Fonte www.personecondisabilita.it – La Direzione generale Famiglia, solidarietà sociale e volontariato di Regione Lombardia ha definito, per l’anno 2014, i criteri per l’assegnazione dei contributi alle persone con disabilità o alle loro famiglie per l’acquisto di ausili o di “strumenti tecnologicamente avanzati” (ex art. 4, L.R. 23/99).
Per l’anno 2014, le Asl dovranno destinare alla domotica almeno il 40% delle risorse erogate. Di questo provvedimento possono beneficiare tutte le persone con disabilità indipendentemente dalla loro età. In base a quanto stabilito dal provvedimento, l’ausilio per cui si richiede il contributo deve essere individuato “come necessario all’interno del progetto sociale e/o educativo” del singolo. E deve contribuire all’autonomia, con particolare riferimento al miglioramento dell’ambiente domestico, allo sviluppo delle potenzialità della persona con disabilità e a compensare “le diverse limitazioni funzionali, siano esse motorie, visive, uditive, intellettuali e del linguaggio”.
È dunque possibile presentare domanda per il finanziamento di un’ampia gamma di ausili.
Dalle protesi acustiche ai personal computer (solo per alunni con DSA), dagli strumenti per l’adattamento dell’autovettura ai dispositivi domotici.
Sono ammissibili al finanziamento sia gli strumenti acquistati, sia quelli acquisiti temporaneamente (noleggio, affitto, leasing, abbonamento). Ed è possibile anche richiedere un contributo per gli ausili già in dotazione ma che devono essere adattati o trasformati.
Le domande devono essere presentate alla Asl territoriale competente (Dipartimento ASSI – Servizio disabili) secondo le indicazioni fornite dagli stessi, corredate di tutta la documentazione necessaria (prescrizione medica, copia della certificazione di invalidità,… ).
La domanda deve inoltre essere accompagnata dal progetto individualizzato, per la stesura del quale ci si può avvalere dell’equipe pluridisciplinare/operatori specialisti dell’ASL territorialmente competente.
Il termine per la presentazione della domanda di finanziamento va da fine febbraio (per le ASL di Milano e Bergamo) a metà marzo.
Per questo motivo è necessario contattare la ASL di riferimento o a consultare il sito internet.
I contributi sono assegnati (fino a esaurimento del budget) nella misura del 70% del costo complessivo dell’ausilio a partire da una spesa pari o superiore a 260 euro, fino a una spesa massima di 15.500 euro.
Per saperne di più, consulta la scheda su “Spazio disabilità” e scarica il DGR 12006 dell’11 dicembre 2014
Fonte www.edscuola.eu – I docenti di sostegno che hanno completato il quinquennio obbligatorio di permanenza nel loro posto, potranno, qualora lo desiderassero transitare su posto comune.
Ma come viene regolamentata questa tipologia di transizione da posto di sostegno a posto comune? É tutto scritto nell’art.25 dell’ipotesi di contratto sulla mobilità per l’anno scolastico 2015-2016.
Bisogna sapere che il docente di sostegno che chiede di rientrare ad insegnare nella sua classe di concorso, parteciperà al movimento della seconda fase, ovvero quella provinciale tra comuni diversi e non potrà pretendere di muoversi con precedenza della prima fase all’interno dello stesso comune dove insegna sostegno. Per cui tutti i docenti di sostegno, in qualsiasi ordine e grado insegnino, parteciperanno alla seconda fase dei trasferimenti, ovvero quella dei docenti richiedenti l’assegnazione a comuni diversi da quello di titolarità nell’ambito della stessa provincia .
A questa fase partecipano, per qualunque preferenza richiesta nell’ambito della provincia di titolarità, i docenti in attesa di sede, i docenti che transitano da posti di sostegno della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado e dai posti D.O.S. della scuola secondaria a posti di tipo comune o cattedre curriculari o viceversa.
Bisogna anche sapere, per evitare brutte sorprese, il trasferimento in uscita dal sostegno interrompe in ogni caso la continuità di servizio nella scuola e nel comune di titolarità. Anche se il docente di sostegno dovesse transitare su un posto comune della stessa istituzione scolastica, perderà tutta la continuità pregressa, sia nella scuola che nel comune.
Tuttavia i docenti di sostegno che non hanno ancora terminato il quinquennio di permanenza su tale tipologia di posto, non possono chiedere di partecipare alla transizione su posti di tipo comune e su classi di concorso fino al compimento del quinquennio.
Ma quando si completa il quinquennio?
Ai fini del conteggio dei 5 anni da espletare su posto di sostegno si parte dalla decorrenza giuridica dell’assunzione o del passaggio di ruolo in tale tipologia di posto e si considera anche l’anno scolastico in cui si presenta istanza di mobilità.
Si ricorda anche che il punteggio di servizio svolto con titolo di specializzazione sul sostegno vale il doppio soltanto per i posti di sostegno, mentre il raddoppio del punteggio non conta per la transizione in posto comune o classe di concorso.
Fonte www.voxdiritti.it e www.superando.it – Più di un anno di lavoro, otto mesi di monitoraggio della rete Twitter, quasi 2 milioni di tweet estratti e studiati. Il risultato è la prima Mappa dell’Intolleranza in Italia: un progetto che, voluto da Vox- Osservatorio italiano sui diritti (organizzazione no profit che si occupa di cultura del diritto), ha visto la partecipazione delle università di Milano, Roma e Bari. Il progetto mira a identificare le zone dove l’intolleranza è maggiormente diffusa – secondo 5 gruppi: donne, omosessuali, immigrati, persone con disabilità, ebrei – cercando di rilevare il sentimento che anima le communities online, ritenute significative per la garanzia di anonimato che spesso offrono (e quindi per la maggiore “libertà di espressione”) e per l’interattività che garantiscono.
Infine, i dati raccolti sono stati analizzati statisticamente ed elaborati da un punto di vista psico-sociale dal team della Sapienza, dando vita alla Mappa dell’Intolleranza.
Sono stati mappati l’odio razziale, l’omofobia, l’odio contro le donne, contro i cittadini con disabilità e l’antisemitismo: attraverso i tweet degli italiani, abbiamo contestualizzato i diversi messaggi, e li abbiamo geolocalizzati. La geolocalizzazione è la vera novità di questo progetto, perché consente di evidenziare le zone maggiormente a rischio di intolleranza e odio « Più di un milione di tweet contro le donne, 6mila antisemiti, più di 100 mila quelli omofobi, 154 mila a sfondo razzista e quasi 500 mila contro le persone con disabilità»: sono questi i dati ripresi dalla Mappa dell’intolleranza.
Stando ai dati. le Regioni più intolleranti risultano essere l a Lombardia, la Campania, l’Abruzzo e la Puglia, con picchi differenti a seconda del gruppo discriminato preso di mira.
«Rispetto ai termini utilizzati per le offese nei confronti delle cinque categorie studiate – si legge ancora sia sua Superando che in “Redattore Sociale” – risulta quasi sempre presente il collegamento con la dimensione corporea e l’atto fisico, nonché il fatto che il termine che identifica la donna, l’ebreo, l’omosessuale, la persona con disabilità, lo straniero viene spesso associato a parolacce che indicano sporcizia e contaminazione. La mappa vuole essere uno strumento utile per prevenire e quindi poter agire, avendo a disposizione i dati di un fenomeno violento e discriminatorio».
Per maggiori informazioni
Scarica la mappa relativa alla discriminazione delle persone con disabilità
Consulta il sito www.voxdiritti.it per tutte le altre mappe e informazioni sull’indagine
Fonte www.superando.it – La segnalazione ci arriva da Claudio Messori, direttore dell’Agenzia per il Lavoro dell’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) e riguarda il recente Provvedimento del 25 novembre 2014 (Avviso di mobilità ai sensi dell’art. 30 del d.lgs. 30/03/2001 n. 165 per la copertura di complessivi n. 1031 posti a tempo pieno e indeterminato – vari profili professionali), prodotto dal Ministero della Giustizia e pubblicato il 20 gennaio scorso in Gazzetta Ufficiale (n. 5- IV serie speciali – Concorsi ed esami). Alla fine dell’articolo 2 (Requisiti di ammissione), vi si esplicita testualmente quanto segue: «SONO ESCLUSI dalla presente procedura: Tutti i dipendenti in servizio a tempo pieno e indeterminato già assunti ai sensi dell’art. 3 e 18 della legge 68/1999, in quanto presso l’Amministrazione della Giustizia l’aliquota riservata a tali categorie risulta completa [maiuscoli e grassetti nell’originale, N.d.R.]».
Ebbene, almeno due passaggi provocano forti perplessità, a partire dall’affermazione che «presso l’Amministrazione della Giustizia l’aliquota riservata a tali categorie risulta completa». Su questo, infatti, ci piacerebbe ricevere dallo stesso Ministero della Giustizia cifre precise, soprattutto dopo avere letto nella recente Settima Relazione sullo stato di attuazione della Legge recante norme per il diritto al lavoro dei disabili (anni 2012 e 2013) che «nel biennio 2012-2013 si registra una contrazione delle quote di riserva (ossia dei posti riservati alle assunzioni di persone con disabilità), tanto nel settore privato (da 158.295 posti a 117.136) quanto in quello pubblico (da 76.770 a 69.083)», come sottolineato nel sito «Condicio.it».
Per questo aspetto, dunque, si attendono rassicurazioni direttamente dal Ministero. Non si può tuttavia non condividere quanto dichiarato da Claudio Messori, ovvero che «quella frase esplicitata in un Provvedimento ufficiale risulta essere una discriminazione verso una categoria cui devono essere concessi i medesimi percorsi per i cosiddetti “normodotati”».