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ANFFAS PRESENTE ALL’INCONTRO PROMOSSO DALLA MINISTRA ALESSANDRA LOCATELLI PRESSO LA REGIONE CALABRIA

Anffas ha preso parte all’incontro voluto dalla Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, svoltosi presso la sede della Regione Calabria, insieme alle principali associazioni impegnate sul territorio nella tutela dei diritti delle persone con disabilità.

Nel corso dell’incontro, la Ministra ha annunciato che la Calabria sarà la prima regione italiana a sperimentare pienamente l’attuazione della riforma in materia di disabilità in tutte le province, con un’attenzione particolare al cuore della normativa: il progetto individuale per le persone con disabilità, come previsto dall’articolo 14 della Legge 328/2000.

La  riforma che è già in fase di sperimentazione proprio a Catanzaro, prevede  una presa in carico unitaria della persona con disabilità ed introduce, ha sottolineato la Ministra, “ un nuovo sguardo vedendo in ogni persona le potenzialità e non i limiti. Il passaggio dall’assistenzialismo alla valorizzazione di ogni persona è fondamentale per ribaltare la prospettiva e non lasciare indietro nessuno”.

 Anffas ha ribadito la propria disponibilità a collaborare attivamente affinché la riforma venga attuata in modo efficace, garantendo alle persone con disabilità il pieno esercizio dei propri diritti e un’effettiva presa in carico personalizzata.

Area comunicazione
Anffas Corigliano Rossano ETS – APS

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Anffas Corigliano-Rossano ha partecipato al Tavolo permanente sulla disabilità

L’associazione ha ribadito la necessità di dare piena attuazione ai progetti individuali e ha denunciato la perdita di 200.000 euro destinati al programma “Dopo di Noi” restituiti dal Comune alla Regione per mancato utilizzo.

Anffas Corigliano Rossano Ets Aps ha partecipato al Tavolo tecnico permanente della Disabilità promosso dal Comune.

«Durante l’incontro Anffas – fanno sapere in una nota – ha ribadito con forza la necessità di dare piena attuazione ai Progetti Individuali per le persone con disabilità, così come previsto dall’art. 14 della Legge 328/2000 e specificati dal D. L. 62/24 e ha espresso forte preoccupazione per l’assenza, nei fatti, di progettualità personalizzate che garantiscano alle persone con disabilità un percorso di vita dignitoso, inclusivo e costruito sui reali bisogni e desideri delle persone stesse e delle loro famiglie».

«Inoltre, ha denunciato la perdita di 200. 000 euro destinati al programma “Dopo di Noi”, Legge 112 del 2016, che il Comune ha restituito alla Regione Calabria per mancato utilizzo. Una vicenda grave – sottolinea l’associazione – che mette a rischio il futuro e l’autonomia di molte persone con disabilità prive del sostegno familiare. Fondi che avrebbero potuto tradursi in soluzioni abitative, assistenza, percorsi di inclusione e sostegno all’autonomia».

«L’associazione – infine – auspica che dal Tavolo della Disabilità scaturisca finalmente un percorso strutturato, con la partecipazione attiva delle famiglie, delle associazioni del territorio e degli enti competenti, per la piena attuazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità».

Area Comunicazione Anffas Corigliano Rossano

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Centro disabili ANFFAS opera in mezzo a lavori e disagi. Video

Fonte www.informazionecomunicazione.it – Un centro per persone con disabilità si trova a operare in mezzo a un cantiere aperto, con polvere, rumori e continui disagi. La sede, un bene confiscato occupato dal 2009, è stata destinata a un progetto di edilizia sociale finanziato con fondi PNRR. Tuttavia, l’associazione non ha ancora ricevuto le chiavi né alcun contratto formale per la nuova sede, situata in una zona periferica e poco accessibile. Il trasferimento, promesso da mesi, non può dunque avvenire. Nel frattempo, gli operatori continuano a garantire le attività educative e laboratoriali all’interno della struttura, dimostrando ogni giorno una grande sensibilità. Nonostante i rumori forti e l’ambiente compromesso dai lavori in corso al piano superiore, portano avanti con rispetto e attenzione il lavoro con le persone disabili, proteggendole da situazioni stressanti e salvaguardando la loro routine. La vicenda mette in luce un problema di gestione e comunicazione che pesa sulle spalle delle famiglie e degli operatori, lasciati in una situazione di precarietà e incertezza, senza risposte né alternative adeguate. «Ci troviamo a denunciare purtroppo e a portare a conoscenza di tutti una situazione alquanto incresciosa e soprattutto una situazione che abbiamo cercato in tutti i modi di evitare in questi mesi», afferma Marinella Alesina dell’associazione Anffas Corigliano Rossano ETS APS. precisando che l’associazione non ha ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, ma ha appreso della riconversione dell’immobile attraverso atti pubblicati sull’albo pretorio. Il bene era stato assegnato nel 2009 con un verbale di affido. Nel tempo era diventato molto più di un semplice spazio: era stato ristrutturato grazie alle risorse economiche dei volontari e rappresentava per molti ragazzi con disabilità un punto di riferimento, un luogo familiare, un simbolo di autonomia. «I ragazzi immaginavano, ormai divenuti grandi, di poter realizzare qui il sogno del dopo di noi», racconta ancora. Dopo aver appreso della destinazione dell’immobile ai fondi PNRR, l’associazione ha accettato con fatica il trasferimento. Il Comune ha messo a disposizione una nuova sede in Contrada Bonifacio, un ex autoparco, periferico e lontano dal centro abitato. «Facciamo presente che è una palazzina fuori dal centro e che per le attività di autonomia, anche rispetto alla normativa 328, sarebbe meglio vivere in contesti serviti e accessibili», spiega Alesina. Al disagio logistico si aggiunge la confusione burocratica. «Al rientro dalle vacanze di Pasqua, martedì, abbiamo ricevuto una comunicazione che la ditta avrebbe cominciato a portare del materiale. Il giorno stesso abbiamo trovato un cantiere aperto, con rumori, polvere, operai al lavoro, mentre le nostre attività erano in corso». Le famiglie, nonostante le rassicurazioni dell’ufficio patrimonio, si sono trovate a dover gestire quotidianamente la presenza del cantiere. «Lavoriamo dalle 9,30 alle 17,30 con persone con disabilità intellettiva e relazionale, anche autistiche, per cui suoni e rumori possono essere fonte di grande stress. Fare una riunione, una telefonata o semplicemente vivere lo spazio in serenità è diventato impossibile».
Il trasloco, inoltre, non è mai potuto partire ufficialmente: «Non abbiamo mai ricevuto le chiavi, né un contratto. Abbiamo chiesto documentazione basilare come la conformità degli impianti, l’agibilità, il documento di valutazione rischi. Niente». Alesina conclude con amarezza: «Abbiamo avuto la visita del sindaco in campagna elettorale. Ci aveva promesso tutela. Ma oggi, dopo due giorni di cantiere, ci sentiamo presi in giro. È una mancanza di rispetto verso le persone e il lavoro che portiamo avanti da anni».

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28 marzo, torna la Maratona Anffas!

Fonte www.anffas.net – In occasione del 67° anniversario dalla fondazione di Anffas e della XVIII Giornata Nazionale sulle Disabilità Intellettive e Disturbi del Neurosviluppo, il 28 marzo torna la Maratona Anffas, un evento che si propone di sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sui temi delle disabilità intellettive e dei disturbi del neurosviluppo. L’iniziativa, patrocinata dal Senato della Repubblica e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Camera dei deputati, promuove un approccio positivo e rispettoso, in linea con i principi sanciti dalla Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità, incentrato sui diritti umani e sulla qualità della vita delle persone con disabilità.

Quest’anno il tema centrale della Maratona sarà l’inclusione lavorativa, con un focus sull’inserimento lavorativo e sui percorsi dedicati. Il lavoro, infatti, è un diritto-dovere che deve essere garantito a tutti i cittadini, inclusi quelli con disabilità, ma, nonostante i progressi compiuti, il mondo del lavoro rimane per molti un obiettivo difficile da raggiungere, soprattutto per coloro che, a causa di pregiudizi e stereotipi, non vengono considerati come persone capaci di dare un contributo significativo alla vita sociale e professionale.

L’evento si svolgerà venerdì 28 marzo p.v., dalle 9:00 alle 17:00 circa su piattaforma Zoom (questo il link https://us02web.zoom.us/j/83887451552) e in diretta YouTube (qui il link al canale di Anffas Nazionale https://www.youtube.com/@anffas_nazionale) e vedrà le testimonianze di oltre venti realtà Anffas provenienti da tutta Italia con la presentazione di esperienze concrete e testimonianze dirette sull’inclusione lavorativa.

Nel corso dei lavori è, inoltre, previsto il contributo video del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Elvira Calderone, e del Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, nonché un intervento di approfondimento sul tema a cura del Centro Studi Giuridici e Sociali di Anffas Nazionale. Presente alla Maratona anche il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro (CNOCL), con il Presidente Rosario De Luca e il dott. Roberto De Lorenzis, per illustrare il protocollo siglato con Anffas Nazionale lo scorso 17 settembre.

Nella convinzione che le esperienze condivise, unitamente alle prospettive legislative e istituzionali, rappresenteranno un importante momento di riflessione e confronto, gli obiettivi principali dell’iniziativa sono:

  • promuovere l’inclusione: il diritto al lavoro è fondamentale per garantire pari opportunità e una vita dignitosa a tutti
  • contrastare discriminazione e stereotipi: le testimonianze delle persone con disabilità faranno luce sul forte desiderio di partecipare attivamente alla vita lavorativa, evidenziando le difficoltà e le barriere ancora presenti
  • valorizzare le esperienze di inserimento lavorativo: saranno illustrate le attività di inserimento lavorativo realizzate dalle strutture Anffas in tutta Italia, mettendo in evidenza buone prassi e iniziative innovative che favoriscono l’inclusione lavorativa
  • condividere storie di successo: le testimonianze concrete dimostreranno come, con il giusto supporto, le persone con disabilità possano ricoprire ruoli lavorativi significativi, contribuendo in modo importante alla società

La Maratona Anffas si pone, quindi, come un momento di riflessione e confronto per sensibilizzare le istituzioni e il grande pubblico sul valore delle persone con disabilità nel mondo del lavoro, promuovendo l’abbattimento delle barriere che ancora impediscono a molti di accedere a opportunità professionali.

Il programma è qui disponibile 

A questo link sono inoltre presenti maggiori informazioni sulle celebrazioni in atto.

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Un nuovo sportello per combattere la discriminazione delle persone con disabilità

Fino all’introduzione della legge 67/2006, le persone con disabilità erano tutelate contro le discriminazioni solo nell’ambito lavorativo. Con l’approvazione della legge 67/2006, però, la protezione è stata estesa a tutti i contesti della vita quotidiana, come trasporti, istruzione, sport, e servizi sanitari e sociali. La legge promuove l’uguaglianza di trattamento e pari opportunità per le persone con disabilità, garantendo loro il pieno godimento dei diritti civili, politici, economici e sociali, come previsto dall’art. 3 della Legge 104/92.

L’art. 2 della legge 67/2006, inoltre, vieta la discriminazione delle persone con disabilità in qualsiasi forma e consente l’attivazione di procedimenti giuridici per far cessare tali discriminazioni, anche con il supporto di associazioni legittimate.

Anffas Corigliano Rossano ha recentemente attivato uno sportello Antidiscriminazione, che fa parte della Rete Antidiscriminazione di Anffas Nazionale. Questa rete, che comprende l’Agenzia Nazionale, gli sportelli territoriali e gli attivisti, ha l’obiettivo di monitorare e contrastare la discriminazione, offrendo supporto alle persone con disabilità e alle loro famiglie.

Gli sportelli Antidiscriminazione svolgono numerose funzioni fondamentali per la tutela dei diritti delle persone con disabilità. Tra queste:

  • Coordinamento con l’Agenzia Nazionale e gli attivisti.
  • Raccolta e gestione delle segnalazioni di discriminazione.
  • Supporto nelle fasi stragiudiziali.
  • Avvio di azioni legali in collaborazione con le persone coinvolte.
  • Sensibilizzazione e formazione sui temi della discriminazione legata alla disabilità in vari contesti.
  • Partecipazione a eventi e incontri organizzati dall’Agenzia Nazionale.

Lo sportello è disponibile ogni mercoledì e giovedì, dalle 16:30 alle 17:30, presso la sede di Anffas. Si tratta di un punto di riferimento importante per chiunque ritenga di essere vittima di discriminazione a causa della disabilità o voglia segnalare episodi di tale natura.

A livello internazionale, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità e il Comitato ONU definiscono diverse tipologie di discriminazione, che possono manifestarsi in molteplici forme e contesti:

  1. Discriminazione diretta: quando una persona con disabilità è trattata meno favorevolmente rispetto a una persona senza disabilità in situazioni analoghe.
  2. Discriminazione indiretta: quando una norma o prassi apparentemente neutra svantaggia le persone con disabilità rispetto ad altre.
  3. Molestie: comportamenti indesiderati legati alla disabilità che violano la dignità di una persona, creando un ambiente ostile.
  4. Discriminazione per associazione: quando una persona è discriminata a causa del suo legame con una persona con disabilità, come un familiare.
  5. Discriminazione multipla: si verifica quando una persona subisce discriminazioni basate su diversi fattori in momenti distinti.
  6. Discriminazione intersezionale: quando la discriminazione derivante da più fattori si intreccia in modo che non possano essere separati, come nel caso di donne con disabilità vittime di sterilizzazione forzata.
  7. Discriminazione sistemica: frutto di comportamenti discriminatori strutturali, tradizioni culturali o norme giuridiche, come nel caso della segregazione dei bambini con disabilità in scuole speciali.
  8. Discriminazione tra persone con disabilità: differenze di trattamento tra persone con disabilità, che vanno oltre il confronto con le persone senza disabilità, ma che si manifestano anche all’interno della stessa comunità delle persone con disabilità.

Lo sportello Antidiscriminazione di Anffas Corigliano Rossano rappresenta un passo importante nella lotta contro la discriminazione, offrendo uno spazio di ascolto, consulenza legale e supporto concreto per coloro che affrontano situazioni ingiuste legate alla disabilità. Con questa iniziativa, Anffas continua a impegnarsi per una società più inclusiva e giusta, in cui ogni individuo, indipendentemente dalle sue condizioni, possa godere degli stessi diritti e opportunità.

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Anffas Corigliano Rossano

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Il Progetto di Vita e quel difficile rapporto coi territori… Ma qualcosa dovrebbe cambiare

Il decreto legislativo n.62 ha introdotto una serie di variazioni che potrebbero portare ad un punto di svolta. Alesina: «A fare la differenza sono la formazione e la programmazione integrata, i territori devono impegnarsi di più»

Fonte www.ecodellojonio.it – CORIGLIANO-ROSSANO – I diritti delle persone con disabilità sono ancora un miraggio. Tra burocrazia e personale non adeguatamente formato (abituato a sdraiarsi pigro su questo apparentemente immutabile stato di cose), ci si ritrova a fare i conti con una realtà in cui si è ancora molto lontani dal principio di vita dignitosa a cui i richiedenti aspirano.

Uno dei progetti più validi sul quale molte famiglie nutrono grandi speranze è il Progetto di Vita (ne avevamo parlato anche qui). Grazie al Decreto Legislativo 62/2024, recante le nuove “Disposizioni in materia di disabilità”, sono state introdotte una serie di variazioni finalizzate a riformare la definizione di disabilità e ad introdurre una nuova procedura di valutazione di base per tutte le persone con disabilità insieme all’elaborazione di un Progetto di Vita individuale e personalizzato.

Come ci ha spiegato la Presidente di Anffas Corigliano-Rossano, Marinella Alesina: «Questo decreto legislativo, che rende attuativa la legge 23/2003, prevede che i progetti si realizzino nei territori attraverso un sistema integrato degli interventi. In questo modo è possibile mettere a punto progetti di vita individualizzati e cioè pensati su misura per ciascuna persona, tenendo conto dei desideri e delle aspirazioni di ogni singolo individuo».

E sì, perché il punto centrale di questo progetto riguarda proprio la sua multidimensionalità. Sono gli enti, in questo caso, che si riuniscono attorno alla persona sedendosi a un tavolo. Lì, a partire dai desideri e dalle preferenze della persona, così come previsto dalla Convenzione Onu, si attivano immediatamente e direttamente quei servizi utili a soddisfare i bisogni del richiedente.

È uno strumento, nelle premesse, rivoluzionario poiché tiene conto di tutti gli aspetti della vita quotidiana e anche del contesto-territorio in cui viene attuato, abbracciando così anche tutti gli altri progetti individuali, dal PEI scolastico al progetto di vita per il Dopo di noi.

«L’Anffas territoriale di Corigliano-Rossano avviò una campagna per questo progetto già nel 2010 depositando le prime istanze. Purtroppo, a distanza di anni, – confessa Alesina – dobbiamo constare che i problemi principali restano la programmazione e la formazione. Spesso si riduce tutto ad una mera questione di budget ma siamo difronte a strumenti flessibili e dinamici che danno margine d’intervento: è più importante, in questi casi, capire come spendere e non solo quanto».

In più, questi strumenti non devono solo prevedere le misure, le prestazioni ed i servizi già disponibili sul territorio, ma possono anche attivarne di nuovi (“atipici”) proprio in virtù della visione nuova che portano avanti. In questo modo è possibile programmare meglio tenendo conto dei desideri del singolo e di tutti i contesti di vita che lo riguardano. «Il tutto – sottolinea Alesina – da avviare previa valutazione scientifica multidimensionale, l’unica capace di restituire il quadro completo e reale sul quale poi è possibile progettare».

Secondo Alesina è il modus operandi che deve cambiare perché non ambisce ancora pienamente a un azione armonica tra famiglia e persona con disabilità.

Per garantire l’attuazione concreta di questo strumento nei territori è partita, il 1° gennaio 2025, una sperimentazione in 9 province che verrà monitorata e seguita in tutte le sue parti. Per la Calabria sarà Catanzaro la provincia pilota. Per l’occasione è stato elaborato un piano didattico di formazione in cui il ministero metterà a disposizione dei referenti che seguiranno direttamente l’avvio della sperimentazione. La formazione arriverà così ai singoli comuni e ambiti territoriali. «La speranza è che questa nuova prospettiva veda al più presto la luce in maniera concreta», conclude Alesina.

Il progetto individuale è, insomma, – come spiega Anffas – un atto di pianificazione che si articola nel tempo e sulla cui base le Istituzioni, la persona, la famiglia e la stessa Comunità territoriale possono e devono cercare di creare le condizioni affinché quegli interventi, quei servizi e quelle azioni positive si possano effettivamente compiere.