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Disability Card: istruzioni INPS e procedura per richiedere la Carta europea della disabilità

Fonte www.disabili.com – Come si richiede la Disability Card? Come fare domanda se non si ha lo SPID? Chi può richiederla per i minori? E in caso di tutori? Le istruzioni dall’INPS

Abbiamo segnalato che da martedì è possibile, per i cittadini disabili italiani, richiedere la Disability Card o Carta europea della disabilità (CED): uno strumento che consentirà di dimostrare semplicemente con una tessera la disabilità certificata in quei contesti, nazionali e dell’Unione Europea aderenti, nei quali sono previste agevolazioni o gratuità per le persone con disabilità.

La Disability Card deve essere richiesta attraverso la procedura predisposta sul portale INPS: sarà poi l’Istituito ad incrociare i dati dei richiedenti con quelli presenti nei propri database per verificare la sussistenza dei requisiti. Se la verifica avrà dato esito positivo, il cittadino verrà avvisato e riceverà la tessera a casa, direttamente dal Poligrafico della Zecca dello Stato.

Le agevolazioni
A cosa serve la Disability Card? Nelle sue intenzioni, a semplificare la vita deicittadini con disabilità in Italia e nei paesi dell’EU nell’accesso a benefici previsti. Attualmente la Carta europea della disabilità dà accesso gratuitamente o a tariffe agevolate ai Musei statali su tutto il territorio nazionale e ai Luoghi di cultura e non solo nei paesi UE aderenti al progetto (si invita a consultare i siti istituzionali nazionali). A questa pagina trovate le convenzioni attualmente attive.

Chi può richiederla
Hanno diritto di richiedere la Disability Card persone con disabilità che abbiano una certa percentuale di invalidità, oppure la legge 104, o siano invalidi di guerra. 
Nello specifico, possono presentare domanda le seguenti categorie di cittadini:
– invalidi civili maggiorenni con invalidità certificata superiore al 67%;
– invalidi civili minorenni;
– cittadini con indennità di accompagnamento;
– cittadini con certificazione ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 104;
– ciechi civili;
– sordi civili;
– invalidi e inabili ai sensi della legge 12 giugno 1984, n. 222;
– invalidi sul lavoro con invalidità certificata maggiore del 35%;
– invalidi sul lavoro con diritto all’assegno per l’assistenza personale e continuativa o con menomazioni dell’integrità psicofisica;
– inabili alle mansioni ai sensi della legge 11 aprile 1955, n. 379, del D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092, e del D.P.R. 27 luglio 2011, n. 171, e inabili ai sensi dell’articolo 13 della legge 8 agosto 1991 n. 274, e dell’articolo 2 della legge 8 agosto 1995, n. 335;
– cittadini titolari di trattamenti di privilegio ordinari e di guerra.

Come richiederla
Di seguito vediamo la procedura per il rilascio della Disability Card, sulla base del Messaggio INPS n° 853 del 22-02-2022 “Richiesta della Carta europea della disabilità in Italia” (CED)

SPID e non solo
La richiesta può essere fatta direttamente da casa da parte del cittadino, tramite il sito internet dell’INPS , dove basta seguire la procedura indicata. E’ necessario loggarsi su www.inps.it tramite:
–        SPID di livello 2, oppure
–        Carta di identità elettronica 3.0 (CIE), oppure
–        Carta Nazionale dei servizi (CNS).

Dati richiesti al cittadino
Una volta che il cittadino abbia fatto il suo accesso al portale, alla pagina dedicata la procedura visualizza automaticamente i dati anagrafici già presenti negli archivi dell’INPS, oltre all’indirizzo di residenza del richiedente, il quale verrà utilizzato per recapitare a casa la teddera in caso di esito positivo della verifica successiva.
Il richiedente la Disability Card dovrà fornire:
– una propria fotografia a colori in formato tessera (formato europeo), che sarà successivamente stampata sulla Carta;
– l’indirizzo per il recapito della Carta, se diverso da quello di residenza già noto all’INPS.

Autocertificazioni
Il cittadino con disabilità dovrà inoltre dichiarare sotto la propria responsabilità, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, di essere in possesso di verbali cartacei antecedenti al 2010 o di verbali rilasciati dalla Regione Valle d’Aosta e dalle Province autonome di Trento e Bolzano attestanti lo stato di invalidità, ovvero di essere stato riconosciuto invalido da sentenze o decreti di omologa a seguito di contenzioso giudiziario.

A tale proposito, l’INPS segnala che a breve verranno rilasciate ulteriori implementazioni per consentire di allegare i verbali cartacei, di cui sarà data specifica informazione in una circolare di prossima pubblicazione.

Minori con disabilità
Nel caso di minori con disabilità, appartenenti alle categorie di cui all’allegato 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159, la domanda deve essere presentata da:
– chi ne esercita la responsabilità genitoriale,
– chi ne esercita la funzione di tutore
– dall’amministratore di sostegno
In questi casi va utilizzata la delega dell’identità digitale in uso oppure le credenziali di identità digitale del minore. Nel caso di minori in affidamento familiare, appartenenti alle categorie di cui all’allegato 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159/2013, la richiesta può essere presentata dagli affidatari per il periodo di permanenza dei minori in famiglia.

Domanda tramite associazioni
Il cittadino, magari con difficoltà nell’uso degli strumenti informatici, può fare richiesta della Carta anche attraverso associazioni rappresentative delle persone con disabilità abilitate dall’INPS all’uso del canale telematico (ANMIC, ENS, UIC, ANFFAS).
L’accesso al servizio anche in questo caso deve essere effettuato mediante identità digitale (SPID, CIE, CNS) dall’operatore dell’associazione, preventivamente abilitato ad accedere agli archivi dell’Istituto, e prevede obbligatoriamente la dichiarazione di possedere la delega specifica firmata dal cittadino.
Attenzione: in questo caso però gli operatori delle associazioni non avranno accesso alla funzione di inserimento di un indirizzo di recapito della Carta diverso da quello di residenza del richiedente (estratto dagli archivi dell’Istituto).

Verifica dei requisiti
Una volta che il cittadino abbia inserito le info richieste, sarà l’INPS a verificare la sussistenza dei requisiti, andando ad incrociare i dati del cittadino già in suo possesso.
Nel caso di disabilità autocertificata, corrispondente a una delle casistiche sopra indicate, l’INPS si riserva di accertarne l’effettiva validità nei limiti e secondo le regole consentite dalla norma.

Consegna della card
Se la verifica avrà dato esito positivo, l’INPS affida la produzione della Carta all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato che, provvede alla consegna della Disability Card all’indirizzo indicato dal cittadino nella domanda.

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«Buon Compleanno Anffas!» – XV Giornata Nazionale delle Disabilità Intellettive e del Neurosviluppo

Fonte www.anffas.net – “64 anni e non sentirli”, è questo lo slogan con cui Anffas ha deciso di celebrare il 64esimo anniversario dalla sua fondazione che cadrà il prossimo 28 marzo.

Si tratta di un importante traguardo che testimonia 64 lunghi anni di lavoro, impegno e battaglie sempre al fianco delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e delle loro famiglie. Anffas, infatti, non si è mai arresa o fermata, neanche durante l’emergenza Covid-19, ed ha continuato, a tutti i livelli, a denunciare e combattere ogni forma di pregiudizio, stigma, stereotipo, discriminazione, violenza e negazione di diritti.

Impegno che non mancherà all’appuntamento con la XV edizione della Giornata Nazionale delle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo, promossa ed organizzata ogni 28 marzo da Anffas e dedicata all’informazione e alla sensibilizzazione sui temi della disabilità intellettiva e disturbi del neurosviluppo per promuovere un messaggio volto ad affermare i principi e diritti civili e umani e sociale sanciti dalla Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Convenzione che, sulla scorta del tema scelto per l’Agenda associativa 2022, verrà approfondita nel corso di uno specifico evento online dai giovani, con e senza disabilità, della Consulta Giovani di Anffas nonché partecipanti del progetto “Anffas Giovani nel Terzo settore”, promosso a livello nazionale. Saranno proprio le nuove generazioni che, attraverso la propria forza creativa e il senso di adattamento al cambiamento, promuoveranno la mission associativa e sapranno dare vita a quelle innovazioni necessarie per proseguire quanto finora è stato fatto, non solo per Anffas, ma per tutto il Terzo Settore e, quindi, a beneficio dell’intera collettività.

La giornata del 28 marzo rappresenterà quindi l’occasione per sottolineare la necessità di formare ed accompagnare le nuove generazioni in quel percorso di crescita e di consapevolezza comune sui principi di inclusione sociale e pari opportunità. Temi questi a fondamento di una società più inclusiva, sostenibile ed equa all’interno della quale sia sempre garantita la migliore Qualità di Vita a tutte le persone con disabilità e le loro famiglie.

L’evento, dal titolo “Convenzione Onu e disabilità: il punto di vista dei giovani in Anffas”, si terrà nella mattinata di lunedì 28 marzo dalle ore 10 alle ore 13su piattaforma Zoom e sarà altresì trasmesso in diretta Facebook. Nel corso dello stesso si susseguiranno gli interventi e le testimonianze di alcuni gruppi locali partecipanti al progetto “Anffas Giovani nel Terzo settore” che presenteranno la Convenzione Onu, contestualizzandone i diversi articoli ed accompagnandoli con proposte proprie ed eventuali nuovi spunti di riflessione. Il tutto a dimostrazione di come urge ancora, sebbene numerosi sono stati in questi anni i traguardi raggiunti, una presa di consapevolezza sulla condizione di disabilità e sulla concezione che la stessa società ne ha, a partire dalle nuove generazioni.

Con rinnovato entusiasmo e determinazione, Anffas Tutta, quindi, celebra il suo 64esimo compleanno e la XV Giornata Nazionale Anffas delle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo invitando tutti i cittadini a partecipare a questa grande festa, a conoscere l’Associazione e le tante attività e iniziative che ogni giorno vengono realizzate per promuovere dignità, diritti e Qualità di Vita.

Tutte le informazioni sull’evento e sulle iniziative locali saranno a breve disponibili qui.

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Dopo di Noi per persone con disabilità. Ecco i fondi per ogni regione

Oltre 76 milioni la cifra complessiva per i progetti del Dopo di Noi delle persone disabili prive del sostegno familiare

In Gazzetta Ufficiale n. 21 del 27 gennaio 2022 è stato pubblicato il decreto del ministero del Lavoro e delle politiche Sociali 7 dicembre 2021 col quale vengono assegnate per ciascuna regione le risorse previste dal Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, ovvero il Fondo per il Dopo di Noi, che è stato istituito dalla legge 22 giugno 2016, n. 112 (art. 3, comma 1).

Per l’anno 2021 le risorse complessive del Fondo per il Dopo di Noi sono di 76.100.000 euro, di cui 20 milioni (conferiti dalla legge 30 dicembre 2020, n. 178), sono attribuiti alle regioni per gli interventi e i servizi di cui all’art. 3 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute ed il Ministro dell’economia e delle finanze 23 novembre 2016: la somma per ciascuna regione viene calcolata sulla base della quota di popolazione regionale nella fascia d’età 18-64 anni, secondo i dati Istat sulla popolazione residente. Di questi 20 milioni, 15 sono specificamente destinati alrafforzamento dell’assistenza alle persone con disabilità grave di cui all’art. 4, comma 3, lettere a), b) e c), del decreto 23 novembre 2016, ovvero persone con disabilità grave

a) mancanti di entrambi i genitori, del tutto prive di risorse economiche reddituali e patrimoniali, che non siano i trattamenti percepiti in ragione della condizione di disabilità;

b) i cui genitori, per ragioni connesse, in particolare, all’età ovvero alla propria situazione di disabilità, non sono più nella condizione di continuare a garantire loro nel futuro prossimo il sostegno genitoriale necessario ad una vita dignitosa;

c) inserite   in   strutture residenziali dalle caratteristiche molto lontane da quelle che riproducono le condizioni abitative e relazionali   della   casa familiare, come individuate all’art. 3, comma 4.
Questi 15 milioni, che vengono indicate nella colonna E della tabella 1 allegata al decreto, sono aggiuntivi a quelle già destinate nell’ambito della programmazione regionale.

tabella dei fondi per il dopo di noi per le singole regioni

Una volta che il Ministero abbia versato alle regioni la somma, queste procedono a trasferire le risorse ai singoli ambiti territoriali, in base alla progettazione regionale, entro 60 giorni.Nell’allegato B il decreto ricorda gli indirizzi di programmazione per il 2021 con gli elementi richiesti per la redazione dei piani.

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Dove sono i sistemi sociali garanti dei diritti sanciti dalla Costituzione?

Fonte www.superando.it – «Come è possibile ignorare l’esistenza di una persona e più ancora negare i diritti umani? Dove sono i sistemi sociali garanti dei diritti costituzionalmente sanciti?»: sono due delle tante domande poste dalla Federazione FISH Calabria, che di fronte all’incredibile storia di un giovane con disabilità che a Paola (Cosenza) sarebbe stato legato per vent’anni al letto, «esprime grande amarezza e sdegno, chiedendo una riflessione attenta su tale episodio di segregazione»

«Esprimiamo grande amarezza e sdegno per questo grave episodio di segregazione, una vicenda cui le forze dell’ordine faranno sicuramente luce, ma che impone una riflessione attenta»: è quanto si legge in una nota diffusa dalla FISH Calabria (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), sottoscritta dalla presidente Nunzia Coppedé anche a nome di tutte le Associazioni aderenti alla Federazione, a proposito dell’incredibile storia che si sarebbe verificata a Paola, in Calabria, dove, come riferiscono le cronache locali, un giovane con disabilità avrebbe trascorso le sue giornate legato per vent’anni al letto.

«Come è possibile ignorare l’esistenza di una persona – scrive Coppedé – e più ancora negare i diritti umani, dove sono i sistemi sociali garanti dei diritti costituzionalmente sanciti? Sono tante le domande che affiorano davanti a questa terribile vicenda. La povertà, non solo economica, ha un maggiore impatto sulla disabilità e questo periodo di pandemia ha acuito ancora di più le disuguaglianze sociali».
«Non si può lasciare una famiglia sola – aggiunge -, tanto più se con tante fragilità, a gestire la disabilità. La disabilità non è un problema privato, ma sociale ed è evidente che quel sistema integrato dei servizi che da anni si richiede, non ha iniziato neanche a fare i primi passi nella nostra Regione».

«Le nostre Associazioni – scrive ancorta la Presidente della FISH Calabria – richiedono da anni ai Comuni la redazione dei progetti individuali secondo quanto sancito dall’articolo 14 della Legge 328/00, recepita dalla Legge Regionale 23/03 della Calabria, ma le richieste restano inascoltate anche a fronte di Sentenze prodotte dal Tribunale Amministrativo Regionale (TAR). Il progetto individuale, infatti, redatto dall’Ente Comunale, d’intesa con l’Azienda Sanitaria, costituisce lo strumento per realizzare l’integrazione delle persone con disabilità, partendo da un’attenta analisi dei bisogni, per progettare sostegni adeguati a migliorare la qualità della vita. In altre parole, creare percorsi personalizzati in cui i vari interventi siano coordinati in maniera mirata, massimizzando così i benèfici effetti degli stessi e riuscendo, diversamente da interventi settoriali e tra loro disgiunti, a rispondere in maniera complessiva ai bisogni e alle aspirazioni del beneficiario».

«Ancora una volta – conclude Coppedé – siamo dunque costretti ad augurarci che simili vicende non accadano più»

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Giornata della Memoria 2022. Anffas: «Ricordare affinché non accada mai più!»

Fonte www.anffas.net – In occasione della Giornata della Memoria celebrata in tutto il mondo, Anffas commemora le vittime dell’Olocausto, ricordando che sono state circa 300.000 le persone con disabilità sterminate unitamente ad ebrei, dissidenti politici, minoranze etniche ed omosessuali. Tale progetto di sterminio, attuato dal regime nazista, porta il nome di “Aktion T4″. Un programma che è stato appunto messo in atto dai nazisti e che ha strappato la vita a persone con disabilità, compresi i bambini, soprattutto quelle che presentavano disturbi mentali, malattie genetiche o malformazioni.

Tutto ciò, come teneva a precisare lo stesso Hitler e, sulla scia, i suoi seguaci, nasceva dal fatto che le persone con disabilità venivano considerate “vite indegne di essere vissute” e, pertanto, da sterminare. Sterminio che è stato attuato anche attraverso pratiche di sterilizzazione forzata.  

L’orrore, tuttavia, più esecrabile che questa buia e non così troppo lontana parte della nostra storia porta con sé è che quanto attuato per portare all’annichilimento della “disabilità” è stato messo in atto da studiosi, scienziati e medici – in teoria individui colti ed istruiti – che hanno, negli anni immediatamente precedenti a quelli in cui si è dato poi seguito allo sterminio del popolo ebreo, implementato pratiche di eutanasia e disumane sperimentazioni. Il tutto quasi fosse una sorta di prova generale per quanto sarebbe appunto conseguito.

Atrocità che hanno trovato luogo fertile all’interno di sedicenti società civilizzatequale era la Germania dell’epoca (ma non solo) e che tutt’oggi, in determinati contesti, continuano a ripresentarsi in maniera molto più “subdola e nascosta”. Perché, purtroppo, quella della disabilità come “vite di minor valore” o “peso sociale” è una visione che anche nel tempo che viviamo non è ancora del tutto sconfitta. Infatti, le persone con disabilità, soprattutto quelle con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, ancora oggi sono vittima di episodi di segregazione, violenza, maltrattamenti, discriminazioni, pregiudizi e negazioni di diritti. Basti pensare quanta fatica, nella prima fase della pandemia Covid-19 ma anche nella successiva campagna vaccinale, sia stata necessaria al movimento associativo per sensibilizzare le Istituzioni sulle specifiche ed ulteriori bisogni ed attenzioni necessari per salvaguardare la salute e la stessa vita delle persone con disabilità.

La Giornata della Memoria rappresenta un’occasione imperdibile per ribadire con forza quanto Anffas sostiene da sempre, ovvero che non si può dare in alcun modo per scontato che alcune dinamiche che a suo tempo diedero vita a quell’orribile pagina della storia siano oggi del tutto scomparse. Per questo motivo ricordare quanto accaduto affinché non accada mai più e sensibilizzare le nuove generazioni diviene assolutamente necessario. Come necessario appare continuare a consolidare un profondo cambiamento culturale nell’approccio alla disabilità a partire dal rendere conosciuti, vivi ed agiti i paradigmi introdotti dalla Convenzione Onu sui diritti delle Persone con Disabilità.

Solo in presenza di una società coesa, solidale e inclusiva, dove tali valori sono fortemente radicati e costantemente coltivati – dichiara Roberto Speziale, Presidente Nazionale Anffas – si può sperare che quei necessari anticorpi, che in ogni società civile devono assolutamente essere presenti, siano capaci di impedire il rigurgito di antiche e nuove forme di odio e violenza verso altre persone a causa della loro diversità, in qualsiasi forma essa si manifesti.”

In questa giornata, oltre Anffas Nazionale, numerose associazioni Anffas operanti sul territorio si sono a loro volta mobilitate. Di seguito ne citiamo alcune:

ANFFAS EMILIA -ROMAGNA, ANFFAS FAENZA E ASS. AMICI DELL’ANFFAS

Nell’ambito delle iniziative legate alla Giornata della Memoria, nel salone delle Bandiere in municipio a Faenza, è stata inaugurata la mostra ‘Ricordiamo, perché non accada mai più’, iniziativa promossa da Anffas Emilia-Romagna, Anffas Faenza e dall’associazione Amici dell’Anffas, in collaborazione con il Comune di Faenza. La mostra sarà visitabile negli orari di apertura della residenza municipale di Faenza, dalle 7.30 alla 19.30, dal lunedì al venerdì, fino al 5 febbraio p.v.

ANFFAS VILLA GIMELLI – RAPALLO

In occasione della Giornata della Memoria, il Comune di Lavagna e l’ANPI locale organizza nei giorni 27, 28 e 29 gennaio presso la Sala Rocca, in piazza Cordeviola di Lavagna la mostra “Ricordiamo, perché non accada mai più”. La mostra è realizzata attraverso una serie di pannelli di Anffas Villa Gimelli – Rapallo che raccontano il terribile programma di eutanasia delle persone con disabilità “Aktion T4” attuato dal regime nazista.

ANFFAS BOLOGNA

Dal 15 al 29 gennaio 2022 presso la sala Pier Paolo Pasolini in Piazza Amendola, 1 a Castel Maggiore (BO) è possibile visitare la mostra “Perché non accada mai più. Ricordiamo”, iniziativa a cura di Anffas Bologna che ha come obiettivo far conoscere e non dimenticare il Programma di eutanasia “Aktion T4” messo in atto da Hitler nel 1939 per lo sterminio di 300.000 persone e bambini con disabilità.

FONDAZIONE ANFFAS MANTOVA

Fondazione Anffas Mantova promuove il concerto “Un canto libero”, un’idea progettuale del maestro Davide Foroni pianista, percussionista, insegnante del Liceo musicale “I. D’este” di Mantova e musicista a tutto tondo. L’USB, realizzata a forma di carta, ne permette la diffusione ed è un’occasione per non dimenticare le violenze e le vere e proprie eliminazioni perpetrate fuori e dentro i campi di sterminio nazisti contro le persone con disabilità dal 1939 al 1941.

ANFFAS RIVIERA DEL BRENTA, ANFFAS MESTRE E ANFFAS VENETO

Da mercoledì 26 gennaio a sabato 5 febbraio, presso la barchessa villa Concina, in collaborazione con Anpi sezione di Dolo, Anffas Riviera del Brenta e SPI CGIL Dolo è prevista la mostra ‘Perché non accada mai più. RICORDIAMO’. La mostra sarà aperta al pubblico nei seguenti orari: 9:00-13:00 e 15:00-18:00 (giovedì 3 febbraio la mostra si chiuderà alle 17:00).

ANFFAS MARTESANA e COOP. SOC. PUNTO D’INCONTRO A M. ANFFAS

Si terrà sabato 29 gennaio al TECA di Cassano d’Adda lo spettacolo teatrale per “La Giornata della Memoria“, organizzato dal Comune di Cassano d’Adda con il contributo di Anffas Martesana e della Cooperativa Sociale Punto d’Incontro a m. Anffas.

ANFFAS PAVIA

Anffas Pavia, come da ormai da dieci anni consecutivi, partecipa all’evento “La memoria sono anche io”, iniziativaorganizzata dalle associazioni dello Sportello Antidiscriminazione del Comune di Pavia, dell’Assessorato Pari Opportunità, in occasione del quale sono ricordati tutti coloro, ebrei e no, che hanno subito le nefandezze del nazi-fascismo. Sarà trasmesso un filmato con protagoniste le persone con disabilità di Anffas Pavia.

ANFFAS SANREMO

In vista della Giornata della Memoria del 27 gennaio 2022Anffas Sanremo ha partecipato alla realizzazione di un cortometraggio dal titolo “Seife“, scritto e diretto da Riccardo Di Gerlando e prodotto dall’associazione L’Aquilone Onlus Sanremo e Zuccherarte Ponente. Un corto sull’Aktion T4, il nome del programma nazista di eutanasia che prevedeva in Germania lo sterminio delle persone con disabilità poco prima della Shoah. Il cortometraggio è disponibile al seguente link: https://youtu.be/iCxMN2GTgfQ.

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Servizio Civile Universale – OpenDay

AnffasCorigliano è tra gli enti dei terzo settore che partecipano alla OpenWeekSCU del csv cosenza dedicata al servizio civile universale !

Se sei interessato/a a lavorare con noi, vieni a trovarci giovedì 13 gennaio dalle 16:30 alle 18:00 per il nostro openday ! Ti aspettiamo insieme ai nostri operatori e volontari per presentarti i nostri progetti, laboratori e attività dedicati all’ inclusione sociale delle persone con disabilità !

Per maggiori informazioni clicca qui

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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ 2021: ANFFAS: «NIENTE SU DI NOI, SENZA DI NOI PER IL FUTURO CHE VOGLIAMO!»

Oggi, venerdì 3 dicembre 2021, in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità (International Day of Persons with Disabilities – IDPD) istituita ufficialmente dalle Nazioni Unite nel 1992, Anffas Tutta si unisce alle celebrazioni che si stanno svolgendo a livello mondiale per richiamare, ancora una volta, l’attenzione sulla necessità di garantire i diritti umani, civili e sociali nonché la Qualità di Vita a tutte le persone con disabilità, specie intellettive e disturbi del neurosviluppo, e alle loro famiglie.

Esigenza, questa, che ha origine proprio dalle persone con disabilità e dalle loro organizzazioni rappresentative che, come Anffas, reclamano una maggiore attenzione da parte dei Governi e delle Istituzioni locali nel dare ascolto alla loro voce, sempre ed in qualunque contesto, in particolare rispetto a quegli aspetti culturali, sociali, economici e politici che li riguardano in prima persona.

E ciò assume particolare rilievo se pensiamo che il tema cui è stata dedicata la Giornata di quest’anno è, appunto, “Leadership e partecipazione delle persone con disabilità verso un mondo post-COVID-19 inclusivo, accessibile e sostenibile” (Leadership and participation of persons with disabilities toward an inclusive, accessible and sustainable post-COVID-19 world).

Un tema, più che mai attuale, che si proietta in avanti, verso un futuro post-pandemico resiliente ma allo stesso tempo inclusivo, accessibile e sostenibile, a conferma dell’importanza di garantire a tutte le persone con disabilità il pieno diritto a partecipare alla vita comunitaria, ad autodeterminarsi ed autoaffermarsi come anche sancito dalla stessa Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD).

In particolare, sono proprio i principi di autodeterminazione e autorappresentanza che si configurano come requisiti indispensabili per assicurare alle persone con disabilità di poter contribuire attivamente al perseguimento degli obiettivi previsti nell’ambito dell’Agenda 2030 che, ricordiamo, si impegna a “non lasciare nessuno indietro” per la costruzione di una società migliore.

Un concetto, quest’ultimo, definito e ripreso lo scorso 29 novembre anche dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che, riproponendo lo slogan del movimento associativo delle persone con disabilità “Niente su di noi, senza di noi”, ha esortato “tutti i paesi ad attuare pienamente la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, aumentare l’accessibilità e smantellare le barriere legali, sociali, economiche e di altro tipo con il coinvolgimento attivo delle persone con disabilità e delle loro organizzazioni rappresentative.”

“Si tratta di un impegno, ahimè, fino ad oggi disatteso” dichiara il Presidente nazionale Anffas, Roberto Speziale. “È sufficiente soffermarsi ad analizzare quanto accaduto in Italia, così come nel resto del mondo, durante la pandemia Covid-19, a partire dal completo abbandono delle persone con disabilità nel primo lockdown all’esclusione delle stesse all’interno delle categorie prioritarie della campagna vaccinale; constateremo, difatti, che sono state le persone più fragili, qui comprese le persone con disabilità intellettive e i loro familiari, ad aver risentito maggiormente dell’impatto dell’emergenza. Abbandonate a loro stesse, sono state trattate alla stregua, come più volte denunciato proprio da Anffas, di cittadini di serie B”.

“Tutto questo è indice di come molto deve essere ancora fatto per imprimere quel cambiamento culturale di cui parliamo ormai da anni.” Continua così il Presidente Speziale: “È vero, molti passi avanti sono stati fatti, specie a livello culturale, grazie ai paradigmi della Convenzione ONU alcuni dei cui concetti sono stati nel tempo recepiti all’interno del linguaggio quotidiano. Ma ancora non basta. Come Anffas, rinnoviamo il nostro impegno affinché alle parole seguano i fatti; fatti concreti che sappiano rispondere alle istanze delle persone con disabilità che chiedono all’unisono di «essere ascoltate, comprese ed incluse al pari di qualsiasi altra/o cittadina/o.»

Le persone con disabilità, in quanto beneficiarie e agenti di cambiamento, possono essere, infatti, delle risorse preziose da attivare e coinvolgere per costruire, a livello internazionale, una società inclusiva, sostenibile e attenta alle necessità di ognuno. In tal senso, Anffas ben apprezza le dichiarazioni, fra le altre, del Segretario Guterres nel richiedere l’impegno di tutti per realizzare un futuro sostenibile, inclusivo ed equo, che non lasci più indietro o solo nessuno.

Ciò detto, già da tempo Anffas ha fatto propria l’esigenza di far partecipare, in maniera attiva e responsabile, le persone con disabilità al dialogo con la comunità di appartenenza e le Istituzioni, anche attraverso la costituzione di una Piattaforma Italiana Autorappresentanti In Movimento (PIAM), il primo movimento di Autorappresentanza (Self-Advocacy) a livello nazionale, composto da persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. Uno spazio condiviso dove gli stessi autorappresentanti hanno la possibilità di dibattere insieme ed esprimere le proprie idee, opinioni e richieste rispetto a questioni che riguardano non solo la cura e l’assistenza, i servizi ed i diritti, ma anche questioni di significato: significato della disabilità, significato di umanità, significato di competenze, significato di cittadinanza, significato di risposte etiche alla diversità umana.

In tale ottica, la Giornata del 3 dicembre rappresenta l’occasione più importante che il movimento associativo delle persone con disabilità ha per ottenere la giusta attenzione e, al contempo, per valorizzare ogni singolo individuo, indipendentemente dal fatto che abbia o meno una o più disabilità, e abbattere qualsiasi tipo di barriera, discriminazione, pregiudizio e stigma che ne limitino il riconoscimento e il godimento dei diritti fondamentali.

“Come Anffas – riprende il Presidente – auspichiamo pertanto che, attraverso le nostre iniziative promosse in questi giorni a livello locale e nazionale,  a partire dal Convegno annuale “Progettare Qualità di Vita: L’evoluzione della L 112/2016” del 1 dicembre u.s., nonché da quelle delle reti associative con cui Anffas collabora, ad esempio il Convegno FISH “La FISH verso la Conferenza Nazionale sulla disabilità” del 3 dicembre, saremo in grado di sensibilizzare l’opinione pubblica ad accettare e comprendere la disabilità nonché favorire, passo dopo passo, l’integrazione e l’inclusione delle persone con disabilità quali protagoniste attive e responsabili delle proprie scelte per il futuro e per la comunità in cui vivono.”

In conclusione, “Anffas continuerà, nel nome del “niente su di noi, senza di noi” e attraverso il dialogo, il monitoraggio e il sollecito costante presso il Governo e le Istituzioni afferenti il mondo della disabilità e, più in generale del Terzo Settore italiano, a sostenere le famiglie e le persone con disabilità che da più di 60 anni rappresentiamo nella presentazione delle proprie istanze. Il tutto affinché i loro diritti siano pienamente rispettati e promossi all’interno di una visione inclusiva della disabilità.”

Corigliano Rossano 3.12.2021