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Archivio giornaliero 16 Ottobre 2017

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DISABILITÀ E ABBANDONO: “SCELGO LA MORTE E VI LASCIO L’AMORE”

Fonte comunicato stampa Fish – Quando una persona con una fortissima voglia di vivere, protagonista di un lungo e straordinario  impegno civile, lucidissima, ragionevole ed obiettiva decide di porre fine alla sua esistenza con dignità e determinazione, l’impatto sulle coscienze non può che essere sconvolgente. Lo è per chiunque, ma lo è ancora di più per il movimento delle persone con disabilità, visto che Loris Bertocco era uno di noi. Loris, veneziano, prima tetraplegico poi cieco, al termine di una disperata battaglia ha preso la via, già percorsa da altri, della Svizzera scegliendo di porre fine alla propria esistenza in modo assistito.

“Proprio perché amo la vita credo che adesso sia giusto rinunciare ad essa vista la sofferenza gratuita sia fisica che spirituale.”

Ma, coerente fino all’ultimo con un impegno civile che ha vissuto da protagonista per anni, ha lasciato un lungo memoriale, una testimonianza che Loris spera possa “scuotere un po’ di coscienze ed essere di aiuto alle tante persone che stanno affrontando ogni giorno un vero e proprio calvario.”

La vicenda umana di Loris, l’esito della sua esistenza rappresenta una sconfitta ma anche una denuncia fredda ed impietosa dell’abbandono e della solitudine che troppe persone con disabilità vivono nel nostro Paese. Uno scenario in cui istituzioni lente, amministrazioni sorde, politiche inadeguate e distratte, le persone con gravi necessità di supporti intensivi non trovano risposta e, assieme alle loro famiglie, sono costrette all’isolamento e alla perdita della stessa dignità umana. Nelle ultime parole di Loris troviamo puntuali e non rancorosi resoconti di disagio, difficoltà, ostacoli, porte chiuse, sostegni rifiutati. Responsabilità che verosimilmente rimarranno, ancora una volta, anonime, anche di fronte ad una morte annunciata.

Che non sarà né la prima, né l’ultima se questa vicenda non contribuirà a scuotere le coscienze come Loris sperava.

Chi ricopre un ruolo politico o istituzionale, chi è responsabile dei servizi legga il memoriale di Loris e tragga da questa tragica lezione un insegnamento: non siamo una voce di costo, ma persone con dignità umana e con il diritto a vivere in modo non umiliante. E questo diritto umano non si garantisce a parole, ma con un costante e concreto impegno. Da subito.

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INSEDIATO L’OSSERVATORIO NAZIONALE DISABILITÀ: ECCO COMPITI E SCENARI

fonte – superabile.it – ROMA – Roberto Speziale, presidente nazionale Anffas, riferisce sull’incontro di insediamento, presso il ministero del Lavoro. “Compito principale sarà verificare l’applicazione della Convenzione, ma anche mettere in pratica le prescrizioni rivolte dall’Onu all’Italia dopo la prima consultazione. Io credo che Osservatorio debba anche verificare leggi su disabilità, approvate e da approvare”.

Si è insediato ufficialmente ieri, presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il nuovo Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità, alla presenza dei rappresentanti delle associazioni, dei sindacati, dell’Inps delle istituzioni locali e nazionali. Al tavolo, anche il ministro Poletti, il sottosegretario Biondelli, il direttore generale Tangorra. “Si sono innanzitutto svolte le formalità relative all’insediamento – ci riferisce Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas – ma abbiamo anche iniziato a ragionare sugli scenari su cui lavorare. Ci è stato innanzitutto confermato che il Programma biennale d’azione, approvato ormai da tempo dalla Conferenza nazionale di Firenze e poi dalla Conferenza unificata, dovrebbe essere già alla firma del presidente della Repubblica, quindi sarà emanato entro pochi giorni. È per noi questo un aspetto fondamentale, perché il Programma è la traccia su cui, nel corso del nuovo mandato, concentrare il nostro lavoro per dare concreta attuazione ai principi della Convenzione Onu”.
 
L’orientamento del nuovo Osservatorio, infatti, indicato dal presidente del Comitato scientifico Pietro Barbieri, è infatti proprio quello di “restare fortemente ancorato al paradigma della Convenzione Onu – riferisce ancora Speziale – e quindi a un modello basato su diritti umani e qualità della vita delle persone con disabilità. Barbieri – continua Speziale – ha inoltre posto in risalto la necessità che il nostro sistema impari a riconoscere tutte le forme di discriminazione di cui le persone con disabilità sono ancora destinatarie, per poi rimuoverle con azioni di sistema. La Convenzione Onu insomma, deve essere strumento culturale prima ancora che dettato normativo”.
 
E proprio monitorare l’applicazione della Convenzione è il compito principale dell’Osservatorio, come pure quello di “proporre modelli – aggiunge Speziale – e individuare nuove modalità perché la vita materiale delle persone disabili migliori e veda garantiti i diritti. A tal proposito, il ministro Poletti ha assicurato che, fino all’ultimo giorno del suo mandato, continuerà a piantare un albero ogni volta che lo riterrà produttivo, a prescindere dal fatto che i frutti possa coglierli direttamente lui o le generazioni future”. Particolarmente significativa è stata per Speziale la presenza di un rappresentante del Cidu (Comitato interministeriale per i diritti umani), che “ha posto l’accento su come migliorare i rapporti tra l’Italia e gli organismi che all’Onu si occupano di monitoraggio e applicazione della Convenzione stessa”.
 
Per quanto riguarda la situazione attuale, “è emerso come al momento le condizioni e la qualità della vita delle persone con disabilità in Italia non sia ottimale: le leggi sono spesso all’avanguardia, ma fanno fatica a essere esigibili e rendere concretamente agevole la vita quotidiana delle persone con disabilità, che continuano a segnalare difficoltà nell’accesso ai servizi, atteggiamenti discriminatori o di emarginazione e segregazione”.
 
Il nuovo Osservatorio si è insediato in un contesto politico e normativo profondamente mutato rispetto al passato, con diverse leggi sulla disabilità approvate (Dopo di noi, autismo…) o in discussione (riconoscimento del caregiver, riconoscimento Lis, barriere architettoniche). “personalmente, ho sottolineato proprio questo aspetto – ci riferisce Speziale – segnalando che compito dell’’Osservatorio dovrebbe essere anche quello di verificare che le leggi approvate o da approvare siano in linea con i principi della Convenzione e gli interessi delle persone con disabilità. Questo naturalmente – precisa Speziale – senza interferire con le potestà parlamentari. A questo proposito però la linea ministeriale è prudente: è stato infatti osservato che i compiti dell’Osservatorio non gli conferiscono questo potere e questo ruolo. Io però, personalmente, continuo a credere che questa funzione dell’Osservatorio sarebbe fondamentale. Intanto – conclude Speziale – c’è un compito fondamentale a cui l’Osservatorio dovrà assolvere: verificare come dare attuazione alle prescrizioni rivolte dall’Onu all’Italia, all’esito della prima consultazione: le prescrizioni sono tante, molte condivisibili altre da chiarire: ma avendo l’Itaia siglato anche il protocollo opzionale, oltre al testo della Convenzione, è certo che queste prescrizioni non potrà ignorarle, ma dovrà in qualche modo recepirle. Ed è questo uno dei compiti che ci attende”.