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Archivio giornaliero 24 Marzo 2014

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“Odontoiatria speciale”, questa sconosciuta. Un dramma per le famiglie

Fonte www.redattoresociale.it In un post sul suo blog, Gianluca Nicoletti racconta la visita dentistica di suo figlio Tommy e apre uno squarcio su un problema molto sentito dalle famiglie. Una risposta arriva dalla Sioh, dove “i bambini disabili ricevono tutte le cure e le attenzioni per i loro denti”

 ROMA – “Tommy  si è sottoposto a una visita dentistica accurata, compresa pulizia dei denti, senza lamentarsi, senza urlare, senza azzannare il dentista”: sembra cosa di poco conto, ma per chi conosce Tommy sa cosa significhi. Gianluca Nicoletti, papà di Tommy e giornalista, oggi racconta in un post la popria soddisfazione per il traguardo raggiunto. “Chi ha un figlio autistico sa bene  cosa significhi cercare un dentista attrezzato per pazienti ‘non collaborativi’, una volta trovato poi spesso si fa una bella sedazione e si estrae il dente malato, per fare prima, per eliminare il problema… Quanti adulti con problemi simili vedrete senza più denti”. Ricorda poi i tanti passi percorsi per avvicinarsi al traguardo, il lavoro tenace a paziente, giorno dopo giorno, per riuscire a rendere Tommy ameno un po’ collaborativo. “Abbiamo lavorato tanto – racconta – Quante sedute mi sono fatto con lui che guardava, che faceva il dentista, si metteva la mascherina, poi piano piano ha preso il mio posto e ora si fa mettere le mani in bocca,  è già moltissimo. Sono grato al mio dentista paziente e al nostro Marco tatuato vegano (chi ha letto il libro di Tommy sa di chi io parli)  che ha lavorato con passione sulle sue autonomie negli ultimi mesi . Per quando nascerà Insettopia ho giù trovato  altri volenterosi dentisti, pronti a studiare un metodo assieme agli educatori per riuscire a trovare un approccio possibile alla visita odontoiatrica, con o senza sedazione”.

Il racconto di Nicoletti apre uno squarcio su una delle tante preoccupazioni condivise dai genitori di ragazzi o adulti con disabilità. Si definiscono “pazienti non collaborativi”, appunto: una categoria ben presente, quindi, al sistema sanitario nazionale, che però tarda ad attrezzarsi per rispondere alle loro complicate esigenze. Quanto il problema sia sentito dalle famiglie, lo dimostra l’interesse suscitato dal nome di un dentista specializzato per i bambini disabili, che lavora a Roma. Si chiama Eugenio Raimondo ed è tra i fondatori del Sioh, la società italiana di Odontostomatologia per handicappati. In Calabria, in provincia di Cosenza, ha dato vita a un centro specializzato, un “gioiellino”in cui, anche con l’aiuto di clown, garantisce ai bambini disabili cure odontoiatriche non traumatiche, il più delle volte in anestesia totale: condizione quasi sempre inevitabile, questa, nel caso di pazienti non collaborativi. “La salute orale delle persone disabili viene spesso trascurata – spiega Raimondo – In parte perché considerata marginale rispetto al deficit centrale, in parte perché è molto difficile anche procedere a una semplice visita. Così, accade spesso che la persona disabile sia assistita solo in casi di emergenza, quando l’unico intervento possibile è l’estrazione. E questo non è giusto, visto che le scienze odontoiatriche negli ultimi anni hanno fatto notevoli progressi, di cui dovrebbero poter beneficiare tutti”. All’origine di questo “grave problema sociale”, c’è secondo Raimondo la “carenza, quasi la mancanza di strutture specializzate. Queste persone infatti, specialmente i bambini, hanno bisogno un’assistenza particolare, come quella che trovano nel nostro a Paola (Cs), che ha una sede anche a Roma. Noi dedichiamo ampio spazio anche al momento della visita – racconta Raimondo – Le mamme spesso si stupiscono perché i loro figli, che in altri ambulatori non avevano varcano neanche la soglia, da noi si siedono tranquillamente e si lasciano visitare. Merito di 30 anni di esperienza e dell’energia positiva che, anche grazie ai clown, si respira nei nostri ambulatori. Lo stesso accade al momento del ricovero: facciamo in modo, sempre grazie ai clown, che i bambini si addormentino e si risveglino serenamente, superando il terrore che in tutti noi provoca il dentista, e che per loro si aggiunge al trauma della sala operatoria”. Per le famiglie, i tempi di attesa non sono lunghi e l’assistenza è in moti casi gratuita: “Generalmente, ci vogliono 5-6 giorni per una visita e 1 mese per il ricovero – spiega Raimondo – quando c’è una disabilità certificata, l’intervento è completamente gratuito, altrimenti il ricovero costa circa 1.000 euro in day hospital. Abbiamo circa 60 ricoveri al mese, 5 sale operatorie e una equipe di 40 persone”. I suoi 30 anni di esperienza, Raimondo ora li ha raccolti anche in un libro, “Odontoiatria speciale per il paziente critico e diversamente abile” (Ediermes). L’obiettivo è “fornire indicazioni utili su come accogliere e assistere questi ragazzi e le loro famiglie, che spesso arrivano da noi dopo lunghi viaggi e varie disavventure”.

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In 5 anni raddoppiati gli alunni stranieri con disabilità

Fonte www.superabile.it Indagine Miur-Ismu analizza la presenza sui banchi di alunni stranieri con disabilità certificata (visiva, uditiva e psico-fisica): sono il 3,1% tra gli alunni con cittadinanza non italiana e il 10,8% tra gli alunni con disabilità

ROMA – Negli ultimi cinque anni raddoppia la presenza sui banchi di alunni stranieri con disabilità certificata (visiva, uditiva e psico-fisica): ora sono il 3,1% tra gli alunni con cittadinanza non italiana e il 10,8% tra gli alunni con disabilità. Lo rivela l’indagine del ministero dell’Istruzione, in collaborazione con la Fondazione Ismu (l’Istituto per lo Studio della Multietnicità) che si riferisce all’anno scolastico 2012/2013. Il dato secondo gli osservatori “rivela la capacità della scuola italiana di saper dare risposte e assistenza formativa a situazioni difficili”. Aecondo la fotografia scattata dal ministero dell’Istruzione, in collaborazione con la Fondazione Ismu (l’Istituto per lo Studio della Multietnicità), in una indagine che si riferisce all’anno scolastico 2012/2013.

Complessivamente gli alunni stranieri con disabilità, di tutti gli ordini scolastici, di scuole statali e non statali, sono 24.139, in grandissima maggioranza nella scuola statale (22.854). In valori assoluti la loro presenza è più significativa nella scuola primaria, che ne conta 10.459. A livello regionale, se si considera il rapporto con gli alunni di cittadinanza non italiana, la Lombardia si colloca al primo posto con 7.142 alunni; seguono il Veneto, l’Emilia Romagna, il Lazio e  il Piemonte. Veneto invece al primo posto (20,2%) per la percentuale di alunni stranieri con disabilità sul totale degli alunni con disabilità.

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Disabili discriminati sul lavoro, l’Italia vicina a una nuova condanna Ue

Dal sito www.superabile.it  Dopo il pronunciamento della Corte di giustizia del luglio 2013, la Commissione ritiene che la legge italiana non si sia adeguata in modo sufficiente. Parla Lorenzo Torto, il disabile che aveva portato il nostro paese sul banco degli imputati

BRUXELLES – L’Italia rischia sanzioni di carattere economico e un ulteriore deferimento alla Corte di Giustizia Europea per mancata applicazione di una sentenza della stessa Corte sullaparità di trattamento dei disabili sul lavoro. A paventare la possibilità di multe per il nostro paese e di deferimento addirittura per violazione dei trattati sono state fonti interne alla Commissione europea: l’esecutivo di Bruxelles sta infatti valutando l’adeguamento della legislazione italiana alla direttiva 2000/78/CE in merito alla non discriminazione delle persone con disabilità sul lavoro, dopo che la Corte di Giustizia UE aveva condannato l’Italia nel luglio 2013.

Il nostro paese aveva recepito la direttiva col decreto legislativo 216 del 9 luglio 2003, ma il massimo organo giuridico europeo non ha ritenuto questa legge sufficiente e ha chiesto all’Italia in particolare di recepire meglio l’articolo 5 della direttiva, che riguarda le soluzioni e gli adattamenti ragionevoli che il datore di lavoro deve mettere in atto per favorire l’inserimento delle persone disabili. Altri problemi rilevati dalla Corte sono il fatto che le misure per l’impiego di persone con disabilità sono spesso lasciate a discrezione delle autorità locali e non sono adottate in maniera organica e che c’è un mancato accesso ad adeguata formazione lavorativa per le persone disabili.

L’Italia, in risposta alla sentenza del luglio 2013, ha adottato la legge 99 del 9 agosto 2013, che la Commissione sta ora valutando e che, se troverà di nuovo insufficiente, porterà a un secondo deferimento dell’Italia e a un rischio di sanzioni economiche.

Ma al di là dei cavilli legali e delle battaglie giuridiche, a portare il nostro paese sul banco degli imputati è stato un ventiseienne paraplegico abruzzese, Lorenzo Torto, che nel marzo 2013 ha presentato una petizione al Parlamento UE per chiedere che il governo si desse una mossa nel garantire a lui e a tutti i disabili come lui un accesso al lavoro dignitoso. Lorenzo è tornato ieri di nuovo di fronte alla Commissione Petizioni dell’Europarlamento, e ha purtroppo constatato che l’Italia non si sta muovendo abbastanza velocemente ed efficacemente su questo dossier, al punto che Ilaria Brazzoduro, della DG Giustizia della Commissione Europea, non ha escluso la possibilità di una multa per il nostro paese, una volta terminati gli accertamenti di Bruxelles.

“Io sono convinto che avremo un altro deferimento e un’altra sentenza di condanna da parte della Corte di Giustizia – ha detto a Redattore Sociale Lorenzo Torto – perché la legge adottata dall’Italia per recepire la direttiva affronta solo alcuni problemi minimi. Io ci tengo ha sottolineare – ha proseguito – come questa mia battaglia non sia solo per me ma per tutte le persone con disabilità. Io sono solo un rompiscatole, uno che ha una lingua biforcuta a dispetto delle gambe che mi fanno male, ma non sto lottando a nome solo di Lorenzo Torto. Tenete presente che per me, venire a Bruxelles, non è una passeggiata come per chiunque altro. Oggi, tornato in Italia, dovrò prendere delle medicine per far passare il dolore, però è una cosa importante da fare per evitare che torni il silenzio su questa violazione dei diritti fondamentali dei cittadini con disabilità. Vorrei sottolineare un altro aspetto – ha concluso Lorenzo – non te lo deve dire l’Europa che sbagli. Deve essere nella coscienza di un paese che ci si renda conto della necessità di una maggiore integrazione dei disabili: la legge 68 del 1999, per esempio, stabilisce delle quote obbligatorie di assunzioni, ma se un’azienda in crisi può derogare a tali quote e comunque si possono pagare multe esigue, di tre euro al giorno per persona disabile non assunta, che non servono a disincentivare le violazioni della legge”. E la presidente della Commissione Petizioni del Parlamento UE, l’eurodeputata italiana Erminia Mazzoni, scriverà nei prossimi giorni una lettera al presidente del Consiglio Renzi e al ministro del Lavoro Poletti perché considerino della massima priorità l’adeguamento dell’ordinamento italiano alla legislazione europea in materia di occupazione per le persone disabili

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BENE RENZI SU DISABILITÀ, MA ADESSO SI CAMBI VERSO

Hanno sortito l’effetto sperato le proteste di FAND e  FISH* verso le proposte del Commissario Cottarelli che ipotizzavano misure  restrittive sulle indennità di accompagnamento destinate ai disabili gravi. 

Una risposta politica esplicita è arrivata ieri dal Presidente  del Consiglio, Matteo Renzi: “Non toccheremo pensioni e indennità di  accompagnamento per le persone con disabilità.”

Sembra, quindi, archiviata sia l’idea di legare l’erogazione  dell’indennità al reddito e, ancor più, la “teoria degli abusi” che  sottostava all’ipotesi espressa da Cottarelli. C’è soddisfazione da  parte di FAND e FISH per l’espressione chiara di una volontà politica  non punitiva nei confronti delle persone con disabilità. Ma adagiarsi sullo  “scampato pericolo” non appartiene alla storia e alla cultura delle  Federazioni. Chiedono piuttosto, ancora e con forza, l’avvio e  il consolidamento di serie politiche per la disabilità, per la non  autosufficienza, per l’inclusione sociale. Oggi sono carenti se non  assenti.

La disabilità è il primo fattore di impoverimento per  milioni di persone e famiglie, a causa della carenza di servizi edi supporti  consolidati. E anche l’esclusione sociale pesa. Pesa drammaticamente nelle  condizioni di vita delle persone con disabilità.

Le disparità territoriali sono poi enormi e irrisolte  anche a causa dell’assenza di livelli essenziali di assistenza che dovrebbero  garantire servizi e prestazioni omegenee sul territorio nazionale.

Sulla disabilità gravano anni di riduzioni dei  trasferimenti agli enti locali, di tagli di finanziamento, di disapplicazioni di  norme, nazionali e internazionali, che si davano per consolidate.

FAND e FISH plaudono alla chiarificazione di Renzi, ma  si vada oltre. Il Piano di azione sulla disabilità (approvato con DPR lo scorso  ottobre), ad esempio, attende di essere applicato con responsabilità diffuse, ma  con una regia fondamentale da parte del Governo. Anche la disabilità  necessità di imponenti riforme, di investimenti oculati, di risorse, di scelte  politiche che per troppo tempo sono state latitanti, inefficaci,  insufficienti.

C’è bisogno di scelte che cambino “il verso” anche  sulla disabilità.

*Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap cui  Anffas Onlus aderisce

Per approfondire

Leggi l’articolo “Renzi:  Non saranno toccate indennità e pensioni delle persone con disabilità”

Leggi l’articolo “Spending  Review: risparmi su pensioni di invalidità e nuova guerra ai falsi  invalidi?”

24 marzo 2014