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Archivio giornaliero 2 Dicembre 2015

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DISABILITÀ: MANCA UNA VISIONE DI AMPIO RESPIRO

Fonet www.superando.it – Qualche giorno fa è stato presentato a Roma il Rapporto Sbilanciamoci! 2016 (Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente), documento giunto alla sua diciassettesima edizione, con cui ogni anno puntualmente, nei giorni precedenti all’approvazione della Legge di Stabilità, un gruppo nutrito di organizzazioni della società civile – tra cui anche la FISH* (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – componenti appunto della Campagna Sbilanciamoci!, fornisce una serie di proposte operative su come utilizzare la spesa pubblica per i diritti, la pace, l’ambiente.

Si tratta di una sorta di “Controfinanziaria”, che offre un contributo concreto al dibattito, componendosi di analisi, soluzioni organiche e coperture economiche, operanti nel segno della giustizia sociale, dell’equità, della redistribuzione della ricchezza e della sostenibilità ambientale.

Nello specifico, all’interno del Rapporto la FISH cura segnatamente le analisi e le proposte inerenti le politiche per la disabilità, discorso, questo, che prende le mosse dalla considerazione che tutti gli indicatori utilizzati per descrivere le condizioni di vita delle persone con disabilità evidenziano segnali, più o meno incisivi, di restrizione delle opportunità, se non di vera e propria discriminazione ed esclusione sociale.

Notevoli, inoltre, appaiono le difformità territoriali nell’accesso ai servizi e nell’esercizio dei propri diritti, disparità che vengono ricondotte non solo alle significative differenze di spesa pro capite (dagli 880 euro per persona con disabilità del Sud ai 5.302 euro del Nord-Est, complice la mancata definizione dei livelli essenziali di assistenza sociale), ma che devono essere correlate anche alle omissioni nella pianificazione di interventi mirati.

In sostanza, pesa sulle politiche per la disabilità e la cosiddetta non autosufficienza la mancanza di una visione di più ampio respiro, che si traduca in una programmazione condivisa, organica e uniforme su tutto il territorio nazionale, chiara negli obiettivi da perseguire e rigorosa nella valutazione degli impatti in termini di inclusione delle persone con disabilità. Se tale strategia rappresenta un orizzonte di medio-lungo periodo, vi sono tuttavia emergenze che devono essere affrontate tempestivamente. E accanto alle proposte operative che vengono indicate nel Rapporto di Sbilanciamoci!, strettamente legate alla Legge di Stabilità, si invita il Governo a tenere anche conto delle questioni legate alla disabilità rispetto ad alcuni interventi di carattere generale. Ad esempio, nelle misure di contrasto alla povertà, previste dal Disegno di Legge di Stabilità, dev’essere opportunamente considerata la variabile “disabilità”, che è uno dei principali determinanti di impoverimento e di povertà.

Inoltre, all’interno dei profilati interventi per l’allentamento della disciplina pensionistica vigente, particolare attenzione meritano i caregiver familiari, per i quali vanno previsti benefìci sia nella direzione di anticiparne la quiescenza senza svantaggi nei trattamenti pensionistici, sia di garantire copertura previdenziale nel caso in cui abbiano rinunciato allo svolgimento dell’attività lavorativa retribuita, per assistere – magari per decenni – un proprio congiunto.

Nel Rapporto, infine, trovano spazio due approfondimenti, il primo dei quali dedicato al Decreto Legislativo 151/15, uno dei decreti applicativi della riforma del lavoro, meglio nota come Jobs Act, per la parte inerente il collocamento mirato, mentre l’altro è incentrato sulle disposizioni che, nell’àmbito della Legge nota come Buona Scuola [Legge 107/15, N.d.R.], interessano il diritto allo studio delle persone con disabilità.

Il rapporto e la sintesi sono disponibili cliccando qui

Cui Anffas Onlus aderisce

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L’ONU DICE ADDIO ALLA VECCHIA SEDIA A ROTELLE

Fonte www.superabile.it e http://www.un.org/webaccessibility/logo.shtml – Bye-bye vecchia sedia a rotelle. Il nuovo simbolo Onu per l’accessibilità deille persone con disabilità è una specie di uomo vitruviano stilizzato.

Un logo quasi geometrico che rappresenta – scrivono le stesse Nazioni Unite – una figura umana universale a braccia aperte simbolo di inclusione e armonia tra gli esseri umani nella società. A crearlo, la Design Unit del Dipartimento di Informazione Pubblica dell’Onu, la quale ha pensato di cancellare anche lo stigma grafico che pesava sulla vecchia immagine ribadendo i valori universali dell’inclusione e dell’accessibilità.

Con il nuovo logo infatti si vuole indicare l’accessibilità in tutte le sue declinazioni: accessibilità dei luoghi, delle informazioni, dei servizi, della comunicazione e delle tecnologie, ecc. ecc.

Per maggiori informazioni consulta la pagina dedicata (in lingua inglese) cliccando qui

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LA CITTÀ INCLUSIVA TRA I FOCUS DEL 3 DICEMBRE

Fonte www.superabile.it – Come ogni anno in prossimità del 3 dicembre si susseguono iniziative e convegni per celebrare la Giornata delle Persone con Disabilità. In particolare, per il 3 dicembre del 2015 sono stati individuati alcuni temi di discussione, e tra questi, vale la pena di sottolineare, vi è quello delle città accessibili ed inclusive.

I temi variano annualmente e non è di certo casuale questa attenzione sempre più convergente sulla città. Difatti è stato stimato che nel 2050 ben il 66% della popolazione mondiale vivrà nelle città. E se consideriamo che nel 1990 il 18 % della popolazione europea aveva oltre 60 anni mentre nel 2030 la percentuale salirà al 30%, ci possiamo immaginare uno scenario ben preciso che richiede un approccio consapevole da parte di politici, decisori e progettisti, sulle scelte che riguardano spazi, ambienti e servizi adeguati.

Vale anche la pena sottolineare ancora un volta il fatto che ad oggi una persona su sei nell’Unione Europea, intorno agli 80 milioni, ha una disabilità media o grave.

Alla luce di queste considerazioni sul trend della popolazione si ripongono molte aspettative per la Terza Conferenza Globale delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile e l’Abitazione Habitat III che avrà luogo nel 2016, evento in cui saranno esaminati i progressi e le lezioni e per una “nuova agenda urbana”. Ma questa sarà anche l’occasione dove ribadire che le future città debbono essere più accessibili e facili da utilizzare, quindi inclusive. Habitat III, si legge dal sito delle Nazioni Unite, “fornirà una piattaforma importante per lo sviluppo urbano ai responsabili politici e gli operatori di tutto il mondo, così come a coloro che operano nel campo della disabilità per rivedere le attuali pratiche e identificare le opportunità per il cambiamento. È importante sottolineare che la nuova agenda urbana deve garantire che le future città, paesi e infrastrutture e servizi urbani di base siano più accessibili in relazione all’ambiente, facili da usare e inclusive per tutte le esigenze delle persone, comprese le persone con disabilità.”

Ma tornando al presente è possibile anticipare che secondo una dichiarazione del Commissario Europeo Marianne Tyssen in un incontro avvenuto con l’European Disability Forum (EDF) proprio per il 3 dicembre sarebbe in programma l’emanazione dell’Atto Europeo per l’Accessibilità (European Accessibility Act). Il testo sarà discusso e approvato il 2 dicembre, mentre il 3 dicembre, l’Atto potrebbe essere pubblicato.

Questo atto potrebbe fornire nuove prospettive e strumenti per un’accessibilità più diffusa nei Paesi dell’Unione Europea, ed è molto probabile che avrà ripercussioni anche in tema di città accessibili e inclusive. La sua realizzazione nasce, infatti, dall’esigenza di armonizzare gli standard europei in tema di accessibilità per persone con disabilità e anziani, per promuovere la progettazione universale e per fornire nuovi stimoli alle imprese e alle industrie per realizzare prodotti accessibili.

Quindi è possibile immaginare un 3 dicembre ricco di discussioni, esperienze e risposte concrete per una città accessibile ed inclusiva.