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Archivio giornaliero 30 Maggio 2018

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La Risoluzione dell’OMS sulle tecnologie assistive

Fonte www.superando.it Secondo l’AAATE (Association for the Advancement of Assistive Technology in Europe), l’Associazione della Promozione della Tecnologia Assistiva in Europa, «la tecnologia assistiva è un termine per indicare qualsiasi prodotto o servizio basato sulla tecnologia, in grado di facilitare le persone con limitazioni funzionali di ogni età nella vita quotidiana, nel lavoro e nel tempo libero». Proprio in àmbito di tecnologie assistive, appare di particolare importanza la Risoluzione prodotta nei giorni scorsi dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), durante la propria 71^ Assemblea Generale, documento per altro atteso da tempo che assegna una serie di obblighi ai propri Stati Membri.

L’informazione arriva dalla Rete Regionale dei CAAD dell’Emilia Romagna (Centri per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico), grazie alla quale possiamo fornire ai Lettori il testo in italiano di quegli stessi obblighi, che sono i seguenti:
«1. Sviluppare, attuare e rafforzare opportune politiche e programmi per migliorare l’accesso alle tecnologie assistive nel quadro dei servizi socio-sanitari garantiti ai cittadini.
2. Allocare adeguate risorse umane opportunamente preparate per la fornitura e la manutenzione degli ausili, ad ogni livello di servizio sociale e sanitario.
3. Garantire che gli utenti e i loro caregiver abbiano accesso agli ausili più appropriati al loro caso e che li sappiano utilizzare in maniera sicura ed efficace.
4. A seconda del contesto e delle esigenze locali, mettere a punto ove opportuno un elenco nazionale di ausili prioritari (basato sull’elenco OMS degli ausili prioritari), che siano alla portata economica dell’utente, la cui efficacia valga il loro costo e che soddisfino a criteri basilari di qualità e sicurezza.
5. Promuovere o investire in ricerca, sviluppo, innovazione e design per rendere gli ausili esistenti più economici; e sviluppare una nuova generazione di ausili, anche di alta tecnologia, basati su principi di design universale e su evidenza tecnologica, in opportuna collaborazione con università, organizzazioni della società civile (in particolare associazioni di persone con disabilità o di persone anziane) e imprese private.
6. Incoraggiare collaborazioni internazionali o regionali per la produzione, acquisizione e fornitura degli ausili prioritari, curando che questi rimangano alla portata economica dell’utente e disponibili al di là delle frontiere.
7. Raccogliere dati epidemiologici sui bisogni sanitari e di assistenza a lungo termine che possono trovare risposta nelle tecnologie assistive, al fine di sviluppare strategie, politiche e programmi basati su evidenza.
8. Investire in e promuovere ambienti privi di barriere in modo che le persone che abbisognano di tecnologie assistive possano utilizzarle in maniera ottimale, per vivere in maniera indipendente e sicura e partecipare pienamente in ogni aspetto della vita.
9. Promuovere l’inclusione degli ausili prioritari e di ambienti privi di barriere nel programmi di preparazione e gestione delle emergenze». (S.B.)

A questo link è disponibile il testo originale (in inglese) della Risoluzione sulle tecnologie assistive, prodotta il 26 maggio dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).

 

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Reddito d’inclusione, dal 1° giugno non serviranno i requisiti familiari

Fonte www.superabile.it È stato pubblicato dall’Inps il nuovo modello di domanda, che recepisce le novità previste dalla legge di bilancio 2018. Si amplia la platea dei beneficiari: servono solo requisiti economici, indipendentemente dalla composizione familiare.

Si amplia la platea dei beneficiari del Rei, i Redito d’inclusione: per richiederlo basterà ora dimostrare di avere un reddito basso, mentre non si terrà più conto della composizione del nucleo familiare. Vengono meno infatti i requisiti familiari, quali la presenza di un minorenne, di una persona con disabilità. Di una donna di gravidanza, di un ultra 55enne disoccupato. A partire dal 1 giugno, potranno dunque presentare domanda tutti coloro che hanno un ISEE fino a 6mila euro, un ISRE fino a 3mila euro e altri specifici requisiti economici, indipendentemente dalla composizione familiare.
 
L’Inps ha infatti pubblicato il nuovo modello di domanda, che recepisce le novità previste dalla legge di bilancio 2018. Il modello è allegato al messaggio 2120 del 24 maggio 2018, che fa seguito al messaggio 1972 dell’11 maggio 2018, contenente alcuni chiarimenti sulle imminenti modifiche. Per esempio, si precisa che il nucleo familiare di riferimento per il calcolo dell’Isee non coincide necessariamente con la famiglia anagrafica. Salvo casi particolari, la normativa Isee prevede infatti che i coniugi facciano parte dello stesso nucleo anche se con diversa residenza anagrafica; i figli minori di 18 anni fanno parte del nucleo del genitore con il quale convivono; i figli maggiorenni, se non sono coniugati e non hanno figli, fanno parte del nucleo familiare dei genitori anche se non conviventi, se risultano a loro carico ai fini Irpef. A tal fine si chiarisce che sono considerati fiscalmente a carico se hanno redditi non superiori alla soglia di euro 2840,51, al lordo degli oneri deducibili.
 
L’Inps conferma che le domande presentate a partire dal 1° giugno saranno dunque automaticamente istruite senza la verifica dei requisiti familiari e che, di conseguenza, sono state apportate le modifiche ai diversi canali di trasmissione delle istanze all’Istituto. Ha inoltre precisato che tutte le domande presentate dal 1° gennaio 2018 al 31 maggio 2018, in possesso di Dsu 2018, rifiutate per la sola mancanza dei requisiti familiari, saranno riesaminate d’ufficio con verifica dei requisiti alla data del 1° giugno 2018.
 
I “numeri” del Rei. Secondo gli ultimi dati resi noti dall’Inps alla fine di marzo, sono 110.138 i nuclei beneficiari del Rei: oltre 316 mila le persone coinvolte, per un importo medio dell’erogazione mensile di 296,75 euro. I dati presentati riguardano le domande pervenute all’Inps dal 1° dicembre 2017, data dalla quale i cittadini hanno potuto cominciare a richiederlo. Sono state le regioni del Sud Italia a presentare il maggior numero di beneficiari, con il 72 per cento dei nuclei familiari e il 76 per cento delle persone coinvolte. Sul totale, inoltre, i nuclei beneficiari con presenza di minori rappresentano circa la metà delle famiglie raggiunte, sono poco più di 57 mila (tra cui le più numerose sono quelle con 3 o 4 componenti). Le famiglie con presenza di disabili, invece sono più di 21 mila, circa una famiglia su cinque.