Inclusion-international.org – Negli ultimi 2 anni Inclusion International ha fornito un quadro dello stato dell’arte dell’auto-rappresentanza in tutto il mondo. Attraverso la sua rete, molti individui e organizzazioni hanno preso parte a workshop, sondaggi e interviste focalizzando sull’auto-rappresentanza, sul valido sostegno, sul ruolo vitale che le famiglie giocano nel rafforzamento dell’auto-rappresentanza e infine su come le organizzazioni possono essere più inclusive.
Il rapporto globale Auto-rappresentanza per l’inclusione fornisce un’istantanea del lavoro svolto dalla rete di Inclusion International, e alcune informazioni utili per gli auto-rappresentanti, i sostenitori, le organizzazioni e le famiglie.
Gli auto-rappresentanti hanno riferito quelle che sono le questioni importanti, sia all’interno delle loro comunità sia in generale nei loro paesi di provenienza, che necessitano di cambiamento; dalle maggiori opportunità che potrebbe avere tra le quali un’occupazione lavorativa, dalla scelta su come spendere il loro tempo o dove vivere.
Le organizzazioni che lavorano con le persone con disabilità intellettive hanno condiviso il modo in cui si impegnano per diventare più inclusive e sostenere l’auto-rappresentanza. Esse offrono agli auto-rappresentanti l’opportunità di condividere direttamente le loro storie e le loro esperienze con i leader e i decision maker con il fine ultimo di elevare il profilo delle persone con disabilità intellettiva.
Inoltre sono state ascoltate anche le famiglie delle persone con disabilità, le quali svolgono un ruolo cruciale nel sostenere gli auto-rappresentanti. Le famiglie sono spesso soltanto persone di supporto, ma senza il loro aiuto le persone con disabilità intellettiva restano isolate ed escluse. I familiari hanno detto che hanno bisogno di sostegno, in particolare per conoscere i diritti e in che cosa consiste l’autorappresentanza, e della possibilità di confrontarsi con altre famiglie per offrire e ricevere il sostegno tra pari.
Oltre a contenere i risultati della indagine globale, interviste e workshop, il rapporto di Inclusion International (Auto-rappresentanza per l’inclusione) fornisce anche alcune indicazioni utili per chi vuole rendere il mondo più inclusivo per le persone con disabilità intellettiva.
Inclusion International vorrebbe condividere le buone pratiche e le risorse che sono state sviluppate tramite la sua rete con i singoli individui, i gruppi di auto-rappresentanza e le organizzazioni . A tal fine ha realizzato un sito web www.selfadvocacyportal.com per contribuire a condividere il proprio lavoro. Se si desidera condividere alcune informazioni con la sua rete si può mandare un’e-mail info@inclusion-international.org
Clicca per scaricare il rapporto (testo in lingua inglese).
Redattoresociale.it – News, approfondimenti, percorsi tematici, possibilità per i navigatori di interagire, un call center di consulenza gratuito, un magazine mensile: è tutto questo Superabile Inail, il contact center integrato per la disabilità, che da pochi giorni è on line completamente rinnovato. Il nuovo volto di Superabile è stato presentato ufficialmente questa mattina a Milano, a Palazzo Lombardia, nell’ambito del “Forum dell’innovazione in sanità 2016”. “Le nuove tecnologie nel campo della comunicazione rappresentano una grande opportunità per le persone con disabilità – ha affermato in apertura della presentazione Alessia Pinzello, dirigente della Direzione centrale, prestazioni socio sanitarie di Inail. Il nostro Istituto da diversi anni ha operato un cambiamento importante, grazie al quale la persona non è più presa in considerazione solo in funzione della sua capacità lavorativa, ma nel complesso del suo patrimonio bio-psico attitudinale. Per questo Inail costruisce una serie di servizi più ampi che si estendono a interventi tesi a favorire il reinserimento delle persone rimaste invalide in tutti i contesti, da quello familiare fino a quello lavorativo. L’isolamento sociale è un’esperienza di tutti coloro che vivono una disabilità. Dobbiamo impegnarci ad abbattere le barriere della conoscenza come facciamo con quelle architettoniche”.
L’Associazione LEV (partner di Inclusion International) lavora a stretto contatto con Uganda Parents of Persons with Intellectual Disabilities (UPPID) dal 1998, aiutando quest’ultima a migliorare il suo lavoro con e per le persone con disabilità intellettiva attraverso la formazione sull’autorappresentanza, lo sviluppo organizzativo e la raccolta fondi. Nel corso degli ultimi due anni le persone con disabilità intellettiva sono passati da essere emarginati a essere riconosciuti in Uganda del sud. Inoltre, ora sono indipendenti dal punto di vista finanziario e non hanno bisogno di ulteriore sostegno e/o supporto.
Nuliat è una donna di 25 anni che ha trascorso la prima parte della sua vita rinchiusa in una casa, ed è stata isolata dal mondo circostante, perché la sua famiglia e soprattutto sua madre si vergognava di lei. Nuliat è stata ferita con le pietre scagliate contro di lei, è stata molestata e violentata da diversi uomini.
Oggi Nuliat fa gioielli che vende il fine settimana in un mercato locale. Le sue creazioni sono conosciute nella zona, ed è utilizzati per compleanni e matrimoni sontuosi. Nuliat possiede anche le mucche, che ha in programma di vendere quando potrà ricavarne abbastanza soldi. Nuliat ha seguito un percoso di self-advocacy per conoscere i suoi diritti e rivendicarli (come quando ha riferito di un uomo che ha cercato di violentarla poi arrestato). Lo sviluppo di Nuliat è avvenuto nel corso di due anni, attraverso il supporto da UPPID .
Dalla vergogna all’orgoglio. Hajati è la madre di Nuliat. Ha chiuso la figlia nella casa di famiglia – che è prassi normale nella zona – fino a due anni fa, quando Hajati entrò in contatto con UPPID. Hajati non riusciva ad accettare Nuliat, si vergognava di avere una figlia che non sembrava come gli altri bambini e aveva difficoltà di comunicazione.
Quando incontrò UPPID, Hajati conobbe un gruppo di bambini con disabilità intellettiva. Quell’incontro l’ha aiutata a riconoscere sua figlia e si rese conto di quante possibilità ci fossero e dell’importanza del suo supporto di genitore/mamma per lo sviluppo di Nuliat. Oggi lei sa quanto sia importante dire a Nuliat quanto lei la ama. Allo stesso tempo, Hajati supporta altri genitori nella comunità, anche loro di bambini con disabilità intellettiva.
Un domani più luminoso. Nuliat e sua madre, Hajati, sono ottimiste oggi e felici per l’aiuto che hanno ricevuto, che ora usano per aiutare gli altri in situazioni simili. Nuliat e Hajati si sostengono e sono in grado di badare a sé stesse senza l’aiuto di UPPID. Ancora ci sono molti problemi che si presentano sotto forma di superstizione e oppressione dei bambini con disabilità intellettiva, che dovrebbero essere trattati a parità di condizioni, come le altre persone in Uganda. La superstizione è che i bambini siano posseduti da demoni, che devono essere cacciati fuori di loro con il fuoco, e questa procedura si traduce spesso nella morte.
Hajati e Nulait parlato su questo argomento alla radio locale, per dire alla comunità che avere una disabilità intellettiva non significa essere posseduti da un demone. Molti ascoltatori chiamato il programma radiofonico con domande e commenti positivi. Tra coloro che ascoltano i loro interventi e poi telefonano alla trasmissione ci sono anche genitori, che hanno figli con disabilità intellettiva senza sapere che questi ultimi hanno una disabilità La loro trasmissione ha acceso i riflettori sulla disabilità intellettuale nella comunità locale.
LEV lavora per garantire, che le persone con disabilità intellettuale non debbano incontrare gli stessi ostacoli e le stesse discriminazioni che sperimentate da Nulait nella prima parte della sua vita. Ci sono ancora molti luoghi nel mondo dove la disabilità intellettiva non è riconosciuta. L’esempio di Nuliat e Hajati e molti altri casi segnalati dai partner di Lev mostrano che le persone con disabilità intellettiva possono avere un domani più luminoso.
Per ulteriori informazioni sul lavoro di LEV contattare Sune Barker all’indirizzo di posta elettronica sb@lev.dk
Vita.it – Novanta milioni di euro per il 2016: a tanto ammontava il finanziamento del fondo per il “dopo di noi” creato con la legge 112/2016, entrata in vigore lo scorso 25 giugno. Ieri mattina la Conferenza delle Regioni ha dato il via libera al decreto di riparto del fondo, preludio all’intesa che ora le Regioni si apprestano a dare in Conferenza Unificata. «È uno strumento fondamentale per sostenere progetti individuali per le persone con disabilità gravi, definendo gli specifici sostegni necessari, a partire dalle prestazioni sanitarie e sociali nell’ambito di progetti che saranno definiti con la più ampia partecipazione possibile del disabile», ha commentato il presidente Stefano Bonaccini. «È un passo importante, che rende più sostenibili gli interventi di welfare già attivati nelle diverse Regioni».
Nel pomeriggio alle 14 la Conferenza Unificata, ha sancito l’intesa sullo schema di decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell’economia e delle finanze, che ha due obiettivi: «individua i requisiti per l’accesso alle misure di assistenza, cura e protezione a carico del fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare» e la «ripartizione alle Regioni delle risorse per l’anno 2016 ai sensi dell’articolo 3, comma 2 , della legge n. 112/2016».
Il riparto è stato già reso noto dalle Regioni, mentre nulla ancora si sa sui requisiti per l’accesso alle misure previste dal fondo. La Lombardia avrà 15.030.000 euro, seguono Campania e Lazio con ciascuna 9.090.000 euro, la Sicilia con 7.740.000 euro (qui l’elenco completo, regione per regione).
Si tratta del primo step compiuto per dare attuazione alla legge sul Dopo di Noi. Entro Natale (sei mesi dall’entrata in vigore della legge) sono attesi anche li obiettivi di servizio per le prestazioni da erogare ai destinatari della legge nei limiti delle risorse disponibili a valere sul Fondo, mentre sono già passati da tempo i 60 giorni per definire le modalità di attuazione dell’articolo inerente i trust, vincoli di destinazioni e fondi speciali. La legge non indicava una tempistica (ma è uno dei passaggi decisivi) per l’adozione da parte ancora delle Regioni di indirizzi di programmazione e la definizione di criteri e modalità di erogazione dei finanziamenti, modalità per la pubblicità dei finanziamenti e per la verifica dell’attuazione delle attività svolte. Come ancora non si è vista pur prevista campagna informativa per far conoscere ai potenziali destinatari le nuove opportunità e sensibilizzare l’opinione pubblica.