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Archivio mensile Giugno 2016

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LISBONA. TERMINATA L’ASSEMBLEA ANNUALE EUROPE IN ACTION 2016

Inclusion-europe.eu – Si è svolta a Lisbona, in Portogallo, dal 26 al 28 maggio, l’edizione 2016 di Europe In Action, l’assemblea annuale di Inclusion Europe – a cui Anffas Onlus aderisce – che lo scorso anno si è svolta in Italia ospitata da Anffas (clicca qui per avere maggiori informazioni sull’edizione 2015).

Inclusion Europe e la federazione portoghese Fenacerci  (Federação Nacional de Cooperativas de Solidariedade Social) hanno accolto più di 150 partecipanti all’Europe in Action Conference 2016. Questo evento annuale è diventato un’occasione da non perdere per molte persone con disabilità intellettive, le famiglie, gli accompagnatori e le organizzazioni rappresentative per condividere conoscenze, esperienze e idee.
L’evento ha riunito partecipanti provenienti da ventitré paesi europei, ma anche dall’Australia, dal Canada e dagli Stati Uniti. Questa edizione ha avuto come focus l’inclusione scolastica e il ruolo che possono avere le famiglie nella tutela e nell’applicazione di questo diritto.
Le conclusioni dell’Assemblea hanno evidenziato l’urgenza di porre fine segregazione dei bambini con disabilità in Europa, pur riconoscendo che la transizione verso un modello di educazione inclusiva richiede ancora un grande sforzo.
Potete leggere le presentazioni dei relatori cliccando qui.
Per saperne di più su Europe in Action cliccare qui.
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ISEE E DISABILITÀ: APPROVATO IL NUOVO MODELLO TIPO DELLA DSU

Disabili.com – Eliminati i campi non ritenuti necessari per il calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente. Non vengono inoltre richieste informazioni aggiuntive

Come sappiamo, dopo le bocciature del Consiglio di Stato, l’ISEE (indicatore della Situazione Economica Equivalente)  è stato modificato nelle regole riguardanti le indennità legate alla disabilità. Nel calcolo dell’ISEE sono dunque state introdotte due modifiche transitorie, che resteranno in vigore fino alle modifiche al regolamento della disciplina del DPCM n. 159/2013.
IL GOVERNO RECEPISCE LE SENTENZE. Le novità (si veda il decreto Legge 29 marzo 2016 convertito con modificazioni dalla legge 26 maggio 2016, n.89 – in particolare art. 2 sexie), recependo le sentenze,  prevedono che pensioni di inabilità, indennità di frequenza e relative a sordità e cecità non vengano più rilevate ai fini Isee: non rientrano dunque nell’ammontare di reddito disponibile da calcolarsi quando si richiedano prestazioni socio assistenziali legate appunto all’Isee (e dunque al reddito).
A questa novità si affianca quella delle franchigie. Vengono eliminate quelle attuali, che sono sostituite da una maggiorazione di 0,5 punti nella scala di equivalenza per ciascun componente con disabilità (sia essa media, grave o non autosufficiente).
Alla luce e in attuazione di queste novità, è stato quindi pubblicato da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il Decreto numero 146 del 1 giugno 2016,  il quale aggiorna il modello DSU, la Dichiarazione Sostitutiva Unica ai fini ISEE, nonché le relative istruzioni per la compilazione. In particolare, le modifiche non prevedono la richiesta di informazioni aggiuntive rispetto al precedente modello, ma eliminano invece campi non più necessari al calcolo dell’indicatore.
COS’È LA DSU? Ricordiamo che la Dichiarazione Sostitutiva Unica è una dichiarazione che serve per calcolare l’ISEE,  che raccoglie informazioni sui componenti del nucleo familiare, e serve per l’accesso a prestazioni sociali agevolate (da prestazioni socio sanitarie e rette agevolate di università e asilo, etc).
A seconda delle prestazioni che si intende richiedere, il modello DSU può essere calcolato nella forma MINI o nella sua forma estesa (con richiesta di info aggiuntive). E’, questo secondo, il caso della presenza nel nucleo familiare di una persona con disabilità o non autosufficiente.
NUOVO MODELLO DSU DISABILI. Nell’allegato A del decreto ministeriale si possono leggere le novità riguardanti il Quadro FC4 relativo ai Redditi e trattamenti da dichiarare ai fini ISEE. Qui si trova il riquadro per i trattamenti assistenziali, previdenziali e indenni tari non soggetti ad Irpef e non erogati dall’Inps, ad esclusione di quelli percepiti in ragione della condizione di disabilità.
Per maggiori informazioni cliccando qui potete leggere il testo del decreto interministeriale n. 146 del 1° giugno 2016
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#STOPDISCRIMINATINGDOWN, UNA PETIZIONE CONTRO GLI ABORTI SELETTIVI

Vita.it – Chi sarebbe d’accordo con l’aborto che riguarda i feti femmina, a cui in molti paesi è impedito di nascere soltanto perché “del sesso sbagliato”? L’aborto selettivo trova la maggior parte delle persone in forte disaccordo. Eppure, le cose cambiano quando il feto ha la sindrome di Down: in molti paesi dove sono diffusi i test genetici, il 90 per cento di questi feti viene abortito. Ora una petizione, lanciata dall’associazione Lejeune Usa e dal movimento Downpride, prova a ribaltare le cose opponendosi agli aborti selettivi e chiedendo al Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, al Suo Alto Commissariato alle Nazioni Unite per i Diritti Umani e ad altre autorità internazionali di intervenire affinché lo screening genetico prenatale sia utilizzato per migliorare la cura e la salute delle persone, e non per discriminarle in base alle loro predisposizioni genetiche.

“Oggi, i bambini nati con sindrome di Down possono aspettarsi una vita lunga e di buona qualità”, si legge nel testo della petizione, chde ha raccolto finora quasi 35mila firme. “La ricerca mostra che le persone con trisomia 21 e le loro famiglie hanno una migliore visione della vita rispetto ad altri”. Secondo i promotori, la selezione dei feti su base genetica “è un crimine sociale e morale nei confronti dei disabili – che hanno grandi potenzialità – e le loro famiglie” e i programmi che identificano la sindrome di Down nel feto “sabotano i progressi compiuti nel corso degli ultimi 40 anni per promuovere una società d’uguaglianza e inclusiva”. E concludono “In un mondo umano, le persone con la sindrome di trisomia 21 sarebbero accolte”.

Per firmare la petizione 

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UNA LINEA AMICA ONLINE PER LE DONNE CON DISABILITÀ

West-info.eu – Le donne autistiche hanno bisogno di un aiuto speciale. È con questo presupposto che la Scottish Autism Society ha lanciato il nuovo programma di supporto per le persone di sesso femminile con un disturbo dello spettro autistico. Da come affrontare la vita di tutti i giorni, a come gestire il lavoro, le relazioni sociali e l’esperienza della genitorialità: la linea amica online vuole garantire consigli che abbraccino a tutto tondo il quotidiano delle donne con disturbi dello spettro autistico. Il progetto è nato a seguito di uno studio della stessa Scottish Society che ha messo in luce il fatto che le diagnosi nel caso delle donne siano più difficili rispetto a quelle degli uomini. E questo crea non pochi problemi, visto che in mancanza di supporto e di cura, può essere difficile mantenere saldo un impiego o un matrimonio. Mentre, con l’adeguata informazione e il tempestivo intervento, molti danni possono essere evitati.