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Archivio giornaliero 18 Maggio 2016

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CONVENZIONE ONU: I “COMPITI PER CASA” ASSEGNATI ALL’ITALIA

SUPERANDO.IT Proponiamo ai Lettori la traduzione italiana dell’elenco di richieste e quesiti inviate al nostro Paese dal Comitato ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità, dopo l’esame del Rapporto Governativo Italiano sull’applicazione della Convenzione ONU. E i “compiti per casa” ancora da svolgere non mancano di certo…

È al Comitato per i Diritti delle Persone con Disabilità dell’ONU, lo ricordiamo – ovvero all’organismo incaricato di verificare la reale applicazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità nei Paesi che l’hanno ratificata (l’Italia, lo ricordiamo, lo ha fatto all’inizio del 2009, con la Legge 18/09) – che i Governi di questi ultimi devono inviare i propri rapporti ufficiali sull’attuazione della Convenzione stessa.
In parallelo, è importante ricordare anche i cosiddetti “rapporti-ombra”, e quello del nostro Paese, come avevamo riferito qualche tempo fa, è stato prodotto da un gruppo di lavoro del FID, il Forum Italiano sulla Disabilità che rappresenta a livello europeo le istanze delle persone con disabilità in Italia, organismo membro dell’EDF (European Disability Forum), nato nel 2008 a seguito dell’unificazione del CND (Consiglio Nazionale sulla Disabilità) e del CID.UE (Consiglio Italiano dei Disabili per i rapporti con l’Unione Europea), per rappresentare le decine di organizzazioni aderenti alla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e alla FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali di Persone con Disabilità).

Tornando al Rapporto Governativo dell’Italia (disponibile integralmente a questo link), dopo averlo esaminato, il Comitato dell’ONU ha recentemente prodotto l’elenco delle proprie richieste e quesiti (List of Issues), sorta di stringenti “compiti per casa”, riguardanti quasi tutti gli articoli della Convenzione.
A curarne la traduzione in italiano – non ufficiale, ma certamente più che attendibile – è stato lo stesso FID e ben volentieri qui di seguito la proponiamo ai Lettori, ritenendolo un documento di grande importanza.

Segnalando infine che nella pagina web del FID sono disponibili vari documenti di utile approfondimento, riportiamo in calce anche l’elenco aggiornato ad oggi, 18 maggio, dei 164 Paesi (compresa l’Unione Europea) che hanno finora ratificato la Convenzione, a poco più di nove anni dall’apertura di tale procedimento e degli 89 che hanno ratificato anche il Protocollo Opzionale, testo che consente al Comitato ONU di ricevere anche ricorsi individuali – di singoli o di gruppi di individui – e di avviare eventuali procedure d’inchiesta.

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ISEE: IL SENATO APPROVA LE MODIFICHE

vita.it – Con 168 sì, 90 no e 1 astenuto, l’Aula del Senato ha approvato nella mattina del 12 maggio 2016, l’emendamento 1.900, interamente sostitutivo dell’articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 29 marzo 2016, n. 42, sull’approvazione del quale il Governo ha posto la questione di fiducia. Nelle dichiarazioni di voto avevano negato la fiducia Gruppo dei Conservatori e Riformisti, la Lega Nord, Movimento 5 Stelle, Forza Italia.

Il Senato ha quindi approvato i fondi alle scuole paritarie per gli insegnanti di sostegno, l’allargamento della carta di 500 euro per i diciottenni anche ai ragazzi con cittadinanza non italiana residenti in Italia e la modifica all’Isee.

Il tema Isee è stato sollevato dai senatori Alessia Petraglia (Misto-SI-SEL), Michela Montevecchi (M5S), Marco Marin (FI) e andrea Marcucci (PD). Petraglia ha sottolineato come sia «comparso uno strano articolo sull’ISEE dei nuclei familiari con componenti con disabilità; si tratta nei fatti del recepimento della sentenza del Consiglio di Stato intervenuta per sanare scelte sbagliate. Mi chiedo però come sia stato possibile trattare un argomento così importante senza coinvolgere le Commissioni referenti e senza una discussione completa che potesse sanare del tutto le questioni ancora aperte legate alla disabilità». Montevecchi ha parlato di «un atto di aggressione parlamentare», che «infila in questo decreto un emendamento che tocca una materia complessa e articolata, che non può esaurirsi in una modifica estranea a quella che era la materia del decreto», emendamento che «non solo peggiora le condizioni per i disabili, ma crea anche una discriminazione all’interno delle famiglie». Marin a proposito di ISEE dice che «volete che non si dica niente in quest’Aula? Sappiamo che cos’è, non è necessario aver amministrato nei Comuni. Si trattano i parlamentari come persone che siedono qua casualmente». Andrea Marcucci ha invece plaudito al lavoro della Commissione: «certamente il Governo ha chiesto la fiducia su questo provvedimento, ma bisogna riconoscere che ha presentato un maxiemendamento che è esattamente la risultante della dialettica parlamentare che si è svolta all’interno della Commissione, ed ha rispettato esattamente i voti che in Commissione sono avvenuti. […] Se era importante – secondo noi lo era – dare i fondi alle scuole paritarie indirizzati specificamente agli alunni con disabilità, abbiamo trovato i fondi e lo abbiamo fatto con determinazione e orgoglio. E ancora, se era opportuno – io ritengo che lo fosse – rispetto alla carta digitale di 500 euro per i diciottenni, allargare a tutti tale possibilità, inclusi gli extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, in Commissione l’abbiamo fatto; se era importante affrontare la questione dell’ISEE, urgente anche in seguito a recenti sentenze, l’abbiamo fatto con grande determinazione, con voglia di confronto, ma anche con la continua ricerca di risolvere questioni importanti nell’interesse del nostro Paese».

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RAGAZZI CON DISABILITÀ INTELLETTIVA A SCUOLA DI SOCIAL (CONTRO I BULLI)

corriere.it – Soprusi e prevaricazioni, offese e insulti a ripetizione, foto postate su Facebook che diventano oggetto di scherno in Rete. Vittime di bullismo e cyberbullismo sono anche e soprattutto le persone con disabilità intellettiva che utilizzano, come tutti, i social network come strumento per relazionarsi con gli altri e uscire dall’isolamento. Ma in Rete navigano anche i cyberbulli che tendono a colpire proprio i ragazzi più vulnerabili. Fornire loro gli strumenti per difendersi nella vita reale e sui social è l’obiettivo dei corsi di formazione promossi da Associazioni di persone con disabilità intellettiva, a livello europeo e in Italia. Durante le lezioni si danno consigli pratici su come utilizzare i social network, ma si cerca anche di rafforzare l’autostima dei ragazzi e favorire una maggiore consapevolezza di se stessi.

«Safesurfing» è il progetto europeo promosso da Inclusion Europe, organizzazione europea di persone con disabilità intellettiva, insieme ad altre associazioni partner in Polonia, Regno Unito, Spagna e Italia, rappresentata da Anfass, Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale. I partecipanti ai corsi, tramite seminari online, possono interagire e fare domande in tempo reale. «Col progetto sul cyberbullismo contiamo di raggiungere circa mille ragazzi con disabilità intellettiva in tutta Italia utilizzando seminari e corsi online interattivi – spiega Roberta Speziale, referente per Anffas del progetto Safesurfing -. Le informazioni fornite non sono solo teoriche, ma anche tecniche: per esempio, come bloccare persone che infastidiscono sui social e, soprattutto, cosa fare nel caso di esperienze spiacevoli come casi di cyberbullismo, molestie, furti o usi inappropriati dei dati».

Vademecum con consigli

Cinque video informativi, tutti accessibili online, sono stati realizzati dagli associati di ciascuna organizzazione partner del progetto: «Utilizzare internet in modo sicuro», «Cose che dovete sapere su internet», «Dispositivi mobili: opportunità e pericoli per le persone con disabilità intellettiva», «Proteggere i browser e facebook», «Quali informazioni dovrei condividere su di me online?». Sono una sorta di vademecum con consigli pratici, per esempio, su quali precauzioni utilizzare per evitare che siano rubate le password del proprio profilo, quali foto postare su social, le informazioni da condividere, le amicizie da accettare e con le quali interagire.

Dai vestiti alla sessualità

A Roma, oltre al corso di formazione sul cyberbullismo, Anffas Ostia ha attivato il progetto «Ribelle contro il bullismo». Le lezioni si svolgono nel X Municipio in uno stabile confiscato alla mafia, sede anche di un’agenzia per la formazione professionale e l’inserimento lavorativo di persone con disabilità. «Alcuni ragazzi ci hanno raccontato di aver subito episodi di bullismo e discriminazione a causa della propria disabilità e così abbiamo pensato di promuovere iniziative per rafforzare la loro autostima e favorire la loro integrazione nel gruppo – spiega Simona Pennacchia, neuropsichiatra infantile di Anffas Ostia -. Siamo partiti da cose all’apparenza banali ma importanti per un adolescente, come la scelta del vestito adatto, l’abbinamento dei colori, il trucco. Vengono poi approfonditi aspetti emotivi e relazionali, per esempio come valorizzare i rapporti veri, vivere le proprie emozioni, la propria sessualità, un corpo che cambia; e ancora: come prendere confidenza coi mezzi pubblici e acquisire il senso del denaro. Tutti aspetti – conclude Pennacchia – che possono favorire l’autonomia e l’inclusione nella comunità».