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Fondazione Telethon: parte la campagna di Natale 2020

Fonte www.anffas.net – Continua la collaborazione tra Anffas e Fondazione Telethon: anche per questo Natale, infatti, Anffas ha scelto con entusiasmo di sostenere e di essere accanto alla Fondazione Telethon e alla sua Campagna di dicembre di Natale 2020con l’obiettivo di donare una speranza per una qualità di vita migliore alle persone che non si arrendono di fronte a una malattia genetica rara e che per questo combattono ogni giorno. Ecco perché a Natale scegli il dono della generosità.

L’edizione di quest’anno, in occasione del quale si celebrano proprio i trent’anni di attività di ricerca sulle malattie genetiche rare,è dedicata proprio al tema del dono; quest’ultimo inteso tuttavia non solo come un semplice gesto di generosità ma anche come una qualità interiore del singolo individuo che nella sua unicità rende possibile il raggiungimento di importanti risultati nell’ambito della ricerca così come lo sviluppo di nuove cure.

Come puoi contribuire:

La Campagna di quest’anno, oltre alla consueta maratona televisiva settimanale – che partirà il 12 dicembre p.v. – volta a sostenere e finanziare la ricerca sulle malattie genetiche rare e all’attivazione del numero solidale 45510, prevedrà la distribuzione del Cuore di cioccolato, un dolce a forma di cuore prodotto in 3 versioni differenti (fondente, al latte, e al latte con granella di biscotto) da Caffarel in esclusiva per Telethon. 
Per partecipare in prima persona alla campagna come volontario è possibile candidarsi online, telefonare al numero 06.44015758 o scrivere una mail all’indirizzo volontari@telethon.it.

Anffas conferma ancora una volta il suo desiderio di sostenere, insieme alla Fondazione e ai suoi partner, la ricerca scientifica e promuovere così l’obiettivo che da tempo ci si è posti, ossia il miglioramento delle condizioni e della durata di vita delle persone con disabilità, in particolare con disabilità intellettive e del neurosviluppo, e delle loro famiglie.

Continua a seguirci per rimanere aggiornati sul proseguimento della Campagna di Natale Telethon 2020.
Per maggiori informazioni sull Campagna leggi la notizia di Fondazione Telethon, cliccando qui.

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Riforma terzo settore. Nuovi forum territoriali

La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto istitutivo del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) segna un traguardo importante per la Riforma   che darà la possibilità agli enti di acquisire la qualifica di ente del Terzo settore (ETS). Dietro questi acronimi vi è una grande opera di riordino del comparto non profit che finalmente viene dotato di regole uniformi. Il RUNTS dovrebbe essere in funzione da metà aprile 2021  e sarà suddiviso in sette sezioni di cui 6 dedicate a particolari categorie di enti (ODV, APS, enti filantropici, imprese sociali, reti associative, società di mutuo soccorso) ed una per gli altri “ETS” che non rientrando in una delle precedenti tipologie. Si chiama Registro Unico perché assorbirà gli attuali registri di settore previsti per associazioni di promozione sociale (APS), organizzazioni di volontariato (ODV) e ONLUS creando un sistema nazionale di registrazione, controllo e trasparenza. A questo si accompagnerà un nuovo percorso per il riconoscimento della personalità giuridica. 

Fino all’operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore, continuano ad applicarsi le norme previgenti ai fini e per gli effetti derivanti dall’iscrizione degli enti nei Registri Onlus, Organizzazioni di Volontariato, Associazioni di promozione sociale.

 Anche il Forum del Terzo settore  si adegua  alla riforma con nuovi assetti territoriali. In Calabria il Forum regionale risulta costituito da Forum provinciali con deroghe per province territorialmente più estese come Cosenza che vede la costituzione Forum Territoriale Alto Jonio Cosenza, Forum Territoriale Cosenza Tirrenica, Forum Territoriale Cosenza.

Il Forum  Alto Ionio Cosenza è costituito da Corigliano Rossano, Trebisacce come Cosenza con la costituzione del Forum Alto Ionio, Forum Tirreno , Forum Cosenza. Il Forum Alto Ionio è costituito da Corigliano Rossano, Trebisacce, Castrovillari.

Presidente di Anffas Onlus Corigliano
Portavoce coordinamento Enti Terzo settore CO.RO.
Maria Alesina

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Confronto Forum Nazionale e delegazione parlamentari Europei

Roma 3 novembre 2020 – Si è svolto questa mattina un confronto tra il Forum Nazionale del Terzo Settore e una delegazione di parlamentari Europei, promosso insieme all’On.le Patrizia Toia, presidente dell’intergruppo Economia Sociale al Parlamento Europeo.

Oggi l’Unione Europea è chiamata ad un deciso impegno, attraverso il piano Next Generation Europe, e in questo contesto il rafforzamento dell’economia sociale assume particolare peso. Il confronto di oggi è stato particolarmente importante per mettere a fuoco il tema delle politiche europee per l’Economia Sociale e condividere le preoccupazioni e le proposte che il Terzo settore italiano desidera siano rappresentate in Europa.

Sostenere l’economia sociale in Italia e in Europa è la via maestra per costruire un modello di sviluppo più sostenibile, in grado di garantire prospettive di crescita duratura alle persone e alle comunità. L’Europa deve quindi definire un quadro regolativo e di sostegno che dia piena cittadinanza anche al modello di economia sociale italiana, a partire dal rafforzamento del Social Pillar e dal varo di un Piano di Azione pluriennale.” Così la Portavoce del Forum Terzo Settore Claudia Fiaschi.

Molti gli spunti emersi dal confronto che ha visto la partecipazione di numerosi rappresentanti italiani al parlamento europeo e di esponenti del CESE, il Comitato economico e sociale europeo. Tra i temi, quello della fiscalità di vantaggio per gli enti di Terzo settore: il modello di economia sociale italiano è un punto di riferimento a livello internazionale, ma è necessario che venga costruito un quadro fiscale che possa premiare la meritorietà sociale non solo italiana ma anche a livello europeo. Un impegno necessario perché la Riforma del Terzo settore possa dispiegare i suoi effetti. E ancora il tema della coprogrammazione e coprogettazione che rappresentano il modo principale con cui il Terzo settore dialoga con le pubbliche amministrazioni. Per poter perseguire un orizzonte di innovazione sociale queste forme di partnership hanno bisogno di trovare piena legittimazione anche a livello europeo. 

Siamo convinti – ha concluso la Portavoce Fiaschi –che anche l’Italia non debba perdere l’occasione offerta da questo momento per intraprendere la strada verso un modello di sviluppo che permetta di garantire una effettiva prosperità economica, occupazione e coesione sociale.”

Tra i rappresentanti italiani al parlamento europeo hanno partecipato:

Patrizia Toia, Daniela Rondinelli, Marco Campomenosi, Brando Benifei, Pierfrancesco Majorino, Elisabetta Guelmini, Irene Tinagli, Chiara Gemma, Pietro Bartolo, Pietro Fiocchi, Simona Baldassarre, Sergio Berlato.

Per il Cese Pietro Barbieri, Diego Dutto e Giuseppe Guerini.

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Giornata internazionale delle persone con disabilità – 3 dicembre 2020

Fonte www.un.org – Il 3 dicembre si celebra ogni anno la Giornata internazionale delle persone con disabilità per promuovere la piena ed equa partecipazione delle persone con disabilità e per intraprendere azioni per l’inclusione delle persone con disabilità in tutti gli aspetti della società e dello sviluppo.

Quest’anno, la Giornata internazionale delle persone con disabilità sarà commemorata per tutta la settimana dal 30 novembre al 4 dicembre in concomitanza con la 13a sessione della Conferenza degli Stati parti della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità.

Il tema di quest’anno è: “Building Back Better: toward a disability-inclusive, accessible and sustainable post COVID-19 World (Ricostruire meglio: verso un mondo post COVID-19 inclusivo della disabilità, accessibile e sostenibile).

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Ma il mondo è “un paese per persone con disabilità”?

Fonte www.superando.it – Vien davvero da dubitarne, leggendo il rapporto sui “Diritti delle persone con disabilità durante la pandemia” elaborato da sette organizzazioni internazionali e basato su oltre 3.000 testimonianze provenienti da 134 Stati, che evidenzia «la catastrofica incapacità di proteggere la vita, la salute e i diritti delle persone con disabilità durante la pandemia». E alla luce di quanto sta accadendo, con i tassi di contagio che aumentano ovunque, non si può certo leggere tale rapporto come una semplice “ricognizione storica”, quanto come uno strumento di pressione a intervenire rapidamente.

Verrebbe semplicemente da dire che il mondo “non è un paese per persone con disabilità”, leggendo l’importante rapporto elaborato da sette organizzazioni impegnate a livello mondiale sui diritti delle stesse persone con disabilità (l’elenco è nel box in calce), pubblicato qualche giorno fa con il titolo Disability rights during the pandemic (“I diritti delle persone con disabilità durante la pandemia”), disponibile integralmente a questo link.
Basato infatti su oltre tremila testimonianze provenienti da ben 134 Paesi di tutto il mondo, riferite per la stragrande maggioranza a persone con disabilità o ai loro familiari, il documento evidenzia in modo netto quella che viene letteralmente definita come «una catastrofica incapacità di proteggere la vita, la salute e i diritti delle persone con disabilità durante la pandemia da Covid-19» da parte della generalità degli Stati, indipendentemente dal loro sviluppo economico e sociale. E alla luce di quanto sta accadendo in queste settimane, con i tassi di contagio che aumentano ovunque, non si può certo leggere il rapporto come una semplice “ricognizione storica” di quanto già accaduto, bensì come uno strumento di pressione a intervenire rapidamente, considerando che le persone con disabilità sono nuovamente sottoposte a restrizioni che hanno già portato a gravi conseguenze. In tal senso, le organizzazioni promotrici dell’iniziativa chiedono con forza di «catalizzare un’azione urgente nelle settimane e nei mesi a venire», pur non essendo di conforto il fatto che al sondaggio sottostante al rapporto assai pochi Governi o Istituzioni di monitoraggio abbiano voluto rispondere.
Si tratta in ogni caso di un documento che, se esaminato con attenzione dai responsabili politici, sanitari e sociali, oltreché dalle forze dell’ordine e dalla stessa società civile dei vari Stati, consentirebbe di garantire che le persone con disabilità non siano più sacrificate nell’àmbito dei provvedimenti necessari a contenere la pandemia.

Sono sostanzialmente quattro le questioni principali evidenziate dall’indagine, che vengono elencate così in una nota diffusa dall’IDA (International Disability Alliance): «La totale incapacità di proteggere la vita delle persone con disabilità negli istituti residenziali, che sono diventati “punti caldi” durante la pandemia. Infatti, anziché dare priorità a misure di emergenza per reintegrare le persone nella loro comunità, molti istituti sono stati chiusi e bloccati, con conseguenze fatali».
I provvedimenti di lockdown diffusi e rigidi hanno causato quindi «drammatiche interruzioni dei servizi essenziali nella comunità, facendo sì che tantissime persone con disabilità non potessero accedere a beni di base, incluso il cibo, e a supporti come l’assistenza personale». Secondo il rapporto, «la rigorosa applicazione di questi blocchi da parte delle forze dell’ordine è arrivata addirittura a provocare risultati tragici, inclusa la morte di persone con disabilità».
E ancora, su altri fronti, ai bambini/e e ai ragazzi/e con disabilità è stato negato, per la grande maggioranza, «l’accesso all’istruzione in linea», mentre le persone con disabilità senza dimora «sono state arrestate o lasciate completamente a se stesse».
E da ultima, ma non certo ultima, «la tendenza a negare l’assistenza sanitaria di base e di emergenza, con tanto di procedure di triage discriminatorie, negando alle persone con disabilità l’accesso alle cure per Covid-19, proprio a causa della loro disabilità».

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“Nuovo” Welfare in Calabria

Giorno 9 Ottobre 2020 Alle Ore 17:00 Presso Il Centro Di Eccellenza Di Corigliano-Rossano (Area Urbana Corigliano), si terrà la Conferenza: il “Nuovo” Welfare In Calabria, tra le associazioni del terzo settore e le istituzioni locali e regionali, per la definizione dei Piani Di Zona e Della Solidarietà Sociale.

La Conferenza è cosi strutturata:
Prevede una relazione introduttiva esposta da Antonio Gioiello componente del Coordinamento Ets Co.Ro – Presidente Dell’associazione Mondiversi Onlus
Interverranno di seguito:
Il Sindaco Del Comune Di Corigliano-Rossano – Flavio Stasi
L’assessore Alla Cultura E Alla Solidarietà Del Comune Di Corigliano-Rossano – Donatella Novellis
La Dirigente Del Settore Politiche Sociali Della Regione Calabria – Saveria Cristiano
La Responsabile Del Settore Politiche Sociali del Comune Di Corigliano-Rossano – Tina De Rosis
Coordinatrice Ets Co.Ro e Presidente Anffas Di Corigliano-Rossano – Marinella Alesina
Concluderà la Conferenza l’intervento dell’Assessore Regionale Alle Politiche Sociali e Per La Famiglia – Gianluca Gallo
La Conferenza è aperta a tutte le associazioni e gli enti del terzo settore, alle forze politiche ed istituzionali, ai sindacati, agli operatori sociali e sanitari del territorio, agli operatori delle scuole del territorio. Nel rispetto delle regole sulla prevenzione e della diffusione del covid-19, bisognerà presentarsi con mascherina ed osservando la distanza di un metro dagli altri.
Chiunque volesse prenotarsi per partecipare potrà inviare un messaggio sulla pagina Facebook “Coordinamento Enti Terzo Settore – CO.RO” contenente il proprio nominativo, l’Ente di appartenenza ed un contatto telefonico, entro e non oltre le ore 17:00 di giovedì 8 Ottobre.
COORDINAMENTO CO.RO.

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Covid, le ricadute sociali: “Disabili abbandonati dallo Stato”

Fonte www.superabile.it – In Commissione Affari Sociali alla Camera audizioni dei rappresentanti di alcune realtà associative. Squillaci (Fict): “Grandi sofferenze per chi ha fragilità emotive.

“Il costo pagato dai disabili e dai loro caregiver durante la pandemia è stato altissimo”. Lo dice, in audizione in Commissione Affari Sociali alla Camera dei deputati, Sofia Donato, rappresentate del Comitato Caregiver “Comma 255”. “Siamo stati abbandonati a noi stessi, l’assenza dello Stato ha pesato non solo sulle persone con disabilità, ma anche sulle loro famiglie. Lo stato emergenziale ha messo in luce quanto il sistema italiano, in fatto di disabilità, sia fallace e quanto sia necessario, proprio in questo particolare momento storico, cambiarlo. Perché non può essere la famiglia a sostituirsi allo stato in fatto di diritti”.

Pesanti le ricadute anche sui minori e sugli anziani, come riportato da Luciano Squillaci, rappresentante di Fict, Federazione Italiana comunità terapeutiche: in particolare, durante il periodo del lockdown, i casi di violenza domestica su minori sono aumentati in modo significativo. “La difficoltà maggiore riscontrata è stata la solitudine. Persone con una fragilità emotiva elevata hanno sofferto l’abbandono, la mancanza di dialogo. La ripartenza stessa è stata difficile, in molti faticano a tornare alla normalità”.