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Servizio Civile Universale 2023-2024


Pubblicato il Bando per la selezione di 71.550 operatori volontari da impiegare in progetti di Servizio civile universale – Scadenza 10 febbraio 2023 Ore 14:00

Fino alle ore 14.00 di venerdì 10 febbraio 2023. è possibile presentare domanda di partecipazione ad uno dei progetti che si realizzeranno tra il 2023 e il 2024 su tutto il territorio nazionale e all’estero.

I progetti hanno una durata tra 8 e 12 mesi, con un orario di servizio pari a 25 ore settimanali oppure con un monte ore annuo che varia, in maniera commisurata, tra le 1.145 ore per i progetti di 12 mesi e le 765 ore per i progetti di 8 mesi, articolato su cinque o sei giorni a settimana.

Gli operatori volontari selezionati sottoscrivono con il Dipartimento un contratto che fissa, tra l’altro, l’importo dell’assegno mensile per lo svolgimento del servizio in € 444,30 che potrebbe essere incrementato sulla base della variazione, accertata dall’ISTAT.

Per poter partecipare alla selezione occorre individuare il progetto di SCU su cui essere impegnati.

Gli aspiranti operatori volontari dovranno presentare la domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma Domanda on line (DOL) raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it. Le domande di partecipazione devono essere presentate entro e non oltre le ore 14.00 del 10 febbraio 2023.

Per accedere ai servizi di compilazione e presentazione domanda occorre che il candidato sia riconosciuto dal sistema DOL

I cittadini italiani residenti in Italia o all’estero possono accedervi esclusivamente con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

Se decidi di voler svolgere il servizio civile con noi qui sotto trovi i riferimenti del nostro progetto.

SHEDA DEL PROGETTO – TETRIS

CODICE DEL PROGETTO – (PTCSU0032822013676NMTX)

Per maggiori informazioni:
Tel. 0983.854879 – info@anffascorigliano.it

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Attuazione delle misure previste dalla L. 112/2016

In questi giorni è stata pubblicata la Relazione della Corte dei Conti sull’attuazione delle misure previste dalla legge n. 112/2016 (sul Durante, Dopo di Noi).

La Relazione evidenzia un’applicazione della legge ancora molto limitata ed estremamente eterogenea a livello territoriale, mostrando, ancora una volta, le difficoltà delle Regioni del Mezzogiorno.

Dei circa 466 milioni di euro stanziati tra il 2016 e il 2022 poco più della metà, 240, sono stati effettivamente trasferiti alle Regioni e di questi non tutti sono stati utilizzati. Solamente sei Regioni risultano aver ricevuto tutte le somme complessivamente assegnate.

In Calabria sono stati erogati fondi relativi agli anni 2016 di € 3.060.000, 2017 di € 1.302.200, somme che risultano non rendicontate, un dato allarmante, ma prevedibile vista la scarsa o nulla progettazione a livello territoriale. Tuttavia, queste criticità non mettono in dubbio la portata innovativa della legge 112 che, ove correttamente applicata, permette mirati e personalizzati interventi a supporto di un progetto individuale di vita per ciascuna persona con disabilità in vista del suo progressivo distacco dalla famiglia di origine e l’acquisizione di una propria identità da persona adulta. Molto spesso il Dopo di Noi lo si sta costruendo privatamente con le realtà del Terzo Settore e con le risorse delle persone con disabilità.

Esperienze che sfuggono alla Corte dei Conti, ma reali. Non è accettabile che i cittadini calabresi con disabilità siano penalizzati per le inadempienze di chi non fa il proprio dovere. I soldi ci sono, ma non li spendiamo.

ASSURDO! Anffas Calabria e Fish Calabria chiedono un confronto urgente con la regione Calabria per cercare di recuperare quanto legittimamente spetta alle persone con disabilità.

Nunzia Coppedè FISH Calabria

Maria Alesina Anffas Calabria

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L’Atlante di Giano, viaggio nei beni confiscati in Calabria evento conclusivo.

Giovedì 19 gennaio 2023, dalle 09:30, a Reggio Calabria, presso il bene confiscato La Nave di Teseo – Sala Spinelli, all’interno del Parco Ludico Tecnologico Ecolandia, si svolgerà l’evento conclusivo del “Progetto GIANO, conoscere il passato e guardare al futuro” finanziato dal Ministero dell’Interno dentro il PON legalità 2014-2020, alla presenza dei partner del progetto, Legacoop Calabria e Forum del Terzo Settore della Calabria, dei destinatari delle attività, di esperti e Istituzioni.
Grazie a GIANO, il Consorzio Macramè ha raggiunto 30 organizzazioni che gestiscono beni confiscati su tutte e 5 le province calabresi alle quali sono stati offerti percorsi di accompagnamento ed empowerment, un fitto calendario formativo e attività di networking. Con GIANO, infatti, Macramè ha siglato un primo protocollo di rete con l’Università della Ricerca, della Memoria e dell’Impegno “Rossella Casini”, beneficiando in tal modo del supporto tecnico e scientifico nella predisposizione di un programma formativo, diretto dal prof. Nicola Fiorita, che ha visto alternarsi docenti ed esperti di massimo rilievo, con sei moduli formativi, sia in presenza sia a distanza, dedicati ai temi della valorizzazione e del riutilizzo dei beni confiscati.
Il secondo protocollo di rete, siglato a Bologna con Legacoopsociali, ha consentito di raccontare le storie di tutti e 30 i destinatari, dentro la principale organizzazione di imprese sociali in Italia, con il pannello GIANO dentro la mostra “Metamorphosis. Il progetto dei beni confiscati” prodotta dal Laboratorio di ricerca Landscape_inProgress del Dipartimento architettura e territorio dArTe dell’Università Mediterranea.
Nella mattinata di giovedì 19 sarà inoltre presentato l’Atlante di Giano, una pubblicazione, curata dalla prof.ssa Marina Tornatora e dall’arch. Noemi Asciutto, che raccoglie tutti i dati – tecnici, di analisi dei bisogni e progettuali – di 33 beni confiscati e dei rispettivi assegnatari, e che indica una visione, una strategia di intervento, coerente con i percorsi di accompagnamento, formazione e rete prodotti per e con i gli Enti gestori di beni confiscati destinatari di GIANO.
La mattinata vedrà protagonisti i destinatari di GIANO, con le testimonianze dirette di cinque enti gestori, gli esperti e i docenti coinvolti nel percorso, partner e Istituzioni, e vedrà la presenza dei rappresentanti della Regione Calabria, con la dott.ssa Antonella Sette, del Dipartimento transizione digitale e attività strategica, e del Ministero dell’Interno, con la dott.ssa Valentina D’Urso dell’Ufficio di segreteria del PON Legalità 2014-2020.
L’evento si concluderà con la firma del terzo e ultimo protocollo di rete che Macramè intende siglare con tutti i destinatari di GIANO, al fine di consolidare il rapporto instauratosi e non smarrire il lavoro di networking creato.
Tutti gli organi di stampa sono invitati a partecipare. Si allega programma dettagliato del convegno.

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Giornata internazionale delle persone con disabilità: tema 2022

 La giornata si celebra il 3 dicembre e Il tema individuato dall’ONU per il  2022 è: “Innovazione e soluzioni trasformative per lo sviluppo inclusivo”, coprendo tre diversi argomenti tematici:

  1. Innovazione per lo sviluppo inclusivo della disabilità nell’occupazione
  2. Innovazione per lo sviluppo inclusivo della disabilità nella riduzione della disuguaglianza
  3. Innovazione per lo sviluppo inclusivo della disabilità: lo sport come caso esemplare.

L’inclusione delle persone con disabilità è una condizione essenziale per sostenere i diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la pace e la sicurezza.

L’impegno a realizzare i diritti delle persone con disabilità non è solo una questione di giustizia, ma è un investimento per il futuro.

La disabilità interroga tutti perché manifesta l’aspetto fragile di ognuno e il bisogno di un mondo dal volto umano ed accogliente.

 Partecipazione attiva, inclusione, accessibilità, accesso all’informazione, all’istruzione e all’apprendimento: divengono, quindi, ancora una volta, le parole chiave a cui fare riferimento in una giornata come questa. Parole chiave che hanno un’importanza vitale in modo particolare per le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e per i loro familiari. Esse, infatti, nella loro concreta declinazione, rappresentano la precondizione affinché le persone con disabilità possano essere, con i necessari sostegni, incluse a tutti gli effetti nella società in condizioni di pari opportunità con gli altri cittadini.

L’ONU guarda avanti parlando addirittura di innovazione tecnologica ma noi siamo perennemente indietro e tante sono le azioni concrete da porre in essere per colmare i vuoti relativi all’inclusione scolastica e sociale, all’inserimento lavorativo, a servizi spesso insufficienti che costringono a lunghe liste di attesa o al ricorso a “soluzioni private” da parte delle famiglie o, ancora, ad onerose ed indebite compartecipazioni che hanno finito con il determinare serie condizioni di impoverimento delle famiglie stesse. Servizi che spesso non guardano alla centralità della persona ma solo a meri aspetti burocratici. Anche la corretta, omogenea e concreta applicazione delle tante leggi che riguardano le persone con disabilità lascia molto a desiderare tanto che, sempre più, una migliore o peggiore condizione di vita dipende dal luogo dove si nasce o dove si vive. Il tema della riduzione delle disuguaglianze, in particola modo, ha impegnato Anffas Onlus Corigliano in questi mesi con la partecipazione al progetto nazionale promosso da Anffas  che si propone di avviare unAgenzia Nazionale volta al contrasto della discriminazione delle persone con disabilità  e delle loro famiglie, con un focus sulle disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo. Un progetto che ha impegnato persone con disabilità, famiglie, operatori e leader associativi  in corsi di  formazione per riconoscere e contrastare le forme di discriminazione. Nell’evento  organizzato il 29 novembre u.s. da Anffas Nazionale nell’ambito delle celebrazioni per Giornata Internazionale delle persone con disabilità a cui Anffas Corigliano ha partecipato, le varie testimonianze  hanno fatto riflettere e porre in evidenza come, nonostante l’ampia normativa, ancora oggi le persone con disabilità, ed in particolare con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, ed i loro familiari, siano vittime di episodi discriminatori in molteplici ambiti della loro vita, dalla scuola al lavoro fino allo sport.

La presidente
Maria ALESINA

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AVVISO PUBBLICO PER CONCESSIONE SERVIZI ASSISTENZIALI A PERSONE CON DISABILITÀ FNA 2016/2017

È stato pubblicato un avviso per la presentazione di istanze per la concessione di servizi socioassistenziali a favore di persone con disabilità e delle famiglie che assistono e curano nel proprio domicilio persone in condizione di non autosufficienza per disabilità grave certificata, residenti nei Comuni dell’Ambito Territoriale di Corigliano-Rossano.

I soggetti interessati possono presentare apposita domanda, redatta utilizzando il modulo allegato all’avviso riportando nell’oggetto la dicitura “SERVIZI DI SUPPORTO ALLA DOMICILIARITÀ FNA 2016/2017″, all’indirizzo PEC: protocollo.coriglianorossano@asmepec.it per il Comune di Corigliano-Rossano e per gli altri Comuni dell’Ambito ai Comuni di propria residenza, che provvederanno ad inoltrarle al Comune capo-fila.

Possono presentare domanda di accesso le persone (età 0-99 anni) parzialmente o totalmente non autosufficienti in condizione di gravità certificata, o loro familiare — tutore amministratore di sostegno, altra persona munita di delega.

a) Persone in condizione di handicap grave certificato (L. 104/1992 — art.3, c.3), tale da richiedere assistenza permanente, continuativa e globale sia nella sfera individuale che in quella relazionale.

b) Persone in stato di invalidità al 100 % certificata.

Entrambe le categorie di soggetti devono possedere i seguenti requisiti:

 – residenza in uno dei Comuni ricadenti nell’Ambito Territoriale di Corigliano Rossano;

– in caso di richiedenti stranieri: titolarità di permesso di soggiorno utile all’accesso alle prestazioni sociali;

– non essere beneficiari di altri servizi e interventi previsti da progetti similari di assistenza erogati da questo Ambito Territoriale, ASP, Comuni.

I servizi domiciliari, mediante lo strumento del Piano Assistenziale Individualizzato, possono prevedere:

  • assistenza per favorire l’autosufficienza nelle attivita giornaliere;

–  accompagnamenti, anche motorizzati, per raggiungere luoghi di diagnosi e cura o per commissioni varie;

–  prestazioni di aiuto domestico (aiuto per il governo della casa, per la preparazione e l’assunzione dei pasti, assistenza per la pulizia e l’igiene personale e dell’ambiente domestico, ecc.)

–  assistenza di base e prestazioni para-infermieristiche di semplice attuazione in collegamento con il medico curante, e in stretta collaborazione con gli operatori adibiti ai servizi sanitari: aiuto nell’alzata e messa a letto; mobilizzazione; predisposizione e posizionamento di cuscini o altri accessori antidecubito; cambio pannolone al bisogno; controllo rigurgiti;

– controllo dell’alimentazione, del rispetto delle norme igieniche elementari e nell’assunzione e nel corretto uso dei farmaci.

–  Interventi volti a favorire la socializzazione e la vita di relazione (segretariato; accompagnamento ed accesso ai servizi; partecipazione ad attività ricreative-culturali del territorio o promosse da servizi comunali; interventi volti a favorire la socializzazione con il vicinato/ambienti di relazione significativa),

Il servizio di assistenza domiciliare prevede l’impiego di operatori professionalmente competenti e/o dotati di esperienza in relazione alle specifiche prestazioni.

N.B. La PEC menzionta nel bando non è corretta, quella giusta è indicata in questo articolo.

Per informazioni è possibile rivolgersi anche allo sportello SAI (Servizio Accoglienza Informazione) presso questa sede tramite appuntamento. Tel. 0983854879 o mail sai@anffascorigliano.it

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Per una riconversione in chiave inclusiva dei servizi dedicati alla disabilità

Fonte www.superando.it – Alla luce degli attuali stravolgimenti (pandemia, guerra, carovita), quali conseguenze ci saranno sui sistemi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali rivolti alle persone con disabilità? Su questo l’ANFFAS ha avviato una “RICERCA-AZIONE”, curata dalla propria componente lombarda, insieme all’Università Cattolica, che punta a fissare uno standard di processo per riconvertire i servizi semiresidenziali e residenziali in chiave inclusiva e superare ogni situazione segregante. L’importante iniziativa verrà presentata il 22 ottobre, durante l’Assemblea Nazionale dell’ANFFAS.

«Sebbene il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenti uno strumento di sistema attraverso cui garantire la ripresa del Paese e delle comunità – viene sottolineato dall’ANFFAS Nazionale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) -, oggi è necessario confrontarsi con una realtà estremamente complessa in un momento in cui i paradigmi che contraddistinguono la capacità di risposta ai bisogni e alle aspettative delle persone con disabilità devono tenere conto di un contesto che si è modificato in modo improvviso e radicale e che si compone oggi di elementi di assoluta novità e di transizione. A tal proposito, e alla luce di quanto sperimentato a partire dalla pandemia, che ha evidenziato i molteplici gap del settore sanitario del nostro Paese, e all’attuale conflitto in Ucraina, con i relativi aumenti dei costi energetici e la carenza delle materie prime, quali saranno le ricadute che tali stravolgimenti potranno avere sui sistemi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali per la presa in carico delle persone con disabilità?».

Per tentare di rispondere a questo delicato e complesso quesito, «in presenza di una forte crisi sociale, una situazione che rischia di portare ad una ancora più forte contrazione dei diritti delle persone più fragili e dell’accesso ai sostegni necessari», la stessa ANFFAS ha dato recentemente avvio ad una specifica indagine, curata dalla propria componente lombarda, insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore, «una RICERCA-AZIONE a partire dal contesto attuale, con la necessità non più procrastinabile di modificare un sistema di servizi che prevede un’offerta statica di prassi e prestazioni desuete e cristallizzate. assolutamente non utili al miglioramento della Qualità di Vita delle persone con disabilità». Il tutto, quindi, con l’obiettivo «di creare un nuovo àmbito di intervento che realmente riesca a rispondere alle necessità delle persone con disabilità, andando a fissare uno standard di processo per riconvertire gli attuali servizi semiresidenziali e residenziali in chiave inclusiva e superare così nei diversi contesti, familiari, residenziali ecc. situazioni segreganti o istituzionalizzanti, anche attraverso iniziative che siano in grado di promuovere la progressiva deistituzionalizzazione verso soluzioni dell’abitare possibile per le persone con disabilità ad alta complessità».

Domani, 21 ottobre, e dopodomani, sabato 22, è in programma in presenza a Roma, ma anche online, l’Assemblea Nazionale dell’ANFFAS (se ne legga ampiamente a questo link), e sarà in tale sede che verrà illustrata l’importante indagine, esattamente nella mattinata di sabato 22 (ore 10.30-12.30).