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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ 2021: ANFFAS: «NIENTE SU DI NOI, SENZA DI NOI PER IL FUTURO CHE VOGLIAMO!»

Oggi, venerdì 3 dicembre 2021, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità (International Day of Persons with Disabilities – IDPD) istituita ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 1992, Anffas Tutta si unisce alle celebrazioni che si stanno svolgendo a livello mondiale per richiamare, ancora una volta, l’attenzione sulla necessità di garantire i diritti umani, civili e sociali nonché la Qualità di Vita a tutte le persone con disabilità, specie intellettive e disturbi del neurosviluppo, e alle loro famiglie.

Esigenza, questa, che ha origine proprio dalle persone con disabilità e dalle loro organizzazioni rappresentative che, come Anffas, reclamano una maggiore attenzione da parte dei Governi e delle Istituzioni locali nel dare ascolto alla loro voce, sempre ed in qualunque contesto, in particolare rispetto a quegli aspetti culturali, sociali, economici e politici che li riguardano in prima persona.

E ciò assume particolare rilievo se pensiamo che il tema cui è stata dedicata la Giornata di quest’anno è, appunto, “Leadership e partecipazione delle persone con disabilità verso un mondo post-COVID-19 inclusivo, accessibile e sostenibile” (Leadership and participation of persons with disabilities toward an inclusive, accessible and sustainable post-COVID-19 world).

Un tema, più che mai attuale, che si proietta in avanti, verso un futuro post-pandemico resiliente ma allo stesso tempo inclusivo, accessibile e sostenibile, a conferma dell’importanza di garantire a tutte le persone con disabilità il pieno diritto a partecipare alla vita comunitaria, ad autodeterminarsi ed autoaffermarsi come anche sancito dalla stessa Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD).

In particolare, sono proprio i principi di autodeterminazione e autorappresentanza che si configurano come requisiti indispensabili per assicurare alle persone con disabilità di poter contribuire attivamente al perseguimento degli obiettivi previsti nell’ambito dell’Agenda 2030 che, ricordiamo, si impegna a “non lasciare nessuno indietro” per la costruzione di una società migliore.

Un concetto, quest’ultimo, definito e ripreso lo scorso 29 novembre anche dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che, riproponendo lo slogan del movimento associativo delle persone con disabilità “Niente su di noi, senza di noi”, ha esortato “tutti i paesi ad attuare pienamente la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, aumentare l’accessibilità e smantellare le barriere legali, sociali, economiche e di altro tipo con il coinvolgimento attivo delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni rappresentative.”

“Si tratta di un impegno, ahimè, fino ad oggi disatteso” dichiara il Presidente nazionale Anffas, Roberto Speziale. “È sufficiente soffermarsi ad analizzare quanto accaduto in Italia, così come nel resto del mondo, durante la pandemia Covid-19, a partire dal completo abbandono delle persone con disabilità nel primo lockdown all’esclusione delle stesse all’interno delle categorie prioritarie della campagna vaccinale; constateremo, difatti, che sono state le persone più fragili, qui comprese le persone con disabilità intellettive e i loro familiari, ad aver risentito maggiormente dell’impatto dell’emergenza. Abbandonate a loro stesse, sono state trattate alla stregua, come più volte denunciato proprio da Anffas, di cittadini di serie B”.

“Tutto questo è indice di come molto deve essere ancora fatto per imprimere quel cambiamento culturale di cui parliamo ormai da anni.” Continua così il Presidente Speziale: “È vero, molti passi avanti sono stati fatti, specie a livello culturale, grazie ai paradigmi della Convenzione ONU alcuni dei cui concetti sono stati nel tempo recepiti all’interno del linguaggio quotidiano. Ma ancora non basta. Come Anffas, rinnoviamo il nostro impegno affinché alle parole seguano i fatti; fatti concreti che sappiano rispondere alle istanze delle persone con disabilità che chiedono all’unisono di «essere ascoltate, comprese ed incluse al pari di qualsiasi altra/o cittadina/o.»

Le persone con disabilità, in quanto beneficiarie e agenti di cambiamento, possono essere, infatti, delle risorse preziose da attivare e coinvolgere per costruire, a livello internazionale, una società inclusiva, sostenibile e attenta alle necessità di ognuno. In tal senso, Anffas ben apprezza le dichiarazioni, fra le altre, del Segretario Guterres nel richiedere l’impegno di tutti per realizzare un futuro sostenibile, inclusivo ed equo, che non lasci più indietro o solo nessuno.

Ciò detto, già da tempo Anffas ha fatto propria l’esigenza di far partecipare, in maniera attiva e responsabile, le persone con disabilità al dialogo con la comunità di appartenenza e le Istituzioni, anche attraverso la costituzione di una Piattaforma Italiana Autorappresentanti In Movimento (PIAM), il primo movimento di Autorappresentanza (Self-Advocacy) a livello nazionale, composto da persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. Uno spazio condiviso dove gli stessi autorappresentanti hanno la possibilità di dibattere insieme ed esprimere le proprie idee, opinioni e richieste rispetto a questioni che riguardano non solo la cura e l’assistenza, i servizi ed i diritti, ma anche questioni di significato: significato della disabilità, significato di umanità, significato di competenze, significato di cittadinanza, significato di risposte etiche alla diversità umana.

In tale ottica, la Giornata del 3 dicembre rappresenta l’occasione più importante che il movimento associativo delle persone con disabilità ha per ottenere la giusta attenzione e, al contempo, per valorizzare ogni singolo individuo, indipendentemente dal fatto che abbia o meno una o più disabilità, e abbattere qualsiasi tipo di barriera, discriminazione, pregiudizio e stigma che ne limitino il riconoscimento e il godimento dei diritti fondamentali.

“Come Anffas – riprende il Presidente – auspichiamo pertanto che, attraverso le nostre iniziative promosse in questi giorni a livello locale e nazionale,  a partire dal Convegno annuale “Progettare Qualità di Vita: L’evoluzione della L 112/2016” del 1 dicembre u.s., nonché da quelle delle reti associative con cui Anffas collabora, ad esempio il Convegno FISH “La FISH verso la Conferenza Nazionale sulla disabilità” del 3 dicembre, saremo in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica ad accettare e comprendere la disabilità nonché favorire, passo dopo passo, l’integrazione e l’inclusione delle persone con disabilità quali protagoniste attive e responsabili delle proprie scelte per il futuro e per la comunità in cui vivono.”

In conclusione, “Anffas continuerà, nel nome del “niente su di noi, senza di noi” e attraverso il dialogo, il monitoraggio e il sollecito costante presso il Governo e le Istituzioni afferenti il mondo della disabilità e, più in generale del Terzo Settore italiano, a sostenere le famiglie e le persone con disabilità che da più di 60 anni rappresentiamo nella presentazione delle proprie istanze. Il tutto affinché i loro diritti siano pienamente rispettati e promossi all’interno di una visione inclusiva della disabilità.”

Corigliano Rossano 3.12.2021

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In piazza contro la Violenza sulle donne

Il 25 novembre è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Anche Anffas scenderà in piazza insieme a @centroantiviolenzafabiana presentando un’installazione artistica da parte delle persone con disabilità dell’anffas.

Vi invitiamo a partecipare a questa importante giornata di sensibilizzazione 👠👠

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CAMPAGNA DI NATALE “e-ANFFAS” 2021

Prende avvio, in questi giorni, con tante belle novità, la Campagna di Natale “e-Anffas” 2021 per fare i propri regali solidali.

e-Anffas è un negozio virtuale di “e-commerce solidale” realizzato da Anffas Nazionale per promuovere l’inclusione lavorativa e l’autoaffermazione delle persone con disabilità.

Si tratta di creazioni uniche, realizzate da persone con disabilità con l’aiuto dei loro genitori, volontari e facilitatori.

Andando sul sito www.e-anffas.net nella sezione “Natale Solidale 2021”, i visitatori troveranno tante belle novità ad attenderli appositamente pensate per questa campagna.

In questo modo si potranno prenotare, tra una ampia gamma di proposte, regali solidali – per sé stessi, per i propri familiari e per gli amici.

Nello spirito del Natale non ci può essere regalo più bello di quello che, allo stesso tempo, ci fa fare un gesto di affetto nei confronti dei nostri cari e ci permette di aiutare le persone con disabilità a realizzare i loro sogni e progetti.

Il motto a cui si ispira il progetto è “Non pesi ma risorse produttive”.

Infatti, ancora oggi molto spesso, così sono considerate le persone con disabilità. Per questo motivo viene loro negato il diritto al lavoro o sono fatte oggetto del pregiudizio che porta molte persone ad essere convinte che le persone con disabilità, specie quelle con disabilità intellettive, non sanno o non possono svolgere attività realmente utili e produttive.

Questo progetto dimostra, invece, che le persone, anche quelle con disabilità più complesse, ove adeguatamente supportate, riescono ad esprimere, al meglio, le loro straordinarie capacità soprattutto nel campo artigianale ed artistico.

Le persone con disabilità si possono aiutare in tanti modi e tante sono le dimostrazioni di solidarietà, amicizia e generosità nei loro confronti, ma scegliere, per questo Natale, un prodotto da loro realizzato è un gesto che ha un valore inestimabile. Sentirsi valorizzati ed apprezzati produce nelle persone con disabilità sentimenti positivi che contribuiscono ad accrescere la loro autostima. Questi positivi sentimenti si attivano ogni volta che le stesse persone con disabilità vedono che i loro amici, senza disabilità, decidono di fare i loro regali scegliendo, attraverso la piattaforma e-Anffas, un prodotto da loro realizzato. 

La Campagna per i regali solidali e-Anffas Natale 2021 mette in campo tante nuove ed accattivanti idee ed oltre a poter richiedere le singole creazioni natalizie, si potranno prenotare delle confezioni “BOX” contenenti un interessante mix di prodotti natalizi, unici nel loro genere.

Coloro che riceveranno i regali solidali troveranno all’interno delle confezioni anche materiale informativo che descrive il progetto “e-Anffas”. In questo modo non solo avranno piena consapevolezza del valore aggiunto del regalo ricevuto ma, a loro volta, potranno decidere di sostenere il progetto. 

Per chi volesse prenotare i singoli prodotti o le box natalizie dovrà però affrettarsi in quanto si tratta di una produzione limitata e si deve tenere conto anche dei tempi necessari per la consegna se si vuole avere la certezza di ricevere il tutto in tempo utile.

e- Anffas è un progetto importante ed ambizioso ma lo stesso potrà crescere solo se le richieste di regali solidali saranno numerose. Si tratta di dare senso ai grandi sacrifici posti in essere – in questo periodo di difficoltà, ansie e paure – dalle persone con disabilità che hanno lavorato e stanno tuttora lavorando per realizzare i prodotti e dalle associazioni che stanno credendo ed investendo su questo progetto.

Solo grazie al sostegno di tutti, familiari, amici, associati, volontari, operatori dei servizi Anffas, donatori e sostenitori, si potrà contribuire a sostenere e far crescere questa iniziativa.

Tutti insieme possiamo provare a rompere il muro dell’indifferenza e del pregiudizio e dimostrare, all’intera comunità, il valore unico ed originale delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.

Aspettiamo il tuo ordine solidale, visita il sito www.e-anffas.net.

Buon shopping solidale e buone festività natalizie 2021 da tutte le persone con disabilità di Anffas!

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La Convenzione 15 anni dopo: quel che si è fatto e quel che resta da fare

Fonte www.superando.it – Tutti gli aspetti teorici e pratici che hanno ispirato la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, a 15 anni dalla sua approvazione, sono stati approfonditi nel corso di un recente evento, considerando gli effetti positivi e ciò che invece manca ancora per l’effettiva applicazione di quello che è stato il primo atto normativo che ha consacrato i diritti delle persone con disabilità come diritti umani, da tutelare sempre e comunque. È accaduto a Torino, a cura dell’Associazione Abilitando, che ha potuto avvalersi della partecipazione di alcuni autorevoli esperti del settore.

15 anni dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilitàquesto il titolo dell’edizione 2021 del convegno organizzato annualmente dall’Associazione torinese Abilitando (Dove la tecnologia incontra la disabilità), svoltosi qualche settimana fa in modalità mista, sia online che in presenza, presso la Sala Conferenze Reale Mutua di Torino [se ne legga anche la nostra ampia presentazione a questo link, N.d.R.].
Abilitando, infatti, organizza da diversi  anni eventi sulle tematiche più attuali che impattano sulla disabilità e l’edizione di quest’anno è stata coordinata da Haydée Longo, avvocata, fondatrice di Lex4All.com e da Mauro Buzzi, socio fondatore della stessa Abilitando e presidente della FEDMAN (Federazione Disability Management).
Tra i relatori si sono alternati noti esperti del settore, come Vincenzo Falabella, presidente Nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Giampiero Griffo, coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, Franco Lepore, avvocato, già disability manager del Comune di Torino e dirigente dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechio e degli Ipovedenti), Nannerel Fiano, assegnista di ricerca all’Università Statale di Milano, Anna Revello di Reale LAB e Luca Rossin, segretario del Comitato Operativo di Reale Foundation.

I diversi aspetti teorici e pratici che hanno ispirato la Convenzione ONU, nei cinquanta articoli che la compongono, sono stati approfonditi nel corso dell’evento, considerando gli effetti positivi e ciò che invece manca ancora per l’effettiva applicazione di quello che è stato il primo atto normativo (ratificato dall’Italia con la Legge 18 del 2009) che ha consacrato i diritti delle persone con disabilità come diritti umani, da tutelare sempre e comunque. «Un passaggio fondamentale per l’introduzione di diritti che altrimenti non sarebbero arrivati a livello istituzionale degli Stati aderenti», ha affermato Haydèe Longo.
In particolare, nella Convenzione è stato introdotto il concetto di inclusione, in contrapposizione a quello di integrazione, ovvero progettare pensando alle persone con disabilità, non facendo in modo che queste vi si debbano adattare a posteriori, ed è stato introdotto il cosiddetto modello bio-psico-sociale delle condizioni delle persone con disabilità, non più legate al loro stato fisico, ma all’ambiente circostante.
Intervenuto durante la parte introduttiva del convegno di Torino, Lepore ha approfondito proprio quest’ultimo aspetto, affermando che il contesto può fare la differenza: un contesto favorevole può aiutare e dunque favorire, ma se è sfavorevole può danneggiare e dunque sfavorire. Ha concluso quindi con una frase emblematica: «Le persone con disabilità sono una parte del mondo e non un mondo a parte».

Dal canto suo Falabella ha ripercorso l’excursus storico della Convenzione, e ricordato il cammino difficile ma necessario che le persone e i movimenti  hanno percorso, in particolare attraverso un interlocutore autorevole quale la Federazione FISH, alla quale aderiscono  oltre quaranta Associazioni sia nazionali che regionali, di persone con diverse disabilità. «Prima arriva la persona e poi la sua disabilità – ha affermato  Falabella – un cambiamento culturale, questo, che in Italia non era scontato. Il nostro sistema di welfare era poggiato sulla protezione e sull’aspetto risarcitorio, ma il movimento associativo era pronto e maturo per cercare il cambiamento; oggi, subito dopo la Carta Costituzionale c’è la Convenzione ONU per rivendicare i diritti umani».
Il Presidente della FISH ha quindi sottolineato l’importante differenza tra il programma di azione e il piano di azione: le riforme non possono essere fatte a costo zero e il problema è che ad un programma di azione deve seguire un piano d’azione, stanziando le risorse opportune. «Purtroppo – ha concluso – durante la pandemia il  welfare risarcitorio ha fatto sentire tutto il suo limite e il Terzo Settore ha dovuto far fronte alle necessità delle persone con disabilità, sostituendosi in molti casi alle Istituzioni».

Il tema del welfare è stato ripreso da Giampiero Griffo, che lo ha approfondito sia a livello di organizzazione mondiale, citando DPI (Disabled Peopoles’ International), sia di Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, organismi di cui è parte attiva.
«Durante il periodo della pandemia – ha dichiarato – la stessa Commissaria Europea che si occupa di disabilità ha affermato che le persone con disabilità hanno subito un carico spropositato e ha condannato come violazione dei diritti umani la scelta del triage adottato, ovvero dell’esclusione dalle terapie urgenti delle persone anziane e di quelle con disabilità: ma il triage non va fatto sulle categorie di persone, bensì sulle loro condizioni cliniche!».
Griffo ha elencato quindi le molte criticità emerse durante la pandemia: i servizi di emergenza poco attenti, l’elevato numero di morti (41%) e addirittura di stupri tra i residenti nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistite), la mancanza di interventi domiciliari, ciò che ha demandato il carico alle famiglie, il fallimento della didattica scolastica a distanza, quasi impossibile per molte persone con disabilità intellettive.
Riprendendo infine il concetto del fattore bio-psico-sociale introdotto dalla Convenzione ONU, che è legato ai diritti umani, Griffo ha affermato l’ICF, la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute prodotta dall’Organizzazione Mondiale della Sanitàò, attualmente non tiene conto dei fattori culturali e comunque non è legata ai diritti umani.

Altro importante concetto notoriamente introdotto dalla Convenzione ONU è quello dei cosiddetti “accomodamenti ragionevoli”, ovvero tutti quegli adattamenti, procedure personalizzate, modifiche hardware e/o software ecc., che con una spesa non spropositata consentono di abbattere una barriera e dunque di ridurre l’handicap. A tale scopo, la ministra per le Disabilità Erika Stefani ha istituito un gruppo di lavoro per progetti personalizzati a favore delle persone con disabilità, attraverso un budget di progetto che fa utilizzare tutte le risorse possibili per le persone stesso. Su tale tema Griffo ha assicurato che l’Osservatorio ne monitorerà l’iter, facendo in modo che si decida insieme alla persona, o a chi la rappresenta, quali accorgimenti ragionevoli adottare.
«Anche la nostra Federazione – ha dichiarato il presidente della FEDMAN Buzzi – è impegnata fortemente su questi temi e in particolare sta realizzando un portale sugli accomodamenti ragionevoli, lavorando istituzionalmente affinché venga ben definita la figura del disability manager quale punto di riferimento per l’inclusione lavorativa e sociale delle persone con disabilità».

Sono stati poi approfonditi i temi dell’intersezionalità e della doppia discriminazione delle donne con disabilità da Nannerel Fiano, con un intervento sul tema Importanza della Convenzione ONU e le discriminazioni multiple. In particolare la ricercatrice ha illustrato come diverse caratteristiche che si intersecano possano portare a discriminazioni multiple. Per fare qualche esempio, alcuni segmenti di donne presentano rischi di violenza maggiori di altre, tra cui le donne separate, divorziate, giovani e con disabilità.
Di tali problematiche si sta ampiamente occupando anche un gruppo di lavoro composto da donne afferenti alla FISH e, anche alla luce di quanto purtroppo accade quotidianamente, finalmente si stanno dedicando studi approfonditi nel diritto costituzionale e si sta prestando attenzione a livello legislativo ai temi della doppia discriminazione e dell’intersezionalità.

Durante il convegno sono stati trattati anche gli aspetti relativi agli ausili tecnologici, con Antonello Magaletti, Apple Distinguished Educator, Education Business Development Manager di C&C, partner tecnologico del Convegno, che ha mostrato con interessanti video e immagini le possibilità offerte dalla tecnologia pensata per tutti, fin dall’infanzia, e come sia importante la formazione tanto degli alunni/alunne quanto dei docenti, in modo particolare di quelli di sostegno.
Con la competenza nel campo della formazione che lo contraddistingue, Magaletti ha mostrato che tutti i dispositivi Apple hanno tra le impostazioni di accessibilità oltre 150 funzioni che li rendono compensativi e dispensativi, a seconda delle diversità e necessità: vi sono infatti funzioni di voce, ingrandimenti, mobilità, rallentamento e udito, come ausili a disabilità quali la cecità, l’ipovisione, la sordità, la disabilità agli arti superiori, i problemi cognitivi e intellettivi, l’autismo e la dislessia. Purtroppo, durante la didattica a distanza e la didattica digitale integrata, si è perso il 23% degli studenti con disabilità, per motivazioni diverse, come la mancanza di connessione internet, postazioni informatiche scolastiche inadeguate, ma soprattutto la fornitura di dispositivi senza alcuna formazione sull’utilizzo.

A concludere il convegno sono stati gli interventi di Anna Revello e Luca Rossin di Innovability – Reale LAB, partner dell’incontro, insieme all’Associazione Utensilia, che hanno illustrato le iniziative e i progetti continuativi di questa edizione di Abilitando 2021.
Iniziative sia nazionali che internazionali, quelle di Reale LAB sono fondate da quasi duecento anni fonda su principi di innovazione, quali valore del codice etico, sostenibilità e mutualità; e si lavora su numerosi progetti di inclusione, per colmare un gap non solo rispetto alla disabilità, ma anche di lingua e di etnia. Tra alcuni esempi pratici, la formazione e l’inclusione lavorativa di persone rifugiate (alcune presenti in sala durante il convegno). Nonché il Museo di Reale Mutua, mostrato durante la pausa pranzo, totalmente accessibile e gestito da una dipendente con disabilità visiva.
Reale Mutua, inoltre, crede molto anche nella ricerca scientifica: qui Rossin ha specificato in particolare come alcuni progetti studino aspetti della genetica e della medicina predittiva, per poter prevenire le malattie croniche che possono portare a disabilità.

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Legge 104. Prepensionamento caregiver: modalità e requisiti

Fonte www.disabili.com – Con quali forme i caregiver che si occupano di un familiare con disabilità possono uscire dal mondo del lavoro, accedere al prepensionamento e ricevere la pensione?

L’argomento pensioni è tra i temi più spinosi del nostro Paese: mentre si sta licenziando la manovra, e ciclicamente si ri-discute di età pensionabile, requisiti di prepensionamento, lavori usuranti e quant’altro, i cittadini cercano di capire quando riusciranno finalmente a godere della pensione.
A questo proposito, una domanda che spesso ci pongono i lettori è se ci sia la possibilità, visto il carico di lavoro e la assenza di ulteriori tutele, di prepensionamento per il caregiver di una persona con disabilità.

Chiariamo subito che non esiste una specifica norma che preveda il prepensionamento del caregiver, tuttavia, in presenza di determinati requisiti, si può accedere alla pensione anticipata secondo quanto previsto da due misure: l’APE social e la quota 41 per i lavoratori precoci.
In attesa di comprendere se queste misure verranno prorogate e/o modificate dalla riforma delle pensioni o da altri interventi normativi, qui sintetizziamo quanto è previsto al momento in cui pubblichiamo il presente articolo.

COS’È L’APE SOCIAL
L’Anticipo pensionistico previsto dall’acronimo APE Social è una misura sperimentale introdotta dalla legge di bilancio nel 2017 e confermata (finora) fino alla fine del 2021. Qualora in possesso dei requisiti richiesti, l’APE social consiste in una indennità che viene corrisposta al soggetto che ne faccia domanda, per portarlo fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, o della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.
L’anticipo pensionistico dell’APE Social si rivolge a lavoratori che abbiano svolto lavori particolarmente usuranti, oppure in condizioni particolarmente difficili, e in possesso di determinati requisiti, primo tra tutti, quello di aver compiuto almeno 63 anni di età e non essere già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero.

REQUISITI CAREGIVER PER APE SOCIAL
Tra le varie categorie, possono fare domanda di anticipo pensionistico con APE social anche i caregiver di persone con grave disabilità, che abbiano questi requisiti:
– avere almeno 63 anni
– avere un’anzianità contributiva di almeno 30 anni
– essere caregiver da almeno 6 mesi (dal momento della richiesta)
I requisiti della persona che il caregiver assiste sono: essere il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104, oppure un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

Ricordiamo che lo stesso lavoratore con disabilità può accedere all’anticipo pensionistico previsto dall’APE social se in possesso di questi requisiti: avere una riduzione della capacità lavorativa superiore o uguale al 74%, accertata dalle commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, ed essere in possesso di un’anzianità contributiva di almeno 30 anni.
Qui come richiedere APE Social

COS’È QUOTA 41 PRECOCI
La misura denominata Quota 41 precoci è stata istituita nel 2017 per consentire l’uscita anticipata del lavoro a coloro che hanno iniziato a lavorare prima dei 19 anni, e che rientrino in uno dei 5 profili individuati, ovvero: invalido, disoccupato, caregiver, con lavoro gravoso e lavoro usurante.

REQUISITI QUOTA 41 PRECOCI
I primi requisiti per poter accedere a questa uscita anticipata dal lavoro sono:
– 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica
– aver iniziato a lavorare prima dei 19 anni
– aver lavorato per almeno 12 mesi in modo effettivo anche non continuativi 
– in possesso di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 (cioè devono trovarsi in quello che viene chiamato sistema misto).
Fermi restando questi requisiti di partenza, come detto, vengono individuate 5 categorie di appartenenza. Rispetto alla categoria dei caregiver, il requisito è di assistere da almeno 6 mesi dal momento della domanda il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 oppure un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti. 

Riferimenti normativi:

APE Social
legge 232/2016 (legge di bilancio 2017) e DPCM 88/2017

Quota 41 precoci
legge 232/2016 e DPCM 87 del 23 maggio 2017

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#SAVETHEDATE – Convegno annuale Anffas “Progettare Qualità di Vita: l’evoluzione della L. 112/2016”

Anffas Nazionale, con il supporto del Consorzio La Rosa Blu, in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità del 3 dicembre, organizza nella mattinata di mercoledì 1 dicembre p.v.dalle ore 9.30 alle 13.30, in modalità online, su piattaforma Zoom, il Convegno annuale “PROGETTARE QUALITÀ DI VITA: L’EVOLUZIONE DELLA L. 112/2016. L’esperienza del progetto Anffas “Liberi di scegliere… dove e con chi vivere.

L’evento sarà l’occasione per approfondire il Progetto di Vita – tema sul quale la rete Anffas è sempre più impegnata e al quale è stato dedicato il numero della rivista La Rosa blu di luglio 2021 – nonché della sua relazione con i diritti umani, sociali e civili, la Qualità di Vita e il sistema Matrici Ecologiche e dei Sostegni.

Sarà inoltre l’occasione per presentare i risultati del progetto, promosso a livello nazionale da Anffas, “Liberi di scegliere… dove e con chi vivere”.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook di Anffas Nazionale (@AnffasOnlus.naz).

Seguiranno a stretto giro i dettagli sul programma e sulle modalità di partecipazione.

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Come registrare online la delega dello SPID per servizi INPS (non solo per anziani e disabili)

Fonte www.disabili.com – E’ possibile registrare o revocare la delega online attraverso credenziali SPID, CIE o CNS, senza limiti di numero per tutori, curatori e amministratori di sostegno. Nuova circolare INPS

Come ormai saprete dal 1 ottobre il PIN INPS è stato definitivamente mandato in pensione, a favore dello SPID, ovvero il Sistema Pubblico di Identità Digitale. Considerando che per le persone anziane, con disabilità, o comunque con poca dimestichezza con pc e strumenti tecnologici tale innovazione può essere complessa, l’INPS ha previsto la possibilità, per questi cittadini, di delegare una persona di loro fiducia per l’accesso ai servizi online e per richieste presso gli sportelli INPS. A tale proposito, l’Istituto ha pubblicato la circolare n. 127 del 12 agosto 2021 con le istruzioni.

Il 1 ottobre l’INPS ha poi pubblicato un nuovo messaggio (il n.3305) nel quale viene specificato che dal 1 ottobre appunto anche coloro che sono già in possesso di un’identità digitale SPIDCIE (Carta di Identità Elettronica) e/o CNS (Carta Nazionale dei Servizi), ma hanno difficoltà a utilizzare i servizi web, possono registrare direttamente online una delega a persona di fiducia, oppure revocare una delega già registrata. Segnaliamo che tale procedura online richiede, appunto, che a nominare un delegato sia il delegante.

I PASSAGGI PER FARE LA DELEGA
Se una persona (il delegante) già in possesso di SPID vuole delegare un’altra persona di sua fiducia a gestirne i servizi nel portale INPS, deve seguire questi passaggi:
1.       Accedere mediante SPID, CIE o CNS al servizio online disponibile nell’area riservata “MyInps”,
2.       Selezionare l’area “Deleghe identità digitali”
3.       Inserire i dati identificativi e il codice fiscale del soggetto che si vuole designare come proprio delegato e l’eventuale scadenza desiderata della delega.

A quel punto la delega risulta immediatamente attiva, e viene contestualmente notificata in modo automatico alla persona delegata (se sono stati inseriti i suoi contatti telematici certificati).

REVOCARE UNA DELEGA
Il delegante dotato di SPID può, oltre ad attivare una delega, anche revocarne una già attiva o comunque verificarne lo stato. L’operazione è eseguibile dal medesimo pannello indicato sopra.

DURATA E NUMERO MASSIMO DELLE DELEGHE
La delega online dura minimo 30 giorni prima di poter essere revocata online: prima di quel’arco di tempo, se lo si desidera, può essere revocata esclusivamente presso uno sportello INPS. Tale misura è prevista per prevenire eventuali abusi della forma di delega online.
Una singola persona può ricevere al massimo 3 deleghe (sia ricevute online che tramite modalità prevista dalla alla circolare n. 127/2021. Il limite non si applica alle deleghe richieste in qualità di tutore, curatore e amministratore di sostegno.

CURATORI, TUTORI E AMMINISTRATORI DI SOSTEGNO
I tutori, i curatori, gli amministratori di sostegno e gli esercenti la potestà genitoriale possono inviare la documentazione anche attraverso una PEC alla Struttura territorialmente competente. La richiesta sarà ricevibile solo se il modulo di richiesta e tutti i documenti allegati siano sottoscritti con firma digitale.