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Un italiano su tre è volontario in ambito socio-assistenziale

Fonte www.vita.it. Presentata la ricerca a livello nazionale della Convol, Conferenza Permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato.

I volontari italiani? Il 35 per cento sceglie ambiti assistenziali o socio-sanitari, il 32 per cento educativi, il 10 per cento sportivi, l’8 per cento culturali, il 5 percento ambientali e di protezione civile, il restante 9 per cento esperienze di altra natura. Questi alcuni dei dati interiti nella ricerca “Volontari e Volontariato organizzato tra impegno civico e gratuità”, presentata ad Ancora sabato 11 aprile e promossa da Convol,  Conferenza Permanente delle Associazioni, Federazioni e Reti di Volontariato.

L’indagine ha il valore aggiunto di essere la prima ad aver preso in considerazione tutto il territorio nazionale, ponendosi come obiettivo strategico la valutazione del rapporto tra identità e servizio nell’attuale sistema di welfare ma anche tra valori e ideali dell’organizzazione e caratteristiche identitarie dei volontari.

E’ stata coordinata da Ugo Ascoli e divisa in due ambiti: “Volontari” curato da Ugo Ascoli ed Emmanuele Pavolini e “Organizzazioni di volontariato” seguito da Sabina Licursi e Giorgio Marcello.

“La ricerca ha evidenziato che, in un contesto di crescente difficoltà del welfare pubblico e di crescita dei bisogni sociali, il volontariato si delinea come una infrastruttura sociale di primaria importanza che coinvolge milioni di cittadini e che le connessioni tra OdV sono molto fitte”, ha affermato Emma Cavallaro presidente della Convol. “Lo sviluppo di una nuova capacità istituente del volontariato organizzato, ossia quell’attitudine delle OdV a pensare il cambiamento sociale e a tentare di realizzarlo, incidendo sul livello istituito dovrà passare attraverso l’irrobustimento delle reti orizzontali, l’adozione di una strategia di advocacy libera dall’interesse verso particolari categorie di bisogni e l’investimento di risorse sulla dimensione partecipativa della vita interna alle organizzazioni stesse. Una risorsa che purtroppo non è stata colta pienamente dal Governo nella Riforma della legislazione del Terzo Settore appena approvata dalla Camera”.

Per quanto riguarda le Organizzazioni di Volontariato dalla ricerca emerge che la maggioranza di esse si riconosce nei principi e nei valori fondanti del volontariato inteso come gratuità, dono, rispetto e assunzione di responsabilità verso l’altro, impegno per il bene comune; ci sono però alcune criticità come quella che porta ad una sfumatura dei confini tra forme di solidarietà differenti. L’analisi della composizione interna e dell’equilibrio tra impegno gratuito e personale retribuito conferma che, accanto ad una presenza maggioritaria di organizzazioni che mantengono una sostanziale prevalenza del contributo volontario, vi sono delle componenti interessate da un’ibridazione identitaria. Inoltre alcuni termini meno riferibili all’idealtipo del volontariato organizzato e più alle altre espressioni del terzo settore fanno emergere anche la presenza di criteri regolativi differenti: accanto alla gratuità infatti, sono presenti altri termini per definire i confini identitari prevalenti, come “assenza di lucro”, “solidarietà”, “utilità sociale”.

Per quanto riguarda i volontari, la ricerca indica che il volontariato si declina in impegni di lunga durata e di una certa intensità dentro organizzazioni e che solo l’impossibilità di conciliare l’azione volontaria con impegni familiari, di studio o di lavoro determina l’abbandono dell’impegno nelle associazioni. L’esperienza in OdV viene valutata in termini positivi e di crescita personale: aumenta la fiducia verso gli altri, così come la disponibilità e l’apertura alle relazioni sociali. I volontari sono caratterizzati da un livello più elevato di partecipazione socio-politica e culturale: appaiono più attivi nella comunità di appartenenza, più partecipi, più attenti ad intercettare informazioni, più aperti al confronto ed al dialogo con gli altri, meno passivi, ad esempio, di fronte ai media tradizionali, quali la televisione.

Molto significative le parole che il Cardinale Edoardo Menichelli ha rivolto ai promotori dell’iniziativa “ Il volontariato deve essere speranza per il valore della comunità e per il rafforzamento delle relazioni; deve indicare la strada della condivisione e della partecipazione. Essere segno della gratuità che guarda il bene della persona e della comunità e non il tornaconto personale; che fa crescere la persona in una dimensione solidale, fraterna, libera, gioiosa, perché solo il bene rende felici. In un mondo in cui fanno scalpore solo le disgrazie e un certo tipo di notizie, vorrei che voi foste un racconto generoso, diffuso e lieto, che il volontariato diventasse il vero scandalo della società attuale”.

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LE PROPOSTE DELLA FISH CALABRIA A CARLO GUCCIONE, ASSESSORE REGIONALE ALLE POLITICHE SOCIALI

“Necessaria una virata politica per delle politiche inclusive, in una società capace di accogliere tutti”

La Fish (Federazione Italiana Superamento Handicap) Calabria ha incontrato l’assessore regionale alle Politiche sociali e al Lavoro Carlo Guccione. All’incontro, svoltosi negli uffici dell’assessorato in via Lucrezia della Valle a Catanzaro, hanno preso parte la presidente regionale della Fish, Annunziata Coppedè e i vicepresidenti Tommaso Marino e Antonio Saffioti. Nella richiesta di incontrare l’assessore Guccione, la Fish Calabria scriveva: “Riteniamo che sia necessaria una virata politica, un cambio di rotta che restituisca la speranza, iniziando un percorso partecipato che coinvolga i destinatari stessi ed i responsabili delle istituzioni competenti, in un processo finalizzato alla realizzazione di politiche inclusive per una società capace di accogliere tutti”. L’incontro, dunque, è stata l’occasione per presentare alcune proposte volte a favorire la piena inclusione della persone con disabilità, richiamando i principi del mainstreaming e della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. L’assessore Guccione, dopo aver commentato la situazione attuale e, in particolare, i tagli continui che negli ultimi anni stanno opprimendo le politiche sociali in tutto il territorio nazionale, con una ricaduta gravissima sulla Regione Calabria già fortemente svantaggiata, ha centrato l’attenzione sulla Programmazione Europea 2014-2020. L’assessore ha puntato sulla capacità di intercettare i numerosi fondi che periodicamente vengono messi a bando su diverse problematiche, sull’opportunità concreta di realizzare progetti innovativi che tengano presenti le nuove tecnologie e costruiscano interventi territoriali capaci di favorire l’inclusione sociale delle persone con disabilità. La delegazione della Fish Calabria, accogliendo favorevolmente le proposte dell’assessore, ha chiesto:

  1. Maggiore sollecitudine e controllo nei confronti delle opportunità già esistenti con fondi già finalizzati, perché trovino attuazione nei tempi e nei modi previsti favorendo politiche inclusive.
  2. Il “nulla su di noi senza di noi”, ovvero la partecipazione delle rappresentanze dell’utenza in tutti i tavoli in cui si affrontano le politiche sociali e siano in gioco interessi che, direttamente o indirettamente coinvolgono persone con disabilità. Non solo politiche sociali, dunque, ma anche salute, lavoro, scuola, trasporti, turismo, cultura, edilizia pubblica e privata.
  3. Un metodo di programmazione e gestione che favorisca la creazione di un “sistema di interventi e servizi integrati”, l’unico che può permettere di non disperdere risorse e produrre stabilità e continuità.
  4. In conclusione è stata proposta la seconda Conferenza sulla disabilità in Calabria, al fine di riavviare un processo partecipativo importante che, partendo dalla base, arrivi al recepimento della Legge 18 del 3 marzo 2009 anche in Calabria. A fronte di tutte queste richieste, l’assessore Guccione ha chiesto tempo. La riunione si è conclusa in un clima collaborativo e cordiale.
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APPROVATO ALLA CAMERA IL DISEGNO DI LEGGE DELEGA PER LA RIFORMA DEL TERZO SETTORE

Comunicato stampa del Forum Terzo Settore* – Siamo soddisfatti per l’approvazione del Ddl delega sul Terzo Settore. A meno di un anno dal suo annuncio, ci viene restituito, per questa prima parte dell’iter parlamentare, un buon testo, a riprova che la Commissione e l’Aula alla Camera hanno lavorato con grande attenzione per la Riforma e riorganizzazione di un mondo vastissimo, che interessa oltre 300mila organizzazioni, quasi un milione di lavoratori totali e oltre 4,5 milioni di volontari.

Si tratta di un passaggio epocale che coinvolge l’intero Paese e non solo il nostro mondo.

Auspichiamo che il successivo esame del testo al Senato possa apportare alcune migliorie legate ad alcuni aspetti gestionali ed organizzativi, anche di natura civilistica e fiscale, delle realtà di terzo settore e delle imprese sociali, ma anche a questioni relative al servizio civile, così come ad una maggiore attenzione al volontariato organizzato e alle forme più spontanee di volontariato e partecipazione dei cittadini, e infine ad una più chiara individuazione del ruolo e funzione dei Centri di servizio per il volontariato.

Aspettiamo di poter chiarire i dubbi e dare risposte alle domande su un punto nodale che è quello delle risorse disponibili. Questione che una Riforma di questa portata non può certo ignorare. Su questo e tutti gli altri aspetti continueremo a fare la nostra parte e dare il nostro contributo.

*Cui Anffas  Onlus aderisce

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DICHIARAZIONI ISEE E INVALIDITÀ

Fonte www.disabili.com – Torniamo sull’Indicatore della Situazione Economica Equivalente e sulle insicurezze che si sono venute a creare a seguito delle tre recenti sentenze del Tar Lazio (nn.2454/15-2458/15-2459/15) le quali sanciscono che è illegittimo calcolare nell’ISEE le provvidenze economiche connesse all’invalidità civile, così come le cc.dd franchigie (che abbattono il calcolo totale dell’ISEE) previste per i maggiorenni con disabilità e quelle, più alte, previste per i minorenni anch’essi con disabilità (in questo caso l’illegittimità è da imputare al fatto che non verrebbe considerata l’effettiva situazione familiare del maggiorenne).

Nell’attesa che il Governo adegui il sistema a quanto statuito sul fronte ISEE e disabilità, in questo momento ci si trova però in una situazione di stallo che crea parecchia incertezza nelle famiglie che devono presentare l’ISEE e in quelle che l’hanno già presentato. I “nodi critici” attuali sono quindi diversi: se una persona con disabilità volesse accedere a prestazioni sociali agevolate, sarebbe equo che ciò avvenisse sulla base di un ISEE dichiarato illegittimo? Se la stessa persona avesse acquisito un’attestazione ISEE prima delle sentenze in oggetto, quali conseguenze può attendersi? Forse una maggiore compartecipazione, o addirittura una sospensione del servizio da parte dell’Ente erogatore? Al momento non è dato saperlo.

Queste sono solo alcune delle incertezze in cui, in questo momento, versano le persone con disabilità ed è quindi evidente, nell’attesa di indicazioni da parte del Governo, che le Regioni e gli Enti debbano immediatamente provvedere ad autoregolamentarsi. Su questo riflette l’ANFFAS Onlus Modica, che in una nota dichiara: “Le conseguenze altrimenti sarebbero quanto mai inique e gravose: un’impossibilità, inaccettabile, nell’erogare i servizi (con irreversibili danni al benessere psico-sociale delle persone con disabilità) o, addirittura, potrebbero essere le stesse persone con disabilità a non richiedere più le prestazioni a causa di una loro maggiore onerosità dal punto di vista economico”. Quello che, nel frattempo, l’Anffas consiglia alle persone con disabilità e ai loro familiari che volessero richiedere “prestazioni sociali agevolate” o “prestazioni sociali agevolate di carattere sociosanitario” è di allegare, alla richiesta all’Amministrazione competente, una nota nella quale si espone che: “In considerazione dell’intervenuto annullamento del DPCM n. 159/2013 “regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE)”, a seguito della sentenza del TAR Lazio n.2459/15, l’ISEE che si presenterà è da ritenersi non legittimamente rappresentativo della reale situazione economica e patrimoniale del mio nucleo familiare. Pertanto, nel caso in cui da tale attestazione si facciano derivare effetti a me sfavorevoli, mi riservo di adire le vie legali a tutela dei miei diritti”.

Dall’Anffas, che chiede di essere ascoltata insieme alle altre associazioni, fanno sapere che continueranno a vigilare sui futuri sviluppi della vicenda e ad adoperarsi affinché i diritti delle persone più debole non vengano messi in discussione.

Per approfondire

Leggi il commento di Anffas Onlus Nazionale sulle sentenze del Tar Lazio

* Le sentenze del Tar Lazio sono disponibili sul sito www.studiolegalemarcellino.it

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BOCCIATA LA SCUOLA CHE CONFONDE LA DISLESSIA CON LA PIGRIZIA

Fonte www.west-info.eu – In Italia, non si può bocciare uno studente con dislessia perché considerato semplicemente “pigro”. Il Tar del Piemonte, infatti, ha dichiarato illegittimo il provvedimento di non ammissione alla classe superiore disposto da una scuola media di Novara nei confronti di un minore affetto da D.S.A. In quanto i docenti, non tenendo conto delle certificazioni mediche presentate dalla madre fin dall’inizio dell’anno, dove veniva riportato nero su bianco il disturbo della letto-scrittura diagnosticato al figlio, invece di predisporre un Piano Didattico Personalizzato, come sancito dalla legge, si erano limitati a dichiararlo svogliato e con scarsa capacità di concentrazione.

Secondo il Tribunale, quindi, l’Istituto scolastico ha compiuto un errore fondamentale: “ha violato il protocollo di intervento previsto in materia di D.S.A., per avere considerato l’alunno alla stregua di un ragazzo “normale”, utilizzando nei suoi confronti tecniche di insegnamento e metodi di valutazione ordinarie e non personalizzate”.

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TALENTI CON AUTISMO CORTEGGIATI DA MICROSOFT

Fonte www.west-info.euLa Microsoft, una delle più importanti aziende d’informatica del mondo, ha ufficialmente annunciato il lancio di un nuovo programma per assumere a tempo pieno lavoratori con autismo. Per il management del colosso fondato nel 1975 da Bill Gates, le persone con autismo sono una risorsa preziosa per lo sviluppo di un’azienda Hi-Techm grazie alle loro specifiche qualità che vanno dalla sorprendente capacità di conservare informazioni, all’abilità di concentrarsi e di individuare problemi ed errori, nonché all’eccellente familiarità con numeri e codici.

Nella fase iniziale del progetto la multinazionale americana si avvarrà della collaborazione di Specialisterne, un’organizzazione no-profit che aiuta coloro che presentano un disturbo dello sviluppo ad applicare il loro talento nel mercato del lavoro.

Una decisione che prima di Microsoft era stata recentemente presa dalla SAP, gigante del software con sede in Germania.

Per maggiori informazioni

Leggi l’articolo sul sito Microsoft (pagina in lingua inglese

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DISABILITÀ INTELLETTIVA: STRUMENTI TECNOLOGICI A SUPPORTO DELLA DIDATTICA

Fonte www.disabili.com – Gli strumenti tecnologici e le loro funzionalità sempre più avanzate stanno consentendo una crescente partecipazione delle persone con disabilità nei vari contesti sociali e professionali, aprendo spazi per la realizzazione di inclusione personale e professionale. Ciò riguarda non soltanto le persone con disabilità sensoriale, attraverso l’utilizzo di ausili utili al superamento della concreta situazione di svantaggio, ma, più in generale, anche tutte le situazioni in cui siano presenti difficoltà eterogenee, di carattere relazionale, intellettivo e cognitivo.

Sono infatti ormai disponibili numerosi software ad hoc, con finalità di tipo facilitante, strutturati in modo molteplice e funzionale rispetto alle specificità. Essi sono particolarmente utili nei contesti formativi, poiché consentono approcci e possibilità inedite alla didattica, offrendo opportunità multiple e rispondenti alle differenti esigenze. Si tratta di strumentalità sulle quali negli ultimi anni si è molto concentrato il lavoro dell’Associazione Nazionale di Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale (ANFFAS), a partire dalla considerazione del fatto che la disabilità intellettiva e/o relazionale è presente in maniera preponderante, rappresentando la forma più diffusa di disabilità. Ai fini delle possibilità di apprendimento ricordiamo l’impegno profuso nel progetto Anffas in the cloud, che ha previsto la realizzazione di uno strumento interattivo ed implementabile per fornire un concreto supporto tecnologico all’apprendimento delle persone con disabilità intellettiva e/o relazionale. La piattaforma è nata con l’obiettivo di consentire lo sviluppo, l’utilizzo e la condivisione da parte degli operatori, degli insegnanti e delle famiglie, di esercitazioni interattive da utilizzare in vari contesti di apprendimento, riguardanti le autonomie, l’istruzione scolastica, la formazione professionale e le attività ludico-ricreative.

Più in generale, l’utilizzo delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC) nei contesti di apprendimento promuove la motivazione, la partecipazione e l’interazione dello studente con disabilità intellettiva; aiuta inoltre a mantenere l’attenzione e favorisce lo sviluppo dell’autostima. Si riscontra infatti una maggiore facilità d’uso rispetto agli strumenti tradizionali, favorita anche dalla possibilità della ripetizione. Inoltre, tali strumenti consentono molteplici possibilità di adattamento delle attività, favorendo gli specifici processi di individualizzazione e personalizzazione. Si segnala a tal proposito il progetto CITI, strumento comodo e accattivante per migliorare le abilità cognitive delle persone con disabilità intellettiva, utilizzabile anche da telefono cellulare.

Nelle scuole circa l’80% delle disabilità presenti è di tipo intellettivo e/o relazionale: se si considerano i ritardi nell’inclusione sociale delle persone con disabilità intellettiva, tali strumenti di supporto alle attività formative appaiono particolarmente graditi ed utili. È infatti necessario concretizzare l’obiettivo del miglioramento generale della qualità del loro progetto di vita e garantire il loro diritto alla partecipazione, valorizzando ed implementando le opportunità apprenditive, abilitative ed inclusive realizzabili a scuola, anche con il supporto delle tecnologie più avanzate.

Per approfondire

Leggi l’articolo dedicato ad Anffas In The Cloud