni pubbliche con più di 200 dipendenti,”. soldes nike air max 1 pas cher Questo, “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e nell’ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili”.

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    • Nello specifico, il responsabile dei processi d’inserimento “cura i rapporti con il servizio per l’inserimento lavorativo disabili del centro per l’impiego territorialmente competente, nonché con i servizi territoriali per l’inserimento mirato”; “predispone, sentito il medico competente della propria amministrazione ed eventualmente il comitato tecnico di cui alla legge 12 marzo 1999, n. 68, gli accorgimenti organizzativi e propone, ove necessario, le soluzioni tecnologiche per facilitare l’integrazione al lavoro anche ai fini dei necessari accomodamenti ragionevoli”; infine, “verifica l’attuazione del processo di inserimento, recependo e segnalando ai servizi competenti eventuali situazioni di disagio e di difficoltà di integrazione”.

      Monitoraggio e banca dati – Per garantire la piena inclusione lavorativa e l’osservanza e l’applicazione della legge 68/99, si chiede infine alle amministrazioni pubbliche di “comunicare entro il 31 dicembre di ogni anno, al Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al Centro per l’impiego territorialmente competente la situazione occupazionale e le eventuali scoperture di posti di lavoro riservati alle persone con disabilità”. Entro i successivi sessanta giorni le amministrazioni pubbliche dovranno trasmettere “al servizio inserimento lavorativo persone con disabilità territorialmente competente, al Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero del lavoro e delle politiche sociali una comunicazione contenente tempi e modalità di copertura della quota di riserva. air max thea grise et rose pas cher In tale comunicazione sono indicati anche eventuali bandi di concorso per specifici profili professionali per i quali non è previsto il solo requisito della scuola dell’obbligo, riservati ai soggetti di cui all’articolo 8 della legge 12 marzo 1999, n. Goedkope Nike Air Max 90 68, o, in alternativa, le convenzioni di cui all’articolo 11 della citata legge”.

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    • Queste informazioni saranno raccolte nella “banca dati di cui all’articolo 8 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. new balance 373 prix 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n.

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        DIBATTITO ANNUALE SUI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

        Fonte www.un.org – È previsto per il 3 marzo p.v. Tom Brady Michigan Jerseys a Ginevra, air max nell’ambito della sessione di lavoro dello Human Rights Council che si sta svolgendo in questi giorni e che si chiuderà il 24 marzo pv., air max thea grise et rose pas cher il dibattito sui diritti delle persone con disabilità che avrà come tema l’articolo 5 della CRPD, Broncos Nike Jersey uguaglianza e non discriminazione.

        Durante la giornata ci si soffermerà sulle buone prassi e sulle iniziative adatte a promuovere la non discriminazione cercando anche di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema e di favorire l’applicazione della politica degli accomodamenti ragionevoli.

        Il dibattito,

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          LA RAPPRESENTANZA DELLE PERSONE CON DISABILITÀ NEL COMUNE DI PALERMO

          Fonte www.superando.it – Mantenendo un impegno assunto in campagna elettorale, il riconfermato sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha ufficializzato la presenza dell’Ufficio del Disability Management* all’interno della propria nuova squadra di governo comunale, organismo sostanziato in un tavolo tecnico che sarà impegnato a fianco della Giunta nel condividere «scelte di politica gestionale – come si legge nel documento programmatico – finalizzate a valorizzare la persona con disabilità, adattando l’organizzazione alla migliore accoglienza e gestione dei suoi bisogni, nelle diverse sfere della vita quotidiana».

          Allocato all’interno dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco, il Disability Management si interfaccerà con i referenti dei vari settori dell’Amministrazione Comunale, portando le istanze dei cittadini più fragili, ponendo attenzione a tutti gli àmbiti, le fasce sociali e le età, con l’obiettivo principale di promuovere una buona qualità di vita e garantire i diritti di uguaglianza e inclusione sociale.

          «I valori fondanti l’azione del nuovo organismo – sottolinea Rocco Di Lorenzo, presidente dell’ARIS (Associazione Retinopatici ed Ipovedenti Siciliani) e dell’UnANPSS (Unione Associazioni No Profit Società e Salute) – saranno dunque la partecipazione attiva, propositiva e di denuncia di eventuali azioni in conflitto con i principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, al fine di favorire l’accessibilità in ogni àmbito, non solo dunque nelle politiche socio-sanitarie, ed essere a tal proposito positivo pungolo per l’Amministrazione».

          «Di certo – prosegue Di Lorenzo – all’interno di questo quadro di lavoro sinergico, sarà necessario che il confronto serrato e proficuo parta proprio dall’interno di questo stesso organismo, affinché ciascuno dei suoi componenti possa essere messo nella possibilità di evidenziare le proprie competenze e discutere col gruppo le modalità più opportune per trasferirle in azioni pratiche, oltreché per comprendere in ciascun settore quale sia la rete istituzionale da coinvolgere. È proprio da qui, infatti, che dovrebbe poi espandersi trasversalmente e multisettorialmente, per creare un’interfaccia competente con l’Amministrazione. Lavorando in questa ottica, interlocutore privilegiato nei rapporti tra Assessori e Disability Managment potrebbe essere il cosiddetto “sindaco-ombra”, Fabio Giambrone, attuale presidente della GESAP, la società di gestione dell’Aeroporto di Palermo, che nella nuova Giunta è stato designato quale coordinatore della cabina di regia degli Assessori».

          «È intuitivo – conclude il Presidente di ARIS e UnANPSS – come in questo quadro si vada a delineare una rete ben definita, cosicché il nuovo organismo tecnico si porrà anche e soprattutto quale “costruttore di reti”, attivando collegamenti con altre Istituzioni del territorio: infatti, il ruolo attivo di alcuni suoi componenti in seno all’Azienda Sanitaria Provinciale e agli Ospedali, attraverso i Comitati Consultivi Aziendali, e l’essere interlocutori fortemente voluti e a stretto contatto con l’Amministrazione, concorreranno al consolidamento del nuovo organismo nell’area metropolitana. Pertanto, nulla vieta di sperare che tale innovazione e le sue possibilità di ampliare il lavoro di rete possano fungere da esempio e divenire, magari per intercessione dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), una buona prassi da esportare in altri Comuni dell’Isola».

          *Di cui è componente anche Antonio Costanza, presidente di Palermo Anffas Onlus

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            CODICE UNICO DEL TERZO SETTORE: IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO

            Fonte www.nonprofitonline.itIl Consiglio di Stato ha dato il via libera con osservazioni allo schema di decreto legislativo sul “Codice del terzo settore”, in attuazione dell’art. 1, comma 2, lett. b), l. n. 106 del 2016.

            Il parere è stato reso ai sensi dell’art. 20, comma 3, lett. a), l. n. 59 del 1997, vista la natura di ‘Codice’ di settore del testo sottoposto all’esame del Consiglio di Stato.

            La Commissione speciale ha apprezzato le finalità di fondo del testo, che mira a conferire al fenomeno del non profit una disciplina autonoma e moderna, superando le limitazioni che caratterizzano la disciplina del Libro I del codice civile e assicurando una più ampia attuazione della Carta costituzionale, che riconosce rilievo fondante alle formazioni sociali ove si svolge la personalità del singolo (art. 2) e, più in generale, al fenomeno della c.d. ‘sussidiarietà in senso orizzontale’ (art. 118, comma 4).

            Il Consiglio apprezza lo sforzo di conferire una disciplina organica al complesso fenomeno di «economia sociale», in un periodo storico nel quale sempre più spesso ai fenomeni di government failure (inadeguatezza dell’intervento statale a causa della crisi fiscale) si accompagnano quelli di market failure (impossibilità per il mercato informato al sistema dei prezzi di soddisfare determinati interessi generali).

            Il Consiglio sottolinea, tuttavia, che sarebbe stato auspicabile un più completo esercizio della delega, anche per la parte relativa «alla revisione della disciplina del titolo II del libro primo del codice civile in materia di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro, riconosciute come persone giuridiche o non riconosciute».

            Sempre in via generale, il Consiglio sottolinea l’esigenza di mediare le due contrapposte esigenze: valorizzare le organizzazioni non lucrative (non profit) e, al contempo, salvaguardare gli equilibri funzionali del libero mercato.

            Svariate le osservazioni puntuali svolte in relazione ai dodici Titoli in cui si raggruppano i 104 articoli del testo.

            La commissione speciale evidenzia le possibili criticità di ordine costituzionale connesse alla previsione (art. 4) secondo cui solo alle confessioni religiose che hanno stipulato patti, accordi o intese con lo Stato si applicano le disposizioni del Codice del terzo settore, nonché quella sottesa alla previsione (art. 5) di ampliare, con atti amministrativi generali, il novero delle attività di interesse generale elencate dalla legge.

            Nel parere si suggerisce un più adeguato raccordo fra la disciplina dell’acquisto della personalità giuridica da parte degli Enti del terzo settore (art. 22) e le previsioni generali in tema di riconoscimento delle persone giuridiche private di cui al d.P.R. n. 361 del 2000 e si raccomanda di chiarire meglio la struttura del Registro unico nazionale del Terzo settore (art. 45), sul rapporto esistente tra la struttura nazionale istituita presso il Ministero della lavoro e delle politiche sociali e le articolazioni territoriali su base regionale.

            Inoltre, si suggerisce un migliore coordinamento fra la previsione di cui all’art. 56 (in tema di convenzioni con gli Enti del terzo settore) e i relativi principi di matrice “euro-unitaria”; vengono chiesti alcuni chiarimenti in ordine allo strumento dei ‘titoli di solidarietà’ di cui all’art. 77 del ‘Codice’; si sottolineano alcune lacune nella disciplina della imposizione diretta nei confronti degli Enti del terzo settore (art. 79).

            In merito al “social bonus”, di cui all’art.81, il parere suggerisce di introdurre specifiche previsioni antielusive. Infine, si evidenzia l’importanza dell’attività di monitoraggio e di valutazione ex post dell’impatto della regolazione in esame.

            Il parere è disponibile cliccando qui

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              CARTA PER L’INCLUSIONE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ NELLE AZIONI UMANITARIE

              Fonte www.edf-feph.org – È passato un anno dal lancio della Charter on Inclusion of Persons with Disabilities in Humanitarian Action – la Carta per l’inclusione delle persone con disabilità nelle azioni umanitarie – ad opera del World Humanitarian Summit: cosa è cambiato? Quali sono stati gli sviluppi?

              Ne discuteranno i MEPs – Members of the European Parliament, il 31 maggio prossimo soprattutto in relazione al ruolo dell’Unione Europea e dei suoi stati membri nell’applicazione della Carta in questione.

              L’evento si svolgerà a Brussel, nella sede del parlamento europeo, ed è organizzato dall’International Disability and Development Consortium (IDDC) in collaborazione con l’EDF e lo Human Rights Watch.

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                FONDI SOCIALI, LE REGIONI CHIEDONO CHIARIMENTI AL GOVERNO

                Fonte www.superabile.itIl coordinatore della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia, è critico sulle risorse da destinare per il sociale nel Documento di Economia e Finanza, pubblicato di recente insieme alla manovra economica (decreto legge 50/2017 pubblicato in Gazzetta il 24 aprile): “Prendiamo atto – afferma Garavaglia – che il Governo non ha mantenuto la parola, alla prossima Conferenza comunque proporrò che almeno la mantengano le Regioni mettendo i 50 milioni di euro per la non autosufficienza: noi la parola la manteniamo”.

                “Secondo me le associazioni del sociale, quando leggeranno nel testo che non c’è niente, si arrabbieranno”, aggiunge Garavaglia. “Noi intendiamo comunque mantenere la parola – ribadisce l’assessore al Bilancio della regione Lombardia – poi se al governo va bene tagliare il sociale è una scelta sua ed è perfettamente in linea con la linea del governo di sinistra degli ultimi anni”.

                Garavaglia commenta così la manovra e l’assenza dei fondi attesi per il sociale, facendo riferimento sia al taglio del fondo per le politiche sociali che al fondo per le non autosufficienze come era stato definito dall’Intesa nel corsod ella Conferenza Stato-Regioni dello scorso febbraio sul contributo di finanza pubblica.

                Garavaglia aveva già chiesto al Governo di mantenere gli impegni ripristinando i 210 milioni di euro per politiche sociali e i 38 milioni di euro per l’assistenza alle persone con disabilità.

                Di fronte a questo impegno del Governo la Conferenza delle Regioni anch’essa si era impegnata a recuperare altri 50 milioni da immettere nel Fondo sociale per la non autosufficienza.

                Le Regioni, ricorda Garavaglia, avevano incontrato “il ministro Poletti e al termine dell’incontro eravamo usciti con un comunicato congiunto e l’impegno a ripristinare i fondi”. E’ in quell’occasione, infatti, che era stata espressa la volontà del Governo di intervenire per recuperare le risorse da destinare al rafforzamento delle politiche sociali territoriali.

                Nel decreto del Governo si attendevano 210 milioni di euro per integrare il Fondo nazionale per le politiche sociali e i 38 milioni per garantire l’assistenza e il trasporto degli alunni con disabilità nel prossimo anno scolastico.

                Anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil evidenziano che “nella manovrina mancano le risorse necessarie per ristabilire la dotazione del Fondo per le Politiche Sociali a 311,56 milioni e del Fondo per la Non Autosufficienza a 500 milioni di euro, tagliati da un accordo tra Governo e Regioni e che, solo dopo le pressioni sindacali e del mondo associativo, le istituzioni si erano impegnate a recuperare”.

                Nel decreto, infatti, sottolineano i sindacati, il Governo avrebbe dovuto stanziare 210 milioni di euro per eliminare i recenti tagli al Fondo nazionale per le politiche sociali come da “impegno assunto, e ribadito dallo stesso Presidente del Consiglio Gentiloni, in occasione dell’incontro con il Presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini”.

                Sempre i sindacati ricordano l’accordo che Governo e Regioni avrebbero reperito 50 milioni per cancellare i tagli al Fondo per la non autosufficienza.

                “Anche il ministro Poletti e l’assessore Facciolla, responsabile per le Regioni delle Politiche sociali, hanno ribadito i termini dell’accordo in un incontro con i sindacati confederali e dei pensionati e le associazioni del Tavolo nazionale sulla non autosufficienza”. Cgil, Cisl e Uil quindi chiedono “un chiarimento da parte del Governo e soprattutto la certezza che i Fondi vengano ristabiliti alle cifre concordate, con la garanzia che anche per il futuro la già esigua spesa sociale non subisca ulteriori tagli derivanti dal rispetto dei vincoli di bilancio”.

                Per approfondire

                Leggi l’articolo “Poletti conferma, le risorse nelle prossime settimane”

                Leggi il comunicato Fish sull’argomento