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Archivio giornaliero 17 Marzo 2016

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TORNA “ANFFAS OPEN DAY”!

Il 19 MARZO 2016 LE STRUTTURE ANFFAS ONLUS VI ASPETTANO PER LA IX GIORNATA NAZIONALE DELLA DISABILITÀ INTELLETTIVA E/O RELAZIONALE:

CELEBRIAMO E PROMUOVIAMO INSIEME L’INCLUSIONE SOCIALE!

Il 19 marzo 2016 torna, per il nono anno consecutivo, la Giornata ALL.5 banner_openday-01Nazionale della Disabilità Intellettiva e/o Relazionale, la manifestazione nazionale promossa e organizzata da Anffas Onlus – Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o relazionale, che anche nel 2016, conferma la sua nuova formula: un Open Day dedicato all’informazione e alla sensibilizzazione sui temi della disabilità intellettiva e/o relazionale per promuovere un messaggio volto ad affermare i principi e diritti civili e umani sanciti dalla Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità.

Le porte delle oltre duecentocinquanta strutture associative – insieme alle 1000 strutture circa in cui Anffas da quasi 60 anni si prende cura e carico di oltre 30.000 persone con disabilità e dei loro familiari – presenti in tutta Italia, infatti, si apriranno nuovamente il 19 marzo p.v. proponendo visite guidate, convegni, spettacoli e tante altre iniziative gratuite volte a diffondere lo spirito e la cultura dell’inclusione sociale soprattutto attraverso la partecipazione attiva delle persone con disabilità, degli associati, degli operatori, dei volontari e di tutti coloro che operano in Anffas, con l’obiettivo primario di diffondere la cultura della disabilità basata sui diritti umani e portando la collettività a contatto con una realtà che è molto distante da quella stereotipata che stigmatizza le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e che le vede, sbagliando, solo come pesi.

Con Anffas Open Day, infatti, Anffas Tutta vuole ancora una volta contrastare clichè, pregiudizi e discriminazioni che purtroppo continuano a circondare le persone con disabilità, in particolare con disabilità intellettiva e/o relazionale, coinvolgendo la collettività nella costruzione di una società pienamente inclusiva e basata anche sul concetto e sulla cultura dell’auto-rappresentanza.

A tal scopo saranno anche portati all’attenzione delle varie comunità i tanti nuovi progetti, anche europei, che vedono le persone con disabilità intellettiva e/o relazionale impegnate in prima persona, come i progetti sulla cittadinanza attiva, sul linguaggio facile da leggere e sull’uso sicuro di Internet.

 Anffas invita quindi tutti i cittadini a partecipare a questa grande festa, a conoscere l’Associazione, le famiglie e gli amici che la compongono e le tante attività e iniziative che ogni giorno vengono realizzate per promuovere un futuro di pari opportunità, pari diritti e inclusione!

ANFFAS-ONLUS CORIGLIANO RIMARRA’ APERTA DALLE ORE 09,30 ALLE ORE 19.30.

Nella mattinata ci sarà un momento di condivisione e presentazione delle attività.

Nel pomeriggio momento informativo su due temi di estrema importanza:

  • SOCCORSO E BARRIERE ARCHITETTONICHE A CURA DELL’ASSOCIAZIONE SOCCORSO SENZA BARRIERE.
  • GESTIONE PATRIMONIALE DELLA PERSONA CON DISABILITA’ A CURA DEL ROTARY CLUB.

VI ASPETTIAMO A BRACCIA E PORTE APERTE.

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RIFORMA DEL TERZO SETTORE: FATE PRESTO, MA FATE BENE!

Fonte www.superando.it – «Fate presto, ma fate bene!»: è sostanzialmente questo l’appello sulla Riforma del Terzo Settore, che i vari Soci del Forum Nazionale del Terzo Settore* hanno presentato durante i lavori della propria Assemblea.

«C’è una forte preoccupazione – si legge infatti in una nota diffusa dal Forum – e i nostri Soci [tra i quali anche la FISH-Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap*, N.d.R.] si sentono fortemente mobilitati, a partire dalla propria dimensione territoriale, perché vengano apportate le necessarie modifiche alla Riforma del Terzo Settore, ancora durante i lavori in Aula, garantendo l’impegno civico dei cittadini, la libertà associativa e il pluralismo delle forme giuridiche».

«Sin dalla consultazione pubblica della primavera 2014 – prosegue la nota del Forum – abbiamo partecipato al percorso di Riforma e abbiamo fatto ampiamente sentire la nostra voce, raggiungendo, nel tempo, diversi risultati positivi. Tuttavia permangono ancora alcune rilevanti criticità».

Sono in particolare quattro i punti sui quali il Forum intende continuare la propria azione di pressione sul Governo perché, nel proseguimento dei lavori parlamentari, vengano introdotti i necessari correttivi nel Disegno di Legge in discussione. Perdura, innanzitutto, lo scarso rilievo attribuito al profilo partecipativo, ritenuto invece il “motore” dell’attivazione dei cittadini e un prerequisito per tutto il Terzo Settore, così come è ancora forte il rischio di confusione tra la stabile e prevalente attività di impresa e le attività tese al solo autofinanziamento delle Associazioni, che rappresentano la forma più diffusa di autosostentamento: «Penalizzarle – sottolineano dal Forum – equivarrebbe a minacciarle nella loro stessa esistenza».

E ancora, nella definizione di status di volontario il testo del Disegno di Legge differenzia lo status stesso non in base alle attività svolte, bensì in relazione alla tipologia di organizzazione in cui opera, rischiando in tal modo di creare una grave differenza tra “volontari di serie A” e “volontari di serie B”. Infine, l’introduzione del Consiglio Nazionale del Terzo Settore, «se può rappresentare una positiva innovazione come luogo di incontro e di raccordo con le Istituzioni – dichiarano dal Forum – non deve categoricamente sovrapporsi agli organismi di rappresentanza del Terzo Settore».

«In questa prospettiva – conclude la nota -, prima alla Camera e poi nella fase di redazione dei Decreti Legislativi, continueremo a vigilare e ad agire incessantemente, per tutelare le piccole Associazioni – che rappresentano la gran parte delle formazioni sociali -, per configurare uno status del volontario ancorandolo a una prospettiva europea, per garantire il coinvolgimento dei soggetti di Terzo Settore e delle loro rappresentanze nel percorso di redazione dei Decreti Legislativi, e per determinare in modo chiaro il ruolo e i compiti del Consiglio Nazionale del Terzo Settore, ribadendo ancora una volta la necessità di avere una Riforma che sia condivisa dai suoi effettivi destinatari».

In tal senso, il Forum riprende, elevandolo a prassi di riferimento, il celebre motto adottato dal movimento delle persone con disabilità, vale a dire Nulla su di Noi, senza di Noi.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: stampa@forumterzosettore.it (Anna Monterubbianesi)

*Cui Anffas Onlus aderisce

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SPREAD THE WORD TO END THE WORD

Fonte www.e-include.eu – Si chiama Spread the Word to End the Word ed è una campagna di livello mondiale che ha come obiettivo l’eliminazione del termine “ritardato”, parola purtroppo ancora oggi molto usata per indicare chi ha una disabilità intellettiva, e la promozione di una nuova cultura della disabilità, in particolare della disabilità intellettiva.

Nata nel 2008, ad oggi vede migliaia di adesioni, e nel corso degli anni è risucita con successo nell’intento di far eliminare dal linguaggio comune dei mass media la parola “ritardato”.

Sul sito della campagna – http://www.r-word.org/ – è possibile aderire, leggere le storie di chi la sta supportando e raccontare la propria esperienza.

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ACCESSIBILITÀ DIGITALE: NESSUNO RESTI INDIETRO

Fonte www.superando.it – La seguente lettera aperta – riguardante i Negoziati Trilogo sulla proposta di Direttiva UE COM(2012)0721 relativa all’Accessibilità dei siti web degli Enti Pubblici – è stata inviata in questi giorni ai Ministri delle Politiche Digitali dei Paesi Membri dell’Unione Europea, ai Presidenti delle Commissioni Parlamentari Nazionali delle Politiche Digitali e ai Rappresentanti Permanenti dei Paesi dell’Unione Europea, da parte degli esponenti di tutte le principali organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità e delle loro famiglie (clicca qui per consultare l’elenco dei firmatari) Ben volentieri si riporta il contenuto integrale: «Le scriventi organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità intendono sollevare pubblicamente le proprie preoccupazioni create dalle recenti proposte del Consiglio d’Europa di ridurre significativamente il campo di applicazione della Direttiva Europea COM(2012)0721, relativa all’Accessibilità dei siti web degli Enti Pubblici. Ci opponiamo fortemente alle deroghe proposte dal Consiglio, le quali impedirebbero a milioni di cittadini di accedere a contenuti digitali ed a servizi che ogni cittadino, ad oggi, considera scontati. Chiediamo agli Stati Membri di garantire agli 80 milioni di persone con disabilità e ai 150 milioni di persone anziane che vivono nell’Unione Europea un accesso paritario al mercato unico digitale ed ai servizi pubblici online forniti a tutti i cittadini della stessa Unione Europea. La parità di accesso all’informazione è un diritto umano sancito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità. La parità di accesso ai servizi pubblici online, a prescindere dal soggetto fornitore degli stessi, è un diritto di ogni cittadino europeo. Non è accettabile adottare una normativa che potrebbe negare a milioni di cittadini l’accesso al mondo digitale in cui oggi viviamo. Non è accettabile legittimare barriere digitali che precludono l’accesso all’occupazione. Non è accettabile escludere milioni di persone dalla piena partecipazione nella società. Affinché la Direttiva porti un reale cambiamento nella vita delle persone, devono essere rispettati i seguenti requisiti essenziali:

– Tutti i siti web degli enti pubblici ed i siti che forniscono servizi pubblici dovrebbero essere accessibili a tutti, anche quando questi servizi vengono prestati da soggetti privati.

– La maggior parte dei contenuti digitali è ormai accessibile sui dispositivi mobili e attraverso le applicazioni, pertanto la Direttiva deve garantire sia l’accessibilità al web mobile sia alle applicazioni mobili.

– Poiché la maggior parte delle procedure online richiede l’interazione con documenti prelevabili, questi ultimi devono essere accessibili.

Inoltre, riteniamo che l’accessibilità debba essere un prerequisito, quando il denaro pubblico venga utilizzato per finanziare lo sviluppo dei siti web, dei contenuti digitali, delle app mobili, altri contenuti digitali o software, in linea con i requisiti della Convenzione ONU e con la Direttiva dell’Unione Europea del 2014 sugli Appalti Pubblici. I fondi pubblici non dovrebbero essere mai utilizzati per finanziare contenuti non accessibili. La frammentazione tra i regolamenti e gli standard nazionali riduce i benefìci del mercato unico digitale per le aziende, per i consumatori con disabilità e per i consumatori anziani.

È invece necessario un approccio omogeneo per aumentare i benefìci sociali, ridurre i costi e stimolare l’innovazione. Più eccezioni verranno incluse nella Direttiva e più il suo àmbito verrà ristretto, meno sarà efficace l’armonizzazione.

Chiediamo, inoltre, che i Ministri assicurino che le disposizioni della Direttiva siano articolate e complementari a quelle presenti nell’Atto Europeo sull’Accessibilità [European Accessibility Act, N.d.R.].

È di primaria importanza che nessun servizio di interesse generale o essenziale venga escluso. Le tecnologie stanno convergendo. Il web, il non web e i software si interconnettono in ogni momento. Nel 2014 è stato adottato uno standard europeo sull’accessibilità delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (EN 301 549), il quale dovrebbe essere utilizzato integralmente ai fini della presente Direttiva.

Affinché questa Direttiva faccia la differenza e abbia un impatto significativo, gli utenti devono avere un effettivo diritto al ricorso. Un’attuazione concreta dovrebbe quindi prevedere degli appositi enti nazionali di esecuzione, nonché sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive. Sollecitiamo, pertanto, i Ministri a dare ai loro team negoziali le opportune istruzioni per sostenere i diritti di tutti i cittadini al momento di discutere con i membri del Parlamento Europeo le disposizioni della Direttiva sopracitata.

Crediamo che i Governi debbano garantire a tutti di poter beneficiare della rivoluzione digitale. Non c’è motivo di creare nuove barriere nel mondo digitale quando molte persone con disabilità e molte persone anziane le affrontano già nella realtà fisica.

Sollecitiamo i Ministri a cogliere questa opportunità unica di fare la differenza per la vita di milioni di cittadini con disabilità e di persone anziane, persone che devono beneficiare di un più ampio accesso ai servizi pubblici digitali al fine di godere dei loro diritti fondamentali, così come del loro diritto alla libertà di circolazione e alla fruizione di servizi nel mercato interno europeo. Invitiamo i Ministri a rendere pienamente inclusivo il nostro futuro digitale collettivo e a non deludere i cittadini europei. Nessuno deve essere lasciato indietro».

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PRIVACY E DISABILITÀ: ILLECITO PUBBLICARE ONLINE DATI CONCORSI PUBBLICI

Fonte www.disabili.com – Il Garante della Privacy si è espresso in merito alla pubblicazione di dati sensibili, riguardanti salute – e in particolare disabilità – su siti istituzionali di Province e Regioni. In particolare, si riferisce alla pubblicazione delle graduatorie di concorsi riservati a persone con disabilità sui siti istituzionali di alcune Province e una Regione.

I nominativi di centinaia di persone con disabilità, spesso associati a data e luogo di nascita, risultavano “immediatamente visibili in rete tramite l’inserimento delle rispettive generalità nei più diffusi motori di ricerca – riferisce una nota del Garante. Nei documenti erano riportate in chiaro anche informazioni ritenute eccedenti o non pertinenti (come il reddito, la percentuale di invalidità civile, il punteggio derivante dall’anzianità, il numero di familiari a carico)”.

Il Garante ha quindi dichiarato illeciti i trattamenti di dati effettuati dagli enti territoriali.

La motivazione è dovuta al fatto che questo uso non è conforme al Codice privacy, che non consente la diffusione di informazioni sulla salute, tanto più online. Oltre al provvedimento di divieto, il Garante ha prescritto alle Province interessate e alla Regione di mettersi in regola per il futuro con la pubblicazione di atti e documenti on line. Gli enti dovranno attenersi alle disposizioni della normativa e delle Linee guida in materia di trasparenza emanate dall’Autorità, adottando ogni cautela per evitare, in particolare, la diffusione di dati sanitari.

L’Autorità, inoltre, si è riservata di valutare, con separato provvedimento, gli estremi per contestare alle Pa la violazione amministrativa prevista per l’infrazione del Codice”.

Non è il primo caso di questo tipo in cui il Garante sia dovuto intervenire: “i casi attuali si aggiungono a numerosi episodi analoghi per i quali l’Autorità è dovuta intervenire a tutela della riservatezza vietando la pubblicazione dei dati sensibili”, riporta la nota. A settembre dello scorso anno, il presidente del Garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, ha scritto al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Sergio Chiamparino, per richiamare l’attenzione della Conferenza sulla preoccupante prassi di pubblicare sui siti web degli enti pubblici atti e documenti contenenti dati personali estremamente delicati come quelli riferiti alla salute, in particolare alla disabilità.

Il Garante ha chiesto, inoltre, di valutare la possibilità di assumere specifiche iniziative affinché i trattamenti di dati effettuati da soggetti pubblici siano sempre rispettosi delle norme previste in materia di tutela della riservatezza.

Per maggiori informazioni

www.garanteprivacy.it