Si chiama “A MODO MIO. Cittadino a pieno titolo” e si ispira all’art. 9 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità – in cui viene sancito il diritto all’accessibilità delle informazioni per le persone con disabilità – il nuovo progetto del Movimento Consumatori con cui si punta a ridurre le “barriere percettive” che si frappongono all’accesso alle informazioni e alla concreta interazione sociale dei disabili psichici, così da fornire loro un’occasione di sviluppo e inclusione all’interno della società in cui vivono.
Il progetto andrà ad affiancare le iniziative già avviate dalle associazioni che operano in questo campo e che conoscono bene il target, attraverso partnership e occasioni di scambio e dando a queste realtà il valore aggiunto del know-how tipico di un’associazione di consumatori.
Con la collaborazione di Anffas Onlus e del Consorzio “La rosa blu”, il Movimento Consumatori sta utilizzando il “linguaggio facile da leggere” per realizzare delle guide sulle tematiche proprie di un’associazione di consumatori volte a fornire strumenti di gestione della vita quotidiana, un programma di educazione alla cittadinanza – per favorire nelle persone con disabilità intellettiva lo sviluppo delle abilità e competenze necessarie ad una partecipazione attiva e consapevole nel proprio contesto di vita – e un periodico creato ad hoc, cioè un contenitore delle notizie e temi di attualità di cui ogni cittadino dovrebbe essere a conoscenza (brevi e chiare informazioni su politica, economia, società,costume che possano essere recepite e che possano essere spunto di dibattito, di approfondimento e di riflessione in diverse occasioni di vita quotidiana e di comunità).
Di seguito è possibile scaricare i vari numeri del periodico in formato digitale e nei prossimi mesi saranno realizzati e diffusi anche gli altri materiali informativi di cui sopra.
Il numero di dicembre 2014 è qui disponibile
Il numero di gennaio 2015 è qui disponibile
Per ulteriori informazioni
È possibile consultare anche la pagina dedicata al progetto cliccando qui
Fonte www.e-incllude.eu – In una recente ricerca, la FEAPS, organizzazione spagnola aderente ad Inclusion Europe, ha evidenziato come le famiglie spagnole aventi al loro interno un bambino con disabilità intellettiva abbiano maggiori spese e difficoltà economiche.
Secondo i dati FEAPS, infatti, in Spagna queste famiglie hanno spese extra rispetto alle altri famiglie pari a 24.000 euro ogni anno.
I costi principali sono legati a medicine, assistenza sanitaria e trasporti.
Per maggiori informazioni clicca qui (pagina in lingua inglese)
Fonte www.superando.it – Ho letto in «Superando.it» l’intervento intitolato Buona Scuola: a ciascun bisogno la sua risposta, a firma della professoressa Giulia Giani, docente di sostegno, che continua la sua battaglia contro ciò che riguarda l’introduzione di appositi ruoli di sostegno, all’interno della Proposta di Legge C-2444 in discussione alla Camera (Norme per migliorare la qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con altri bisogni educativi speciali), sostenuta da FISH** (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità), sul miglioramento della qualità dell’inclusione scolastica degli alunni con disabilità (nel sito della FISH si può leggerne la versione più aggiornata).
È innanzitutto da precisare che non si propongono ruoli concernenti specifiche disabilità – come erroneamente scritto nell’intervento citato – ma si mantiene la specializzazione polivalente, durante la quale verranno studiate le didattiche specifiche per saper lavorare con alunni i cui bisogni educativi siano condizionati dalle loro diverse disabilità. Seguirà una formazione obbligatoria permanente in servizio sulle didattiche specifiche, a seconda degli alunni che di anno in anno si troveranno in classe.
Inoltre, non intendiamo determinare una deriva sanitaria della formazione dei futuri docenti per il sostegno, dal momento che la formazione stessa e la successiva professionalità saranno esclusivamente didattiche, come risulta da una lettura anche superficiale del testo.
Le ragioni che ci hanno spinto a presentare quella Proposta di Legge dipendono dalla constatazione che l’attuale normativa – che consente di accedere ai posti di sostegno provenendo da cattedre curricolari alle quali si può tornare ad libitum [“a volontà”, N.d.R.] – ha determinato una gravissima discontinuità didattica per gli alunni con disabilità, che è perniciosa, specie per quelli con disabilità intellettive e relazionali che impiegano molto tempo per riuscire a instaurare un buon rapporto educativo con un docente specializzato e che l’anno successiv o – ma talora durante lo stesso anno – devono ricominciare tutto daccapo con un nuovo docente per il sostegno. Inoltre, la mancata formazione obbligatoria iniziale e in servizio dei docenti curricolari sulle didattiche inclusive ha fatto sì che questi, anche a causa del superaffollamento delle classi, abbiano delegato totalmente, specie nelle scuole secondarie, il progetto inclusivo ai soli insegnanti per il sostegno.
Ciò ha determinato infine, a causa della trascuratezza dei docenti curricolari, un’insaziabile richiesta di ore di sostegno da parte delle famiglie, per ottenere che gli alunni con disabilità avessero accanto almeno una figura per il massimo delle ore possibili.
Tutto ciò sta radicalmente modificando la cultura dell’inclusione scolastica.
Di qui la nostra Proposta di Legge, che prevede la formazione obbligatoria iniziale di tutti i futuri docenti curricolari di almeno trenta crediti formativi universitari (pari a circa un semestre) sulle didattiche inclusive e una specializzazione di tre anni per il sostegno didattico, che si conclude con specializzazione e abilitazione all’attività di sostegno.
Al termine del corso abilitante di specializzazione, i docenti potranno entrare nei ruoli di sostegno, distinti per ordine e grado di scuola, lavorando – in classi non numerose – in collaborazione con i colleghi curricolari, anzi “di sostegno” a loro nell’insegnamento disciplinare. I docenti curricolari potranno così dedicarsi all’insegnamento anche nei confronti degli alunni con disabilità e con altri BES (Bisogni Educativi Speciali), aiutati , per le strategie didattiche di comunicazione, dai colleghi specializzati.
Si eviteranno in tal modo sia la delega che la discontinuità, anche perché verranno istituiti gli organici funzionali a livello di reti di scuole e quindi i posti di sostegno non avranno sede in un solo istituto, ma in un gruppo di scuole viciniori, cosicché si potrà lavorare per tutta la durata di un ciclo di studi con gli stessi alunni.
Così, come richiesto dalla stessa professoressa Giani, gli alunni con disabilità avranno risposte didattiche corrispondenti ai propri bisogni educativi personali e i docenti per il sostegno potranno lavorare effettivamente per ciò per cui hanno studiato.
In altre parole, i docenti curricolari insegneranno le loro discipline e quelli per il sostegno faranno i mediatori nelle didattiche e nelle strategie specifiche di ciascun alunno.
L’ipotesi prospettata dalla professoressa Giani di una cattedra “bis-abile”, cioè per metà disciplinare e per l’altra metà di sostegno, oltre a creare notevoli problemi organizzativi per la grande difficoltà di conciliare gli orari delle mezze cattedre, a mio avviso non risolve quello della continuità, anzi lo aggrava, laddove una cattedra disciplinare e di sostegno dovesse essere suddivisa tra due docenti disciplinari e di sostegno sullo stesso alunno.
La nostra Proposta di Legge prevede inoltre che anche i docenti delle scuole secondarie debbano avere delle ore di programmazione in comune, come da sempre avviene per quelli delle scuole dell’infanzia e primaria, il che facilita l’abitudine alla presa in carico comune del PEI (Piano Educativo Individualizzato) dei singoli alunni, nella logica della programmazione di classe e di istituto.
Infine, sempre la nostra Proposta di Legge vuole che i docenti per il sostegno operino una scelta professionale definitiva, come la fanno quelli curricolari quando decidono di insegnare lettere o matematica. Ovviamente, non saranno condannati a svolgere attività di sostegno per tutta la carriera, come non lo sono quelli di lettere o matematica, avendo, al pari di questi ultimi, la possibilità – una volta acquisita l’abilitazione – di passare su cattedra comune, secondo le norme dei passaggi di cattedra.
C’è coartazione in tutto ciò?
*Presidente nazionale del Comitato dei Garanti della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), della quale è stato vicepresidente nazionale.
**Cui Anffas Onlus aderisce
Fonte www.un.org – In occasione della Third International Conference on Financing for Development, conferenza internazionale dedicata al finanziamento per lo sviluppo, le associazioni International Disability Alliance e International Disability and Development Consortium hanno redatto un documento che sarà presentato durante l’evento con lo scopo di sollecitare lo stanziamento di fondi per la creazioni di servizi utili e accessibili anche alle persone con disabilità.
L’obiettivo delle associazioni è di far divenire l’accessibilità una priorità nel momento in cui si discute di servizi e infrastrutture e di riuscire, in un futuro prossimo, a far partecipare le persone con disabilità alle discussioni relative alla progettazione, realizzazione, finanziamento e monitoraggio delle politiche di bilancio e fiscali.
Per maggiori informazioni consulta la pagina dedicata (in lingua inglese)
Beneficiari Dipendenti E Pensionati Pubblici. Ambito Territoriale,Invio Domande All’inps Entro Il 27
HOME CARE PREMIUM, oltre 123 mila euro per la cura a domicilio delle persone non autosufficienti. Beneficiari sono i dipendenti e pensionati pubblici, i loro coniugi conviventi e i familiari di primo grado. L’area di riferimento è l’ambito territoriale di Corigliano. Le domande di contributo vanno inviate telematicamente direttamente all’INPS entro il 27 FEBBRAIO 2015.
A darne notizia è l’assessore alle politiche sociali Marisa CHIURCO che invita i soggetti interessati a cogliere l’opportunità di usufruire del sussidio dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, riservato ai dipendenti e pensionati pubblici e ai loro familiari, non autosufficienti.
San Giorgio Albanese, San Cosmo Albanese, Vaccarizzo e San Demetrio Corone. Sono, questi, i comuni del distretto sociosanitario con il Comune di Corigliano capofila.
La procedura per l’acquisizione della domanda del contributo è stata attivata oggi, lunedì 2, e scadrà alle ORE 12 del 27 FEBBRAIO 2015, termine ultimo per inviare telematicamente le informazioni necessarie.
La domanda di assistenza domiciliare deve essere presentata, previa iscrizione alla banca dati dell’INPS, dal richiedente esclusivamente per via telematica. Servono, quindi, al momento della login sul sito www.inps.it, PIN e attestazione ISEE socio-sanitario. Pena il rigetto della domanda. Gli operatori di sportello dell’ambito territoriale potranno inoltrare la domanda di assistenza domiciliare solo in presenza di delega del richiedente.
Il contributo è definito in relazione al valore ISEE del nucleo familiare in cui è presente il beneficiario e al punteggio conseguito a seguito della valutazione a cura del case manager. –