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LA RAPPRESENTANZA DELLE PERSONE CON DISABILITÀ NEL COMUNE DI PALERMO

Fonte www.superando.it – Mantenendo un impegno assunto in campagna elettorale, il riconfermato sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha ufficializzato la presenza dell’Ufficio del Disability Management* all’interno della propria nuova squadra di governo comunale, organismo sostanziato in un tavolo tecnico che sarà impegnato a fianco della Giunta nel condividere «scelte di politica gestionale – come si legge nel documento programmatico – finalizzate a valorizzare la persona con disabilità, adattando l’organizzazione alla migliore accoglienza e gestione dei suoi bisogni, nelle diverse sfere della vita quotidiana».

Allocato all’interno dell’Ufficio di Gabinetto del Sindaco, il Disability Management si interfaccerà con i referenti dei vari settori dell’Amministrazione Comunale, portando le istanze dei cittadini più fragili, ponendo attenzione a tutti gli àmbiti, le fasce sociali e le età, con l’obiettivo principale di promuovere una buona qualità di vita e garantire i diritti di uguaglianza e inclusione sociale.

«I valori fondanti l’azione del nuovo organismo – sottolinea Rocco Di Lorenzo, presidente dell’ARIS (Associazione Retinopatici ed Ipovedenti Siciliani) e dell’UnANPSS (Unione Associazioni No Profit Società e Salute) – saranno dunque la partecipazione attiva, propositiva e di denuncia di eventuali azioni in conflitto con i principi della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, al fine di favorire l’accessibilità in ogni àmbito, non solo dunque nelle politiche socio-sanitarie, ed essere a tal proposito positivo pungolo per l’Amministrazione».

«Di certo – prosegue Di Lorenzo – all’interno di questo quadro di lavoro sinergico, sarà necessario che il confronto serrato e proficuo parta proprio dall’interno di questo stesso organismo, affinché ciascuno dei suoi componenti possa essere messo nella possibilità di evidenziare le proprie competenze e discutere col gruppo le modalità più opportune per trasferirle in azioni pratiche, oltreché per comprendere in ciascun settore quale sia la rete istituzionale da coinvolgere. È proprio da qui, infatti, che dovrebbe poi espandersi trasversalmente e multisettorialmente, per creare un’interfaccia competente con l’Amministrazione. Lavorando in questa ottica, interlocutore privilegiato nei rapporti tra Assessori e Disability Managment potrebbe essere il cosiddetto “sindaco-ombra”, Fabio Giambrone, attuale presidente della GESAP, la società di gestione dell’Aeroporto di Palermo, che nella nuova Giunta è stato designato quale coordinatore della cabina di regia degli Assessori».

«È intuitivo – conclude il Presidente di ARIS e UnANPSS – come in questo quadro si vada a delineare una rete ben definita, cosicché il nuovo organismo tecnico si porrà anche e soprattutto quale “costruttore di reti”, attivando collegamenti con altre Istituzioni del territorio: infatti, il ruolo attivo di alcuni suoi componenti in seno all’Azienda Sanitaria Provinciale e agli Ospedali, attraverso i Comitati Consultivi Aziendali, e l’essere interlocutori fortemente voluti e a stretto contatto con l’Amministrazione, concorreranno al consolidamento del nuovo organismo nell’area metropolitana. Pertanto, nulla vieta di sperare che tale innovazione e le sue possibilità di ampliare il lavoro di rete possano fungere da esempio e divenire, magari per intercessione dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), una buona prassi da esportare in altri Comuni dell’Isola».

*Di cui è componente anche Antonio Costanza, presidente di Palermo Anffas Onlus

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    CODICE UNICO DEL TERZO SETTORE: IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO

    Fonte www.nonprofitonline.itIl Consiglio di Stato ha dato il via libera con osservazioni allo schema di decreto legislativo sul “Codice del terzo settore”, in attuazione dell’art. 1, comma 2, lett. b), l. n. 106 del 2016.

    Il parere è stato reso ai sensi dell’art. 20, comma 3, lett. a), l. n. 59 del 1997, vista la natura di ‘Codice’ di settore del testo sottoposto all’esame del Consiglio di Stato.

    La Commissione speciale ha apprezzato le finalità di fondo del testo, che mira a conferire al fenomeno del non profit una disciplina autonoma e moderna, superando le limitazioni che caratterizzano la disciplina del Libro I del codice civile e assicurando una più ampia attuazione della Carta costituzionale, che riconosce rilievo fondante alle formazioni sociali ove si svolge la personalità del singolo (art. 2) e, più in generale, al fenomeno della c.d. ‘sussidiarietà in senso orizzontale’ (art. 118, comma 4).

    Il Consiglio apprezza lo sforzo di conferire una disciplina organica al complesso fenomeno di «economia sociale», in un periodo storico nel quale sempre più spesso ai fenomeni di government failure (inadeguatezza dell’intervento statale a causa della crisi fiscale) si accompagnano quelli di market failure (impossibilità per il mercato informato al sistema dei prezzi di soddisfare determinati interessi generali).

    Il Consiglio sottolinea, tuttavia, che sarebbe stato auspicabile un più completo esercizio della delega, anche per la parte relativa «alla revisione della disciplina del titolo II del libro primo del codice civile in materia di associazioni, fondazioni e altre istituzioni di carattere privato senza scopo di lucro, riconosciute come persone giuridiche o non riconosciute».

    Sempre in via generale, il Consiglio sottolinea l’esigenza di mediare le due contrapposte esigenze: valorizzare le organizzazioni non lucrative (non profit) e, al contempo, salvaguardare gli equilibri funzionali del libero mercato.

    Svariate le osservazioni puntuali svolte in relazione ai dodici Titoli in cui si raggruppano i 104 articoli del testo.

    La commissione speciale evidenzia le possibili criticità di ordine costituzionale connesse alla previsione (art. 4) secondo cui solo alle confessioni religiose che hanno stipulato patti, accordi o intese con lo Stato si applicano le disposizioni del Codice del terzo settore, nonché quella sottesa alla previsione (art. 5) di ampliare, con atti amministrativi generali, il novero delle attività di interesse generale elencate dalla legge.

    Nel parere si suggerisce un più adeguato raccordo fra la disciplina dell’acquisto della personalità giuridica da parte degli Enti del terzo settore (art. 22) e le previsioni generali in tema di riconoscimento delle persone giuridiche private di cui al d.P.R. n. 361 del 2000 e si raccomanda di chiarire meglio la struttura del Registro unico nazionale del Terzo settore (art. 45), sul rapporto esistente tra la struttura nazionale istituita presso il Ministero della lavoro e delle politiche sociali e le articolazioni territoriali su base regionale.

    Inoltre, si suggerisce un migliore coordinamento fra la previsione di cui all’art. 56 (in tema di convenzioni con gli Enti del terzo settore) e i relativi principi di matrice “euro-unitaria”; vengono chiesti alcuni chiarimenti in ordine allo strumento dei ‘titoli di solidarietà’ di cui all’art. 77 del ‘Codice’; si sottolineano alcune lacune nella disciplina della imposizione diretta nei confronti degli Enti del terzo settore (art. 79).

    In merito al “social bonus”, di cui all’art.81, il parere suggerisce di introdurre specifiche previsioni antielusive. Infine, si evidenzia l’importanza dell’attività di monitoraggio e di valutazione ex post dell’impatto della regolazione in esame.

    Il parere è disponibile cliccando qui

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      CARTA PER L’INCLUSIONE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ NELLE AZIONI UMANITARIE

      Fonte www.edf-feph.org – È passato un anno dal lancio della Charter on Inclusion of Persons with Disabilities in Humanitarian Action – la Carta per l’inclusione delle persone con disabilità nelle azioni umanitarie – ad opera del World Humanitarian Summit: cosa è cambiato? Quali sono stati gli sviluppi?

      Ne discuteranno i MEPs – Members of the European Parliament, il 31 maggio prossimo soprattutto in relazione al ruolo dell’Unione Europea e dei suoi stati membri nell’applicazione della Carta in questione.

      L’evento si svolgerà a Brussel, nella sede del parlamento europeo, ed è organizzato dall’International Disability and Development Consortium (IDDC) in collaborazione con l’EDF e lo Human Rights Watch.

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        FONDI SOCIALI, LE REGIONI CHIEDONO CHIARIMENTI AL GOVERNO

        Fonte www.superabile.itIl coordinatore della commissione Affari finanziari della Conferenza delle Regioni, Massimo Garavaglia, è critico sulle risorse da destinare per il sociale nel Documento di Economia e Finanza, pubblicato di recente insieme alla manovra economica (decreto legge 50/2017 pubblicato in Gazzetta il 24 aprile): “Prendiamo atto – afferma Garavaglia – che il Governo non ha mantenuto la parola, alla prossima Conferenza comunque proporrò che almeno la mantengano le Regioni mettendo i 50 milioni di euro per la non autosufficienza: noi la parola la manteniamo”.

        “Secondo me le associazioni del sociale, quando leggeranno nel testo che non c’è niente, si arrabbieranno”, aggiunge Garavaglia. “Noi intendiamo comunque mantenere la parola – ribadisce l’assessore al Bilancio della regione Lombardia – poi se al governo va bene tagliare il sociale è una scelta sua ed è perfettamente in linea con la linea del governo di sinistra degli ultimi anni”.

        Garavaglia commenta così la manovra e l’assenza dei fondi attesi per il sociale, facendo riferimento sia al taglio del fondo per le politiche sociali che al fondo per le non autosufficienze come era stato definito dall’Intesa nel corsod ella Conferenza Stato-Regioni dello scorso febbraio sul contributo di finanza pubblica.

        Garavaglia aveva già chiesto al Governo di mantenere gli impegni ripristinando i 210 milioni di euro per politiche sociali e i 38 milioni di euro per l’assistenza alle persone con disabilità.

        Di fronte a questo impegno del Governo la Conferenza delle Regioni anch’essa si era impegnata a recuperare altri 50 milioni da immettere nel Fondo sociale per la non autosufficienza.

        Le Regioni, ricorda Garavaglia, avevano incontrato “il ministro Poletti e al termine dell’incontro eravamo usciti con un comunicato congiunto e l’impegno a ripristinare i fondi”. E’ in quell’occasione, infatti, che era stata espressa la volontà del Governo di intervenire per recuperare le risorse da destinare al rafforzamento delle politiche sociali territoriali.

        Nel decreto del Governo si attendevano 210 milioni di euro per integrare il Fondo nazionale per le politiche sociali e i 38 milioni per garantire l’assistenza e il trasporto degli alunni con disabilità nel prossimo anno scolastico.

        Anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil evidenziano che “nella manovrina mancano le risorse necessarie per ristabilire la dotazione del Fondo per le Politiche Sociali a 311,56 milioni e del Fondo per la Non Autosufficienza a 500 milioni di euro, tagliati da un accordo tra Governo e Regioni e che, solo dopo le pressioni sindacali e del mondo associativo, le istituzioni si erano impegnate a recuperare”.

        Nel decreto, infatti, sottolineano i sindacati, il Governo avrebbe dovuto stanziare 210 milioni di euro per eliminare i recenti tagli al Fondo nazionale per le politiche sociali come da “impegno assunto, e ribadito dallo stesso Presidente del Consiglio Gentiloni, in occasione dell’incontro con il Presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini”.

        Sempre i sindacati ricordano l’accordo che Governo e Regioni avrebbero reperito 50 milioni per cancellare i tagli al Fondo per la non autosufficienza.

        “Anche il ministro Poletti e l’assessore Facciolla, responsabile per le Regioni delle Politiche sociali, hanno ribadito i termini dell’accordo in un incontro con i sindacati confederali e dei pensionati e le associazioni del Tavolo nazionale sulla non autosufficienza”. Cgil, Cisl e Uil quindi chiedono “un chiarimento da parte del Governo e soprattutto la certezza che i Fondi vengano ristabiliti alle cifre concordate, con la garanzia che anche per il futuro la già esigua spesa sociale non subisca ulteriori tagli derivanti dal rispetto dei vincoli di bilancio”.

        Per approfondire

        Leggi l’articolo “Poletti conferma, le risorse nelle prossime settimane”

        Leggi il comunicato Fish sull’argomento

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          CONFERENZA DEGLI STATI PARTE SULLA CRPD

          Fonte www.un.org – Si svolgerà a New York, presso il quartier generale ONU dal 13 al 15 giugno p.v., la Conferenza degli Stati Parte sulla CRPD, appuntamento che si ripete regolarmente così come stabilito dall’art. 40 della Convenzione stessa in cui viene indicata appunto l’importanza di discutere con costanza di tutto ciò che riguarda la CRPD e la sua applicazione.

          Possono partecipare alla Conferenza anche le ONG operanti nell’ambito e interessate all’argomento: è necessario però accreditarsi entro il 5 maggio compilando un form disponibile online.

          Per sapere esattamente quali ONG possono partecipare e reperire il form per l’accreditamento e le informazioni utili su come compilarlo, è possibile consultare la pagine dedicata all’evento cliccando qui (disponibile in lingua inglese)

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            POLITICHE SOCIALI E NON AUTOSUFFICIENZE: OCCHI PUNTATI SUL POSSIBILE SCIPPO

            Fonte www.vita.itOcchi puntati sul possibile “scippo” ai danni del Fondo Non Autosufficienza e al Fondo per le Politiche Sociali: 50 milioni in meno per il FNA, che scenderebbe dai 500 attuali per il 2017 a 450 (vanificando in sostanza l’aumento di 50 milioni di euro arrivato soltanto il 22 febbraio con la definitiva conversione in legge del decreto sul Mezzogiorno) e una riduzione di addirittura 200 milioni sui 311 attuali per il Fondo per le Politiche Sociali, pari a un taglio del 64%.

            Questi tagli nei trasferimenti si aggiungono al taglio di 422 milioni di euro al fondo sanitario nazionale derivante dalla riduzione del contributo statale alle Regioni.

            Per il momento il taglio al Fondo Non autosufficienze e al Fondo per le Politiche Sociali non è scritto esplicitamente e un nuovo incontro fra Governo e Regioni, a inizio settimana prossima, potrebbe forse trovare una mediazione e ricomporre una situazione potenzialmente esplosiva.

            I fatti sono questi: secondo quanto previsto dalla legge di stabilità 2016, le Regioni contribuiscono agli obiettivi di finanza pubblica anche a valere sui trasferimenti dallo Stato alle Regioni, per un ammontare pari a circa 485 milioni. A inizio febbraio l’intesa era saltata per «l’avviso negativo formulato dalle Regioni a Statuto speciale Friuli-Venezia Giulia e Sardegna» (qui il report della Conferenza Stato Regioni), mentre il 23 febbraio l’intesa è stata sancita.

            Nell’intesa però, fra le voci indicate dalle Regioni per i minori trasferimenti, ci sono anche il Fondo Non Autosufficienze e il Fondo per le Politiche Sociali. Lo ha confermato ieri il sottosegretario Luigi Bobba rispondendo all’interrogazione di Donata Lenzi (PD): «tra questi trasferimenti risultano anche i Fondi citati dall’interrogante, nelle dimensioni riportate», ovvero 50 milioni di euro in meno per la non autosufficienza e 200 in meno per le politiche sociali.

            «Faccio presente che il Ministero del lavoro e delle politiche sociali non è stato in alcun modo coinvolto nell’istruttoria dell’Intesa, oggetto di confronto con il solo Ministero dell’economia e delle finanze», ha precisato Bobba, ribadendo che «l’orientamento costante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali dimostra la propria contrarietà alla prospettiva di una riduzione di tali fondi, nella consapevolezza che trattasi di risorse destinate alle fasce più deboli della popolazione» (qui la risposta integrale del sottosegretario).

            Al telefono il sottosegretario riprende quanto detto in Commissione, aggiungendo solo che «i fondi suddetti sono tra le voci citate, bisogna poi vedere se le Regioni effettivamente prenderanno da lì i soldi o no». Per Donata Lenzi, capogruppo Pd alla Commissione Affari Sociali della Camera, «la risposta del sottosegretario Bobba sembra dire che l’ipotesi c’è ma il taglio non è ancora certo: quel che intendo ribadire è che se il Parlamento stanzia dei fondi per determinati scopi, non sta alla competenza delle Regioni destinarli ad altro, in disprezzo del Parlamento. Lo spostamento di risorse da una voce all’altra è un modo di fare a cui va posto limite, altrimenti la funzione del Parlamento diventa meramente notarile, per questo è importante che nell’interlocuzione ulteriore che ci sarà entrino anche altre voci, non solo quelle del Ministero delle Finanze e delle Regioni».

            E in riferimento all’avviso negativo di Friuli Venezia Giulia e Sardegna aggiunto: «È incredibile che le Regioni a statuto speciale si sottraggano e scarichino sulle persone in stato di bisogno delle altre Regioni i tagli che avrebbero dovuto affrontare. Il tema di come stanno nel sistema le regioni autonome si pone». I deputati M5s in commissione Affari Sociali, che danno per certo un taglio «da 50 milioni al Fondo per le non autosufficienze e da 211 milioni al Fondo Politiche Sociali», in una nota scrivono che «il fatto che il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, come affermato dal sottosegretario Bobba, non abbia partecipato al confronto non lo esclude dalle responsabilità. Anzi, questa assenza costituisce un’aggravante perché conferma ancora una volta come oramai le politiche per la salute siano totalmente subordinate a alle decisioni economiche. Aggiungiamo che mentre il Fondo politiche sociali sarà sostanzialmente smantellato, passando da 311 a 99,7 milioni, quello per le non autosufficienze perderà quei 50 milioni che gli erano stati aggiunti appena prima dell’intesa Stato-Regioni del 23 febbraio, nell’ambito della legge per la Coesione sociale e il Mezzogiorno. La situazione avrebbe del grottesco, se non fosse grave».

            Per approfondire

            Leggi il comunicato di Fish e Forum Terzo Settore

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              Progetto Home Care Premium 2017: modalità per l’inoltro della manifestazione di interesse

              E’ stata pubblicata la richiesta di manifestazione di interesse all’adesione al Progetto Home Care Premium 2017 rivolto agli Ambiti Territoriali Sociali o, in caso di inerzia degli ATS, agli Enti Pubblici Istituzionalmente competenti alla gestione convenzionata di Servizi socio assistenziali.

              Gli Ambiti territoriali, altri Enti pubblici che hanno competenza a rendere i servizi di assistenza alla persona, potranno, entro il 10 Aprile 2017, manifestare l’interesse a partecipare al Progetto HCP 2017 trasmettendo il modulo presente nella pagina Home > Concorsi e Gare > Welfare, assistenza e mutualità > Avvisi Welfare alla Direzione Regionale INPS territorialmente competente.

              Vai all’Avviso Home Care Premium 2017 manifestazione di interesse