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Archivio giornaliero 19 Gennaio 2018

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ELEZIONI 2018. APPELLO ALLE FORZE POLITICHE

Dove sono finite le persone con disabilità nel contesto delle prossime elezioni politiche? Ancora una volta, ormai senza sorpresa, le persone con disabilità sembrano essere invisibili agli occhi dei politici.

In Italia, nel 2009, è stata ratificata la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ma nonostante questi strumenti normativi ed impegni politici, nonostante alcune buone norme e altrettanti   pronunciamenti della Corte Costituzionale, le persone con disabilità continuano a incontrare ostacoli nella loro partecipazione nella società e a subire violazioni dei loro diritti umani in ogni parte d’Italia e in diversi momenti della loro vita.

Per queste ragioni Anffas Onlus si unisce alla FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap) per richiedere con coraggio e determinazione un impegno non episodico nella direzione delle politiche e dei servizi inclusivi per la creazione di una reale inclusione sociale.

Cliccando qui è possibile scaricare l’appello alle forze politiche per un impegno concreto sulla disabilità pubblicato dalla FISH alla cui stesura ha preso parte anche Anffas in rappresentanza di tutte le persone con disaiblità intellettive e disturbi del neurosviluppo.

Anffas inoltre sta lavorando ad una versione facile da leggere e da capire del manifesto stesso, presto disponibile.

Durante le prossime settimane saranno organizzate e promosse varie iniziative specificamente sulla questione del diritto di voto delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo.

Per rimanere aggiornati sulle prossime pubblicazioni e sugli eventi in programma cliccare “mi piace” sulla pagina facebook di Anffas Nazionale e/o richiedere l’iscrizione alla NewsLetter settimanale di Anffas scrivendo a comunicazione@nazionale.net specificando nell’oggetto “iscrivimi alla newsletter“.

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PERSONE CON DISABILITÀ, INVISIBILI ANCHE IN CAMPAGNA ELETTORALE?

Fonte comunicato stampa Fish* – Oggi Avvenire apre con un coraggioso editoriale – “Tante promesse e un vero scandalo. Invalidi dimenticati” – di Francesco Riccardi. Il quotidiano è l’unico che in queste prime battute di campagna elettorale abbia indicato con desolante chiarezza l’assenza del tema della disabilità nei programmi di partiti e movimenti che si presentano agli italiani. Attira l’attenzione il giornalista sull’importo emblematico della pensione riservata agli invalidi civili, quei 282 euro così lontani dai minimi pensionistici richiesti o promessi per altre situazioni.

La disabilità, proprio a causa dell’esclusione che le persone e le famiglie subiscono, proprio a causa dell’inadeguatezza di servizi di sostegno a domicilio, proprio a causa di maggiori costi che rimangono a loro carico, proprio a causa dell’esclusione, rinuncia, marginalizzazione nel mondo del lavoro, è una delle prime cause di impoverimento. E non solo economico.

È quindi condivisibile la sorpresa di Riccardi: come mai questa sperequazione, questa marginalità non entrano nei programmi elettorali con la stessa enfasi di altre promesse? Ma le lacune sono ancora più ampie e vanno al di là della legittima e sostenibile istanza, che condividiamo, di un adeguamento, congruo e selettivo, delle pensioni agli invalidi.

È l’abbandono e la lentezza delle politiche per la disabilità che sono la dimostrazione dell’assenza di una visione inclusiva della nostra società, delle nostre comunità. È la delega (che non è tale) alle famiglie, al volontariato, al buon cuore dell’assistenza, della cura riparatoria e consolatoria, che poco ha a che spartire con i diritti umani, con la possibilità di partecipare in condizioni di pari opportunità.

Quel risibile ed offensivo importo è solo l’aspetto più evidente. Manca un piano per la non autosufficienza per aggredire lo stato in cui versano milioni di persone con necessità di supporto intensivo.

Mancano interventi seri (non prese in giro come quelle previste nell’ultima legge di bilancio) che non solo valorizzino i caregiver familiari, ma prevedano coperture previdenziali e di malattia certe.

Mancano robuste misure di welfare aziendale, di flessibilità lavorativa che evitino ai familiari, in particolare alle donne, di dover abbandonare il lavoro per assistere un familiare. Manca la volontà di sostenere progetti per la vita indipendente delle persone con disabilità, anche di quelle solo parzialmente in grado di autodeterminarsi. Ma prima ancora è assente dalla prospettiva immediata una radicale revisione dei percorsi di riconoscimento della condizione di disabilità.

Oggi è ancora una modalità improntata al pregiudizio e alle distorsioni: la persona con disabilità è un potenziale truffatore, un furbetto. Oppure è un malato da proteggere e da cui proteggersi. Non è una risorsa, non è una persona con le sue caratteristiche o le sue peculiarità.

Il risultato è un percorso kafkiano, costoso, conflittuale, inutile a descrivere le diverse situazioni personali e a contribuire a costruire un progetto di vita e a realizzarlo con strumenti e misure adeguate. E per tacere di tutto ciò che rimane perennemente procrastinato e che rende faticosa e umiliante la quotidianità delle persone con disabilità: politiche e servizi per l’inclusione lavorativa, fruibilità dei sistemi di trasporto pubblico locale, accessibilità di ausili tecnologicamente avanzati, accessibilità alle risorse culturali, qualità dell’inclusione scolastica e molto altro di una lista che appare lacrimevole quanto lettera morta.

Su ciascuno di questi intrecciati risvolti vi sono, anche da parte della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, proposte sostenibili, riflessioni articolate, volontà di partecipare, ma se prevale la disattenzione e il silenzio, un reale cambiamento continua ad appartenere al mondo dei sogni. La FISH, anche per non dare adito ad alibi di sorta, ha pubblicato nel proprio sito (www.fishonlus.it) un appello alle forze politiche per un impegno concreto sulla disabilità

*Cui Anffas Onlus aderisce