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Archivio mensile Febbraio 2025

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Un nuovo sportello per combattere la discriminazione delle persone con disabilità

Fino all’introduzione della legge 67/2006, le persone con disabilità erano tutelate contro le discriminazioni solo nell’ambito lavorativo. Con l’approvazione della legge 67/2006, però, la protezione è stata estesa a tutti i contesti della vita quotidiana, come trasporti, istruzione, sport, e servizi sanitari e sociali. La legge promuove l’uguaglianza di trattamento e pari opportunità per le persone con disabilità, garantendo loro il pieno godimento dei diritti civili, politici, economici e sociali, come previsto dall’art. 3 della Legge 104/92.

L’art. 2 della legge 67/2006, inoltre, vieta la discriminazione delle persone con disabilità in qualsiasi forma e consente l’attivazione di procedimenti giuridici per far cessare tali discriminazioni, anche con il supporto di associazioni legittimate.

Anffas Corigliano Rossano ha recentemente attivato uno sportello Antidiscriminazione, che fa parte della Rete Antidiscriminazione di Anffas Nazionale. Questa rete, che comprende l’Agenzia Nazionale, gli sportelli territoriali e gli attivisti, ha l’obiettivo di monitorare e contrastare la discriminazione, offrendo supporto alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

Gli sportelli Antidiscriminazione svolgono numerose funzioni fondamentali per la tutela dei diritti delle persone con disabilità. Tra queste:

  • Coordinamento con l’Agenzia Nazionale e gli attivisti.
  • Raccolta e gestione delle segnalazioni di discriminazione.
  • Supporto nelle fasi stragiudiziali.
  • Avvio di azioni legali in collaborazione con le persone coinvolte.
  • Sensibilizzazione e formazione sui temi della discriminazione legata alla disabilità in vari contesti.
  • Partecipazione a eventi e incontri organizzati dall’Agenzia Nazionale.

Lo sportello è disponibile ogni mercoledì e giovedì, dalle 16:30 alle 17:30, presso la sede di Anffas. Si tratta di un punto di riferimento importante per chiunque ritenga di essere vittima di discriminazione a causa della disabilità o voglia segnalare episodi di tale natura.

A livello internazionale, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità e il Comitato ONU definiscono diverse tipologie di discriminazione, che possono manifestarsi in molteplici forme e contesti:

  1. Discriminazione diretta: quando una persona con disabilità è trattata meno favorevolmente rispetto a una persona senza disabilità in situazioni analoghe.
  2. Discriminazione indiretta: quando una norma o prassi apparentemente neutra svantaggia le persone con disabilità rispetto ad altre.
  3. Molestie: comportamenti indesiderati legati alla disabilità che violano la dignità di una persona, creando un ambiente ostile.
  4. Discriminazione per associazione: quando una persona è discriminata a causa del suo legame con una persona con disabilità, come un familiare.
  5. Discriminazione multipla: si verifica quando una persona subisce discriminazioni basate su diversi fattori in momenti distinti.
  6. Discriminazione intersezionale: quando la discriminazione derivante da più fattori si intreccia in modo che non possano essere separati, come nel caso di donne con disabilità vittime di sterilizzazione forzata.
  7. Discriminazione sistemica: frutto di comportamenti discriminatori strutturali, tradizioni culturali o norme giuridiche, come nel caso della segregazione dei bambini con disabilità in scuole speciali.
  8. Discriminazione tra persone con disabilità: differenze di trattamento tra persone con disabilità, che vanno oltre il confronto con le persone senza disabilità, ma che si manifestano anche all’interno della stessa comunità delle persone con disabilità.

Lo sportello Antidiscriminazione di Anffas Corigliano Rossano rappresenta un passo importante nella lotta contro la discriminazione, offrendo uno spazio di ascolto, consulenza legale e supporto concreto per coloro che affrontano situazioni ingiuste legate alla disabilità. Con questa iniziativa, Anffas continua a impegnarsi per una società più inclusiva e giusta, in cui ogni individuo, indipendentemente dalle sue condizioni, possa godere degli stessi diritti e opportunità.

Area comunicazione
Anffas Corigliano Rossano

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Il Progetto di Vita e quel difficile rapporto coi territori… Ma qualcosa dovrebbe cambiare

Il decreto legislativo n.62 ha introdotto una serie di variazioni che potrebbero portare ad un punto di svolta. Alesina: «A fare la differenza sono la formazione e la programmazione integrata, i territori devono impegnarsi di più»

Fonte www.ecodellojonio.it – CORIGLIANO-ROSSANO – I diritti delle persone con disabilità sono ancora un miraggio. Tra burocrazia e personale non adeguatamente formato (abituato a sdraiarsi pigro su questo apparentemente immutabile stato di cose), ci si ritrova a fare i conti con una realtà in cui si è ancora molto lontani dal principio di vita dignitosa a cui i richiedenti aspirano.

Uno dei progetti più validi sul quale molte famiglie nutrono grandi speranze è il Progetto di Vita (ne avevamo parlato anche qui). Grazie al Decreto Legislativo 62/2024, recante le nuove “Disposizioni in materia di disabilità”, sono state introdotte una serie di variazioni finalizzate a riformare la definizione di disabilità e ad introdurre una nuova procedura di valutazione di base per tutte le persone con disabilità insieme all’elaborazione di un Progetto di Vita individuale e personalizzato.

Come ci ha spiegato la Presidente di Anffas Corigliano-Rossano, Marinella Alesina: «Questo decreto legislativo, che rende attuativa la legge 23/2003, prevede che i progetti si realizzino nei territori attraverso un sistema integrato degli interventi. In questo modo è possibile mettere a punto progetti di vita individualizzati e cioè pensati su misura per ciascuna persona, tenendo conto dei desideri e delle aspirazioni di ogni singolo individuo».

E sì, perché il punto centrale di questo progetto riguarda proprio la sua multidimensionalità. Sono gli enti, in questo caso, che si riuniscono attorno alla persona sedendosi a un tavolo. Lì, a partire dai desideri e dalle preferenze della persona, così come previsto dalla Convenzione Onu, si attivano immediatamente e direttamente quei servizi utili a soddisfare i bisogni del richiedente.

È uno strumento, nelle premesse, rivoluzionario poiché tiene conto di tutti gli aspetti della vita quotidiana e anche del contesto-territorio in cui viene attuato, abbracciando così anche tutti gli altri progetti individuali, dal PEI scolastico al progetto di vita per il Dopo di noi.

«L’Anffas territoriale di Corigliano-Rossano avviò una campagna per questo progetto già nel 2010 depositando le prime istanze. Purtroppo, a distanza di anni, – confessa Alesina – dobbiamo constare che i problemi principali restano la programmazione e la formazione. Spesso si riduce tutto ad una mera questione di budget ma siamo difronte a strumenti flessibili e dinamici che danno margine d’intervento: è più importante, in questi casi, capire come spendere e non solo quanto».

In più, questi strumenti non devono solo prevedere le misure, le prestazioni ed i servizi già disponibili sul territorio, ma possono anche attivarne di nuovi (“atipici”) proprio in virtù della visione nuova che portano avanti. In questo modo è possibile programmare meglio tenendo conto dei desideri del singolo e di tutti i contesti di vita che lo riguardano. «Il tutto – sottolinea Alesina – da avviare previa valutazione scientifica multidimensionale, l’unica capace di restituire il quadro completo e reale sul quale poi è possibile progettare».

Secondo Alesina è il modus operandi che deve cambiare perché non ambisce ancora pienamente a un azione armonica tra famiglia e persona con disabilità.

Per garantire l’attuazione concreta di questo strumento nei territori è partita, il 1° gennaio 2025, una sperimentazione in 9 province che verrà monitorata e seguita in tutte le sue parti. Per la Calabria sarà Catanzaro la provincia pilota. Per l’occasione è stato elaborato un piano didattico di formazione in cui il ministero metterà a disposizione dei referenti che seguiranno direttamente l’avvio della sperimentazione. La formazione arriverà così ai singoli comuni e ambiti territoriali. «La speranza è che questa nuova prospettiva veda al più presto la luce in maniera concreta», conclude Alesina.

Il progetto individuale è, insomma, – come spiega Anffas – un atto di pianificazione che si articola nel tempo e sulla cui base le Istituzioni, la persona, la famiglia e la stessa Comunità territoriale possono e devono cercare di creare le condizioni affinché quegli interventi, quei servizi e quelle azioni positive si possano effettivamente compiere.