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Cosa cambia con la Legge di Bilancio per le persone con disabilità?

Fonte www.superando.it – Reddito e pensione di cittadinanza, scuola, cani guida, Carta Europea della Disabilità, Fondi vecchi e nuovi: sono i temi trattati dal Servizio HandyLex.org, in un ampio approfondimento dedicato alla Legge di Bilancio per il 2019, pubblicata il 31 dicembre in Gazzetta Ufficiale, rispetto alle varie parti che più direttamente interessano le persone con disabilità e le loro famiglie. E non mancano le novità e le conferme, insieme alle incertezze e ai rinvii.

Novità, conferme, incertezze, rinvii e anche un rilievo non proprio incoraggiante: è quanto emerge dall’ampia analisi condotta dal Servizio HandyLex.org sulla Legge di Bilancio per il 2019, pubblicata il 31 dicembre in Gazzetta Ufficiale, rispetto alle varie parti che più direttamente interessano le persone con disabilità e le loro famiglie.

Suggerendo senz’altro ai Lettori l’attenta consultazione dell’approfondimento di HandyLex.org (a questo link), ne accenniamo qui alcune conclusioni, partendo proprio dal rilievo finale sul fatto che il Programma di Azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità (Decreto del Presidente della repubblica del 12 ottobre 2017) è un atto che «nemmeno in questa Legge di Bilancio viene mai richiamato».

Riguardo poi ai contenuti dell’approfondimento, da segnalare innanzitutto la parte dedicata a Reddito e pensione di cittadinanza, provvedimenti che si connettono strettamente con eventuali aumenti delle pensioni di invalidità, il tutto però, come viene sottolineato da HandyLex.org, all’insegna ancora dell’indeterminatezza anche sugli eventuali fondi disponibili.

Da valutare attentamente, quindi, le novità concernenti il mondo della scuola, con il rinvio al 1° settembre prossimo delle modifiche al Decreto Legislativo 66/17 sull’inclusione, mentre risultano sin d’ora vigenti quelle relative al Decreto Legislativo 59/17, sull’arruolamento e la formazione dei docenti.
Su un altro versante, poi, permangono ambiguità sulle funzioni di assistenza per l’autonomia e la comunicazione personale (AEC) degli alunni con disabilità fisiche o sensoriali.

Un risvolto quasi paradossale viene evidenziato successivamente rispetto alle agevolazioni sulle spese per i cani guida, mentre si guarda con soddisfazione a quello che risulta essere il primo rilievo normativo nazionale per la Carta Europea della Disabilità, tessera di cui anche il nostro giornale si è già occupato in più occasioni, che dovrebbe permettere alle persone con disabilità di accedere a una serie di servizi gratuiti o a costo ridotto in materia di trasporti, cultura e tempo libero sul territorio nazionale, in regime di reciprocità con gli altri Paesi dell’Unione Europea.

Fondi vecchi e nuovi occupano la parte conclusiva dell’analisi di HandyLex.org, a partire da quello per le Non Autosufficienze, di cui si traccia una rapida cronistoria degli ultimi anni, evidenziando l’aumento da 450 a 550 milioni per gli anni 2019, 2020 e 2021, così come viene sottolineato anche l’incremento del Fondo per le Politiche Sociali, che in parte riguarda pure le persone con disabilità, e la conferma della dotazione del cosiddetto Fondo per il “Dopo di Noi”, derivante dalla Legge 112/16.
Gode di un aumento, inoltre, anche il Fondo per i caregiver familiari («20 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2018-2020, finalizzato a sostenere “gli interventi legislativi per il riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale del prestatore di cure familiare”), in un quadro, però, che vede ancora la mancanza di quegli interventi legislativi che il Fondo stesso dovrebbe supportare.

Infine, due nuove voci, vale a dire il Fondo per l’inclusione delle persone sorde e con ipoacusia (3 milioni per il 2019, 1 milione per il 2020 e 3 milioni per il 2021), per le cui modalità d’impiego, tuttavia, non si prevede di consultare «le associazioni delle persone sorde né l’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persona con disabilità». E il Fondo per l’accessibilità e la mobilità delle persone con disabilità, di cui non sono perfettamente chiari i possibili sviluppi, in particolare per ciò che riguarda la concessione dei contrassegni alle persone con disabilità.

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Al via le iscrizioni per l’anno scolastico 2019/2020: cosa si prevede per gli alunni con disabilità, DSA e altri BES?

Fonte www.disabili.com – Dal 7 al 31 gennaio saranno aperte le procedure per l’iscrizione al prossimo anno scolastico: le indicazioni nella circolare ministeriale

Nel novembre scorso il MIUR ha emanato la consueta circolare relativa alle iscrizioni al prossimo anno scolastico. In essa si prevede che le procedure per effettuare le iscrizioni siano attive dal 7 al 31 gennaio 2019. Ci sarà dunque tempo dalle 8.00 del 7 gennaio alle 20.00 del 31 gennaio 2019 per effettuare la procedura on line per l’iscrizione alle classi prime della scuola primaria e della secondaria di I e II grado. Tuttavia, già a partire dal 27 dicembre 2018 è stato possibile accedere alla fase di registrazione sul portale www.iscrizioni.istruzione.it. Chi è in possesso di un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) può accedere con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità.

Nelle Regioni che hanno aderito, le iscrizioni on line riguardano anche i corsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali. Per le scuole dell’infanzia la procedura è cartacea, mentre l’adesione delle scuole paritarie al sistema delle Iscrizioni on line rimane facoltativa.
Per effettuare l’iscrizione on line le famiglie dovranno innanzitutto individuare la scuola di interesse. Sarà disponibile, a tale scopo, il portale Scuola in Chiaro che raccoglie i profili di tutti gli istituti italiani e consente di ricavare informazioni utili che vanno dall’organizzazione del curricolo, all’organizzazione oraria, agli esiti degli studenti ecc.

Oltre alle informazioni generiche sulle iscrizioni di tutti gli alunni e di tutti gli studenti coinvolti, la circolare contiene anche informazioni specifiche sulle iscrizioni di alunni con disabilità, con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) e con cittadinanza non italiana.
Le iscrizioni di alunni/studenti con disabilità effettuate nella modalità on fine sono perfezionate con la presentazione alla scuola prescelta della certificazione rilasciata dalla A.S.L. di competenza, comprensiva della Diagnosi Funzionale. L’alunno/studente con disabilità che consegua il diploma conclusivo del primo ciclo di istruzione ha titolo, ai sensi del D. Lgs. n. 62/17, qualora non abbia compiuto il diciottesimo anno di età prima dell’inizio dell’anno scolastico 2019/2020, all’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado o ai percorsi di istruzione e formazione professionale.

Solo per gli alunni che non si presentano agli esami è previsto il rilascio di un attestato di credito formativo che è titolo per l’iscrizione e la frequenza della scuola secondaria di secondo grado o dei corsi di istruzione e formazione professionale regionale, ai soli fini dell’acquisizione di ulteriori crediti formativi. Gli alunni con disabilità ultradiciottenni, non in possesso del diploma conclusivo del primo ciclo ovvero in possesso del suddetto diploma ma non frequentanti l’istruzione secondaria di secondo grado, hanno diritto a frequentare i percorsi di istruzione per gli adulti.

Le iscrizioni di alunni/studenti con diagnosi di DSA, effettuate nella modalità on fine, sono perfezionate con la presentazione alla scuola prescelta della relativa diagnosi. Gli alunni con diagnosi di DSA esonerati dall’insegnamento della lingua straniera, ovvero dispensati dalle prove scritte di lingua straniera in base a quanto previsto dal citato D. Lgs. 62/17, conseguono titolo valido per l’iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado.

Agli alunni/studenti con cittadinanza non italiana si applicano le medesime procedure di iscrizione previste per gli alunni/studenti con cittadinanza italiana. I minori titolari dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria hanno accesso, come anche i minori stranieri non accompagnati, agli studi di ogni ordine e grado secondo le modalità previste per i cittadini italiani. Anche per gli alunni/studenti con cittadinanza non italiana sprovvisti di codice fiscale è consentito effettuare la domanda di iscrizione on fine. Una funzione di sistema, infatti, consente la creazione di un codice provvisorio che, in seguito, l’istituzione scolastica sostituisce con il codice fiscale definitivo.

La circolare, infine, dedica un paragrafo all’obbligo vaccinale: i dirigenti scolastici devono trasmettere alle ASL entro il 10 marzo l’elenco degli iscritti di età compresa tra zero e sedici anni, inclusi i minori stranieri non accompagnati, per l’anno scolastico successivo. Le ASL, entro il 10 giugno, restituiscono tali elenchi con l’indicazione dei soggetti che non risultino in regola con gli obblighi vaccinali, che non rientrino nelle situazioni di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni e che non abbiano presentato formale richiesta di vaccinazione.

Nei dieci giorni successivi all’acquisizione degli elenchi con le indicazioni succitate, i dirigenti scolastici invitano i genitori, i tutori o i soggetti affidatari a depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione, il differimento o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione. Dopo il suddetto invito, i dirigenti scolastici trasmettono all’ASL, entro il 20 luglio, la documentazione presentata dai genitori o la comunicazione dell’eventuale mancato deposito per gli adempimenti di competenza e, ricorrendone i presupposti, per l’applicazione delle sanzioni.  Per la scuola dell’infanzia e i servizi educativi per l’infanzia la mancata presentazione di tale documentazione comporta la decadenza dall’iscrizione. Non determina, invece, la decadenza dall’iscrizione né impedisce la partecipazione agli esami, per gli altri gradi di istruzione.

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Vota Anffas su “Il mio dono”

Fonte www.anffas.net – Anche quest’anno Anffas Onlus Nazionale partecipa alla campagna “1 voto, 200.000 aiuti concreti”.  Un gesto che arriva al cuore!

Da mercoledì 12 dicembre 2018 e fino a giovedì 31 gennaio 2019 sarà possibile votare Anffas Onlus con un semplice click per sostenere concretamente la Piattaforma Italiana degli Autorappresentanti in Movimento “Io, Cittadino”, il primo movimento di Autorappresentanza italiano, composto da persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo dove le stesse hanno uno spazio per esprimere le proprie idee, opinioni e richieste rispetto a questioni che riguardano non solo la cura e l’assistenza, i servizi ed i diritti, ma anche le questioni di significato.

Partecipare è semplice e gratuito!

Clicca qui e vota Anffas Onlus Nazionale

Per esprimere la preferenza in sostegno di Anffas Onlus Nazionale è sufficiente:

  •     accedere al sito internet  www.ilMioDono.it e ricercare Anffas Onlus Nazionale (mediante “Ricerca per Organizzazione);
  •     selezionare Anffas Onlus Nazionale tra le associazioni;
  •     cliccare sul link di voto scegliendo, tra quelle proposte, la modalità con cui  votare.

Le modalità di voto sono semplici. È possibile infatti:

  1.     Votare con il proprio account Facebook, Twitter o Google Plus: si effettua il login sulla pagina dedicata e si conferma il voto con un click;
  2.     Votare inserendo nome, cognome e indirizzo e-mail all’interno del form dedicato;

Ogni preferenza accordata vale 1 punto.

Anche quest’anno effettuando una piccola donazione si potrà aiutare Anffas Onlus a scalare più velocemente la classifica finale: infatti, aggiungendo al voto una donazione PagOnline effettuata con le modalità previste dall’iniziativa e per un importo pari o superiore a 10 (dieci) euro, la preferenza accordata varrà 5 punti.

Anffas, grazie al contributo che riuscirà ad ottenere da Unicredit con il supporto di ogni singolo sostenitore, potrà sostenere le attività della Piattaforma Italiana degli Autorappresentanti in Movimento “Io, Cittadino!” e promuovere quindi l’autodeterminazione, l’autorappresentanza e la cittadinanza attiva delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo in tutta Italia (e non solo).

Sostieni anche tu la Piattaforma degli Autorappresentanti e invita i tuoi amici a fare altrettanto!

Grazie per il tuo gesto!

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3 dicembre 2018, Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità. Anffas rafforza il suo impegno a “non lasciare nessuno indietro”.

Anffas Onlus, Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettive e/o Relazionali, nella Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità si unisce a tutte le famiglie che rappresenta (e non solo) per ricordare, ancora una volta, che i diritti delle persone con disabilità sono diritti inalienabili cui non si può e non si deve rinunciare.

Il tema di quest’anno della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità – che si celebra in tutto il mondo il 3 dicembre, per volere delle Nazioni Unite, dal 1992 – è “Rafforzare l’empowerment delle persone con disabilità e garantire inclusione e uguaglianza” (“Empowering persons with disabilities and ensuring inclusiveness and equality”) concentrandosi quindi sull’empowerment delle persone con disabilità per arrivare allo sviluppo inclusivo, equo e sostenibile previsto nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile.
L’Agenda 2030 si impegna a “non lasciare nessuno dietro” qui comprese le persone con disabilità. Le stesse, in quanto beneficiari e agenti di cambiamento, possono seguire rapidamente il processo verso uno sviluppo inclusivo e sostenibile e promuovere la società resiliente per tutti, anche nel contesto della riduzione del rischio di catastrofi e dell’azione umanitaria e dello sviluppo urbano. I governi, le persone con disabilità e le loro organizzazioni rappresentative, le istituzioni accademiche e il settore privato devono lavorare come una “squadra” per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG).

Di seguito il messaggio del Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres, per la Giornata Internazionale delle Disabilità 2018

“Più di 1 miliardo di persone nel mondo vive con una qualche forma di disabilità. In molte società, le persone con disabilità spesso finiscono per disconnettersi, vivere in isolamento e affrontare discriminazioni.
Nel suo impegno a non lasciare indietro nessuno, l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile rappresenta un impegno per ridurre le disuguaglianze e promuovere l’inclusione sociale, economica e politica di tutti, comprese le persone con disabilità. Ciò significa implementare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, in tutti i contesti e in tutti i paesi. Significa anche integrare le voci e le preoccupazioni delle persone con disabilità nelle agende e nelle politiche nazionali.
Oggi, le Nazioni Unite pubblicano il Rapporto ONU sulla disabilità e lo sviluppo 2018 – Realizzare gli OSS da, per e con le persone con disabilità. Il Rapporto mostra che le persone con disabilità sono svantaggiate rispetto alla maggior parte degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, ma evidenzia anche il numero crescente di buone pratiche che possono creare una società più inclusiva nella quale possano vivere in modo indipendente.
In questa Giornata internazionale riaffermiamo il nostro impegno a lavorare insieme per un mondo migliore che sia inclusivo, equo e sostenibile per tutti, dove i diritti delle persone con disabilità siano pienamente realizzati.”

Anffas va in questa direzione da diversi anni ormai – commenta Roberto Speziale, Presidente Nazionale Anffas Durante questi anni molti passi avanti sono stati fatti, specie a livello culturale. Sappiamo, infatti, oggi con molta più chiarezza qual è la direzione verso la quale ogni nostro sforzo ed azione deve tendere e che quella direzione non può che corrispondere con il rispetto dei diritti umani ed il miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie in Italia ed in tutto il mondo”.
“Purtroppo” prosegue Speziale “nonostante i progressi, abbiamo ancora necessità di un grandissimo cambiamento nelle politiche e nelle pratiche che riguardano i cittadini con disabilità: abbiamo bisogno di fare più ricerca, di avere dati, di abbattere lo stigma, di costruire e sperimentare prassi, tecniche e strumenti per offrire i giusti sostegni in ogni contesto di vita non solo alle persone con disabilità, ma anche alle nostre Comunità, affinché divengano realmente inclusive”.

In particolare l’Agenda 2030 mira a un rafforzamento dei servizi sanitari nazionali e al miglioramento di tutte quelle strutture che possano permettere un effettivo accesso ai servizi per tutte le persone. Sensibilizzare l’opinione pubblica al fine di favorire l’integrazione e l’inclusione delle persone con disabilità permetterebbe un processo rapido verso uno sviluppo inclusivo e sostenibile, in grado di promuovere una società resiliente per tutti attraverso l’eliminazione della disparità di genere, il potenziamento dei servizi educativi e sanitari e in definitiva, l’inclusione sociale, economica e politica di ogni cittadino.
Le persone con disabilità, risentono maggiormente delle carenze sanitarie, hanno minore accesso all’istruzione, minori opportunità economiche e tassi di povertà più alti rispetto alle persone senza disabilità. Ciò è in gran parte dovuto carenza di servizi, alle limitazioni nell’accesso alle tecnologie d’informazione, alla giustizia e ai trasporti. Senza considerare i molti ostacoli che devono affrontare quotidianamente.
La giornata del 3 dicembre deve ricordarci l’importanza di valorizzare ogni singolo individuo e di abbattere le barriere che limitano diritti imprescindibili.
È compito della società nel suo insieme, delle famiglie, dei singoli, fare crollare le barriere che impediscono la tutela dei diritti delle persone con disabilità verso una piena inclusione e partecipazione nella società.
Anffas da oltre 60 anni ha a cuore la dignità della persona e lotta per il rispetto dell’ autodeterminazione nelle sue scelte di vita. E questo significa perseguire, con passione e lungimiranza, l’obiettivo della loro inclusione nella scuola, nel lavoro e in tutte le attività in cui quotidiane.
“In questa importante giornata quindicontinua il presidente nazionale Anffasun pensiero lo rivolgo alle nostre famiglie Anffas, per il ruolo fondamentale che svolgono nell’aiutare i propri cari a superare le barriere di ogni giorno. L’impegno è di non lasciarle mai sole per fare sì che l’accesso pieno ad una Vita di Qualità per tutti scaturisca in modo naturale e non soltanto dalla fatica quotidiana dei singoli”.

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Anffas 60 anni di futuro

Anffas 60 anni di futuro. Le nuove frontiere delle disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.

Anffas Nazionale, con il supporto del Consorzio La Rosa Blu, organizza l’evento a carattere internazionale dal titolo: “Anffas 60 anni di futuro. Le nuove frontiere delle disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo” che si terrà a Roma il 28, 29 e 30 novembre 2018 c/o la “Nuova Fiera di Roma”. Questo evento è per Anffas particolarmente importante anche alla luce del fatto che, oltre a rappresentare il momento conclusivo delle Celebrazioni del 60ennale, cade anche in prossimità della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità proclamata dall’ONU e che si celebra appunto il 3 dicembre di ogni anno.

Anffas Onlus Corigliano parteciperà.

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Riforma del Terzo Settore: come cambieranno le Associazioni?

Fornire supporto alla propria rete associativa, ma anche agli altri Enti che fanno riferimento alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e al Forum del Terzo Settore, con particolare riferimento a quelli operanti nell’ambito dell’associazionismo familiare e delle disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo, di fronte ai tanti cambiamenti introdotti dalla Riforma del Terzo Settore: a questo punta il progetto “ETS – Sviluppo in Rete”, promosso dall’ANFFAS, che verrà ufficialmente presentato domani, 24 ottobre, a Roma.

«Come è noto l’ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) -, la Riforma del Terzo Settore sta riorganizzando completamente il Terzo Settore, introducendo, ad esempio, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, nuove regole per l’impresa sociale, la scomparsa delle ONLUs e altro ancora. Tante novità e tante nuove disposizioni, quindi, a cui le organizzazioni del Terzo Settore devono far fronte, districandosi tra nuovi obblighi e divieti, nuove disposizioni fiscali, abrogazioni ecc, una situazione che rende necessario un supporto concreto per capire il nuovo panorama che si sta delineando e che le vede coinvolte in prima linea»: a fornire questo supporto punta il nuovo progetto promosso dalla stessa ANFFAS, denominato ETS – Sviluppo in Rete, che verrà presentato ufficialmente domani, 24 ottobre, a Roma (Hotel Roma Aeterna, Via Casilina, 125, ore 10-16.30).

Con una durata di diciotto mesi e avvalendosi di un finanziamento dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’iniziativa prevede il coinvolgimento, sulla base dell’effettiva partecipazione, della rete associativa ANFFAS, ma è aperto anche agli enti con cui ANFFAS collabora e a cui appartiene (FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap e Forum del Terzo Settore), con particolare riferimento a quelli operanti nell’ambito dell’associazionismo familiare e delle disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.
«ETS – Sviluppo in Rete – nasce per dare una risposta al crescente bisogno di informazione e cambiamento degli Enti del Terzo Settore in relazione alla Riforma del Terzo Settore. Una riforma che, secondo la nostra Associazione, è necessario interpretare non come mero adempimento, ma comprendendo e mettendo al primo posto il suo spirito innovativo, e che deve spingere gli Enti del Terzo Settore ad effettuare un’autoanalisi in termini valoriali, tecnici, gestionali, giuridici, contabili, strategici e organizzativi e conseguentemente anche a un’acquisizione di nuove e più raffinate conoscenze e competenze».

«La Riforma del Terzo Settore – dichiara a tal proposito Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS – è una sfida che tutto il nostro mondo deve affrontare, comprendendo e mettendo in pratica una serie di nuove disposizioni che segnano una linea netta tra il passato e il futuro del Terzo Settore. Al momento, come è normale che sia, molte Associazioni si sentono disorientate di fronte a questo cambiamento e stanno cercando di capire quale sarà il nuovo assetto organizzativo e quale sarà il loro nuovo profilo all’interno di esso. Soprattutto le organizzazioni sentono forte la necessità di formare adeguatamente i propri quadri dirigenti, di individuare e sperimentare nuovi modelli e strumenti, di coinvolgere in maniera maggiore volontari, familiari, nuove generazioni, di sviluppare nuove strategie di governance e di implementare il coinvolgimento attivo delle persone a maggior rischio di esclusione, come ad esempio le persone con disabilità intellettive e disturbi del neuro sviluppo. È proprio per questo motivo che abbiamo deciso di realizzare un’iniziativa ad hoc, per cercare di dare il maggior sostegno possibile alle Associazioni in questo momento di transizione, fornendo informazioni esaustive e complete relative ad ogni aspetto della Riforma, accompagnando gli interessati in un nuovo percorso che li deve vedere pronti a saper cogliere le opportunità di sviluppo e potenziamento della propria capacity building [“costruzione delle capacità”, N.d.R.] e a strutturarsi sempre di più attraverso il lavoro di rete e nelle reti».
«L’interesse è massimo – conclude Speziale -: basti pensare che domani, 24 ottobre, a Roma, ci saranno oltre trecento persone provenienti dalle strutture associative ANFFAS, dalla rete FISH, da quella del Forum del Terzo Settore e dal mondo dei professionisti, tutti consapevoli dell’importanza di essere pronti e preparati ad affrontare questo nuovo cambiamento».

Questi di seguito, dunque, elencati in rapida successione, sono i principali obiettivi che si pone l’ANFFAS con ETS – Sviluppo in Rete:
° supporto alle strutture associative ANFFAS e non solo nel percorso di trasformazione/ adeguamento delle pregresse forme giuridiche e gestionali alle nuove disposizioni di legge in materia, propedeutiche e necessarie per l’iscrizione nell’istituendo Registro Unico del Terzo Settore e per il mantenimento nel tempo di tali requisiti;
° supporto agli Enti del Terzo Settore appartenenti alla rete associativa ANFFAS nell’impostazione e nella gestione delle nuove e diversificate modalità di tenuta delle scritture contabili e nella redazione dei bilanci;
° supporto nell’impostazione e nella redazione del Bilancio Sociale, nonché nell’identificazione degli elementi utili al fine della valutazione dell’impatto sociale delle attività svolte;
° supporto alla formazione delle lavoratrici, dei lavoratori e dei volontari che operano all’interno del Terzo Settore, con particolare riferimento ai principi valoriali del Terzo Settore stesso e delle forme di partecipazione agli Enti del Terzo Settore da parte di questi ultimi, espressamente previste dalla riforma;
° supporto alla formazione degli associati che operano nell’ambito del cosiddetto “associazionismo familiare”, con particolare riferimento ai princìpi valoriali del Terzo Settore e delle forme di partecipazione agli Enti del Terzo Settore stesso da parte di questi ultimi, espressamente previste dalla riforma;
° supporto alla predisposizione di sistemi di autocontrollo e monitoraggio delle attività svolte dagli Enti Associati;
° supporto allo sviluppo, anche finalizzato all’implementazione dell’offerta di servizi e all’incremento dei livelli occupazionali, attraverso l’utilizzo dei titoli di solidarietà degli Enti del Terzo Settore e di altre forme di finanza tra i quali appunto i titoli di solidarietà stessi o anche il social lending (prestito personale erogato da privati ad altri privati su Internet).

A questo link è disponibile il programma completo dell’incontro di domani, 24 ottobre, a Roma, durante il quale verrà presentato il progetto ANFFAS ETS – Sviluppo in Rete. Per ulteriori informazioni e approfondimenti: comunicazione@anffas.net; nazionale@anffas.net.