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Autorità Garante per i diritti delle persone con disabilità, Anffas: “Una pietra miliare per garantire maggiore esigibilità dei diritti delle persone con disabilità e loro familiari”

Fonte www.anffas.net – L’Autorità, prevista dalla legge delega 227/21, è stata definita con il decreto attuativo n. 20 del 5 febbraio 2024. L’ufficio è stato reso operativo dal 1° gennaio 2025. Si tratta di un organismo collegiale ed autonomo amministrativamente, non sottoposto a subordinazioni gerarchiche con sede a Roma.

L’atto di nomina è stato firmato dai Presidenti di Senato e Camera chiamando a ricoprire tale importante ufficio per il prossimo quadriennio l’Avv. Maurizio Borgo, che assume anche la Presidenza, e il Prof. Francesco Vaia e il Dott. Antonio Pelagatti, che andranno a comporre l’ufficio.

Tra le principali competenze e prerogative spiccano:

  • vigilanza sul rispetto dei diritti e sulla conformità alle norme e ai princìpi stabiliti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e dagli altri trattati internazionali dei quali l’Italia è parte in materia di protezione dei diritti delle persone con disabilità, dalla Costituzione, dalle leggi dello Stato e dalle fonti subordinate nella medesima materia;
  • contrasto dei fenomeni di discriminazione diretta e indiretta o di molestie in ragione della condizione di disabilità e del rifiuto dell’accomodamento ragionevole (di cui al successivo art. 5, comma 2);
  • promozione dell’effettivo godimento dei diritti e delle libertà fondamentali delle persone con disabilità, su base di eguaglianza con gli altri, anche impedendo che esse siano vittime di segregazione;
  • raccolta delle segnalazioni provenienti dalle persone con disabilità, da chi le rappresenta, dai familiari e dalle associazioni e dagli enti legittimati ad agire in difesa delle persone con disabilità, individuati ai sensi dell’articolo 4 della legge 1°marzo 2006, n. 67 riguardante le misure di tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazione, essendo legittimato ad agire a tutela dei diritti delle persone con disabilità le associazioni e gli enti individuati con apposito decreto del Ministro per le pari opportunità, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali;
  • lo svolgere verifiche, d’ufficio o a seguito di segnalazione, sull’esistenza di fenomeni discriminatori;
  • il richiedere alle amministrazioni e ai concessionari di pubblici servizi di fornire le informazioni e i documenti necessari allo svolgimento delle funzioni di sua competenza, prevedendo che i soggetti interpellati rispondano entro 30 giorni; in caso contrario, il Garante può chiedere l’ordine di esibizione dei documenti dal Presidente del Tribunale amministrativo regionale;
  • formulazione di raccomandazioni e pareri alle amministrazioni e ai concessionari pubblici interessati sulle segnalazioni raccolte, anche in relazione a specifiche situazioni e nei confronti di singoli enti, sollecitando o proponendo, anche attraverso l’autorità di settore e di vigilanza, interventi, misure o accomodamenti ragionevoli idonei a superare le criticità;
  • promozione, attraverso rapporti di collaborazione orizzontale e verticale, della cultura del rispetto dei diritti delle persone con disabilità, mediante campagne di comunicazione e informazione, progetti, iniziative e azioni positive, in particolare nelle istituzioni scolastiche, in collaborazione con le amministrazioni competenti per materia;
  • promozione dei rapporti di collaborazione con i garanti e gli altri organismi pubblici comunque denominati a cui sono attribuite, a livello regionale o locale, specifiche competenze in relazione alla tutela dei diritti delle persone con disabilità, in modo da favorire, fatte salve le disposizioni vigenti in materia di trattamento dei dati anche sanitari, lo scambio di dati e di informazioni e un coordinamento sistematico ed efficace per assicurare l’applicazione uniforme dei principi di non discriminazione. Questa funzione dovrà essere esercitata secondo il principio di differenziazione, tenendo conto, dunque, delle differenze dei modelli di assistenza organizzati sui diversi territori;
  • in accordo con l’articolo 4.3 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, assicura forme di consultazione sui temi affrontati, sulle campagne e sulle azioni con le organizzazioni e le associazioni rappresentative delle persone con disabilità nell’ambito della tutela e della promozione dei diritti delle persone con disabilità; 
  • trasmissione annuale, entro il 30 settembre di ogni anno, di una relazione sull’attività svolta alle Camere, nonché al Presidente del Consiglio dei ministri ovvero all’Autorità politica delegata in materia di disabilità, vale a dire il Ministro per la disabilità;
  • facoltà di visitare, senza necessità di autorizzazione o di preavviso e con accesso illimitato ai luoghi, avvalendosi, ove necessario, della collaborazione di altri organi dello Stato, le strutture che erogano servizi pubblici essenziali di cui alla legge 12 giugno 1990, n. 146 e successive modificazioni e all’articolo 89, comma 2-bis, del D. L. n. 34/2020 (l.n. 77/2020);
  • facoltà di visita degli istituti di cui agli articoli 67 e 67 bis, della legge 26 luglio 1975, n. 354 che detta le norme sull’ordinamento penitenziario e sull’esecuzione delle misure privative e limitative della libertà, con riferimento, rispettivamente, alla visita senza autorizzazione degli istituti penitenziari da parte di soggetti politici o dell’ordinamento giudiziario, e alla visita delle camere di sicurezza;
  • agire e resistere in giudizio a difesa delle proprie prerogative con il patrocinio dell’Avvocatura dello Stato;
  • competenza nel definire e diffondere codici e raccolte delle buone pratiche in materia di tutela dei diritti delle persone con disabilità nonché di modelli di accomodamento ragionevole;
  • collaborazione con gli organismi indipendenti nazionali nello svolgimento dei rispettivi compiti.

Il Garante si dovrà consultare, con cadenza almeno semestrale sull’esercizio delle proprie funzioni, con le federazioni maggiormente rappresentative delle persone con disabilità e dovrà garantire forme di concertazione in relazione alle specifiche attività di competenza. Inoltre, dovrà operare in collaborazione e stretta sinergia con l’Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità.

Inoltre, è importante evidenziare come la facoltà di visitare, senza necessità di autorizzazione o di preavviso e con accesso illimitato ai luoghi, le strutture che erogano servizi pubblici essenziali di cui alla l. 12 giugno 1990, n. 146 (e successive modificazioni) e all’art. 89, comma 2-bis, del D. L. n. 34/2020 (L. n. 77/2020), e gli istituti di cui agli articoli 67 e 67 bis, della l. 26 luglio 1975, n. 354, conferita all’Autorità Garante per i diritti delle persone con disabilità – anche in collaborazione con il Garante delle persone private della libertà personale – sia di grande rilevanza poiché può contribuire in modo significativo a migliorare gli standard quali/quantitativi di tali importanti unità di offerta promuovendone la transizione in chiave inclusiva e, conseguentemente, contribuire a migliorare la qualità di vita delle persone che ne usufruiscono, prevendendo e contrastando anche fenomeni di segregazione, maltrattamenti ed abusi nonché agire affinché sia sempre garantito il pieno rispetto della loro dignità intrinseca ed estrinseca e sia contrastata ogni forma di discriminazione.

La competenza sul tema, oggi attribuita al Garante nazionale per i diritti delle persone con disabilità, e non più per quanto riguarda le persone con disabilità e le strutture di cui esse fruiscono, solo al Garante nazionale delle persone private delle libertà personali, contribuirà a fare chiarezza su un tema di grande rilevanza, che anche in questi giorni viene da taluni riproposto con un approccio meramente ideologico e del tutto fuorviante. Far passare il messaggio che tutte le strutture semiresidenziali e residenziali siano dei luoghi nei quali, a prescindere, le persone con disabilità vengono segregate, o peggio, rappresenta un approccio frutto di pericolosi preconcetti e foriero di grandi disastri laddove questo messaggio si dovesse tradurre in pratica: le persone con disabilità, infatti, nel rispetto dell’art. 19 della Convenzione Onu hanno il diritto di poter scegliere dove come e con chi vivere, comprese le strutture semiresidenziali o residenziali, senza mai essere costrette ad una specifica sistemazione, contro la propria volontà.

Anffas in tale contesto ha già da tempo espresso con chiarezza la propria posizione che, oggi, viene ribadita e contrasta ogni maldestro tentativo di “generalizzata criminalizzazione” di servizi senza i quali le persone con disabilità, specie quelle a più alta complessità, non avrebbero alcuna possibilità di scegliere di poter vivere al meglio le proprie vite in luoghi adatti alle loro specifiche esigenze, ai loro desideri e alle loro aspettative.

Di contro, se qualcuno avesse evidenze di luoghi, strutture, servizi in cui le persone con disabilità vengono abusate, maltrattate, subiscono violenza o dove non vengono rispettati la propria dignità ed i propri diritti, ha il dovere di segnalarlo a chi di dovere e non “sparare nel mucchio”: anche in questo senso siamo certi che il ruolo del nuovo ufficio del Garante assumerà una funzione centrale.

Al Garante Avv. Maurizio Borgo e ai componenti l’ufficio Prof. Francesco Vaia e Dott. Antonio Pelagatti vanno le congratulazioni ed un sincero augurio di buon lavoro da parte del Presidente Nazionale di Anffas Roberto Speziale e di Anffas tutta.

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GIORNATA INTERNAZIONALE DELLE PERSONE CON DISABILITÀ

ANFFAS: “SÌ AL PIENO PROTAGONISMO DELLE PERSONE CON
DISABILITÀ! SIAMO PERSONE, NON FASCE DEBOLI!”

“Amplificare la leadership delle persone con disabilità per un futuro inclusivo e sostenibile”, questo il tema della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità 2024 che “riconosce l’importante ruolo che le persone con disabilità svolgono nella creazione di un mondo più inclusivo e sostenibile per tutti” e che si pone tra gli obiettivi garantire l’inclusione delle persone con disabilità in tutti gli aspetti della società, aumentare la partecipazione delle persone con disabilità ai processi decisionali, sensibilizzare sui diritti delle persone con disabilità e celebrare i risultati delle persone con disabilità.
I diritti continuano troppo spesso a rimanere su carta, ancora troppi i pregiudizi e gli stereotipi che circondano le persone con disabilità e che si manifestano palesemente nell’uso di parole che offendono e denigrano, che sono rimaste ancorate ad una visione completamente errata della
disabilità e che non rispettano la persona con disabilità per quello che è: una persona!”

Vedere in ogni persona le potenzialità e non i limiti, investire sulle capacità, valorizzare i talenti con la consapevolezza dei propri diritti sono tematiche oggetto dell’incontro di sensibilizzazione che Anffas Corigliano Rossano ha in programma per la mattina del 3 dicembre con gli studenti dell’IIS “ L.Palma” ITI ITG “ Green Falcone-Borsellino, grazie alla disponibilità della Dirigente scolastica, dott.ssa Cinzia D’Amico;
nel pomeriggio, presso la sede in via degli Iris, Schiavonea, nel corso dell’evento un “Te CON” ne parliamo con l’avv. Marinella Grillo, Assessore alla città solidale e alla valorizzazione del patrimonio, dott.ssa Adriana Grispo, Presidente del Rotary club Corigliano Rossano “ Sibarys” e coord.
Educativa Robert F. Kennedy Human Rights per la Calabria, prof. Daniele Garofalo, Presidente del Kiwanis Club Corigliano Calabro.


Area Comunicazione
Anffas Corigliano Rossano

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Stati Generali sulla Disabilità in Calabria

 L’evento organizzato da FISH Calabria e ANFFAS Calabria ha registrato una ottima affluenza sia in presenza con quasi duecento registrazioni che da remoto, consentendo alle due associazioni promotrici di portare a casa i risultati di un confronto concreto anche con le istituzioni regionali deputate a snellire le procedure legate al Dopo di noi e al Progetto di vita.

“Vogliamo tornare a casa con qualcosa che ci dia un futuro. Non vogliamo solo parlare. Il fatto che siamo qui in tanti oggi è già un grande risultato e avere con noi gli interlocutori principali è una conquista enorme. Il confronto dev’essere completo”. Con queste parole Nunzia Coppedé, presidente di FISH Calabria, ha dato il via alla giornata di lavori. Inoltre, in un intervento fuoriprogramma, Coppedé ha ricordato che la giornata è stata dedicata ad Emma Leone, attivista con disabilità grave che ha speso la sua vita per la giustizia.

Gli interventi, coordinati e moderati da Maria Alesina, presidente di ANFFAS Calabria, hanno posto interrogativi concreti sulle reali necessità e gli ostacoli quotidiani che le persone con disabilità, le rispettive famiglie e le associazioni incontrano. Vi è stato uno scambio vivo e costruttivo non solo di opinioni e posizioni, ma anche di impegni futuri con la volontà di fare rete per  consentire l’accesso ai diritti alle persone con disabilità.

Ai saluti istituzionali del sindaco di Lamezia Terme, Paolo Mascaro, ha fatto seguito l’assessora regionale alle politiche sociali, Caterina Capponi, che ha letto il messaggio per la giornata della  ministra per le disabilità, Alessandra Locatelli. “Gli stati Generali della disabilità-si legge nel messaggio- sono una preziosa occasione per fare il punto sulle azioni che ,istituzioni, mondo del terzo settore possono realizzare…….serve un impegno condiviso che coinvolga tutti attraverso un nuovo sguardo per vedere in ogni persona le potenzialità e non i limiti”. I diritti delle persone con disabilità in Calabria  sono stati presentati dall’avv.  Corinne Ceraolo Spurio, del Centro studi giuridici e sociali di ANFFAS Nazionale, in un quadro di riferimento nazionale e regionale. Successivamente lo psicologo Matteo Romio  ha presentato i risultati dell’indagine Le persone con disabilità dicono… promossa dalle due associazioni organizzatrici. Hanno poi preso la parola, facendo il punto sulla situazione in essere in merito a Progetto di vita e Dopo di noi, Vincenzo Falabella, FISH ETS, Pasquale Neri, portavoce Forum Terzo Settore Calabria, don Giacomo Panizza, presidente Comunità Progetto sud ETS, Michela Cimino, vicepresidente Opis “Antonio Saffioti”, e Anna Maria Stanganelli, garante per la salute della Regione Calabria.

Nel primo pomeriggio le voci delle autorappresentanti e degli autorappresentanti hanno smosso i lavori verso una più concreta riflessione sul tema e sulla necessità di predisporre progetti individuali per avere risposte concrete. Sono intervenuti Luciano Squillaci, Forum terzo settore Calabria, Maurizio Simone (FAND), Ernesto Siclari, garante delle persone con disabilità della Calabria, e Fabio Scalzo, dell’ANCI Calabria. Sul fronte sindacale, hanno preso la parola Rosaria Miletta (CISL Calabria) e Luigi Veraldi (Cgil Calabria), e su quello politico-sanitario Amalia Bruni, della terza commissione Sanità della Regione Calabria.

Gli Stati Generali della Disabilità a Lamezia Terme si sono confermati, dunque, uno spazio di confronto necessario per promuovere i diritti delle persone con disabilità in Calabria, con la promessa di un impegno condiviso per migliorare il futuro.

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Stati Generali sulla Disabilità in Calabria

Fonte www.lametino.it – Lamezia Terme – La città è stata il centro dell’inclusione e della sensibilizzazione grazie agli Stati Generali sulla disabilità, un evento che ha riunito istituzioni, associazioni, famiglie e cittadini da tutta la Calabria. Questo appuntamento, carico di significato e partecipazione, ha dato vita a un confronto prezioso sulle sfide e le opportunità che ruotano attorno al tema della disabilità. Tra i protagonisti dell’incontro figuravano Nunzia Coppedé, presidente di FISH Calabria (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Sara Maria Alesina, presidente di Anffas Coordinamento Regionale, Katya Gentile, consigliere regionale e presidente della VI Commissione, e l’Assessore regionale alle Politiche Sociali, Caterina Capponi.

In un messaggio speciale rivolto ai partecipanti, il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha sottolineato l’importanza cruciale di occasioni come questa per mantenere alta l’attenzione pubblica e istituzionale sui diritti e sulle esigenze delle persone con disabilità. “Gli Stati Generali della disabilità sono una preziosa occasione per riflettere sulle azioni concrete che istituzioni, terzo settore e privato possono realizzare insieme per rispondere ai bisogni delle persone con disabilità e delle loro famiglie,” ha dichiarato il Ministro, ribadendo il valore di una visione inclusiva e solidale. Al centro delle riforme ministeriali figura il recente decreto legislativo 62 del 2024, una rivoluzione normativa che introduce il “Progetto di vita” per semplificare il percorso di riconoscimento dell’invalidità civile e superare la frammentazione tra le prestazioni sanitarie, sociosanitarie e sociali. Il Ministro ha espresso gratitudine all’Assessore regionale alle Politiche Sociali, Caterina Capponi, per l’impegno e la sensibilità dimostrati in favore del mondo dell’inclusione sociale. Presente all’evento, l’Assessore Capponi ha ascoltato direttamente le testimonianze di chi vive la disabilità ogni giorno, raccogliendo le proposte avanzate da associazioni e rappresentanti delle istituzioni. Capponi ha ribadito l’importanza di promuovere una nuova cultura della disabilità, basata non solo sul rispetto, ma anche sulla valorizzazione delle persone nella loro unicità.

“Non possiamo parlare di una società giusta senza garantire a tutte le persone, a prescindere dalle loro capacità, la possibilità di vivere dignitosamente, di accedere a opportunità di crescita e di realizzare il proprio progetto di vita,” ha dichiarato Capponi. “Ogni persona con disabilità è portatrice di un valore unico, di una prospettiva che arricchisce profondamente la nostra società. Questa diversità non è un limite: è una forza, un’occasione per crescere insieme. Solo abbattendo le barriere, non solo architettoniche, ma anche culturali e sociali, potremo costruire una Calabria inclusiva, in cui tutti possano contribuire e sentirsi parte attiva della comunità”. L’Assessore ha voluto esprimere un sentito ringraziamento al Presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, per la sensibilità e l’attenzione dimostrata nei confronti delle persone in condizioni di disagio. “Senza il supporto del Presidente Occhiuto, molti dei progetti a sostegno dell’inclusione non avrebbero trovato la spinta necessaria” ha affermato. “La sua vicinanza e la sua visione ci permettono di guardare al futuro con rinnovata speranza e di immaginare una Calabria sempre più accogliente e inclusiva”.

Gli Stati Generali della disabilità a Lamezia Terme hanno rappresentato per la Calabria un’occasione straordinaria di confronto e crescita collettiva, riaffermando la necessità di abbattere le barriere fisiche, culturali e sociali. La Calabria ha lanciato un messaggio chiaro e deciso: l’inclusione è un percorso lungo e condiviso, che richiede un impegno costante da parte di tutti, dalle istituzioni ai singoli cittadini, e una prospettiva orientata a vedere nelle persone le loro potenzialità e non i loro limiti. L’invito del Ministro Locatelli e dell’Assessore Capponi risuona forte e chiaro: “Continuiamo a tenere accesa questa luce di speranza con determinazione, cuore e coraggio. Solo insieme possiamo costruire un futuro più giusto, inclusivo e solidale per tutti. Questo è il nostro compito, la nostra responsabilità e la nostra promessa verso una Calabria migliore”.

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Prossimamente Gli STATI GENERALI DELLA DISABILITA’ in CALABRIA

Autodeterminazione, autonomia, vita indipendente, progetto personalizzato per le persone con disabilità: saranno queste le parole chiave degli

“Stati Generali della  Disabilità , in programma il 26 ottobre  a Lamezia Terme organizzati dalla Federazione FISH Calabria e dall’Associazione ANFFAS Calabria.

Un appuntamento importante  per discutere di integrazione sociosanitaria nella nostra Regione, per affrontare le nuove sfide e promuovere politiche e soluzioni eque e sostenibili alla luce del Decreto Leg. N.62/24 (Definizione della condizione di disabilità, della valutazione di base, di accomodamento ragionevole, della valutazione multidimensionale per l’elaborazione e attuazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato).

Gli Stati Generali della Disabilità sono un’occasione di confronto con le istituzioni, le amministrazioni, le rappresentanze sindacali e soprattutto con le persone con disabilità e le famiglie.

PROGRAMMA:

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Elezioni amministrative 2024, raccomandazioni ai candidati alla carica di Sindaco Comune di Corigliano Rossano

Anffas sottopone il seguente documento a tutti candidati alla carica di Sindaco nel comune di Corigliano Rossano ed ai partiti politici in occasione delle elezioni amministrative 2024.

Il documento riassume impegni e proposte che l’Associazione, in rappresentanza dei soci, richiede a tutti i soggetti candidati di inserire nei propri programmi, al fine di mettere in campo politiche finalmente rispettose dei diritti umani delle persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo e dei loro familiari.

Lo slogan “la persona al centro” sta a significare che tutto ciò che si progetta, attua e realizza deve avere come obiettivo principale la migliore qualità di vita possibile per le persone destinatarie ed il rispetto della loro dignità.

Vogliamo un futuro che contribuisca a costruire un nuovo modello di sviluppo equo, inclusivo e sostenibile, come indicato dalle nazioni Unite negli Obiettivi 2030, dove i diritti delle persone con disabilità ed i connessi servizi siano resi concretamente esigibili e considerati a tutti gli effetti livelli di intervento e servizi essenziali ed inderogabili.

Nulla su di noi senza di noi

Va garantito il diritto delle associazioni alla partecipazione e consultazione in occasione della emanazione di atti di natura programmatoria e regolamentare in condizioni di parità con altri soggetti rappresentativi di interessi collettivi. Al contempo ribadiamo la necessità che le persone con disabilità intellettive e con disturbi del neurosviluppo, adeguatamente supportate, siano rese sempre più direttamente protagoniste nei vari contesti di loro riferimento.

Concreta attuazione della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità

Il faro di riferimento di tutte le politiche deve necessariamente essere la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ratificata dall’Italia con L. 18/2009. E’ necessario garantire la piena applicazione dei principi ivi contenuti, facendo sì che i diritti siano resi immediatamente individuabili, non variamente interpretabili, e quindi maggiormente esigibili. Alla base, andranno sempre posti i principi di pari opportunità, non discriminazione ed inclusione sociale.


Progetto globale di vita (art. 14 L. 328/2000)

La redazione di un progetto di vita individuale e personalizzato nel rispetto dell’articolo 14 della L. 328/2000 deve divenire un modus operandi ordinario nella nostra città. Il progetto individuale rappresenta lo strumento più idoneo a garantire che ogni persona con disabilità possa veder realizzato un progetto di Vita partendo dai propri desideri, dalle proprie aspettative e preferenze e sancendo come diritto inderogabile quello di ricevere tutti i supporti necessari e sostegni indicati nel progetto stesso.

Inoltre va definito il budget di progetto, con l’indicazione delle risorse umane, economiche e strumentali necessarie per garantire i sostegni indicati nel progetto stesso.

La valutazione biopsicosociale in approccio multidimensionale e multiprofessionale con il diretto e pieno protagonismo della persona con disabilità e di chi lo rappresenta deve essere garantita attraverso una nuova e capillare infrastrutturazione sociale che superi e sostituisca le vigenti inidonee unità di valutazione nelle attuali e diverse articolazioni.

Tramite il progetto vengono individuati i sostegni necessari in termini di qualità, quantità e intensità per garantire ad ognuno la migliore qualità di vita possibile e la massima partecipazione sociale nel proprio naturale contesto di vita. Occorre inoltre una verifica costante e dinamica degli esiti e dell’impatto di quanto posto in essere in termini di miglioramento concreto di uno o più degli 8 domini della qualità della vita riconosciuti a livello internazionale.

La redazione del progetto individuale di vita è condizione essenziale per garantire il diritto alla inclusione sociale delle persone con disabilità.

Adeguato finanziamento dei fondi per le politiche sociali

Al fine di garantire che tutte le persone, comprese quelle con disabilità, possano disporre di adeguati sostegni e servizi per la loro migliore qualità di vita e possano veder rispettati i diritti costituzionalmente garantiti è indispensabile che vengano allocate adeguate risorse e che vengano adeguatamente finanziati i piani di zona.

ISEE e compartecipazione al costo dei servizi

Nel corso degli anni si è registrato un aumento progressivo della richiesta di compartecipazione al costo da parte delle famiglie per le prestazioni sociali agevolate, ovvero per tutti quei servizi e supporti essenziali per una buona qualità di vita delle persone con disabilità.

Si ritiene che laddove sia prevista la compartecipazione al costo dei servizi da parte delle famiglie, in base all’ISEE, la stessa debba essere  sostenibile per la famiglia stessa, altrimenti non si tratterebbe appunto di una compartecipazione, bensì del mero camuffamento del pagamento di una prestazione.

Inclusione scolastica

La scuola rimane un luogo naturale per avviare processi di reale inclusione sociale delle persone con disabilità in età evolutiva, nonché per favorirne l’acquisizione di adeguate competenze ed abilità in vista della partecipazione attiva al contesto sociale e di un futuro inserimento nel mondo del lavoro in tutti i casi possibili.

Bisogna lavorare attivamente per un futuro dove ciascun alunno con disabilità deve poter accedere all’educazione ed istruzione secondo i giusti e personalizzati supporti, sostegni e strategie che pongano lo stesso in condizione di pari opportunità rispetto ai suoi compagni, partendo dal suo protagonismo come Persona.

Il riferimento è dato dall’art. 24 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Il comune è chiamato a dare piena attuazione al diritto di studio in condizioni di parità e non discriminazione e a qualificare il sistema scolastico per garantire lo sviluppo della persona ed il suo pieno inserimento nella società.

Inclusione lavorativa

Nell’articolo 27, dedicato al lavoro ed occupazione, la citata Convenzione ONU riconosce il diritto delle persone con disabilità al lavoro, includendo in ciò l’opportunità di mantenersi attraverso la propria attività lavorativa e la libertà di scelta all’interno di un ambiente lavorativo inclusivo ed accessibile.

Lavorare è, per ogni persona, un diritto-dovere che assume un valore fondamentale non soltanto dal punto di vista prettamente economico e remunerativo, ma anche per le sue implicazioni sociali e psicologiche, con impatto determinante sulla qualità della vita.

Un efficace inserimento lavorativo può essere importantissimo per le persone con disabilità per accrescere il proprio senso di autoefficacia, autostima ed autorealizzazione, orientare le proprie attività verso qualcosa di “utile” e “produttivo”, potenziare le proprie competenze, l’autonomia e il senso di adultità, promuovere l’arricchimento personale, relazionale, ed al tempo stesso rappresenta uno dei passaggi fondamentali e centrali nel processo di inclusione sociale. Investire per creare opportunità di lavoro significa avere cittadini con pari diritti, ma anche con pari doveri.

Molte persone con disabilità possono lavorare e partecipare da protagonisti allo sviluppo economico e sociale del Paese e pertanto si richiede un formale impegno a creare concrete opportunità, dando piena applicazione alla Legge 68/99 e potenziando il sistema di formazione professionale.

Parimenti vanno potenziate altre misure come i Tirocini di Inclusione Sociale o altre tipologie di intervento che consentano un approccio anche graduale al mondo del lavoro.

Accessibilità alla formazione ed informazione per le persone con disabilità intellettiva (art. 21 Convenzione ONU)

Le persone con disabilità intellettiva o con disturbi del neuro sviluppo hanno diritto ad accedere all’informazione, alla formazione ed alla cultura in condizioni di pari opportunità con gli altri. Questo aspetto dell’accessibilità è però nel nostro Paese fortemente trascurato, mentre molte esperienze esistono in altri Paesi europei.

Occorre quindi mettere in campo e sviluppare strumenti e buone prassi, quali soprattutto il linguaggio facile da leggere e da comprendere, per rendere le opportunità di formazione ed informazione pienamente accessibili.

Progetti di vita indipendente e legge 112/2016 sul dopo di noi

Anche l’attuazione della legge 112/2016 ha registrato interventi a macchia di leopardo sul territorio. Il riferimento normativo è dato dall’art. 19 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che hanno il diritto di scegliere il proprio luogo di residenza, dove e con chi vivere, senza essere obbligati a vivere in una particolare sistemazione abitativa.

Servizi

I servizi preesistenti devono essere ripensati in modo da evitare che le persone si debbano adattare ai servizi, in quanto sono i servizi che invece si devono adattare alle persone, attraverso lo strumento della progettazione individualizzata.

Occorre predisporre norme atte ad attuare una progressiva deistituzionalizzazione e contrasto ad ogni forma di segregazione e emarginazione sociale, nonché a prevenire episodi di violenze e maltrattamenti.

Deve essere garantita la presa in carico tempestiva ed il più possibile precoce ed adeguata dei bambini e bambine con disabilità e loro familiari .

Si auspica inoltre il coinvolgimento attivo ai sensi dell’art. 55 del Codice del Terzo settore attraverso forme di co-progettazione, co-programmazione e accreditamento per soddisfazione di bisogni o realizzazione di interventi individuati dalla Pubblica Amministrazione, come sancito dalla recente sentenza della Corte Costituzionale n. 131/2020.

      AREA COMUNICAZIONE
ANFFAS CORIGLIANO ROSSANO ETS – APS