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Archivio mensile Febbraio 2013

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SOTTOSCRITTO IN PROVINCIA UN PROTOCOLLO D’INTESA A FAVORE DEI DISABILI

L’assessorato alle Politiche Sociali della Provincia di Cosenza si è impegnato, attraverso un apposito Protocollo d’Intesa sottoscritto con Anffas Calabria rappresentata da Marinella Alesina e l’Associazione “Infanzia ed Adolescenza G. Rodari” di Cosenza rappresentata da Monica Zinno, a promuovere un’azione costante e capillare su tutto il territorio della provincia di Cosenza finalizzata a creare una nuova cultura della disabilità basata sul pieno rispetto dei diritti umani, la rimozione di barriere, ostacoli e discriminazioni, il sostegno alla piena inclusione e partecipazione alla vita sociale delle persone con disabilità, così come stabilito nella Convenzione Internazionale sui Diritti delle Persone con Disabilità dell’ONU del 2009 e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’iniziativa è stata presentata nel Salone degli Stemmi della Provincia di Cosenza nel corso di una conferenza stampa a cui hanno preso parte il Vicepresidente della Provincia di Cosenza Domenico Bevacqua, anche nella sua qualità di Assessore provinciale alle Politiche Sociali e le due rappresentanti del mondo dell’associazionismo Maria Alesina e Monica Zinno.
“Attraverso questo Protocollo d’Intesa che è aperto a quanti vorranno sottoscriverlo –ha spiegato Bevacqua- vogliamo aderire in maniera attiva e convinta ai principi e alle indicazioni della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità per la programmazione e il miglioramento delle politiche sociali nel territorio della Provincia di Cosenza e ci impegniamo a promuovere il raggiungimento di una serie di obiettivi per favorire il coinvolgimento e la partecipazione attiva delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni più rappresentative, con particolare riferimento all’ANFFAS, nei processi relativi alla loro inclusione sociale. L’obiettivo è quello di mettere in campo una serie di azioni ed iniziative tese a favorire l’informazione, la sensibilizzazione e la formazione sulla disabilità e su quanto ruota intorno ad essa”.
“Al Protocollo, che non comporta nessun onere finanziario per quanti vogliono sottoscriverlo –ha aggiunto il vicepresidente della Provincia di Cosenza- potranno aderire tutti i soggetti pubblici e privati che operano nell’interesse e a favore delle persone disabili. Il nostro obiettivo finale è quello di mettere in campo una progettualità nuova per costruire un modello sociale che abbia come bussola la Convenzione dell’ONU ed una vera e propria “rete” di associazioni e persone pronte a contrastare ogni tipo di discriminazione e a favorire una serie di azioni ed iniziative realmente inclusive. L’impegno che sin da oggi posso assumere è quello di organizzare entro il mese di aprile una convention di quanti operano nel mondo della disabilità”.
L’ANFFAS Calabria e l’Associazione “Infanzia ed Adolescenza G. Rodari” di Cosenza si impegneranno a sviluppare attività atte a stabilire e mantenere rapporti con gli Organi governativi e legislativi internazionali, europei, nazionali e regionali, con gli Enti Locali e con i Centri pubblici e privati operanti nel settore della disabilità; promuovere e partecipare ad iniziative anche in ambito legislativo, amministrativo e giudiziario a tutela delle persone con disabilità e loro familiari; promuovere e sollecitare la ricerca, la prevenzione, la cura, l’abilitazione e la riabilitazione sulla disabilità intellettiva e/o relazionale, proponendo alle famiglie ogni utile informazione anche di carattere normativo, sanitario e sociale ed operando per rimuovere le cause di discriminazione e creare le condizioni di pari opportunità.

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ELEZIONI POLITICHE 2013: 13 PUNTI PER RIMETTERE AL CENTRO DELLE AGENDE POLITICHE IL RISPETTO DEI DIRITTI

ANFFAS ONLUS PRESENTA AI PARTITI IN LIZZA PER LE PROSSIME ELEZIONI IL SUO MANIFESTO/APPELLO PER LA TUTELA E PROMOZIONE DEI DIRITTI DELLE PERSONE CON DISABILITA’

“Nulla su di noi senza di noi

“: questa è la base da cui parte il manifesto/appello di Anffas Onlus – Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale

(aderente a FISH, Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, e al Forum del Terzo Settore) inviato ai partiti in lizza per le prossime elezioni politiche.

Un elenco di 13 punti che riassumono in sintesi le azioni chiave che l’Associazione propone, in rappresentanza degli oltre 15.000 associati ed in sinergia e a supporto del manifesto FISH, alle forze politiche di inserire in agenda, per consentire il rispetto dei diritti umani delle persone con disabilità, in particolare quelle con disabilità intellettiva e/o relazionale, e delle loro famiglie.

Inclusione scolastica, inclusione lavorativa, accessibilità alla formazione ed informazione, rispetto della Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità, definizione dei nuovi criteri per l’accertamento della disabilità e progetto globale di vita, rivisitazione dei Livelli essenziali: sono solo alcune delle tematiche che da sempre ruotano attorno alla disabilità e che invece, soprattutto negli ultimi anni, hanno trovato poco spazio sui tavoli politico-istituzionali se non quando si è tratto di decurtate risorse e servizi.

“La politica non può e non deve più ignorare o trattare con superficialità le questioni relative ai diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie” afferma Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas Onlus.

Continua il presidente: “Le persone con disabilità e le loro famiglie che la nostra Associazione rappresenta chiedono con forza un impegno concreto, corretto e competente da parte della nostra politica e di vedere inseriti nell’Agenda del prossimo Governo le azioni, da tempo attese e richieste, che hanno impatto significativo sulle politiche in materia di disabilità. E ancora una volta, ci facciamo parte attiva – non solo segnalando i problemi, ma anche proponendo soluzioni – con l’obiettivo di rimettere al centro le persone, con i propri i diritti, e rimuovere le numerose discriminazioni ancora esistenti nel nostro Paese“.

Conclude: “Quello che auspichiamo, anzi che chiediamo con forza, è che con la prossima legislatura si possano vedere sui tavoli delle istituzioni queste problematiche perché non si tratta di argomenti accessori, ma di questioni sostanziali che riguardano milioni di cittadini e famiglie tra quelli più vulnerabili nel nostro Paese”

Ecco i punti del manifesto Anffas Onlus “Diritti a tutti costi, non risparmi a tutti costi”

1. “Nulla su di noi senza di noi”: ridateci le opportunità di concertazione!

Negli ultimi anni si è assistito all’abbandono dei luoghi della concertazione in favore di un sistema nel migliore dei casi di superficiale comunicazione. E’ di fondamentale importanza ricostituire, ai vari livelli, i luoghi di una concertazione proficua con le formazioni ed organizzazioni maggiormente rappresentative.

2. Ripartiamo dai diritti umani: dare attuazione alle Convenzione Onu

Il punto di partenza delle politiche che ci riguardano deve essere la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ratificata dall’Italia con L. 18/09. E’ necessario che il nostro Paese renda concreto e pienamente applicato tale strumento, a partire dalla redazione di un testo coordinato sulla disabilità che raccolga, sintetizzi e semplifichi tutte le norme, azioni ed iniziative in materia.

3. A ciascuno il suo progetto di vita: attuare l’art. 14 e 24 della Legge 328/00

L’attuale sistema di accertamento e verifica dell’invalidità civile, stato di handicap e disabilità è basato su un approccio medico-legale e assicurativo superato, antieconomico e spesso fonte di autentiche vessazioni e discriminazioni. La classificazione ICF, i sistemi di valutazione dei sostegni ed il riferimento a paradigmi avanzati, uniti alla formulazione di un progetto di vita individuale e personalizzato possono garantire un’equa e razionale distribuzione delle risorse ed il rispetto dei fondamentali diritti delle persone con disabilità.
4. Ad ognuno ciò che spetta: rivedere i livelli essenziali ed aggiornare il nomenclatore tariffario

In Italia permane una discriminazione territoriale frutto della disomogeneità della rete di servizi per le persone con disabilità. E’ necessario che siano definiti degli adeguati livelli (i livelli essenziali sanitari e quelli delle prestazioni sociali), strumenti e supporti, opportunamente finanziati e costantemente aggiornati, garantiti a tutti i cittadini quali diritti soggettivi immediatamente esigibili.

5. Ridiamo respiro al sistema sociale: finanziare i fondi sulle politiche sociali e non autosufficienza

E’ necessario invertire quanto avvenuto negli ultimi anni con l’indiscriminato taglio lineare dei fondi nazionali sulle politiche sociali e per la non autosufficienza, nonché di quei capitoli del fondo sanitario dedicati a fondamentali servizi per la tutela della salute dei cittadini con disabilità. Un primo passo in tal senso non può che essere rappresentato dal rifinanziamento dei due fondi sociali riportandoli almeno ai valori del 2008, nonché dal progressivo trasferimento di risorse dal fondo sanitario verso quello sociale per superare il modello sanitarizzante in favore di quello bio-psico-sociale.

6. Basta ai diritti sulla carta! Dare attuazione alle leggi sulla disabilità

L’Italia ha tante buone norme in materia di disabilità, per la maggior parte inapplicate. E’ fondamentale ripartire dalla piena e concreta attuazione delle leggi esistenti (per es. la L. 104/92, la L. 328/2000, la L. 67/06) e dell’allocazione delle necessarie risorse economiche.

7. Pagare il giusto: rendere la compartecipazione al costo dei servizi simbolica e sostenibile

Nel corso degli ultimi anni si è registrato un aumento progressivo e spesso insostenibile della richiesta di compartecipazione al costo da parte delle famiglie per servizi e supporti essenziali per una buona qualità di vita delle persone con disabilità. Tale deriva va assolutamente contrastata attraverso l’emanazione di adeguati strumenti che abbiano alla base il criterio del “pagare il giusto”: la compartecipazione al costo, laddove prevista per legge, deve essere sempre simbolica, sostenibile e basata sul reddito della sola persona con disabilità, fatte salve le situazioni regionali di miglior favore.

8. No alla morte civile delle persone: abrogare interdizione ed inabilitazione e dare forza all’amministrazione di sostegno

Purtroppo, anche se rivisitati, sono ancora presenti nel nostro ordinamento i vecchi istituti di protezione giuridica dell’interdizione e dell’inabilitazione, che di fatto determinano la “morte civile” della persona con annullamento della sua dignità. E’ necessario che questi vengano definitivamente abrogati e che si rafforzino l’istituto dell’amministrazione di sostegno e tutti gli strumenti che tutelano e favoriscono la capacità di agire delle persone con disabilità.

9. Fermiamo la discarica sulle famiglie: dare adeguati sostegni a genitori e familiari

L’attuale normativa prevede una serie di agevolazioni, permessi e misure di sostegno alla conciliazione lavoro-famiglia, ma le stesse – laddove attuate – non sono assolutamente sufficienti. Occorre prevedere percorsi di flessibilità lavorativa ed integrazione al reddito per il mantenimento del posto di lavoro, sostegno al reddito per il familiare laddove non lavoratore o impossibilitato, a causa della disabilità del figlio, a proseguire l’attività lavorativa, nonché flessibilità in uscita con anticipazione dell’età pensionabile.

10. Agire prima, agire subito: garantire diagnosi e presa in carico ai bambini con disabilità

Intervenire bene prima, significa intervenire meno dopo ed evitare le vergognose liste d’attesa nell’età della vita in cui l’intervento di cura risulta più efficace. E’ indispensabile che il nostro Paese ottemperi alle raccomandazioni dell’Onu in materia di salute e disabilità, a partire dalla raccolta di dati relativi all’età 0-5 anni.

11. Tutti a scuola, senza se e senza ma: garantire l’inclusione scolastica

La scuola è un luogo naturale per l’inclusione sociale delle persone con disabilità e per favorirne l’acquisizione di adeguate competenze ed abilità in vista della partecipazione attiva al contesto sociale e/o di un futuro inserimento nel mondo del lavoro. Le persone con disabilità “vissute” come ricchezza ed opportunità di crescita per tutti e non come “problema” impongono all’intero sistema scolastico di ri-orientare il proprio approccio in chiave inclusiva, operando prioritariamente sull’approccio culturale, ma anche garantendo un’adeguata e qualificata presenza di figure formate, a partire dai docenti curricolari fino al personale ATA, nonché introducendo innovativi sistemi educativi e di apprendimento quali strumenti informatici, lavagne interattive, tecniche e linguaggi semplificati.

12. Meno assistenza+lavoro=maggiore inclusione sociale: garantire l’inclusione lavorativa

Recenti provvedimenti normativi consentono alle aziende di sottrarsi agli obblighi previsti dalla L. 68/99. Di fatto, l’accesso al mondo del lavoro vero delle persone con disabilità rimane una chimera e comporta una reale discriminazione addirittura doppia nel caso delle donne con disabilità. Investire per creare opportunità di lavoro significa avere cittadini con pari diritti, ma anche con pari doveri. Si richiede un formale impegno a creare concrete opportunità dando piena applicazione alla Legge 68 e potenziando il sistema di formazione professionale.

13. Rendiamo tutto più facile: garantire l’accessibilità della formazione ed informazione per le persone con disabilità intellettiva

Le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale hanno diritto ad accedere all’informazione, alla formazione ed alla cultura in condizioni di pari opportunità con gli altri. Occorre mettere in campo e sviluppare strumenti e buone prassi, quali soprattutto il linguaggio facile da leggere e da comprendere, per rendere accessibili le opportunità di formazione e informazione.

Roma, 5 febbraio 2013