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Archivio giornaliero 15 Maggio 2014

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RIFORMA TERZO SETTORE: PLAUSO CON DISTINGUO

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha diffuso la bozza delle “Linee guida per una riforma del Terzo Settore”, un ambizioso intento di revisione delle regole che riguardano l’associazionismo no-profit, il volontariato, la cooperazione sociale, le fondazioni e le imprese sociali. Si tratta di un assieme di interventi che si attendono da anni e che potrebbero rappresentare sia una giusta valorizzazione di questo settore che rappresenta una risorsa per l’Italia, sia l’occasione per qualificare gli interventi e premiare quelli più efficaci, corretti, trasparenti.

La FISH* plaude, quindi, alla direzione intrapresa, si confronterà sui contenuti e attende di vederne declinare le azioni conseguenti. Accoglie con interesse l’ipotesi del servizio civile universale, aperto finalmente a tutti i giovani che intendano davvero essere di aiuto al Paese mettendosi a disposizione con senso civico e con la voglia di intraprendere un’esperienza educativa e di servizio.

Con attenzione la FISH osserva la volontà di valorizzare il principio della sussidiarietà orizzontale e verticale investendo molto sulla partecipazione e sul coinvolgimento dei corpi intermedi e, in particolare, delle organizzazioni del terzo settore.

Su tale aspetto l’intenzione del Governo è quella di rivedere anche la Legge 328/2000 per coinvolgere maggiormente gli organismi non profit nella programmazione territoriale dei servizi. È una prospettiva positiva solo se a fianco ad un ruolo più forte del no-profit si prevede una più complessiva revisione della stessa 328/2000 – l’ultima legge quadro sui servizi sociali largamente inapplicata nelle sue parti più rilevanti – che consenta di ripensare efficacemente le politiche sociali a partire dalla definizione condivisa dei livelli essenziali di assistenza. Nella bozza di Riforma viene espressa anche la priorità dell’“introduzione di incentivi per la libera scelta dell’utente a favore delle imprese sociali mediante deduzioni e detrazioni fiscali oppure mediante voucher.”

“Riteniamo – segnala Vincenzo Falabella, Presidente FISH – che su tale sintetica dichiarazione sia opportuno un approfondito confronto che sia incentrato più sul principio e concetto di ‘libera scelta’ del Cittadino che sugli interventi di incentivo all’impresa sociale. Lo stesso riferimento alla voucherizzazione dei servizi e alle detrazioni/deduzioni non rappresenta una tutela completa ed esaustiva del diritto alla libera scelta.”

Anche su questi delicatissimi temi, negli interessi delle persone e delle loro famiglie, FISH parteciperà al dibattito e alla consultazione che si avvierà nelle prossime settimane.

*FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap cui Anffas Onlus aderisce

 

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DEDUCIBILITÀ DELLE SPESE A CARICO DELLE PERSONE CON DISABILITÀ NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Fonte www.nonprofitonline.it – Il termine ultimo per la presentazione della dichiarazione dei redditi si sta avvicinando e siamo tutti alle prese con la compilazione del modello 730 o del modello unico. A titolo di promemoria, ecco di seguito le scadenze da rispettare:

30 aprile – presentazione 730 al sostituto di imposta

31 maggio – presentazione 730 a Caf o intermediario abilitato

2 maggio/30 giugno – presentazione modello Unico in versione cartacea

16 giugno – scadenza saldo e primo acconto Irpef 16 luglio – scadenza saldo e primo acconto Irpef con maggiorazione dello 0,40%

30 settembre – presentazione, via telematica, modello Unico.

Vista l’attualità del tema, andiamo a riepilogare insieme quali sono le spese che i cittadini con disabilità possono detrarre dalla dichiarazione dei redditi.

SPESE MEDICHE GENERICHE – Per alcune spese sanitarie (per esempio, analisi, prestazioni chirurgiche e specialistiche) e per l’acquisto di mezzi di ausilio è riconosciuta una detrazione dall’Irpef del 19% per la parte eccedente l’importo di 129,11 euro. Sono invece ammesse integralmente alla detrazione del 19%, senza togliere la franchigia di 129,11 euro, le spese sostenute per il trasporto in ambulanza del disabile, l’acquisto di poltrone per inabili e minorati non deambulanti e di apparecchi per il contenimento di fratture, ernie e per la correzione dei difetti della colonna vertebrale, l’acquisto di arti artificiali per la deambulazione, la costruzione di rampe per l’eliminazione di barriere architettoniche esterne ed interne alle abitazioni e l’adattamento dell’ascensore per renderlo idoneo a contenere la carrozzella. Entrambe le detrazioni vengono riconosciute sia direttamente al disabile sia al familiare che lo ha a carico.

SPESE PER DISABILITÀ GRAVI E MENOMAZIONI PERMANENTI – Tutte le spese sostenute per l’assistenza sono deducibili interamente sia dal contribuente che dai suoi familiari, anche quando il soggetto che ne usufruisce non è a carico dei familiari. Sono escluse soltanto eventuali spese di vitto, alloggio ed altri servizi non assistenziali forniti da istituti di cura. Tutte le spese devono essere documentate da fatture e scontrini fiscali, dove deve essere riportato il codice fiscale del contribuente e la descrizione della spesa.

SPESE PER PERSONE NON VEDENTI E SORDOMUTE – Le persone con disabilità visiva e loro familiari possono detrarre dall’Irpef il 19% delle spese sostenute per il mantenimento dei cani guida. Anch’esse devono essere documentate e non devono superare 516,46 euro, il che comporta una detrazione massima di 98,12 euro. Le spese sostenute per i servizi di interpretariato da parte di sordomuti o loro familiari sono invece completamente detraibili.

SPESE PER MEZZI DI ACCOMPAGNAMENTO – Sono spese detraibili integralmente anche quelle sostenute per i mezzi di accompagnamento, nonché necessari per la deambulazione, la locomozione e il sollevamento. Per autoveicoli e motoveicoli atti a facilitare l’autosufficienza del portatore di menomazioni permanenti la detrazione viene applicata su un solo veicolo e per un importo massimo di 18.075,99 euro; inoltre, sono incluse anche le spese di riparazioni, mentre sono escluse le spese di manutenzione ordinaria come cambio dell’olio e delle gomme.

SPESE PER BADANTI – Le spese per l’assistenza alla persona sono detraibili al 19% per un importo massimo di 2.100 euro e solo se reddito non supera complessivamente i 40.000 euro annui. Le spese per gli addetti all’assistenza di portatori di persone non autosufficienti includono non solo l’assistenza casalinga ma anche le rette pagate per istituti di ricovero e cura.

Per approfondire

www.agenziaentrate.gov.it