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Registro Unico, decreto firmato

Fonte www.vita.it – La ministra Nunzia Catalfo ha firmato il decreto attuativo del Registro unico nazionale del Terzo Settore (Runts). ll decreto verrà trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione, dopo la quale sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni dello scorso 10 settembre, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ha firmato il decreto attuativo del Registro unico nazionale del Terzo Settore (Runts). Lo comunica il Ministero. «Si tratta di un passo avanti decisivo per l’attuazione della riforma», ha commentato il Ministro.

Il decreto verrà ora trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione, dopo la quale sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Alla Corte dei Conti è anche il Dpcm che dà corpo alla riforma dell’istituto del 5 per mille, firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a luglio.

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La prof.ssa Marinella Alesina designata Portavoce del coordinamento Enti Terzo Settore CO.RO

Le associazioni del comune di Corigliano Rossano continuano a sollecitare l’avvio della riforma del welfare in Calabria e la definizione del Piano di Zona promuovendo azioni di cittadinanza attiva al fine di operare tutti per l’interesse comune. Per tale scopo si è costituito il coordinamento Co.Ro, aperto a tutte le associazioni e gli enti che vorranno aderire, con l’obiettivo di collaborare e partecipare alla redazione e definizione dei Piani Sociali, Sociosanitari e dei Piani di Zona. 

Le associazioni Mondiversi onlus, Anffas Onlus Corigliano, Ari@nuova, Auser Corigliano, Mondidonna, A.G.S.S., Ada di Corigliano, Musica Oltre le Barriere, Tendiamo le Mani, Michea, la Cooperativa Sociale Solidale, la Cooperativa Sociale La Silva, la Cooperativa Sociale Serena, la Cooperativa Sociale Sinergie, la ProLoco di Corigliano hanno inteso dare vita a questo coordinamento designando quale portavoce la prof.ssa Marinella Alesina.
Molte le preoccupazioni emerse nel corso della prima riunione del coordinamento:
il notevole ritardo nell’avvio del percorso di definizione del Piano di Zona dell’ambito territoriale di Corigliano Rossano, previsto dalla legge 23 del 2003 e dal Regolamento Regionale n. 22 del 25 novembre 2019 rischia di compromettere i servizi esistenti (con ricadute negative sulla qualità dei servizi e sulla tenuta dei livelli occupazionali), di pregiudicare la costruzione di un welfare territoriale efficace e di impedire una adeguata e fattiva partecipazione del Terzo Settore.
Il Piano di Zona dovrà garantire i livelli essenziali di assistenza, integrare la rete del sistema sociale con quello sanitario e della formazione, progettare prioritariamente gli interventi di prevenzione, di comunità e di tipo domiciliare, e doveva essere redatto entro il 30 giugno 2020.
Ad oggi invece non è noto il termine entro il quale il Piano va redatto ed approvato in caso di proroga, non è noto il fabbisogno sociale del nostro ambito territoriale, non è noto l’ammontare complessivo dei finanziamenti disponibili, oltre il riparto regionale che ha assegnato all’ambito di Corigliano Rossano euro 1.204.176,65.
Le associazioni si sono soffermate inoltre sulla Riforma del Terzo Settore che disegna nuovi ambiti di partecipazione e rappresentanza.
Il Coordinamento, nel confermare la massima disponibilità ad una positiva collaborazione ed in attesa di un incontro con l’Amministrazione Comunale, promuoverà nei prossimi giorni una iniziativa pubblica aperta alle Istituzioni, alle forze politiche, sociali, culturali, di categoria e alla Città al fine di avviare una discussione ampia e libera sul welfare che vogliamo.

COORDINAMENTO ENTI TERZO SETTORE
CO.RO
Corigliano Rossano 2 settembre 2020
La portavoce
Marinella Alesina 

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Come dovrà essere il nuovo Piano Educativo Individualizzato

Fonte www.superando.it – In questi giorni la FISH ha presentato in sede ministeriale un proprio ampio documento di “Considerazioni sulla bozza di Linee Guida per la compilazione del nuovo PEI”, il Piano Educativo Individualizzato riguardante gli alunni e le alunne con disabilità di ogni ordine e grado di scuola. Tra i punti ritenuti imprescindibili dalla Federazione, vi è la verifica di fine anno del PEI, con la proposta del sostegno didattico, dell’assistenza di base e di quella per l’autonomia e la comunicazione, nonché la necessità di rendere co-protagonisti i genitori nelle varie scelte.

Con l’approvazione del Decreto Legislativo 66/17 sull’inclusione scolastica e del successivo Decreto Legislativo correttivo del precedente 96/19, il PEI (Piano Educativo Individualizzato) degli alunni e delle alunne con accertata condizione di disabilità di ogni ordine e grado di scuola è divenuto sostanzialmente parte integrante del progetto individuale di cui all’articolo 14 della Legge 328/00. Per questo la redazione del PEI ha subito una serie di modifiche rispetto alla normativa precedente, formalizzate ora dal Ministero dell’Istruzione in una bozza di Linee Guida, che è stata attentamente esaminata dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e dalle varie organizzazioni ad essa aderenti.
In questi giorni, dunque, la Federazione ha proposto alla Consulta dell’Osservatorio Ministeriale Permanente sull’Inclusione, nonché al Comitato Tedcnico-Scientifico dell’Osservatorio stesso, un proprio ampio documento di Considerazioni sulla bozza di Linee Guida per la compilazione del nuovo PEI, «esplicitando – come si legge nella parte introduttiva – una serie di rilievi, specie laddove con queste bozze di Linee Guida sembrano introdursi elementi del tutto contrastanti o comunque assolutamente nuovi rispetto ai modelli di PEI», oltreché «facendo seguire specifiche osservazioni e spesso proponendo anche una già ben determinata soluzione».

Rimandando i Lettori alla consultazione integrale del documento prodotto dalla FISH (disponibile a questo link), vale la pena menzionare in questa sede quanto sottolineato da Vincenzo Falabella, presidente della Federazione, ovvero «i tre punti che riteniamo assolutamente da modificare, imprescindibili per poter fornire un parere positivo a queste bozze di Linee Guida, perché ritenuti centrali per l’attuazione di un innovativo sistema di inclusione, che non perpetui alcune dinamiche che hanno dato prova di poca efficacia ed efficienza nell’intervento inclusivo».
Si tratta rispettivamente «della necessità della verifica di fine anno del PEI, con la proposta sia del sostegno didattico, sia dell’assistenza di base e di quella per l’autonomia e la comunicazione; della necessità di rendere co-protagonisti i genitori in tali scelte; di quella, infine, di superare il concetto stesso di esonero da una o più materie degli alunni e alunne con disabilità, nonché di svolgere attività, per loro, che siano esterne alla classe». Questo, ricorda Falabella, «per non lasciare mai più alcuno spazio a rischi di discriminazione, esclusione e negazione delle pari opportunità».

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Guida aggiornata delle agevolazioni fiscali per persone con disabilità.

Per le persone con disabilità e i loro familiari sono previste numerose agevolazioni fiscali.

Tra queste, quelle relative all’acquisto di veicoli, la detrazione delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza o per l’eliminazione delle barriere architettoniche, le agevolazioni per i non vedenti e per i sordi, quelle sugli acquisti degli ausili tecnici e informatici.

Per approfondire consulta la Guida alle agevolazioni fiscali per persone con disabilità.

Scarica qui.

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Anffas si rivolge al Premier Conte per il rispetto dei diritti delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e delle loro famiglie

Fonte www.anffas.net – “La pandemia in atto ha messo ulteriormente in risalto problemi vecchi e nuovi, mettendo le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo ed i loro familiari in una situazione di estrema difficoltà.

Il modello dei servizi, basato su un approccio meramente protezionistico, non è stato in grado di rispondere ai reali bisogni delle persone con disabilità né minimamente di adattarsi alle nuove ed emergenti necessità, derivanti dall’emergenza sanitaria.

Le strutture associative sono state lasciate da sole a combattere la difficilissima battaglia contro la pandemia nonché nel rispondere, comunque al meglio delle proprie possibilità, alle esigenze delle proprie persone e delle proprie famiglie”.

Sono questi alcuni dei primi punti evidenziati nella mozione elaborata, approvata e firmata dall’intera Assemblea Nazionale Anffas – svoltasi il 3 luglio u.s. in modalità online – che è stata inviata questa mattina al Premier Conte a cui Anffas si è rivolta per “ribadire che non è più possibile attendere oltre rispetto alle tante criticità, aggravate dalla pandemia in atto, che si trascinano irrisolte ormai da troppo tempo”.

“La pandemia non ha fatto altro, infatti, che portare ai livelli massimi quanto Anffas da sempre denuncia, ossia che le persone con disabilità, in particolare intellettive e con disturbi del neurosviluppo, le loro famiglie e le tante associazioni e federazioni che le sostengono e supportano ogni giorno (supplendo alle mancanze delle Istituzioni competenti), sono lasciate da sole ad affrontare tutte le gravi difficoltà con cui si interfacciano”.

Il “Covid-19” ha evidenziato in maniera netta e palese un sistema che non funziona, che non è in grado di prendersi cura e carico dei cittadini con disabilità e dei loro familiari, un sistema ancorato a vecchi paradigmi e sistemi di protezione che non rispecchiano quanto indicato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che ricordiamo essere legge in Italia da più di dieci anni.

“Dopo tutto quello che le nostre persone, le nostre famiglie e le nostre associazioni hanno patito in questi lunghi mesi” dichiara Roberto Speziale – presidente nazionale di Anffas – “le famiglie sono allo stremo e le persone con disabilità stanno perfino rischiando di regredire, vanificando anni ed anni di duro lavoro; non sono più accettabili ritardi nel dare concreta attuazione alle tante leggi che Anffas ha contribuito a far emanare e non si può consentire che, ai vari livelli, ci sia addirittura un minimo parziale utilizzo, se non addirittura cattivo utilizzo, delle risorse (poche) che con grande impegno e fatica si riesce comunque a far allocare sui vari fondi e capitoli di spesa: le persone con disabilità ed i loro familiari, anche nel momento di massima emergenza sanitaria, sono stati completamente abbandonati. Per questo l’Assemblea Nazionale Anffas ha lanciato un forte appello affinché questa situazione non abbia mai più a ripetersi, tenendo conto anche della situazione di imprevedibilità ed incertezza dovuta all’andamento del virus”.

“Le persone con disabilità sono cittadini a tutti gli effetti e hanno gli stessi diritti degli altri, anzi, proprio grazie alla Convenzione ONU, devono essere ancora più tutelate e poste in condizioni effettive di pari opportunità. Con questa mozione Anffas Tutta chiede quindi al Presidente del Consiglio, anche alla luce del fatto che ha mantenuto su di sé la delega alla disabilità, di farsi garante in merito alla concreta ed omogena attuazione delle tante, tantissime leggi, troppo spesso in larga parte inapplicate”.


“Nella mozione tra l’altro Anffas chiede che: si metta finalmente mano all’emanazione dei LEP (Livelli essenziali degli interventi e delle prestazioni sociali), con un apposito finanziamento statale di almeno 5 miliardi a cui si aggiunge altrettanta somma già in atto messa a disposizione da Regioni ed Enti Locali; si provveda all’innalzamento delle indennità e delle pensioni per le tutte le persone con disabilità, tali da superare almeno la soglia di povertà; si adotti urgentemente una legge che riconosca e sostenga il ruolo dei caregiver familiari; si predisponga un’apposita legge che abroghi gli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione, previo rafforzamento della legge sull’amministrazione di sostegno; si adotti un nuovo sistema di riconoscimento e valutazione e definizione di disabilità e di persona con disabilità (abrogando ogni altra obsoleta dicitura); si provveda a realizzare una idonea rete di infrastrutturazione sociale e norme atte a sostenere il diritto delle persone con disabilità ad ottenere il proprio progetto individuale e personalizzato di vita ed il proprio “budget di progetto/salute”; si provveda a garantire anche alle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo il diritto al voto supportato in cabina ed i giusti sostegni nei processi decisionali, anche supportati, nonché informazioni accessibili in formato facile da leggere e da capire”.

“Queste sono solo alcune delle richieste contenute nella mozione assembleare di Anffas. Un libro dei sogni? Forse si, ma solo se chi governa vuole continuare a consentire che le tante leggi che abbiamo citato possano continuare ad essere, ai vari livelli, ignorate, non applicate o applicate male; solo se si vuole continuare ad emarginare, segregare e negare diritti, mentre si proclama il contrario; solo se non si vuole fare tesoro della terribile esperienza che milioni di cittadini con disabilità e non autosufficienti hanno vissuto e stanno vivendo”.

Per questo l’auspicio di Anffas è che le “richieste non cadano nel vuoto o restino su carta perché le leggi a cui fanno riferimento sono reali e perché reali sono le persone con disabilità, le loro famiglie, gli operatori, le associazioni”.

“Siamo fiduciosi, auspichiamo che il nostro appello venga ascoltato e siamo sempre pronti e disponibili, come abbiamo sempre fatto nei nostri ormai 62 anni di vita associativa, a fornire in tutte le sedi ed a tutti i livelli la nostra massima collaborazione”.

“Allo stesso tempo però” conclude il presidente “siamo anche pronti a lottare in caso non vedessimo cambiamenti, perché delle parole e delle promesse non ce ne facciamo più nulla, non siamo più disposti ad aspettare e a vedere soffrire le nostre persone e le nostre famiglie e perché, come già ribadito in occasione della nostra Assemblea Nazionale, è necessario fare “prove di futuro” di un futuro che non si limiti a ripristinare la situazione ante-pandemia ma che contribuisca a costruire un nuovo welfare partendo da un modello di sviluppo equo, inclusivo e sostenibile, così come indicato anche dalle Nazioni Unite negli Obiettivi 2030 e dove finalmente i diritti delle persone con disabilità ed i connessi servizi siano resi, a tutti i livelli, concretamente esigibili e considerati a tutti gli effetti livelli di intervento e servizi essenziali inderogabili da garantire in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale”.

La mozione inviata al Premier Conte è disponibile qui.

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Avviso pubblico Fondo Non Autosufficienza (FNA) 2016

Fonte www.asp.cosenza.it – Con Delibera n. 555 del 15 lug 2020. ASp di Cosenza avvisa l’utenza interessata al bando relativo agli interventi in favore di persone affette da disabilità gravissime Anno 2016, che è possibile presentare le istanze nelle modalità previste dall’avviso in allegato con il relativo modello della domanda.
Prot. n. 67016 del 20 lug 2020.

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Premiate alcune soluzioni innovative per il “Durante e Dopo di Noi”

Fonte www.superando.it – Sono le organizzazioni appartenenti alle Reti ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e CGM (Consorzio Nazionale della Cooperazione di Solidarietà Sociale), vincitrici del Bando “Trust in Life”, lanciato da UBI Comunità, la divisione di UBI Banca rivolta alle realtà del Terzo Settore e dell’Economia Civile, insieme alla stessa ANFFAS e al CGM, per premiare i progetti ritenuti più innovativi, ai fini del “Durante e Dopo di Noi” delle persone con disabilità, in coerenza con la relativa Legge 112/16.

Il Consorzio Sociale Il Filo da Tessere (Biella), con il progetto Valdilana – La valle delle abilità»; l’ANFFAS Ticino (Varese), con Vado a Vivere da solo; il CO&SO (Consorzio di Cooperative Sociali) (Firenze), con Le chiavi di casa; l’ANFFAS Brescia, con Cascina Mensi: abitare, lavorare, partecipare; l’ANFFAS Sibillini (Macerata), con La casa nel cuore; la Cooperativa Sociale Come Noi (Pavia), con A casa mia: sono le sei organizzazioni vincitrici del Bando Trust in Life, lanciato lo scorso anno da UBI Comunità, la divisione di UBI Banca rivolta alle realtà del Terzo Settore e dell’Economia Civile, insieme all’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e a CGM (Consorzio Nazionale della Cooperazione di Solidarietà Sociale), con il contributo tecnico della FIA (Fondazione Italiana Accenture) e quello scientifico del CERIF dell’Università Cattolica (Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia).
Un premio speciale assegnato dai dipendenti di UBI Banca è andato inoltre al progetto Il volo – Residenza transitoria per l’economia, presentato dalla Cooperativa Sociale Eridano (Brindisi).

Il Bando si colloca nell’àmbito dell’iniziativa Trust in Life per il Durante e Dopo di Noi, avviata nel 2017 da UBI Banca e UBI Trustee S.A., la Trust Company del Gruppo, in collaborazione con le citate ANFFAS e CGM, il cui obiettivo – come spiegato a suo tempo anche sulle nostre pagine – è «lo sviluppo di progetti che mettano a disposizione delle persone con gravi disabilità e delle loro famiglie strumenti, supporti, servizi finanziari e modelli di intervento innovativi, gestendo attraverso il sistema giuridico del trust – anche in chiave mutualistica “multibeneficiario” – il complesso delle risorse finanziarie nel quadro normativo della Legge 112/16 sul “Durante e Dopo di Noi”».

Al Bando hanno concorso ventidue organizzazioni di tutta Italia appartenenti alle Reti ANFFAS e CGM, presentando appunto progetti innovativi per il “Durante e Dopo di Noi”, in coerenza con la relativa Legge 112/16. Dal canto suo, UBI Banca, per premiare e supportare i sette migliori progetti, ha stanziato la somma complessiva di 250.000 euro, derivata dai ricavi relativi alla commercializzazione della carta di credito Hybrid, e darà inoltre a ogni singola organizzazione la possibilità di chiedere un finanziamento fino a 25.000 a tasso zero, oltreché di aprire un conto corrente gratuito per 36 mesi, mentre ANFFAS e CGM organizzeranno quattro incontri trimestrali per facilitare lo scambio e l’interazione fra i vincitori sulla realizzazione, la verifica e la rendicontazione dei progetti.
La giuria degli esperti, composta da esponenti di UBI, FIA, CERIF, Secondo Welfare e Fondazione Dynamo, ha selezionato i vincitori, che si sono aggiudicati il premio da 37.000 euro, attraverso una valutazione che ha preso in considerazione diversi aspetti, tra cui l’aderenza delle proposte alle Linee Guida della Legge 112/16, il grado di innovazione apportato dalle soluzioni presentate, la reputazione, l’affidabilità e l’esperienza dei partecipanti e la sostenibilità dei progetti nel lungo periodo. Il vincitore del Premio Speciale di 28.000 euro, invece, è stato scelto, come detto, da oltre mille dipendenti UBI, che hanno votato attraverso la piattaforma digitale intranet del Gruppo.

«La Legge 112/16 – commenta Roberto Speziale, presidente dell’ANFFAS – rappresenta una grande opportunità per progettare nel “Durante Noi” un sereno “Dopo di Noi”. La norma trae origine dall’articolo 19 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità [“Vita indipendente ed inclusione nella società”, N.d.R.], che sancisce il diritto di ogni persona a poter scegliere dove e con chi vivere, senza mai essere adattata a una specifica sistemazione contro la propria volontà e tenta di rispondere a quella domanda piena di angoscia che noi genitori e familiari di persone con disabilità rare e complesse, con l’avanzare degli anni, ci poniamo sempre più spesso: cosa ne sarà dei nostri figli, quando noi non ci saremo più o non saremo più in grado di prendercene cura? Iniziative come questa rappresentano una risposta concreta, riconoscendo e sostenendo la capacità innovativa del mondo associativo familiare e del Terzo Settore, che è stato capace, pur in presenza di innegabili difficoltà registrate nella prima fase di avvio della Legge, di mettere in atto soluzioni innovative che faranno certamente da “apripista” ad altre analoghe e, si spera, sempre più numerose iniziative. Il tutto all’interno di un modello gestionale solido e sostenibile, in grado di mobilitare il territorio e attrarre risorse di varia natura, anche grazie alle agevolazioni e agli strumenti previsti dalla stessa Legge 112. L’emergenza sanitaria in atto, infine, ci ha dimostrato che le soluzioni abitative più consone alle persone con disabilità che non possono più vivere nel proprio nucleo familiare di origine, sono proprio quelle indicate dalle Legge 112».

«In un momento così complesso – dichiara dal canto suo Giuseppe Bruno, presidente del Gruppo Cooperativo CGM – ognuno può e deve fare la propria parte. Le persone con disabilità sono esposte a difficoltà maggiori e trovano spesso risposte insufficienti alle loro inderogabili istanze. Anche le famiglie chiedono sostegni adeguati, dovendo garantire ai propri figli in condizioni di fragilità una quotidianità “sufficientemente buona”, ma sono affaticati da carenze sistemiche che si limitano alla fornitura di servizi di base i quali spesso sottodimensionano le risorse economiche a disposizione. Non a caso molte soluzioni giungono dal mondo del Terzo Settore, attraverso azioni capaci di coinvolgere attori diversi. Queste iniziative non solo offrono soluzioni pratiche, ma sono premianti anche per il loro portato valoriale, in quanto stimolano la diffusione e il sostegno di progettualità innovative di assistenza».