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AUTISMO, LA PATOLOGIA CON IL PIÙ ALTO TASSO DI CRESCITA IN 40 ANNI

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AUTISMO, LA PATOLOGIA CON IL PIÙ ALTO TASSO DI CRESCITA IN 40 ANNI

repubblica.it – Un impegno della Fondazione Renato Piatti Onlus da mettere in pratica subito: sviluppare nuovi servizi dedicati all’autismo, affinchè sempre più bambini possano accedere a programmi di intervento qualificati. La campagna “Mio piccolo principe, non sarai più solo!” alla quale si può contribuire con un sms o con una chiamata da rete fissa al 45506 fino al 12 maggio prossimo.

VARESE – Il progetto della Fondazione Renato Piatti onlus nasce due anni fa e sta ormai per vedere la luce. Secondo i programmi, il nuovo centro di Fondazione Piatti per minori con disturbi dello spettro autistico aprira? i battenti prima dell’estate. Avrà la medesima impronta di un altro centro che la fondazione gestisce a Milano da tre anni e farà tesoro di 16 anni di esperienza nel prendersi cura di persone con disabilità intellettiva e relazionale di tutte le età: 380 ospiti, a fine 2015, di cui 112 con disturbi dello spettro autistico (quasi il 30%), 85 dei quali minori.

Di cosa si parla quando si parla di autismo. Crescere e imparare non è scontato per i bambini con autismo. Per apprendere anche un singolo gesto, come indicare un oggetto con un dito o lavarsi le mani, un bambino autistico ha bisogno di essere  continuamente abilitato. Purtroppo sono ancora ignote le cause della patologia, manca quindi la possibilità di una terapia. Inoltre esistono “tanti autismi”, per le diverse e uniche manifestazioni con cui questo disturbo si presenta. Solo interventi personalizzati, precoci e intensivi, che coinvolgano i familiari, la scuola e la società adulta, consentono di migliorare molte delle aree di sviluppo dei bambini con autismo, cambiando il loro futuro e quello delle loro famiglie.

In Italia ne soffre un bambino su 160. Dati recenti mostrano che in Italia vi sono 100 mila bambini e adolescenti con autismo. Ne soffre un bambino ogni 160 (fonte: Organizzazione Mondiale della Sanità) e i maschi sono i più colpiti: 4 volte più delle femmine, senza differenza tra le varie etnie e condizioni sociali. Secondo il Centers for disease control and prevention (organismo di controllo sulla sanità pubblica degli Stati Uniti), l’autismo colpisce un bambino statunitense su 68, con tasso di incremento cresciuto di 10 volte negli ultimi 40 anni. Dati che mostrano come l’autismo sia la disabilità con il maggiore fattore di crescita.

Cinquecentomila famiglie coinvolte. In Italia a confrontarsi quotidianamente con il problema dell’autismo sono circa 500 mila famiglie, ma alcune fonti citano numeri più elevati. La discordanza è dovuta alla difficoltà nella diagnosi precoce: il problema si manifesta con un complesso di comportamenti che possono confondersi con altre sindromi neuropsicologiche e talvolta i sintomi non vengono facilmente identificati in modo corretto dal pediatra o dal neuropsichiatra. A tutt’oggi non è possibile definire un’attendibile ipotesi unificante sulle cause dell’autismo. I dati rilevati dalle varie ricerche non sono in contraddizione tra loro, ma suggeriscono che non si debba pensare a “una causa” dell’autismo, ma a complesse catene causali di eventi in ambito neurobiologico che, combinati l’uno dopo l’altro, sfociano in questo disturbo come a una “via finale comune” di diverse patologie.

Non si guarisce di autismo, ma non si muore. L’autismo non è solo infantile, ma dura tutta la vita e, malgrado l’autismo, anche attraverso di lui si diventa grandi. I bimbi con autismo saranno adolescenti, giovani, adulti, anziani con autismo. E’ dunque una disabilità psichica che va  affrontata in un’ottica che abbracci il ciclo di una vita.

L’approccio della Fondazione Renato Piatti. “Prima le persone poi gli autismi, questo è l’approccio, che è poi quello della nostra casa madre Anffas – dice Cesarina Del Vecchio, Presidente di Fondazione Renato Piatti onlus – per i valori e la missione che animano la Fondazione, non possiamo far altro che pensare e guardare all’autismo come una modalità diversa di affrontare e incorporare il mondo, e in quanto tale “né giusta, né sbagliata”, ma unica. E’ una condizione da riconoscere, sostenere e attrezzare per una vita che sia il più possibile di qualità. La nostra attenzione agli autismi conferma ancora una volta la nostra grande attenzione alla persona, prima che alla disabilità”.

La breve storia di Paolo. Paolo, il protagonista del nostro spot, è un bambino di 8 anni. E’ ospite del centro per l’autismo di Fondazione Piatti a Milano da un anno e mezzo, tre pomeriggi a settimana, mentre al mattino frequenta la terza classe della scuola elementare. Paolo ha un buon livello di funzionamento, usa il linguaggio in modo appropriato (“a casa addirittura esagera e ci sommerge con le parole”, dice il papà) ma ha difficoltà di relazione con gli altri e vive con grande ansia i momenti di snodo della giornata, provando molto disagio nelle attese.

Progressi significativi. “Il suo percorso sta mostrando progressi significativi – dice il papà – e questo ci conforta. Qualche anno fa, forse, non avremmo scommesso sulle sue risorse ma oggi sì. Sappiamo che molti altri bambini con autismo partono con maggiori svantaggi rispetto a Paolo, ed è pensando a tutti loro che abbiamo acconsentito con piacere a questa iniziativa”. Il piccolo Paolo, al di là del consenso dei genitori, ha liberamente accettato di “giocare” con noi durante le riprese. Eseguire consegne, d’altra parte, rientra nella sua “tabella delle attività” e lui lo ha fatto davvero bene. Il suo sguardo tenero e profondo ha colpito tutti e speriamo che possa bucare il video così come è avvenuto dal vivo.

Gli ambasciatori della Campagna. Fondazione Piatti ringrazia i tanti ambasciatori che in diversi modi stanno dando supporto alla campagna di comunicazione: Violante Placido, Tessa Gelisio, Mary Sarnataro, Raphael Gualazzi, Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Cristian Cocco, Margherita Zanatta, Paola Marella, Francesca Lancini, Elena Mearini e altri ancora.

A proposito di Fondazione Renato Piatti onlus. Fondazione Renato Piatti onlus è stata costituita nel 1999 a Varese per volontà di alcuni soci della locale Anffas (Associazione Nazionale Famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale) allo scopo di progettare, realizzare e gestire servizi a favore delle persone con disabilità intellettiva e relazionale e delle loro famiglie. Gestisce 15 unità di offerta nelle province di Varese e Milano, tutte accreditate presso Regione Lombardia, nelle quali si prende cura di circa 400 persone di tutte le età, grazie all’impegno di oltre 450 tra operatori e volontari.

I centri. Nelle 15 unità di offerta della Fondazione si va dalla riabilitazione intensiva con i bambini (Centro Riabilitativo Semiresidenziale – CRS – Besozzo), con un focus sull’autismo e sui disturbi pervasivi dello sviluppo (Centro Terapeutico Riabilitativo Semiresidenziale – CTRS – Milano), all’intervento in comunità per minori con disagio (Comunità Terapeutica – CT – Fogliaro -Varese), all’assistenza alla persona disabile anziana (Residenze
Sanitarie assistenziali per persone con Disabilità – RSD – San Fermo-Varese e Sesto Calende). Per adolescenti e adulti vengono offerte le soluzioni dei centri diurni e residenziali (comunità alloggio), dislocati a Varese, Besozzo, Sesto Calende, Busto Arsizio e Melegnano.

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