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Archivio mensile Ottobre 2022

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Per una riconversione in chiave inclusiva dei servizi dedicati alla disabilità

Fonte www.superando.it – Alla luce degli attuali stravolgimenti (pandemia, guerra, carovita), quali conseguenze ci saranno sui sistemi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali rivolti alle persone con disabilità? Su questo l’ANFFAS ha avviato una “RICERCA-AZIONE”, curata dalla propria componente lombarda, insieme all’Università Cattolica, che punta a fissare uno standard di processo per riconvertire i servizi semiresidenziali e residenziali in chiave inclusiva e superare ogni situazione segregante. L’importante iniziativa verrà presentata il 22 ottobre, durante l’Assemblea Nazionale dell’ANFFAS.

«Sebbene il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenti uno strumento di sistema attraverso cui garantire la ripresa del Paese e delle comunità – viene sottolineato dall’ANFFAS Nazionale (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) -, oggi è necessario confrontarsi con una realtà estremamente complessa in un momento in cui i paradigmi che contraddistinguono la capacità di risposta ai bisogni e alle aspettative delle persone con disabilità devono tenere conto di un contesto che si è modificato in modo improvviso e radicale e che si compone oggi di elementi di assoluta novità e di transizione. A tal proposito, e alla luce di quanto sperimentato a partire dalla pandemia, che ha evidenziato i molteplici gap del settore sanitario del nostro Paese, e all’attuale conflitto in Ucraina, con i relativi aumenti dei costi energetici e la carenza delle materie prime, quali saranno le ricadute che tali stravolgimenti potranno avere sui sistemi sanitari, socio-sanitari e socio-assistenziali per la presa in carico delle persone con disabilità?».

Per tentare di rispondere a questo delicato e complesso quesito, «in presenza di una forte crisi sociale, una situazione che rischia di portare ad una ancora più forte contrazione dei diritti delle persone più fragili e dell’accesso ai sostegni necessari», la stessa ANFFAS ha dato recentemente avvio ad una specifica indagine, curata dalla propria componente lombarda, insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore, «una RICERCA-AZIONE a partire dal contesto attuale, con la necessità non più procrastinabile di modificare un sistema di servizi che prevede un’offerta statica di prassi e prestazioni desuete e cristallizzate. assolutamente non utili al miglioramento della Qualità di Vita delle persone con disabilità». Il tutto, quindi, con l’obiettivo «di creare un nuovo àmbito di intervento che realmente riesca a rispondere alle necessità delle persone con disabilità, andando a fissare uno standard di processo per riconvertire gli attuali servizi semiresidenziali e residenziali in chiave inclusiva e superare così nei diversi contesti, familiari, residenziali ecc. situazioni segreganti o istituzionalizzanti, anche attraverso iniziative che siano in grado di promuovere la progressiva deistituzionalizzazione verso soluzioni dell’abitare possibile per le persone con disabilità ad alta complessità».

Domani, 21 ottobre, e dopodomani, sabato 22, è in programma in presenza a Roma, ma anche online, l’Assemblea Nazionale dell’ANFFAS (se ne legga ampiamente a questo link), e sarà in tale sede che verrà illustrata l’importante indagine, esattamente nella mattinata di sabato 22 (ore 10.30-12.30). 

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Scuola, disabilità e sostegno. Le tempistiche del PEI Piano Educativo Individualizzato

Fonte www.disabili.com – Entro il 31 ottobre le scuole sono tenute a redigere il PEI per il sostegno agli alunni e studenti con disabilità, mentre vengono  posticipate a maggio 2023 le contestate tabelle C e C1. Cosa fare se non viene stilato.

In ambito scuola e sostegno continuano i giorni caldi: si attende infatti un nuovo decreto recante le disposizioni correttive al precedente decreto (il n. 182/2020) riguardante il PEI (Piano educativo Individualizzato) e le correlate linee guida, nonché le modalità di assegnazione delle misure di sostegno agli alunni con disabilità, ai sensi dell’art. 7, comma 2-ter, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66.

Secondo indiscrezioni, pur con alcune correzioni, sembra che tale decreto confermerà in linea di massima la prima versione del DL 182/2020, il quale è stato oggetto di una lunga e tormentata vicenda iniziata con la sua bocciatura da parte del TAR Lazio (sentenza 9795 del 14 settembre 2021), poi annullata dal Consiglio di Stato il 26 aprile di quest’anno.

Ma l’anno scolastico va avanti, e riguardo al PEI ci sono scadenze da rispettare. Il Ministero ha quindi inviato alle scuole una circolare con le istruzioni per la redazione del PEI per l’.s. 2022/2023, nella quale viene indicato come, nelle more dell’adozione del decreto interministeriale emendativo del decreto n. 182 del 2020, le scuole debbano provvedere ad adottare i modelli PEI allegati al decreto 182 (quindi quelli nuovi), che risultano quelli tuttora vigenti, e secondo le consuete scadenze. Il 31 ottobre è la prossima.

Senza entrare in tecnicismi, e rimandando alla lettura completa della nota, segnaliamo che il Ministero ha indicato come nella redazione del PEI da realizzare entro ottobre non si devono ancora compilare le sezioni 11 e 12, inerenti le tabelle C e C1, nelle quali occorre indicare le richieste del fabbisogno di risorse per l’anno scolastico successivo, con riferimento al profilo di funzionamentosu base ICF 8sul quale mancano ancora le linee guida, ndr) e cioè numero di ore di sostegno, di assistenza e di altre risorse necessarie. Nella circolare si precisa che l’indicazione di tali risorse è previsto che avvenga nel Gruppi di lavoro operativi per l’inclusione (GLO) di fine anno, da convocarsi verso maggio 2023 e comunque entro giugno. Solo in quella occasione dovranno essere compilate le sezioni 11 e 12 dei nuovi PEI con le richieste per l’anno scolastico successivo. In una nota di approfondimento di hendylex, a tale proposito viene inoltre segnalato che il numero delle risorse assegnate per quest’anno vanno dettagliatamente indicate nella sezione n° 9 del PEI che deve essere compilata già entro ottobre.

Riteniamo quindi utile fare un piccolo riassunto, per le famiglie, riguardante questo importante documento, che le scuole sono tenute a redigere, rispettando i tempi previsti e il coinvolgimento dei singoli partecipanti.

COS’È IL PEI
Il PEI –Piano Educativo Individualizzato – è il progetto di vita scolastica che deve essere redatto per ciascun alunno e studente con disabilità. Tale documento verrà stilato sulla base del suo profilo di funzionamento (oggi sulla diagnosi funzionale e profillo dinamico funzionale), andando a stabilire gli obiettivi da raggiungere a livello scolastico, e provvedendo i relativi interventi da mettere in campo affinchè lo studente o l’alunno possano raggiungerli.
Si tratta quindi del testo fondamentale per la vita scolastica dell’alunno con disabilità.

CHI REDIGE IL PEI
Il PEI viene redatto dal GLO, che è composto da:
– docenti contitolari o consiglio di classe, compreso l’insegnante di sostegno;
– genitori o di chi esercita la responsabilità genitoriale;
– figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con la classe e con la studentessa o lo studente con disabilità, inclusi i professionisti privati, che la famiglia potrebbe chiedere di far partecipare;
– unità di valutazione multidisciplinare;
– studenti con disabilità (se frequentano la scuola secondaria di secondo grado).

È da sottolineare che, nel caso del passaggio da un grado di scuola all’altro, il Dirigente Scolastico deve prendere accordi con la scuola che successivamente accoglierà l’alunno per garantire la continuità e la presa in carico (trasferendo anche i relativi fascicoli). In questo caso il PEI deve essere realizzato con la collaborazione dei docenti del ciclo precedente.

LE TEMPISTICHE DEL PEI
La redazione del PEI deve seguire le seguenti fasi: 
1)     30 giugno
Entro il 30 giugno deve essere fatta una prima stesura in bozza del PEI, che contenga le indicazioni delle risorse da attivare nel corso dell’estate (insegnante di sostegno, assistenza specialistica, ecc.)
2)     31 ottobre
Entro il 31 ottobre, quindi dopo un periodo di qualche settimana in classe per l’alunno, deve essere stilato il PEI definitivo, completo di ogni sua parte.
Una volta stilato il PEI, la famiglia dell’alunno/studente deve sottoscriverlo e riceverne una copia.

SE IL PEI NON VIENE FATTO?
Nel caso in cui si rilevassero violazioni nel percorso di stesura del PEI, la famiglia può inoltrare diffida al Dirigente Scolastico perché convochi il GLO per la redazione del Piano.
Se invece non vengono attivate le ore di sostegno previste, segnaliamo che è ancora attiva l’iniziativa dell’ANIEF, “Sostegno, non un’ora di meno!“, al quale le famiglie possono rivolgersi per ricorrere contro l’assegnazione di un monte ore inferiore a quello previsto.