Fonte www.superando.it – Merita senz’altro la massima attenzione e rapide verifiche una notizia di una decina di giorni fa, apparsa purtroppo quasi esclusivamente sulle testate locali bresciane, riguardante la denuncia dell’organizzazione sindacale FIOM, secondo la quale l’azienda Rothe Erde – Metallurgica Rossi, produttrice di cuscinetti volventi e componente del noto Gruppo ThyssenKrupp, con stabilimento a Visano (Brescia), avrebbe licenziato ben cinque dei propri otto dipendenti con disabilità proprio a causa della stessa disabilità.
«Siamo molto preoccupati – ha dichiarato alla testata “Bresciatoday” Nafouti Chafik della FIOM – per l’accanimento mostrato dall’azienda nei confronti del personale disabile. Siamo di fronte a un caso di licenziamenti illegittimi e di discriminazione. Già nel 2013 i lavoratori assunti in collocazione protetta [come da Legge 68/99, N.d.R.] erano in numero inferiore rispetto a quanto stabilito dalla legge, avrebbero dovuto essere 9 e non 8. In quell’occasione la ditta aveva sentenziato che costava meno pagare la penale, piuttosto che pagare un lavoratore con disabilità.
Ad aprile di quest’anno, quando ci siamo seduti al tavolo per firmare il contratto di solidarietà, i vertici dell’azienda hanno dichiarato ufficialmente che non volevano avere persone con problemi fisici perché non si occupano di assistenza sociale. Chi è rimasto a casa aveva una disabilità superiore al 50%, ma è sempre riuscito a svolgere le mansioni assegnate».
Completamente diversa la versione della vicenda fornita dai responsabili dell’azienda, secondo i quali i licenziamenti si dovrebbero alla crisi e al processo di riorganizzazione aziendale messo in atto per tentare di salvare il sito produttivo. «Non si tratta di accanimento nei confronti dei disabili – dichiara infatti Alberto Guizzetti, responsabile amministrativo e finanziario di Rothe Erde – Metallurgica Rossi – ma del fatto che per salvare l’azienda abbiamo dovuto esternalizzare alcuni servizi e sopprimere alcune attività, come quella di portineria e di pulizia e il magazzino. Nella maggior parte dei casi il personale disabile era occupato in tali mansioni». Guizzetti precisa inoltre che «due dei dipendenti con problemi fisici sono andati in pensione e con gli altri due abbiamo trovato degli accordi per la ricollocazione all’esterno. Solo nell’ultimo caso non siamo riusciti a trovare un accordo. Non abbiamo nessuna preclusione nei confronti dei lavoratori con disabilità, ma non possiamo inventarci delle mansioni ad hoc per loro».
Sicuro, dottor Guizzetti? Torna in mente a tal proposito l’articolo 2, quello sul Collocamento mirato della citata Legge 68/99, che recita: «Per collocamento mirato delle persone con disabilità si intende quella serie di strumenti tecnici e di supporto che permettono di valutare adeguatamente le persone con disabilità nelle loro capacità lavorative e di inserirle nel posto adatto, attraverso analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti, gli strumenti e le relazioni interpersonali sui luoghi quotidiani di lavoro e di relazione».
Chissà, forse non c’è stretta attinenza, eppure… Per il momento registriamo comunque che sulla questione – in ogni caso inquietante – la FIOM ha anche indetto una giornata di sciopero l’8 ottobre scorso.
Si ringrazia Arianna Colonello per la segnalazione.
Fonte Inclusion Europe* – Si è svolto a Brussels, il 19 novembre scorso, l’evento finale di New Paths to Inclusion (nuovi percorsi per l’inclusione), il progetto di Inclusion Europe dedicato alla promozione della vita indipendente e dell’inclusione nella società delle persone con disabilità.
Durante il seminario “Putting citizens at the centre of politics” (mettere i cittadini al centro delle politiche) è stato evidenziato che i finanziamenti europei dovrebbero essere destinati alle persone e non all’istituzionalizzazione e al centro di tutto deve essere posta la persona.
Sono state anche ascoltate numerose testimonianze di persone con disabilità che dopo aver vissuto per anni negli istituti sono riuscite ad iniziare una nuova vita pienamente inclsue nella società.
Importante anche l’appello lanciato al Parlamento Europeo, che sta ultimando il rapporto sulle osservazioni finale delComitato Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità, ad essere più incisivo nelle azioni da compiere per le persone con disabilità e l’invito fatto a queste ultime a rivolgersi alle istituzioni per far presente quali sono le cose di cui hanno bisogno. Verso la fine dell’anno, inoltre, sarà lanciata una consultazione pubblica sulla EU Disability Strategy che avrà anche una versione in Easy To Read.
Cui Anffas Onlus aderisce
Fonte – www.superabile.it – Quello appena inaugurato dal’Ente nazionale per l’aviazione civile inglese non è un qualsiasi sito internet per passeggeri con disabilità. Basta infatti cliccare su www.caa.co.uk per capire che ci si trova di fronte a un vero e proprio gioiello dell’accessibilità. Che, per la prima volta nella storia del Regno Unito, raccoglie in un’unica fonte le pagine web di assistenza speciale di tutti gli aeroporti britannici e di tutte le linee aeree che volano da e per l’Inghilterra.
Ciò significa che, contrariamente a quanto accadeva fino a oggi, i viaggiatori con disabilità, potranno trovare (senza essere rimandati da un portale a un altro) e confrontare rapidamente informazioni essenziali. Come la descrizioni dei servizi offerti dai singoli vettori la posizione dei drop off all’interno di un aerostazione o eventuali restrizioni ad attrezzature per la mobilità.
Fonte – www.grusol.it – Il Contratto Collettivo siglato il 16 maggio ed in attesa di recepimento in una circolare da registrare alla Corte dei Conti, ha riformulato i compiti dei collaboratori scolastici (ex bidelli), abrogando le “funzioni aggiuntive”, sostituite con incarichi attribuiti dal Dirigente scolastico per compiti di particolare responsabilità.
Per gli alunni con disabilità la Tabella A prevede definitivamente:
– l’obbligo di provvedere all’assistenza nel periodo “immediatamente” (20/30 minuti) prima e dopo l’orario delle lezioni, in caso di anticipo o ritardo dei genitori o del pulmino;
– nell’accompagnamento da fuori a dentro la scuola e viceversa e per gli spostamenti al suo interno;
– l’assistenza per l’igiene personale e per l’accompagnamento ai servizi igienici; la “necessaria assistenza” durante la mensa.
Ai sensi dell’art. 47 del CCNL medesimo il collaboratore scolastico ha diritto ad un compenso, stabilito dal Consiglio d’Istituto, non può più rifiutarsi di prestare i compiti sopra indicati ed ha diritto ad un corso di formazione già previsto e finanziato con la Nota Min. Prot. n° 3390 del 30 novembre 2001 e successive integrazioni.
Qualora, in applicazione del CCNL dovessero verificarsi esigenze di personale superiori a quelle disponibili in base all’organico dei collaboratori scolastici, la Nota Min. del 5 maggio 2003 Prot. n° 57/vm che trasmette la bozza di Decreto sugli organici, i Dirigenti scolastici possono chiedere, eccezionalmente, al Direttore scolastico regionale un aumento dell’organico. Tale possibilità di richiesta di deroghe è stata confermata dall’art. 6 del D.I. trasmesso con la Nota Ministeriale del 5 maggio 2005 – Prot. n. 119/vm . Si spera che questa volta il CCNL abbia risolto definitivamente le incertezze interpretative che hanno purtroppo determinato talora gravi disservizi ai danni degli alunni con disabilità.
Comunque le famiglie dovranno segnalare immediatamente a questo Osservatorio eventuali episodi di mancato rispetto del CCNL. Ciò anche in considerazione del fatto che, in applicazione dell’art. 35 comma 2 della Legge Finanziaria n° 289/2002 vi sarà una notevole contrazione negli organici dei collaboratori scolastici. Ciò potrà determinare dei problemi alle singole scuole, anche perché correttamente le famiglie pretendono che per l’assistenza igienica intervengano collaboratori di sesso diverso. Di qui il riferimento alle richieste di deroghe per gli organici di detto personale, sia pur eccezionale, sembra molto opportuna.
AGGIORNAMENTO del 9/11/2015
Alcuni collaboratori scolastici, purtroppo sostenuti anche da taluni sindacati, sostengono che essi hanno solo l’obbligo di “accompagnamento ai servizi igienici”. essi interpretano questa espressione contrattuale nel senso che debbono accompagnare gli alunni con disabilità sino alla porta dei servizi igienici ed al massimo accomodarli sul water, non essendo loro compito provvedere alla loro pulizia o al cambio del pannolino o addirittura a lavarli in caso di incontinenza sfinterica.
Se questa interpretazione fosse corretta, non si vede cosa farebbero in più rispetto a tutti i loro colleghi che non hanno l’incarico e non prendono l’aumento stipendiale, dal momento che la tabella A del CCNL stabilisce che spetti a tutti i collaboratori scolastici l’accompagnamento negli spostamenti degli alunni con disabilità dentro i locali della scuola.
Inoltre è da chiedersi cosa significherebbe l’espressione contrattuale “cura dell’igiene personale” degli alunni con disabilità, compito spettante esclusivamente ai collaboratori scolatici incaricati a tal fine. Infine, se fosse vera quella interpretazione, è da chiedersi chi altri dovrebbe compiere questi compiti di pulizia e che ulteriore tipo di specializzazione dovrebbe avere solo per svolgere la pulizia dell’alunno non autosufficiente.
Quanto detto mostra la pretestuosità dell’interpretazione.
Sul punto confrontare anche la sentenza del TAR Lazio, Sez. III quater, 10/10/2007, n. 9926 .
*Responsabile dell’area Normativo-Giuridica dell’Osservatorio dell’AIPD sull’integrazione scolastica
Fonte – www.e-include.eu – La Commissione europea ha lanciato una consultazione pubblica sul tema dell’accessibilità ai servizi sanitari all’interno dell’Ue, a cui Inclusion Europe* ha risposto evidenziando le problematiche in questo ambito delle persone con disabilità intellettiva.
Inclusion Europe ha segnalato numerosi casi di evidente discriminazione verso le persone con disabilità intellettiva, che spesso possono accedere a cure mediche di qualità inferiore rispetto alle persone senza disabilità e questo può avere conseguenze molto gravi per la loro salute.
Si segnala la necessità di una formazione specifica del personale medico nell’assistenza e nella comunicazione verso le persone con disabilità intellettiva. Si richiamano gli Stati membri a tenere in considerazione i casi delle persone con disabilità nelle indagini nazionali sul grado di accessibilità ai servizi sanitari.
Per poter leggere l’articolo integrale (in lingua inglese) dal sito e-include.eu clicca qui.
*Cui Anffas Onlus aderisce
Fonte comunicato tampa Fish* – Il disegno di legge di stabilità prevede interventi mirati alla lotta alla povertà e all’esclusione sociale con la futura costituzione di uno specifico Fondo e l’elaborazione di un Piano che progressivamente garantisca livelli essenziali di assistenza (al momento non definiti).
“Chi come FISH si occupa di disabilità non può che essere sensibile ad interventi in questa direzione, ben sapendo che la stessa disabilità è uno dei primi determinanti della povertà, dell’impoverimento e dell’esclusione sociale. – dichiara Vincenzo Falabella, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Poniamo, quindi, la massima attenzione a queste misure anche se i contorni non sono ancora ben definiti.”
Lo stesso disegno di legge, infatti, impone successivi provvedimenti legislativi “di riordino della normativa in materia di trattamenti, indennità, integrazioni di reddito e assegni di natura assistenziale o comunque sottoposti alla prova dei mezzi, anche rivolti a beneficiari residenti all’estero, nonché in materia di accesso alle prestazioni sociali, finalizzati all’introduzione di un’unica misura nazionale di contrasto alla povertà e alla razionalizzazione degli strumenti e dei trattamenti esistenti.”
“Anche se in legge di stabilità gli intenti sono molto generici e non vi è una espressa delega al Governo a legiferare – prosegue Falabella – ci è noto che lo stesso Governo, su tali temi, presenterà un collegato recante specifiche deleghe per regolamentare ciò che la legge di stabilità delinea: una riforma complessiva delle provvidenze assistenziali.”
Di qui i timori di FISH: “Le nostre aspettative sono rivolte a ulteriori sostegni all’inclusione sociale delle persone con disabilità e al contrasto al loro impoverimento. Al contrario temiamo che questa istanza sia agli antipodi rispetto a quanto potrebbe accadere e cioè che si colga l’occasione per trasferire parte delle provvidenze attualmente erogate per l’invalidità alle misure per la povertà. Oppure che nulla si preveda per chi si trova in stato di indigenza che già percepisca indennità di accompagnamento o una pensione di invalidità civile. Si perderebbe così l’occasione di ripensare in modo equo l’attuale sistema di welfare e di protezione sociale.”
Prima che si diffondano informazioni distorte o, peggio, che si concretizzino i timori palesati, FISH chiede una netta precisazione al Governo e il coinvolgimento già in questa fase di elaborazione di norme di estremo rilievo per milioni di italiani.
*Cui Anffas Onlus aderisce
Fonte – www.vita.it – Jacob è un bambino che non ama guardare negli occhi le altre persone, a cui le luci danno molto fastidio, che tende a ripetere alcuni gesti e che praticamente non parla. Jacob è il bambino-pupazzetto protagonista dei nuovi spot di Autism Speaks, insieme a Ad Council e BBDO New York. Qualche giorno fa hanno lanciato una campagna di spot di “pubblicità progresso” (negli USA public service advertisements-PSAs) per formare i genitori a riconoscere i segnali precoci di autismo, così da individuare precocemente possibili problemi e avviare tempestivamente una diagnosi e un supporto. In America la campagna Learn the Signs è stata lanciata nel 2006 e la pagina web indica con estremo dettaglio le tappe evolutive che ogni bambini dovrebbe raggiungere quasi mese per mese, segnalando i comportamenti che potrebbero essere campanelli d’allarme per l’autismo.
Da quando la campagna è stata lanciata, dice il sito di Autism Speaks, la consapevolezza delle famiglie è significativamente aumentata: nel 2006 il 40% dei genitori era in grado di indicare almeno un segno di autismo, oggi siamo al 49% e rispetto a dieci anni fa la percentuale di genitori che ha parlato di autismo con il proprio pediatra è cresciuta del 60%. Secondo il Centers for Disease Control and Prevention oggi l’autismo viene diagnosticato in media a 4-5 anni, ma una diagnosi potrebbe già essere fatta a 18-24 mesi e avviare un intervento in tempi così precoci darebbe risultati molto importanti.
È la prima volta che una campagna utilizza il linguaggio dell’animazione in 3D, con personaggi e pupazzi costruiti davvero e inseriti in un set d’azione. La storia di Jacob è stata di ispirazione per gli spot, realizzati in partnership con Lobo Production, attraverso interviste con Jacob e la sua famiglia: Jacob stesso – che ha avuto la diagnosi di autismo a 4 anni – nello spot parla. «I genitori oggi hanno più conoscenze sull’autimo di mai, ma dobbiamo continuare a educarli sull’importanza vitale dell’identificazione precoce, della diagnosit e dell’intervento tempestivo» ha detto iz Feld, president of Autism Speaks. «Raccontare una storia dalla prospettiva di un bambino significa non solo informare i genitori sui “campanelli di allarme” e metterli in azione, ma anche promuovere una migliore comprensione dell’autismo fra la popolazione».
Per poter vedere il video ufficiale della campagna clicca qui. Per il video del backstage clicca qui.
Per approfondire l’argomento leggi qui l’articolo tratto da Corriere.it/Salute dal titolo “Tra i Muppet arriva Julia, bambina simpatica e allegra (con autismo)”