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Archivio annuale 2020

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“Nuovo” Welfare in Calabria

Giorno 9 Ottobre 2020 Alle Ore 17:00 Presso Il Centro Di Eccellenza Di Corigliano-Rossano (Area Urbana Corigliano), si terrà la Conferenza: il “Nuovo” Welfare In Calabria, tra le associazioni del terzo settore e le istituzioni locali e regionali, per la definizione dei Piani Di Zona e Della Solidarietà Sociale.

La Conferenza è cosi strutturata:
Prevede una relazione introduttiva esposta da Antonio Gioiello componente del Coordinamento Ets Co.Ro – Presidente Dell’associazione Mondiversi Onlus
Interverranno di seguito:
Il Sindaco Del Comune Di Corigliano-Rossano – Flavio Stasi
L’assessore Alla Cultura E Alla Solidarietà Del Comune Di Corigliano-Rossano – Donatella Novellis
La Dirigente Del Settore Politiche Sociali Della Regione Calabria – Saveria Cristiano
La Responsabile Del Settore Politiche Sociali del Comune Di Corigliano-Rossano – Tina De Rosis
Coordinatrice Ets Co.Ro e Presidente Anffas Di Corigliano-Rossano – Marinella Alesina
Concluderà la Conferenza l’intervento dell’Assessore Regionale Alle Politiche Sociali e Per La Famiglia – Gianluca Gallo
La Conferenza è aperta a tutte le associazioni e gli enti del terzo settore, alle forze politiche ed istituzionali, ai sindacati, agli operatori sociali e sanitari del territorio, agli operatori delle scuole del territorio. Nel rispetto delle regole sulla prevenzione e della diffusione del covid-19, bisognerà presentarsi con mascherina ed osservando la distanza di un metro dagli altri.
Chiunque volesse prenotarsi per partecipare potrà inviare un messaggio sulla pagina Facebook “Coordinamento Enti Terzo Settore – CO.RO” contenente il proprio nominativo, l’Ente di appartenenza ed un contatto telefonico, entro e non oltre le ore 17:00 di giovedì 8 Ottobre.
COORDINAMENTO CO.RO.

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Covid, le ricadute sociali: “Disabili abbandonati dallo Stato”

Fonte www.superabile.it – In Commissione Affari Sociali alla Camera audizioni dei rappresentanti di alcune realtà associative. Squillaci (Fict): “Grandi sofferenze per chi ha fragilità emotive.

“Il costo pagato dai disabili e dai loro caregiver durante la pandemia è stato altissimo”. Lo dice, in audizione in Commissione Affari Sociali alla Camera dei deputati, Sofia Donato, rappresentate del Comitato Caregiver “Comma 255”. “Siamo stati abbandonati a noi stessi, l’assenza dello Stato ha pesato non solo sulle persone con disabilità, ma anche sulle loro famiglie. Lo stato emergenziale ha messo in luce quanto il sistema italiano, in fatto di disabilità, sia fallace e quanto sia necessario, proprio in questo particolare momento storico, cambiarlo. Perché non può essere la famiglia a sostituirsi allo stato in fatto di diritti”.

Pesanti le ricadute anche sui minori e sugli anziani, come riportato da Luciano Squillaci, rappresentante di Fict, Federazione Italiana comunità terapeutiche: in particolare, durante il periodo del lockdown, i casi di violenza domestica su minori sono aumentati in modo significativo. “La difficoltà maggiore riscontrata è stata la solitudine. Persone con una fragilità emotiva elevata hanno sofferto l’abbandono, la mancanza di dialogo. La ripartenza stessa è stata difficile, in molti faticano a tornare alla normalità”.

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Registro Unico, decreto firmato

Fonte www.vita.it – La ministra Nunzia Catalfo ha firmato il decreto attuativo del Registro unico nazionale del Terzo Settore (Runts). ll decreto verrà trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione, dopo la quale sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni dello scorso 10 settembre, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, ha firmato il decreto attuativo del Registro unico nazionale del Terzo Settore (Runts). Lo comunica il Ministero. «Si tratta di un passo avanti decisivo per l’attuazione della riforma», ha commentato il Ministro.

Il decreto verrà ora trasmesso alla Corte dei Conti per la registrazione, dopo la quale sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Alla Corte dei Conti è anche il Dpcm che dà corpo alla riforma dell’istituto del 5 per mille, firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte a luglio.

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La prof.ssa Marinella Alesina designata Portavoce del coordinamento Enti Terzo Settore CO.RO

Le associazioni del comune di Corigliano Rossano continuano a sollecitare l’avvio della riforma del welfare in Calabria e la definizione del Piano di Zona promuovendo azioni di cittadinanza attiva al fine di operare tutti per l’interesse comune. Per tale scopo si è costituito il coordinamento Co.Ro, aperto a tutte le associazioni e gli enti che vorranno aderire, con l’obiettivo di collaborare e partecipare alla redazione e definizione dei Piani Sociali, Sociosanitari e dei Piani di Zona. 

Le associazioni Mondiversi onlus, Anffas Onlus Corigliano, Ari@nuova, Auser Corigliano, Mondidonna, A.G.S.S., Ada di Corigliano, Musica Oltre le Barriere, Tendiamo le Mani, Michea, la Cooperativa Sociale Solidale, la Cooperativa Sociale La Silva, la Cooperativa Sociale Serena, la Cooperativa Sociale Sinergie, la ProLoco di Corigliano hanno inteso dare vita a questo coordinamento designando quale portavoce la prof.ssa Marinella Alesina.
Molte le preoccupazioni emerse nel corso della prima riunione del coordinamento:
il notevole ritardo nell’avvio del percorso di definizione del Piano di Zona dell’ambito territoriale di Corigliano Rossano, previsto dalla legge 23 del 2003 e dal Regolamento Regionale n. 22 del 25 novembre 2019 rischia di compromettere i servizi esistenti (con ricadute negative sulla qualità dei servizi e sulla tenuta dei livelli occupazionali), di pregiudicare la costruzione di un welfare territoriale efficace e di impedire una adeguata e fattiva partecipazione del Terzo Settore.
Il Piano di Zona dovrà garantire i livelli essenziali di assistenza, integrare la rete del sistema sociale con quello sanitario e della formazione, progettare prioritariamente gli interventi di prevenzione, di comunità e di tipo domiciliare, e doveva essere redatto entro il 30 giugno 2020.
Ad oggi invece non è noto il termine entro il quale il Piano va redatto ed approvato in caso di proroga, non è noto il fabbisogno sociale del nostro ambito territoriale, non è noto l’ammontare complessivo dei finanziamenti disponibili, oltre il riparto regionale che ha assegnato all’ambito di Corigliano Rossano euro 1.204.176,65.
Le associazioni si sono soffermate inoltre sulla Riforma del Terzo Settore che disegna nuovi ambiti di partecipazione e rappresentanza.
Il Coordinamento, nel confermare la massima disponibilità ad una positiva collaborazione ed in attesa di un incontro con l’Amministrazione Comunale, promuoverà nei prossimi giorni una iniziativa pubblica aperta alle Istituzioni, alle forze politiche, sociali, culturali, di categoria e alla Città al fine di avviare una discussione ampia e libera sul welfare che vogliamo.

COORDINAMENTO ENTI TERZO SETTORE
CO.RO
Corigliano Rossano 2 settembre 2020
La portavoce
Marinella Alesina 

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Come dovrà essere il nuovo Piano Educativo Individualizzato

Fonte www.superando.it – In questi giorni la FISH ha presentato in sede ministeriale un proprio ampio documento di “Considerazioni sulla bozza di Linee Guida per la compilazione del nuovo PEI”, il Piano Educativo Individualizzato riguardante gli alunni e le alunne con disabilità di ogni ordine e grado di scuola. Tra i punti ritenuti imprescindibili dalla Federazione, vi è la verifica di fine anno del PEI, con la proposta del sostegno didattico, dell’assistenza di base e di quella per l’autonomia e la comunicazione, nonché la necessità di rendere co-protagonisti i genitori nelle varie scelte.

Con l’approvazione del Decreto Legislativo 66/17 sull’inclusione scolastica e del successivo Decreto Legislativo correttivo del precedente 96/19, il PEI (Piano Educativo Individualizzato) degli alunni e delle alunne con accertata condizione di disabilità di ogni ordine e grado di scuola è divenuto sostanzialmente parte integrante del progetto individuale di cui all’articolo 14 della Legge 328/00. Per questo la redazione del PEI ha subito una serie di modifiche rispetto alla normativa precedente, formalizzate ora dal Ministero dell’Istruzione in una bozza di Linee Guida, che è stata attentamente esaminata dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e dalle varie organizzazioni ad essa aderenti.
In questi giorni, dunque, la Federazione ha proposto alla Consulta dell’Osservatorio Ministeriale Permanente sull’Inclusione, nonché al Comitato Tedcnico-Scientifico dell’Osservatorio stesso, un proprio ampio documento di Considerazioni sulla bozza di Linee Guida per la compilazione del nuovo PEI, «esplicitando – come si legge nella parte introduttiva – una serie di rilievi, specie laddove con queste bozze di Linee Guida sembrano introdursi elementi del tutto contrastanti o comunque assolutamente nuovi rispetto ai modelli di PEI», oltreché «facendo seguire specifiche osservazioni e spesso proponendo anche una già ben determinata soluzione».

Rimandando i Lettori alla consultazione integrale del documento prodotto dalla FISH (disponibile a questo link), vale la pena menzionare in questa sede quanto sottolineato da Vincenzo Falabella, presidente della Federazione, ovvero «i tre punti che riteniamo assolutamente da modificare, imprescindibili per poter fornire un parere positivo a queste bozze di Linee Guida, perché ritenuti centrali per l’attuazione di un innovativo sistema di inclusione, che non perpetui alcune dinamiche che hanno dato prova di poca efficacia ed efficienza nell’intervento inclusivo».
Si tratta rispettivamente «della necessità della verifica di fine anno del PEI, con la proposta sia del sostegno didattico, sia dell’assistenza di base e di quella per l’autonomia e la comunicazione; della necessità di rendere co-protagonisti i genitori in tali scelte; di quella, infine, di superare il concetto stesso di esonero da una o più materie degli alunni e alunne con disabilità, nonché di svolgere attività, per loro, che siano esterne alla classe». Questo, ricorda Falabella, «per non lasciare mai più alcuno spazio a rischi di discriminazione, esclusione e negazione delle pari opportunità».

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Guida aggiornata delle agevolazioni fiscali per persone con disabilità.

Per le persone con disabilità e i loro familiari sono previste numerose agevolazioni fiscali.

Tra queste, quelle relative all’acquisto di veicoli, la detrazione delle spese sostenute per gli addetti all’assistenza o per l’eliminazione delle barriere architettoniche, le agevolazioni per i non vedenti e per i sordi, quelle sugli acquisti degli ausili tecnici e informatici.

Per approfondire consulta la Guida alle agevolazioni fiscali per persone con disabilità.

Scarica qui.

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Anffas si rivolge al Premier Conte per il rispetto dei diritti delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e delle loro famiglie

Fonte www.anffas.net – “La pandemia in atto ha messo ulteriormente in risalto problemi vecchi e nuovi, mettendo le persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo ed i loro familiari in una situazione di estrema difficoltà.

Il modello dei servizi, basato su un approccio meramente protezionistico, non è stato in grado di rispondere ai reali bisogni delle persone con disabilità né minimamente di adattarsi alle nuove ed emergenti necessità, derivanti dall’emergenza sanitaria.

Le strutture associative sono state lasciate da sole a combattere la difficilissima battaglia contro la pandemia nonché nel rispondere, comunque al meglio delle proprie possibilità, alle esigenze delle proprie persone e delle proprie famiglie”.

Sono questi alcuni dei primi punti evidenziati nella mozione elaborata, approvata e firmata dall’intera Assemblea Nazionale Anffas – svoltasi il 3 luglio u.s. in modalità online – che è stata inviata questa mattina al Premier Conte a cui Anffas si è rivolta per “ribadire che non è più possibile attendere oltre rispetto alle tante criticità, aggravate dalla pandemia in atto, che si trascinano irrisolte ormai da troppo tempo”.

“La pandemia non ha fatto altro, infatti, che portare ai livelli massimi quanto Anffas da sempre denuncia, ossia che le persone con disabilità, in particolare intellettive e con disturbi del neurosviluppo, le loro famiglie e le tante associazioni e federazioni che le sostengono e supportano ogni giorno (supplendo alle mancanze delle Istituzioni competenti), sono lasciate da sole ad affrontare tutte le gravi difficoltà con cui si interfacciano”.

Il “Covid-19” ha evidenziato in maniera netta e palese un sistema che non funziona, che non è in grado di prendersi cura e carico dei cittadini con disabilità e dei loro familiari, un sistema ancorato a vecchi paradigmi e sistemi di protezione che non rispecchiano quanto indicato dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che ricordiamo essere legge in Italia da più di dieci anni.

“Dopo tutto quello che le nostre persone, le nostre famiglie e le nostre associazioni hanno patito in questi lunghi mesi” dichiara Roberto Speziale – presidente nazionale di Anffas – “le famiglie sono allo stremo e le persone con disabilità stanno perfino rischiando di regredire, vanificando anni ed anni di duro lavoro; non sono più accettabili ritardi nel dare concreta attuazione alle tante leggi che Anffas ha contribuito a far emanare e non si può consentire che, ai vari livelli, ci sia addirittura un minimo parziale utilizzo, se non addirittura cattivo utilizzo, delle risorse (poche) che con grande impegno e fatica si riesce comunque a far allocare sui vari fondi e capitoli di spesa: le persone con disabilità ed i loro familiari, anche nel momento di massima emergenza sanitaria, sono stati completamente abbandonati. Per questo l’Assemblea Nazionale Anffas ha lanciato un forte appello affinché questa situazione non abbia mai più a ripetersi, tenendo conto anche della situazione di imprevedibilità ed incertezza dovuta all’andamento del virus”.

“Le persone con disabilità sono cittadini a tutti gli effetti e hanno gli stessi diritti degli altri, anzi, proprio grazie alla Convenzione ONU, devono essere ancora più tutelate e poste in condizioni effettive di pari opportunità. Con questa mozione Anffas Tutta chiede quindi al Presidente del Consiglio, anche alla luce del fatto che ha mantenuto su di sé la delega alla disabilità, di farsi garante in merito alla concreta ed omogena attuazione delle tante, tantissime leggi, troppo spesso in larga parte inapplicate”.


“Nella mozione tra l’altro Anffas chiede che: si metta finalmente mano all’emanazione dei LEP (Livelli essenziali degli interventi e delle prestazioni sociali), con un apposito finanziamento statale di almeno 5 miliardi a cui si aggiunge altrettanta somma già in atto messa a disposizione da Regioni ed Enti Locali; si provveda all’innalzamento delle indennità e delle pensioni per le tutte le persone con disabilità, tali da superare almeno la soglia di povertà; si adotti urgentemente una legge che riconosca e sostenga il ruolo dei caregiver familiari; si predisponga un’apposita legge che abroghi gli istituti dell’interdizione e dell’inabilitazione, previo rafforzamento della legge sull’amministrazione di sostegno; si adotti un nuovo sistema di riconoscimento e valutazione e definizione di disabilità e di persona con disabilità (abrogando ogni altra obsoleta dicitura); si provveda a realizzare una idonea rete di infrastrutturazione sociale e norme atte a sostenere il diritto delle persone con disabilità ad ottenere il proprio progetto individuale e personalizzato di vita ed il proprio “budget di progetto/salute”; si provveda a garantire anche alle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo il diritto al voto supportato in cabina ed i giusti sostegni nei processi decisionali, anche supportati, nonché informazioni accessibili in formato facile da leggere e da capire”.

“Queste sono solo alcune delle richieste contenute nella mozione assembleare di Anffas. Un libro dei sogni? Forse si, ma solo se chi governa vuole continuare a consentire che le tante leggi che abbiamo citato possano continuare ad essere, ai vari livelli, ignorate, non applicate o applicate male; solo se si vuole continuare ad emarginare, segregare e negare diritti, mentre si proclama il contrario; solo se non si vuole fare tesoro della terribile esperienza che milioni di cittadini con disabilità e non autosufficienti hanno vissuto e stanno vivendo”.

Per questo l’auspicio di Anffas è che le “richieste non cadano nel vuoto o restino su carta perché le leggi a cui fanno riferimento sono reali e perché reali sono le persone con disabilità, le loro famiglie, gli operatori, le associazioni”.

“Siamo fiduciosi, auspichiamo che il nostro appello venga ascoltato e siamo sempre pronti e disponibili, come abbiamo sempre fatto nei nostri ormai 62 anni di vita associativa, a fornire in tutte le sedi ed a tutti i livelli la nostra massima collaborazione”.

“Allo stesso tempo però” conclude il presidente “siamo anche pronti a lottare in caso non vedessimo cambiamenti, perché delle parole e delle promesse non ce ne facciamo più nulla, non siamo più disposti ad aspettare e a vedere soffrire le nostre persone e le nostre famiglie e perché, come già ribadito in occasione della nostra Assemblea Nazionale, è necessario fare “prove di futuro” di un futuro che non si limiti a ripristinare la situazione ante-pandemia ma che contribuisca a costruire un nuovo welfare partendo da un modello di sviluppo equo, inclusivo e sostenibile, così come indicato anche dalle Nazioni Unite negli Obiettivi 2030 e dove finalmente i diritti delle persone con disabilità ed i connessi servizi siano resi, a tutti i livelli, concretamente esigibili e considerati a tutti gli effetti livelli di intervento e servizi essenziali inderogabili da garantire in modo omogeneo sull’intero territorio nazionale”.

La mozione inviata al Premier Conte è disponibile qui.